Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La cultura greca si caratterizza per la tensione tra l'elemento dionisiaco, simbolo di istinto e vita, e l'elemento apollineo, rappresentante ordine e bellezza.
  • La tragedia attica esprime lo spirito tragico attraverso il rapporto tra dionisiaco e apollineo, evidenziando la decadenza della grecità nel tentativo di razionalizzare l'azione.
  • La conoscenza è vista come un'avventura soggettiva, dove la verità è antropomorfica e non può essere considerata oggettiva, poiché legata al linguaggio e alle convenzioni sociali.
  • Nietzsche critica lo storicismo, evidenziando come la storia sia diventata scienza e si sia distaccata dalla vita, richiedendo un ritorno all'uso della storia per il servizio alla vita.
  • Le tre forme di storicismo descritte da Nietzsche sono: storia monumentale, storia antiquaria e storia critica, ciascuna con un diverso approccio verso il passato.

Qual è la tensione tra dionisiaco e apollineo?

Tutto si gioca nella tensione che sussiste nella grande cultura greca, soprattutto delle origini, tra l’elemento dionisiaco e l’elemento apollineo. Il dionisiaco indica il mondo oscuro dell’istinto e della vita, l’appartenenza a quella forza primigenia della natura in cui ciascuno non è più se stesso ed è immerso ina una volontà irrazionale. Il dionisiaco non è solo fonte di ebbrezza, ma anche di sofferenza, di dolore e di morte. Per poter sopportare la sofferenza, i greci hanno “inventato” gli dei, hanno inventato l’arte che dà la forma bella e pacificata al dolore della vita. Il caos viene trattenuto, ricomposto e sublimato: è l’apollineo.

Tragedia attica e spirito greco

Ma è piuttosto nella tragedia attica che la grecità compie davvero se stessa. Lo spirito tragico è fatto essenzialmente del rapporto indissolubile tra il dionisiaco e l’apollineo. È la stessa struttura dei componimenti tragici a mutare, sotto l’influsso di quello che Nietzsche chiama l’atteggiamento socratico: essa non mette più in scena la lotta tra il dionisiaco e l’apollineo, ma nasce piuttosto dall’intento di spiegare razionalmente e giustificare moralmente l’azione rappresentata. L’eroe è l’uomo giusto e il giusto è tale perché conosce il vero e sceglie il bene. Comincia così la grande decadenza dello spirito greco.

Conoscenza e verità antropomorfica

Il mondo delle forme fenomeniche è una creazione del soggetto umano, che nasconde e a sua volta si basa su quella cosa in sé che resta sempre oscura rispetto alle spiegazioni dell’intelletto, ma che quest’ultimo porta ad espressione con la sua conoscenza, una conoscenza tragica. La conoscenza è dunque un’avventura disperata, perché la natura nasconde all’uomo la maggior parte delle cose, come il suo stesso corpo: non è possibile in altri termini considerare le nostre conoscenze come determinazioni oggettive delle cose. Il nostro intelletto è fatto solo di “impulsi soggettivi”, e quando esso afferma di possedere la verità, in verità si tratta di una menzogna, perché tutto ciò che si conosco non è mai “vero in sé” a prescindere dall’uomo. La verità è dunque completamente antropomorfica. Nasce dal linguaggio e indica convenzioni sociali. Per Nietzsche dietro le nostre conoscenze “vere” non c’è affatto il nulla, ma c’è la vita. Se la presunta verità si afferma solo grazie all’oblio dei nostri impulsi soggettivi, per cogliere questi ultimi bisognerà obliare la verità e far emergere la vita.

Storicismo e critica di Nietzsche

Uno dei modi per cui il nesso conoscenza-vita è maggiormente ostacolato nell’epoca di Nietzsche è la sempre più diffusa e invasiva concezione del passato storico, nello storicismo. L’utilità di ciò che è storico, per Nietzsche, se presenta in tre forme che corrispondono a tre atteggiamenti dell’esistenza umana:

a. La storia monumentale; cioè il legame tra i casi più nobili e gli esempi più elevati accaduti nel nostro passato --> l’uomo che vuole creare grandi cose

b. La storia antiquaria; nella quale si conservano le vestigia del passato e le si esibisce --> l’uomo che ama perseverare nella tradizione

c. La storia critica; consiste nel giudicare e all’occorrenza nel condannare i fattori in gioco dell’epoca presente --> l’uomo che si vuole liberare dal peso

Facendo una storia critica della propria epoca, Nietzsche enuncia il patologico sbilanciamento che si è realizzato nel rapporto tra la storia e la vita: la storia è diventata scienza (storiografia) e sembra che si esaurisca totalmente in quest’ultima. È necessario innanzitutto imparare a vivere e poi ad usare la storia al servizio della vita, e i giusti antidoti sono l’antistorico e il sovrastorico.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale tensione nella cultura greca secondo il testo?
  2. La principale tensione nella cultura greca è quella tra l'elemento dionisiaco, che rappresenta l'istinto e la vita, e l'elemento apollineo, che dà forma e bellezza al dolore, creando un equilibrio tra caos e ordine.

  3. Come si manifesta lo spirito tragico nella tragedia attica?
  4. Lo spirito tragico nella tragedia attica si manifesta attraverso il rapporto indissolubile tra dionisiaco e apollineo, ma con l'influsso dell'atteggiamento socratico, che sposta l'attenzione dalla lotta tra i due elementi alla razionalizzazione e giustificazione morale dell'azione.

  5. Qual è la concezione della verità secondo Nietzsche?
  6. Secondo Nietzsche, la verità è completamente antropomorfica e deriva dal linguaggio e dalle convenzioni sociali; le nostre conoscenze non sono mai "vere in sé", ma piuttosto riflettono impulsi soggettivi e la vita stessa.

  7. Quali sono le tre forme di storia secondo Nietzsche e come influenzano l'esistenza umana?
  8. Le tre forme di storia sono: la storia monumentale, che ispira grandi creazioni; la storia antiquaria, che preserva la tradizione; e la storia critica, che giudica il presente. Queste forme influenzano l'esistenza umana a seconda dell'atteggiamento verso il passato.

  9. Qual è la critica di Nietzsche allo storicismo?
  10. Nietzsche critica lo storicismo per il suo sbilanciamento tra storia e vita, sostenendo che la storia è diventata una scienza che soffoca la vita; propone quindi di imparare a vivere prima di utilizzare la storia come strumento al servizio della vita.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community