Concetti Chiave
- Il regime fascista si caratterizzò per un accentramento del potere, un conservatorismo marcato e un forte sostegno alla grande borghesia.
- Sotto la guida di De Stefani, il governo fascista implementò misure economiche come l'abolizione di tasse e la stipulazione di trattati commerciali, mirando a incentivare la crescita economica.
- Le politiche economiche del fascismo portarono a una riduzione del disavanzo statale e a uno sviluppo significativo dell'industria e dell'agricoltura, consolidando il potere delle concentrazioni monopolistiche.
- Il fascismo cercò di riavvicinarsi alla Chiesa per ottenere il consenso delle masse cattoliche e contrastare l'opposizione del Ppi, sostenendo la grande borghesia.
- Giolitti formò un'alleanza elettorale con nazionalisti e fascisti per indebolire i socialisti e i cattolici, ma questa mossa favorì invece l'affermazione del fascismo in Parlamento.
Quali sono le caratteristiche del regime fascista?
Il fascismo assunse i caratteri di un regime accentrato, conservatore, marcatamente a favore della grande borghesia.
Provvedimenti economici del governo
Il nuovo governo fascista, e soprattutto il ministro delle Finanze De Stefani, in vista del boom economico degli anni venti, prese vari provvedimenti:
abolizione di alcune tasse;
riordino delle imposte sugli scambi;
istituzione di un’imposta generale sull’entrata;
stipulazione di numerosi trattati commerciali con Austria, Germania, Urss, Svizzera e Francia;
ritiro delle leggi sulla nominatività dei titoli di Stato;
rinuncia alle assegnazioni delle terre incolte occupate dai contadini;
rinvio di ogni indagine sui sovraprofitti di guerra
alleggerimento dei carichi fiscali su immobili e su capitali esteri investiti in Italia.
Risultati delle politiche economiche
I provvedimenti economici adottati determinarono risultati positivi, quali la riduzione del disavanzo dello Stato e un notevole sviluppo dell’industria e dell’agricoltura; inoltre sancirono lo strapotere delle grandi concentrazioni monopolistiche.
Politica di riavvicinamento alla Chiesa
L’avvicinamento del Fascismo alla Chiesa
Al fine di ostacolare il Ppi, sempre più ostile al fascismo, e di guadagnare il consenso delle masse cattoliche, Mussolini perseguì una politica di riavvicinamento alla Chiesa.
Fece insomma tutto quello che era possibile per avere il solido appoggio della grande borghesia, prima di procedere al totale svuotamento delle istituzioni liberali.
Alleanza elettorale e conseguenze
Al fine di ottenere un ulteriore successo elettorale, così da poter indebolire le forze socialiste e quelle cattoliche, Giolitti strinse un’alleanza elettorale con nazionalisti e fascisti, che prese il nome di blocco nazionale. Tuttavia questa scelta si rivelò in poco tempo fallimentare, in quanto si limitò a consacrare l’avvento del fascismo, che entrava in Parlamento con ben 35 deputati.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali caratteristiche del regime fascista?
- Quali provvedimenti economici adottò il governo fascista per stimolare l'economia negli anni venti?
- Come si manifestò la politica di riavvicinamento del fascismo alla Chiesa?
Il regime fascista si caratterizzò per un accentramento del potere, una natura conservatrice e un forte sostegno alla grande borghesia.
Il governo fascista, sotto la guida del ministro delle Finanze De Stefani, adottò misure come l'abolizione di alcune tasse, il riordino delle imposte sugli scambi e la stipulazione di trattati commerciali con vari paesi, contribuendo a un boom economico.
Mussolini perseguì una politica di riavvicinamento alla Chiesa per ottenere il consenso delle masse cattoliche e contrastare il Partito Popolare Italiano, cercando così il supporto della grande borghesia e indebolendo le istituzioni liberali.