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Concetti Chiave

  • Il governo di coalizione di Mussolini unì fascisti e nazionalisti mentre i liberali, democratici cristiani, socialisti e giolittiani rimasero all'opposizione, creando un regime autoritario ma non completamente totalitario.
  • Le riforme di Mussolini includevano la riforma Gentile, che promuoveva un'educazione elitista e l'insegnamento della religione cattolica, mirata a rafforzare il legame con la Chiesa.
  • La legge Acerbo, una riforma elettorale maggioritaria, favorì la conquista della maggioranza da parte del fascismo, nonostante le irregolarità e la repressione delle libertà politiche.
  • Il delitto di Matteotti, avvenuto dopo la sua dura denuncia contro lo squadrismo, generò un'ondata di sdegno in Italia, ma non portò a una reale azione politica contro il fascismo.
  • Il discorso del 3 gennaio di Mussolini segnò una svolta verso il totalitarismo, chiudendo il breve margine di libertà culturale e politica emerso dopo l'assassinio di Matteotti.

Il governo di coalizione

Si tratto di un governo di coalizione che vide schierati da una parte i fascisti e i nazionalisti e dall’altra, all’opposizione, i liberali di destra, i democratici cristiani, i socialisti e i giolittiani, costituendo quindi un governo autoritario ma non ancora totalitario.

Le riforme di Mussolini

Duranti questi primi due anni di governo Mussolini:

Cerco di venire incontro alle aspettative degli industriali.

Liquidò le opposizioni con una dura politica repressiva.

Inserì gli squadristi nella milizia volontaria per la sicurezza nazionale.

Emanò la riforma Gentile, ossia una riforma complessiva e radicale della scuola che proponeva un livello fortemente elitario e che primariamente prevedeva l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica (fatto per cercare di recuperare un rapporto diretto con la Chiesa e il suo favore), il primato del contenuto dell’insegnamento rispetto al metodo e un rapporto maestro-alunni improntato sul carisma e sull’autorità indiscutibile dell’insegnante.

Emanò la legge Acerbo ossia una riforma elettorale fortemente maggioritaria che prevedeva l’assegnazione di due terzi dei seggi alla lista che avrebbe preso almeno il 25% dei voti ma che segnò, a livello costituzionale, l’abdicazione della vecchia classe dirigente ma che risultò inutile dal punto di vista pratico in quanto conquistò la maggioranza dei voti, la cui libertà venne fortemente compromessa dagli episodi di squadrismo.

Fece assassinare Matteotti dopo la dura requisitoria con cui denunciava lo squadrismo e le irregolarità verificatesi durante la campagna elettorale e durante le votazioni.

La repressione e il delitto Matteotti

Nonostante la dura politica repressiva vi era ancora un margine di libertà culturale e politica: a seguito del delitto Matteotti infatti un’ondata di sdegno invase l’Italia che fece vacillare la fiducia fino allora riposta in Mussolini e portò al verificarsi di manifestazioni antifasciste, una tenace campagna di stampa contro il fascismo, una protesta -che purtroppo rimase solamente sul piano morale e che non si concretizzò mai in azione- dei partiti oppositori. Tuttavia ben presto questo spiraglio si chiuse completamente quando Mussolini, anche spinto dalla recente crisi interna mossa dagli esponenti più intransigenti del partito dichiarò, con il discorso del 3 gennaio, il suo intento di dare una svolta totalitaria al governo.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali forze politiche coinvolte nel governo di coalizione di Mussolini?
  2. Il governo di coalizione era composto da fascisti e nazionalisti da una parte, e liberali di destra, democratici cristiani, socialisti e giolittiani dall'altra, configurandosi come un governo autoritario ma non ancora totalitario.

  3. Quali riforme significative Mussolini attuò nei suoi primi due anni di governo?
  4. Mussolini cercò di soddisfare le aspettative degli industriali, liquidò le opposizioni con una politica repressiva, emanò la riforma Gentile per l'istruzione e la legge Acerbo per le elezioni, che comprometteva la libertà di voto a causa dello squadrismo.

  5. Qual è stata la reazione dell'opinione pubblica al delitto Matteotti?
  6. Dopo l'assassinio di Matteotti, si scatenò un'ondata di sdegno in Italia, portando a manifestazioni antifasciste e a una campagna di stampa contro il fascismo, ma questo spiraglio di libertà si chiuse rapidamente con la dichiarazione di Mussolini di voler instaurare un regime totalitario.

Domande e risposte

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