Concetti Chiave
- Mussolini formò un governo inclusivo di diverse correnti politiche dopo la marcia su Roma, seguito da un periodo di sviluppo economico e repressione delle libertà di espressione.
- Il regime introdusse trasformazioni istituzionali significative, sostituendo il Parlamento con il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
- Una nuova legge elettorale garantiva alla lista con almeno il 25% dei voti una maggioranza schiacciante di seggi, alterando il panorama politico italiano.
- L'omicidio di Matteotti nel 1924 scosse l'opinione pubblica, portando a una secessione simbolica da parte di alcuni parlamentari, ma senza conseguenze pratiche per Mussolini.
- Mussolini ottenne il sostegno della Chiesa e di Pio XI, grazie a riforme come l'introduzione dell'insegnamento obbligatorio della religione nelle scuole.
Qual è la formazione del governo Mussolini?
La prima attività di Mussolini successiva alla marcia su Roma fu la stesura della lista dei ministri del proprio governo, inserendo anche liberal-giolittiani, liberali di destra, democratici e popolari. Fino al 1926 il governo seguì le orme prefascisti e fu un periodo di grande sviluppo economico. Mussolini infatti da una parte, quella politica, esercitava un azione di repressione e restrizione delle libertà di espressione, mentre dall'altra, quella economica, conferì una libertà che non si vide nemmeno nell'epoca della Destra Storica. Gli anni 1924-26 furono segnati inoltre da un vero boom economico.
Trasformazioni istituzionali e repressione
Mussolini contemporaneamente alle trasformazioni economiche attuò anche delle trasformazioni di tipo istituzionale, alterando il tipico carattere liberale dello stato. Egli sostituì infatti il Parlamento e altre istituzioni con il Gran Consiglio del Fascismo (strumento di raccordo fra Partito e Stato, investito di quelle funzioni tipiche del Parlamento) e con la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (doveva difendere il nuovo regime). Egli fece approvare anche una nuova legge elettorale che assegnava alla lista che avesse avuto la maggioranza relativa di almeno il 25 % avrebbe ottenuti i 2/3 dei seggi.
Reazioni politiche e sostegno della Chiesa
Dopo le elezioni del 1924, Matteotti, esponente del PSU, denunciò alcune forme di illegalità da parte del fascismo tra cui brogli elettorali. Dopo questo discorso Matteotti venne rapito e ucciso, trovato due mesi dopo fuori Roma. L'opinione pubblica rimase scossa da questo avvenimento e i mandanti erano ben noti a tutti. Mussolini, ancora vacillante, fu appoggiato nuovamente dal Re Vittorio Emanuele III. Alcuni parlamentari rimasero sconvolti dalla nuova situazione e abbandonarono la camera (Secessione dell'Aventino) il quale rimase però solamente un gesto simbolico senza ripercussioni. Mussolini era inoltre appoggiato dalla Chiesa e da Pio XI, che Mussolini si era ingraziato anche grazie alla riforma scolastica dell'insegnamento obbligatorio della religione nelle scuole e dell'esame finale ad ogni ciclo di studi. Don Sturzo, del PPI, quando vide il papa passare da neutrale a favorevole al fascismo preferì la via dell'esilio.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali trasformazioni istituzionali attuate da Mussolini dopo la sua ascesa al potere?
- Come reagì l'opinione pubblica all'omicidio di Matteotti e quale fu l'impatto politico di questo evento?
- In che modo la Chiesa sostenne il regime fascista di Mussolini?
Mussolini sostituì il Parlamento con il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, alterando il carattere liberale dello stato e centralizzando il potere (come indicato nel testo).
L'omicidio di Matteotti scosse profondamente l'opinione pubblica, ma non portò a conseguenze significative per Mussolini, che ricevette il sostegno del Re e affrontò solo una reazione simbolica da parte di alcuni parlamentari (come descritto nel testo).
La Chiesa, sotto la guida di Pio XI, sostenne Mussolini grazie a riforme come l'insegnamento obbligatorio della religione nelle scuole, che contribuirono a consolidare il suo potere (come evidenziato nel testo).