Concetti Chiave
- Il romanzo inizia il 7 novembre 1628 con don Abbondio minacciato dai bravi di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia.
- Renzo cerca un parere legale dall'Azzecca-garbugli e si coinvolge nei tumulti di Milano, invocando giustizia per tutti.
- Padre Cristoforo tenta di aiutare Renzo e Lucia, negoziando con don Rodrigo e organizzando la loro fuga in conventi separati.
- Lucia viene rapita dall'Innominato ma le sue parole lo spingono a cambiar vita, liberandola e influenzando positivamente gli eventi.
- La conversione dell'Innominato segna un cambiamento cruciale, portando alla liberazione di Lucia e un nuovo inizio per molti personaggi.
Indice
- Martedì 7 novembre 1628 (capitolo I)
- Da martedì 7 novembre a mercoledì 8 novembre 1628 (capitoli II - III)
- Giovedì 9 novembre 1628 (capitoli IV – V – VI - VII)
- Venerdì 10 novembre 1628 (capitoli VII – VIII)
- Sabato 11 novembre 1628, giorno di S. Martino (capitoli IX – X – XI – XII – XIII – XIV)
- Domenica 12 novembre 1628 (capitoli XV – XVI)
- Lunedì 13 novembre 1628 (capitoli XVII – XVIII)
- Da lunedì 13 novembre a sabato 2 dicembre 1628 (capitolo XVIII)
- Da fine novembre al 9 dicembre 1628 (capitoli XIX - XX)
- Da sabato 9 dicembre alla mattina di domenica 10 dicembre (cap. XXI)
- Domenica 10 dicembre 1628 (cap. XXII – XXIII – XXIV)
- Da lunedì 11 dicembre a venerdì 15 dicembre 1628 (capitolo XXV)
- Da sabato 16 dicembre a tutto l’inverno dello stesso anno (capitolo XXVI)
Martedì 7 novembre 1628 (capitolo I)
Il romanzo inizia nel tardo pomeriggio del 7 novembre 1628, con la consueta passeggiata di don Abbondio, interrotta dall’incontro con i due bravi che ordinano con tonno minaccioso a don Abbondio di non celebrare l’indomani il matrimonio di Renzo e Lucia.
Da martedì 7 novembre a mercoledì 8 novembre 1628 (capitoli II - III)
Nella notte fra il 7 e l’8 novembre, don Abbondio decide di prendere tempo. L’indomani, mercoledì 8 novembre, Renzo si reca in canonica per decidere gli ultimi aspetti organizzativi e. apprende che il matrimonio non potrà essere celebrato. Nello stesso giorno, Renzo si reca dall’Azzecca-garbugli per avere un parere legale sulla questione e nel frattempo, Agnese e Lucia ricevono la visita di fra’ Galdino (il miracolo delle noci)
Giovedì 9 novembre 1628 (capitoli IV – V – VI - VII)
Giovedì 9 novembre, padre Cristoforo, avvertito da fra’ Galdino lascia il convento di Pescarenico e si dirige verso la casa di Lucia [Disgressione sulla vita di Ludovico, ora diventato fra’ Cristoforo]. Dopo essere stato informato dalla ragazza sull’accaduto, Padre Cristoforo decide di parlare con don Rodrigo e arriva al palazzotto all’ora di pranzo. Il colloquio ha una conclusione tempestosa. Nel frattempo, su proposta di Agnese, e, rimosse iniziali titubanze di Lucia, viene deciso di organizzare un matrimonio a sorpresa: Tonio e Gervasio saranno i testimoni e Agnese provvederà a distrarre Perpetua e ad allontanarla dall’ingresso della canonica. Alla fine della giornata padre Cristoforo racconta a Lucia, in presenza di Agnese e di Renzo, l’esito negativo del colloquio, lasciando però intravedere uno spiraglio
Venerdì 10 novembre 1628 (capitoli VII – VIII)
Venerdì 10 novembre è il giorno dell’organizzazione del matrimonio a sorpresa: ognuno ha il suo ruolo ben prestabilito. Calata la sera, Renzo e Lucia con i due testimoni, Tonio e Gervasio, e Agnese, utile per distrarre Perpetua, si avviano verso la canonica. La notte dello stesso giorno è definita “la notte degli imbrogli”. Oltre al tentativo fallito del matrimonio a sorpresa, i bravi irrompono nella casa di Lucia per rapirla (come già era stato avvertito padre Cristoforo da un vecchio servitore di don Rodrigo). Nel frattempo, il campanaro Ambrogio, udite le grida di don Abbondio si mette a suonare le campane, molti abitanti del villaggio saltano giù dal letto e corrono in aiuto al loro parroco. I bravi si credono scoperti e, fuggendo, incappano in Menico che, ritorno dal concento di Pescarenico veniva a riferire ai protagonisti che don Rodrigo meditava un rapimento e che sarebbe stato necessario lasciare il paese.Immediatamente, Agnese e Lucia si recano al convento dove padre Cristoforo dà loro tutte le istruzione: Lucia e Agnese saranno ospitate in un convento di Monza e Renzo in un convento di cappuccini a Milano. Immediatamente i tre protagonisti partono ed è qui che si colloca il celebre “Addio ai Monti” di Lucia.
