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Concetti Chiave

  • Mussolini, una volta al potere, abbandona l'anticlericalismo e la politica anticapitalista, presentandosi come un fattore di stabilità e moderazione per ottenere consenso.
  • La riforma dell'istruzione, guidata da Giovanni Gentile, privilegia l'istruzione classica e umanistica, mirando a una preparazione culturale di base per i giovani.
  • La legge Acerbo del 1923 introduce un correttivo maggioritario, assegnando i 2/3 dei seggi alla lista che supera il 25% dei voti, riducendo la rappresentanza democratica.
  • Durante le elezioni del '24, i fascisti ottengono il 65% dei voti in un clima di intimidazioni, culminando nell'omicidio del socialista Giacomo Matteotti.
  • Mussolini si assume la responsabilità morale del delitto Matteotti in un discorso in parlamento nel 1925, segnando così la fine della sua fase moderata e l'inizio della dittatura fascista.

Mussolini e il cambiamento politico

Una volta al potere Mussolini abbandona il tradizionale anticlericalismo, presentandosi come un fattore di stabilità; in realtà sarebbe lui il vero argine verso i valori cristiani. Abbandona la politica anticapitalista e fa trasparire tendenze di estremo liberalismo. Abbandona anche la sua posizione repubblicana, appoggiando la monarchia. Diventerà di nuovo repubblicano nel ’43. Tutto questo è garantito dal fatto che il fascismo non ha regole scritte; tutto questo Mussolini lo fa per il consenso. Ad ottobre diventa presidente del consiglio. La sua idea è di governare in coalizione per “rendersi digeribile”. Scioglie le amministrazioni comunali in mano ai socialisti, mette limiti alla libertà sindacale; istituzionalizza le camicie nere per 2 motivi: essi diventano una polizia (milizia volontaria a sicurezza nazionale) alle dirette dipendenze della presidenza del consiglio; questo serve per “bastonare” il nemico quando egli vuole; altro motivo è interno al partito: li sottrae ai RAS (capi delle camicie nere), facendoli appartenere alla presidenza del consiglio. Essi avevano un certo seguito ed un certo carisma, ma ora dipendono direttamente dal presidente del consiglio. In questi anni Mussolini è più moderato, sebbene le spedizioni squadristiche continuino. Questo volto moderato comunque accredita il fascismo, soprattutto nella parte del paese che contano; anche in Francia ed in Inghilterra stravedono per Mussolini. Addirittura Churchill, che poi si opporrà fortemente al duce, vede Mussolini come un uomo d’ordine, una soluzione innovativa.

Riforme educative e legge Acerbo

Una delle riforme portate da questo governo è la riforma della storia, del ministro Giovanni Gentile, sostenitore di Hegel, che viene incaricato da Mussolini di fare il capo del ministero della pubblica istruzione; si privilegia l’istruzione classica e umanistica; viene dato grande peso ai licei, in particolare classico e scientifico. L’idea è quella di una preparazione culturale di base che consenta un approfondimento successivo all’università; una preparazione anche educativa, che vada a preparare umanamente il giovane. Questa riforma già era nell’aria, non è stata propriamente inventata dal fascismo. C’era anche un canale di avviamento professionale e tecnico. Parte del liceo classico si chiama ginnasio perché al posto delle scuole medie, c’era un biennio propedeutico al liceo. Gli altri si dedicavano ad una preparazione professionale.

Altra legge importante è la legge Acerbo, legge elettorale approvata nel 1923. Introduce un forte correttivo maggioritario: i seggi parlamentari vengono assegnati in proporzione ai voti presi nel paese; in realtà la lista che supera la soglia del 25% prende i 2/3 dei seggi. Questo penalizza la rappresentanza democratica. La soglia era molto bassa.

Crisi politica e delitto Matteotti

Nelle elezioni del ’24 i fascisti ottengono il 65% dei voti. Questo avviene in un clima di intimidazioni e pestaggi da parte delle squadre fasciste. Durante un’assemblea un socialista, Giacomo Matteotti, attacca il partito fascista; viene fatto scomparire e viene ritrovato qualche giorno dopo cadavere, morto accoltellato. La questione qui si apre su quale responsabilità abbia Mussolini in questo caso: non è il mandante diretto ma avrebbe espresso il suo fastidio nei confronti di questo personaggio. Si apre una crisi per il periodo fascista perché sembra perdere gli appoggi che lo avevano sostenuto. Il problema sono le opposizioni, che non approfittano della crisi. Invece di martellare il parlamento, decidono una strategia inconcludente: rifiutarsi di entrare in parlamento (scissione dell’Aventino). Gli unici a fare un’opposizione in parlamento sono i comunisti. Mussolini aspetta che questa indignazione sbollisca e il 3 gennaio 1925 chiude questo periodo, si presenta in parlamento con un discorso durissimo, in cui si assume la colpa morale e storica del delitto di Matteotti e afferma che d’ora in poi coloro che non verranno in parlamento saranno dei decaduti. Qui finisce la posizione moderata di Mussolini e la dittatura fascista.

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Domande da interrogazione

  1. Quali cambiamenti politici ha attuato Mussolini una volta al potere?
  2. Mussolini ha abbandonato l'anticlericalismo, ha sostenuto la monarchia e ha mostrato tendenze di estremo liberalismo, tutto per ottenere consenso, come evidenziato nel testo.

  3. Qual è stata la riforma educativa principale introdotta dal governo fascista?
  4. La riforma della storia, guidata da Giovanni Gentile, ha privilegiato l'istruzione classica e umanistica, preparando i giovani per un approfondimento universitario, come descritto nel testo.

  5. Che cos'è la legge Acerbo e quali effetti ha avuto sul sistema elettorale?
  6. La legge Acerbo, approvata nel 1923, ha introdotto un correttivo maggioritario che penalizza la rappresentanza democratica, assegnando due terzi dei seggi alla lista che supera il 25% dei voti, come spiegato nel testo.

  7. Qual è stato l'impatto del delitto Matteotti sulla politica fascista?
  8. Il delitto Matteotti ha aperto una crisi per il fascismo, poiché ha messo in discussione il sostegno a Mussolini, che ha risposto con un discorso in parlamento assumendosi la responsabilità morale, segnando la fine della sua fase moderata.

  9. Come ha reagito Mussolini alla crisi politica dopo il delitto Matteotti?
  10. Mussolini ha chiuso il periodo di crisi presentandosi in parlamento con un discorso duro, assumendosi la colpa morale del delitto e dichiarando che chi non partecipava al parlamento sarebbe stato considerato decaduto, come riportato nel testo.

Domande e risposte

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