Concetti Chiave

  • Il lavoro di Manzoni su "I Promessi Sposi" fu intenso e coinvolse molte persone, rendendo la revisione un processo collaborativo e complesso.
  • La revisione del romanzo fu più un rifacimento che una semplice correzione, con significative modifiche alla struttura e alla narrazione.
  • L'opera di revisione ha migliorato l'equilibrio del romanzo, eliminando eccessi stilistici e narrativi per renderlo più agile.
  • Nonostante la difficile gestazione, l'edizione del 1827 è stata un successo editoriale, vendendo rapidamente e ricevendo traduzioni internazionali.
  • Manzoni introdusse nel romanzo una riflessione morale più profonda, abbandonando dettagli storici minuziosi e polemiche illuministiche.

Indice

  1. Il frenetico lavoro
  2. “Revisione” o “rifacimento”?
  3. Utilità della revisione
  4. Giudizio complessivo sull’edizione del 1827

Il frenetico lavoro

Per tre anni, fino al 1827, Manzoni si occupa della revisione di Fermo e Lucia. Nel 1827 è data così alla stampa la prima edizione de I Promessi Sposi. Nello stesso anno vedono la luce altri romanzi storici, per lo più dimenticati oggi.
Per la fama dell’autore, il più atteso dal pubblico è il romanzo del Manzoni. L’aspettativa è grande ed essa è accompagnata da alcune circostanze singolari. L’autore aveva dato il manoscritto del primo romanzo in lettura al Fauriel e al Visconti, i quali annotarono con precisione le loro osservazioni. In seguito, dato che la revisione e la consegna alla stampa andavano di pari passo, anche altri amici, facenti parte del cenacolo milanese furono mobilitati. C’era chi teneva contatti con la tipografia e si occupava delle bozze, chi procurava il materiale bibliografico ancora necessario, chi forniva una consulenza linguistica. Tutta questa frenetica attività si snoda dal 1820 al 1840

“Revisione” o “rifacimento”?

Più che di “revisione” si dovrebbe parlare di “rifacimento”, perché l’autore non si limita a correggere, ma modifica tutta la struttura dell’opera ed interviene in continuazione nel rapporto fra invenzione e storia, tra trama e riflessione morale, sulla fisionomia dei singoli personaggi e sui legami che si intrecciano fra di loro. Infatti, sopprime o riduce passi che nuocciono al ritmo narrativo come quello relativo ai romanzi d’amore al tempo del cardinale Borromeo, quello relativo all’origine della peste secondo don Ferrante. Riduce drasticamente la disgressione sulla Monaca di Monza e sull’Innominato e riscrive in toto la morte di don Rodrigo aggiungendo l’episodio della notte di Renzo nella boscaglia in riva all’Adda, la descrizione della vigna e l’immagine del temporale purificatore. Inoltre, per equilibrare la presenza di Renzo e Lucia, nel romanzo inserisce il tumulto di San Martino e la fuga di Renzo verso il bergamasco fra la disgressione sulla Monaca di Monza e quella dell’Innominato. Dopo tutti questi interventi, indipendentemente dalla suddivisione editoriale in tomi, la struttura del romanzo è la seguente:
• prima parte: fino alla separazione dei due protagonisti
• seconda parte: le vicissitudini dei due protagonisti fino all’Innominato
• terza parte: suddivisa fra Lucia e gli altri personaggi sullo sfondo della carestia e della peste
• quarta parte: riappare Renzo che si mette alla ricerca di Lucia, ritrovamento della ragazza e matrimonio

Utilità della revisione

Questa opera di revisione è stata utile per smorzare alcuni aspetti eccessivi come le sonorità verbali, la presenza di particolari troppo veristici o delle tinte troppo cupe tipiche del romanzo nero, le punte eccessivamente polemiche, i momenti ironici troppo crudi, la lentezza e l’ampiezza di alcune disgressioni, di note biografiche e di pause moralistiche. Nell’insieme tutti questi interventi contribuiscono a rendere l’opera più agile e più equilibrata nelle varie parti.
Nell’edizione del 1927, dopo l’autorizzazione della censura, l’articolazione del romanzo è questa:
• primo volume: capitoli I – IX
• secondo volume: capitoli XII – XXIV
• terzo volume: capitoli XXV – XXXVIII
• La revisione del terzo capitolo fu particolarmente faticosa per lo scoraggiamento dello scrittore