Sabato 11 novembre 1628, giorno di S. Martino (capitoli IX – X – XI – XII – XIII – XIV)
Agnese e Lucia arrivano al convento di Monza [disgressione sui trascorsi di Gertrude, la Monaca di Monza]Il conte Attilio rimprovera a don Rodrigo di aver perso la scommessa, ma propone di aiutare vil cugino, facendo intervenire il conte zio per eliminare la figura di padre Cristoforo, convinto che il rapimento sia fallito a causa del frate. Don Rodrigo invia il Griso a Monza per avere più informazioni sui fuggiaschi
Intanto, Renzo, non avendo trovato al convento padre Bonaventura a cui era stato indirizzato, decide di fare una passeggiata a Milano per dare un’occhiata al tumulto, in cui per curiosità e furore giovanile si lascia coinvolgere. In serata, Renzo pronuncia una specie di arringa in cui, facendo riferimento alle vicende personali, invoca una giustizia uguale per tutti. Successivamente, egli incontra uno sconosciuto (che invece è uno sbirro) che lo accompagna all’osteria della Luna piena per passare la notte.
Qui, in preda ai fumi dell’alcool, Renzo diventa lo zimbello di tutti gli avventori. L’oste si reca al Palazzo di Giustizia per segnalare la presenza nel suo locale di un individuo che non ha voluto fornire le proprie generalità, ma si rifiuta di testimoniare accuse gravi contro Renzo.
Domenica 12 novembre 1628 (capitoli XV – XVI)
Allo spuntar del giorno, Renzo viene svegliato bruscamente dagli sbirri e dal notaio criminale. Viene ammanettato con l’accusa di essere un sobillatore, ma giunto in strada, riesce a fuggire con l’aiuto della folla. Scartata Renzo l’idea di rifugiarsi in convento, come, invece, aveva proposto padre Cristoforo, decide recarsi dal cugino Bortolo che abita a Bergamo e quindi in un territorio sotto la giurisdizione della Serenissima. Inizia il viaggio uscendo da Milano e attraversando la campagna in direzione dell’Adda. Arrivato a Gorgonzola si ferma in un osteria dove un mercante ragguagli gli avventori su quello che sta succedendo a Milano. Aggiunge che uno dei capi della rivolta è riuscito a fuggire. Renzo ascolta esterrefatto il racconto travisato e ingigantito e senza dare nell’occhio paga il conto e se ne va, anche se ormai è notte. Ovviamente dovrà attraversare l’Adda laddove “non passano i galantuomini”.
Lunedì 13 novembre 1628 (capitoli XVII – XVIII)
Passata la notte nel bosco, impaurito e intirizzito dal freddo, in una capanna di fortuna, nel ricordo delle persone che gli sono più care, al sorgere del sole un pescatore lo traghetta sull’altra riva dell’Adda. Renzo giunge così da Bortolo che lo accoglie con molto affetto e si offre di sistemarlo.Nella stessa giornata a Olate, il paese di origine di Renzo, giunge il mandato di cattura e la sua casa viene saccheggiata dalle forze dell’ordine.
Da lunedì 13 novembre a sabato 2 dicembre 1628 (capitolo XVIII)
Arriva al paese l’ordine di cattura di Renzo.Don Rodrigo, visto il piano fallito, temendo le beffe degli amici e del cugino Attilio, pensa di chiedere aiuto all’Innominato per rapire Lucia. Da parte sua, Agnese che fino ad ora era conoscenza delle mosse di Renzo, comincia a non avere più notizie e, il 2 dicembre, preoccupata, si reca da padre Cristoforo a Pescarenico. Qui però apprende che, il 30 novembre, il frate è stato trasferito a Rimini. Nello stesso periodo abbiamo l’incontro fra il cugino Attilio e il conte zio affinché quest’ultimo intervenga a favore del nipote don Rodrigo contro padre Cristoforo
Da fine novembre al 9 dicembre 1628 (capitoli XIX - XX)
Il Conte zio incontra il padre provinciale dei cappuccini e con molta astuzia e ipocrisia viene concordato che padre Cristoforo sarà trasferito da Pescarenico a Rimini, spostamento che presumibilmente ha luogo il 30 novembre.Il 4 dicembre, Don Rodrigo decide di recarsi al castello dell’ Innominato [Disgressione sulla figura dell’innominato].
