Concetti Chiave
- La presenza di anticorpi interferisce con i saggi immunometrici (IMA), causando risultati falsamente diminuiti della tireoglobulina (Tg).
- I saggi radioimmunologici (RIA) sono meno utilizzati a causa del rischio per il personale di laboratorio legato all'uso di sostanze radioattive.
- È fondamentale dosare gli anticorpi anti-tireoglobulina (TgAb) ogni volta che si richiede il dosaggio della Tg, poiché possono variare nel tempo.
- In pazienti post-tiroidectomia, la Tg dovrebbe stabilizzarsi sotto 0,5 microgrammi/L, mentre nel caso descritto, i livelli elevati persistono nonostante i trattamenti.
- Nonostante l'intervento chirurgico e i trattamenti con radioiodio, i valori di Tg non scendono mai sotto il cut-off, indicando un alto rischio di recidive.
Problemi dei saggi immunometrici
il problema della Tg non è solo dovuto alla sua struttura terziaria, ma anche per la presenza di anticorpi. Ciò rappresenta un problema per i saggi immunometrici (IMA) ma non per i saggi radioimmunologici (RIA). I RIA vengono meno utilizzati per preservare il personale di laboratorio da danni da sostanze radioattive. Anche i dosaggi LC-MS/MS sarebbero liberi da questa interferenza, tuttavia non sono applicabili nella pratica clinica.
Si vede un confronto tra i metodi RIA e IMA e si può vedere che in assenza di autoanticorpi i dosaggi sono confrontabili. Se sono presenti autoanticorpi i dosaggi IMA sono falsamente diminuiti perché la Tg è legata agli autoanticorpi e non può legarsi agli Ab usati per il saggio immunologico.
I TgAb devono essere dosati ogni volta che si richiede il dosaggio della Tg perché possono cambiare nel tempo. Anche questi anticorpi non sono liberi da interferenze, ma presentano lo stesso problema della Tg.
Nel grafico si vede come dovrebbe essere l’andamento della Tg (ultrasensibile) in pazienti che hanno avuto una tiroidectomia senza trattamento con radioiodio e senza AbTg. Nell’arco di 6-12 mesi i pazienti raggiungono valori carcinoma papillare della tiroide che viene trattato con tiroidectomia totale. Viene rimosso un tumore di 3 cm e 4 su 8 linfonodi positivi. Prima dell’operazione i livelli di Tg erano molto elevati (144 microgrammi/L). Durante il post-operatorio la paziente è in terapia con levotiroxina e il TSH è soppresso. Le frecce viola indicano la terapia con radioiodio e si vede un abbassamento della Tg che però si rialza subito, nonostante un total body scan negativo. Si esegue un altro trattamento con radioiodio e si vedono in scintigrafia dei foci di uptake in un linfonodo sottomandibolare. I due trattamenti hanno poco effetto sulla Tg, che rimane elevata per 5 anni. Viene quindi eseguita una PET che rileva un linfonodo positivo per CDT, confermato tramite biopsia, a cui segue un ulteriore intervento chirurgico per togliere la metastasi linfonodale (1,5cm). A questo punto si ha una diminuzione di Tg per 5 anni, ma successivamente aumenta con un tempo di raddoppiamento di 4 anni e si trova un altro linfonodo con metastasi. Nonostante la rimozione delle metastasi e i trattamenti con radioiodio I valori non scendono mai sotto al cut-off e vi è probabilità di avere recidive.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale problema associato ai saggi immunometrici (IMA) per la misurazione della Tg?
- Perché i saggi radioimmunologici (RIA) sono meno utilizzati rispetto ai saggi immunometrici (IMA)?
- Qual è l'importanza del dosaggio degli anticorpi anti-Tg (TgAb) in relazione alla misurazione della Tg?
- Cosa si osserva nel monitoraggio della Tg in pazienti sottoposti a tiroidectomia per carcinoma papillare della tiroide?
Il problema principale è la presenza di autoanticorpi che interferiscono con i risultati, causando una falsa diminuzione dei dosaggi IMA, poiché la Tg si lega agli autoanticorpi e non può legarsi agli anticorpi utilizzati nel saggio immunologico.
I RIA sono meno utilizzati per proteggere il personale di laboratorio dai danni causati da sostanze radioattive, nonostante siano liberi dalle interferenze degli autoanticorpi.
È fondamentale dosare i TgAb ogni volta che si richiede il dosaggio della Tg, poiché questi anticorpi possono variare nel tempo e presentano anch'essi problemi di interferenza simili a quelli della Tg.
Dopo la tiroidectomia, i pazienti dovrebbero raggiungere valori di Tg < 0,5 microgrammi/L entro 6-12 mesi e mantenere stabilità per anni, ma in presenza di recidive, i livelli di Tg possono rimanere elevati nonostante i trattamenti, indicando un rischio di recidiva.