L’opera è pubblicata il 15 giugno 1827 e in pochi giorni ne vengono vendute 600 copie su mille. Me furono fatte delle Nel 1828 appaiono due traduzioni Francia e a Pisa viene pubblicata la versione inglese.
Il successo è inevitabile e vasto. L’unica campana negativa è quanto afferma il Leopardi che trova il romanzo molto inferiore alle aspettative, anche se più tardi ritornerà sui suoi passi.

Giudizio complessivo sull’edizione del 1827

Nonostante una così tormentata gestazione e malgrado tutte le correzioni strutturali e stilistiche, il romanzo racconta ancora una storia a lieto fine e in ciò segue sostanzialmente la narrazione o “fabula” di Fermo e Lucia. Tuttavia innovazioni non mancano: lo scrittore ha abbandonato la preoccupazione di ricreare anche nei dettagli il colore del tempo e le polemiche presenti in Fermo e Lucia, derivate dall’Illuminismo, alla fine vengono riepilogaste in un giudizio morale. L’iniziale volontà di polemizzare contro un secolo definito “sudicio e sfarzoso” e quindi di rappresentare la società lombarda del Seicento si apre ad una riflessione sulla presenza dell’uomo nella storia e sulla possibilità che egli ha di incrociare la Provvidenza divina. Questo spiega perché don Rodrigo muore assistito da padre Cristoforo e nel perdono di Renzo, invece perdersi cavalcando in mezzo alla folla appestata. Troviamo nella versione del 1827 una dolorosa coscienza della condizione umana che porta ad un approfondimento della psicologia dei personaggi, esistente solo superficialmente in Fermo e Lucia. Ecco perché la vicenda di Renzo e Lucia sembra concludersi ne I Promessi Sposi sotto una luce malinconica di rassegnazione, resa però viva dalla fede nella Provvidenza che indica all’uomo la via della salvezza, all’interno del caos della Storia umana.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il processo di revisione de "I Promessi Sposi" da parte di Manzoni?
  2. Manzoni ha lavorato intensamente per tre anni alla revisione di "Fermo e Lucia", trasformandolo in "I Promessi Sposi". Questo processo, più un "rifacimento" che una semplice revisione, ha coinvolto modifiche strutturali e stilistiche significative, con l'aiuto di amici e collaboratori.

  3. Quali cambiamenti principali ha apportato Manzoni nella struttura del romanzo?
  4. Manzoni ha modificato la struttura del romanzo, suddividendolo in quattro parti principali e intervenendo su personaggi e trama, come la riduzione delle digressioni sulla Monaca di Monza e l'Innominato, e riscrivendo la morte di don Rodrigo.

  5. Qual è stata l'utilità della revisione del romanzo?
  6. La revisione ha reso l'opera più agile ed equilibrata, smorzando eccessi stilistici e narrativi, come sonorità verbali eccessive e digressioni troppo ampie, migliorando così l'armonia complessiva del romanzo.

  7. Come è stata accolta l'edizione del 1827 de "I Promessi Sposi"?
  8. L'edizione del 1827 ha avuto un grande successo, vendendo rapidamente 600 copie su mille. Nonostante alcune critiche, come quella di Leopardi, il romanzo è stato tradotto in diverse lingue e ha ottenuto un vasto consenso.

  9. Quali innovazioni ha introdotto Manzoni rispetto a "Fermo e Lucia"?
  10. Manzoni ha abbandonato la ricreazione dettagliata del contesto storico e le polemiche illuministiche, concentrandosi su una riflessione morale e sulla psicologia dei personaggi, con una visione malinconica ma fiduciosa nella Provvidenza.

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