L‘Innominato accetta di aiutare don Rodrigo. Con la complicità di Gertrude che non sa ribellarsi al volere di Egidio,
compagno di scelleratezze dell’Innominato, Lucia viene rapita (sabato 9 dicembre) e condotta prigioniera al castello. A farle la guardia è una vecchia serva, nata e sempre vissuta nel castello.
Da sabato 9 dicembre alla mattina di domenica 10 dicembre (cap. XXI)
Lucia passa la notte insonne e si addormenta solo dopo aver fatto voto di castità alla Vergine e nella speranza dellaProvvidenza divina. Contemporaneamente, anche l’Innominato non riesce a dormire, turbato dalle parole dettegli da
Lucia e dai rimorsi della vita passata. In preda all’angoscia medita perfino di suicidarsi, ma di nuovo le parole di Lucia
gli fanno intravedere un barlume di speranza. Quando sorge l’alba le campane del villaggio suonano a festa, in onore
della visita pastorale del Cardinale Federigo Borromeo.
Domenica 10 dicembre 1628 (cap. XXII – XXIII – XXIV)
L’Innominato decide di incontrarsi col cardinale Federigo e scende in paese senza seguito, fra la meraviglia di tuttiDisgressione sulla figura e sulla vita del cardinale Federigo Borromeo.
L’Innominato, accompagnato da don Abbondio e dalla moglie del sarto rientra al castello per liberare Lucia. Quindi tutti ritornano in paese e Lucia viene ospitata in casa del sarto. Agnese incontra il cardinale nella casa del sarto e lo informa dell’accaduto, anche se don Abbondio le ha raccomandato di tacere a proposito della vicenda del matrimonio. L’Innominato, dopo aver pranzato col cardinale, rientra al castello e comunica ai bravi la sua ferma volontà di voler cambiare vita e soltanto coloro che lo vogliono imitare possono restare al suo servizio. Finalmente, l’uomo, rasserenato, si addormenta
Da lunedì 11 dicembre a venerdì 15 dicembre 1628 (capitolo XXV)
Don Rodrigo apprende la conversione dell’Innominato e timoroso della visita del cardinale decide di partire per Milano. Lucia ed Agnese, ospiti del sarto, invitate da donna Prassede che ha offerto a Lucia la possibilità di rimanere ospite in casa sua, protetta e al sicuro. Le due donne accettano, ma prima rientrano al paese dove sono ricevute dal cardinale il quale approva la proposta di donna Prassede. Quindi il cardinale ha un colloquio con don Abbondio per chiedergli le ragioni per le quali egli non abbia celebrato il matrimonio.
Da sabato 16 dicembre a tutto l’inverno dello stesso anno (capitolo XXVI)
A partire da questo momento, le indicazioni cronologiche si fanno meno precise e comprendono periodi sempre più ampi.Donna Prassede viene a prendere Lucia e l’Innominato fa recapitare ad Agnese, tramite il cardinale, 100 scudi d’oro per la dote. La donna è molto felice così potranno raggiungere Renzo non appena avranno sue notizie. Lucia confessa alla madre di aver fatto un voto alla Vergine Maria. Agnese rimane stupefatta e le due donne si salutano tristemente promettendosi di rivedersi nell’autunno seguente
Domande da interrogazione
- Qual è l'evento scatenante che dà inizio alla trama del romanzo?
- Come reagisce Renzo alla notizia che il suo matrimonio non può essere celebrato?
- Qual è il ruolo di padre Cristoforo nella storia?
- Come si evolve la situazione di Lucia dopo il tentativo di rapimento?
- Quali sono le conseguenze della conversione dell'Innominato?
Il romanzo inizia con don Abbondio che, durante una passeggiata, viene minacciato da due bravi affinché non celebri il matrimonio tra Renzo e Lucia, evento che dà il via alla serie di vicende narrate.
Renzo, appreso che il matrimonio non può essere celebrato, si reca dall'Azzecca-garbugli per un parere legale e successivamente si lascia coinvolgere nei tumulti di Milano, dove pronuncia un'arringa invocando giustizia.
Padre Cristoforo cerca di aiutare Lucia e Renzo, parlando con don Rodrigo e organizzando la fuga di Lucia e Agnese in un convento a Monza, mentre Renzo viene indirizzato a Milano.
Dopo il tentativo di rapimento, Lucia viene ospitata in un convento a Monza, ma successivamente viene rapita dall'Innominato, che però, colpito dalle sue parole, decide di liberarla e cambiare vita.
La conversione dell'Innominato porta alla liberazione di Lucia e alla sua ospitalità presso il sarto, mentre l'Innominato comunica ai suoi bravi la sua volontà di cambiare vita, influenzando positivamente il corso degli eventi.