Concetti Chiave
- Il 1848, noto come la "Primavera dei popoli", segnò una serie di rivolte in Europa, esprimendo desideri di indipendenza e coscienza nazionale, che avrebbero avuto effetti a lungo termine.
- Le rivolte del '48 in Italia iniziarono in Sicilia, portando i sovrani a concedere costituzioni liberali, mentre a Milano cresceva la tensione contro il dominio austriaco.
- In Francia, la rivoluzione del '48 portò alla fine del regno di Luigi Filippo e all'istituzione di una repubblica, con significative riforme sociali e politiche, ma successivamente a un governo moderato.
- Le proteste a Vienna e in altre città europee, come Berlino e Budapest, richiesero costituzioni e diritti nazionali, ma furono duramente represse, portando a conflitti prolungati.
- Le tensioni in Germania si polarizzarono tra piccoli e grandi tedeschi riguardo all'unificazione, con la corona rifiutata dal re prussiano e le rivolte che furono soffocate.
La primavera dei popoli
Il 1848 fu un anno importantissimo in Europa perché avvennero tantissime rivolte che però si conclusero male. Quest’anno molto importante venne definito anche la “Primavera dei popoli”. Fu un anno determinante perché, sebbene fallimentari, tutte queste rivolte manifestavano un desiderio di indipendenza e una maggiore coscienza nazionale che negli anni successivi avrebbero portato realmente all’indipendenza. Quasi tutte le rivolte che scoppiarono nel 1848 avevano istanza liberale: si chiedeva una costituzione che garantisse l’uguaglianza davanti alla legge e tutelasse i diritti fondamentali e si chiedeva una partecipazione politica maggiore. In Francia nel 1848 c’erano istanze addirittura di tipo socialista: una parte tra i rivoltosi si auspicava di riuscire a salire al potere per poter compiere riforme sociali. Nel 1848 in Europa solo tre stati non furono interessati dalle rivolte: l’Inghilterra, che era cinquant’anni più avanti rispetto al resto d’Europa, la Russia, che era un secolo più indietro rispetto al resto d’Europa, e la Spagna, in cui la borghesia era molto debole.
Rivoluzioni in Sicilia e Italia
Cronologicamente la prima rivoluzione del ‘48 avvenne in Sicilia, in cui nel mese di gennaio scoppiò una rivolta che aveva aspetti patriottici ed era caratterizzata da obiettivi indipendentisti. Il re Ferdinando II si trovava in estrema difficoltà e concesse quindi una costituzione liberale nel mese di febbraio. A ruota tutti i sovrani italiani, che nutrivano gli stessi timori di Ferdinando II, decisero di concedere delle costituzioni. Anche il papa, i Savoia e i duchi di Toscana concessero delle costituzioni moderate. Questi eventi creavano sempre più speranze e aspettative nei cittadini. A Milano e in Lombardia c’era sempre più tensione tra la popolazione e gli austriaci perché erano aumentate le tasse. Veneto e Lombardia, che erano le regioni più tartassate, decisero di boicottare le tasse dirette austriache.
Rivoluzione francese del 1848
Nel febbraio del ’48 l’evento determinante fu la rivoluzione in Francia. Il regno di Luigi Filippo alla lunga aveva scontentato tutti. Si chiedeva al sovrano una maggior partecipazione politica e delle riforme coraggiose. C’erano diversi comitati che chiedevano al sovrano concessioni e riforme. In risposta, Luigi Filippo vietò le manifestazioni politiche. Per aggirare questo divieto, le varie associazioni antimonarchiche si ritrovavano nei banchetti, in cui certamente si mangiava, ma al momento del brindisi si facevano discorsi politici. In occasione di un banchetto del 22 febbraio 1848, la polizia intervenne e avvennero i primi scontri. Dopo pochi giorni di scontri feroci per le strade parigine, il sovrano capisce di essere di fronte a una nuova rivoluzione e di aver perso il controllo della città e decise dunque di abdicare a favore del nipote di nove anni. La madre del piccolo sovrano si recò in Parlamento per far riconoscere il figlio come nuovo re di Francia, ma vi trovò i rivoltosi che nel frattempo avevano proclamato la repubblica. Venne creato un governo provvisorio formato da liberali, repubblicani e socialisti. Per la questione della bandiera ci furono delle discussioni: i socialisti volevano la bandiera rossa che era stata il segno della rivoluzione dei giacobini, mentre i liberali e i repubblicani, che premevano per mantenere il tricolore, alla fine ebbero la meglio. Venne introdotta la piena libertà di opinione, fu sancita l’uguaglianza di fronte alle legge, vennero aboliti i titoli nobiliari, fu annullata la schiavitù, venne ridotta la giornata lavorativa (10 ore per i parigini, 11 ore per i lavoratori del resto di Francia), venne proclamata la laicità dello stato, fu introdotto il divorzio e vennero indette le elezioni per un’assemblea costituente a suffragio universale maschile. Vennero istituiti gli ateliers nacionaux, cioè le fabbriche nazionali che promuovevano lavori pubblici per dare lavoro ai numerosi disoccupati. Dopo le elezioni vennero premiati i repubblicani e i moderati e non i socialisti, segno che le ideologie erano cambiate. Il nuovo governo moderato smantellò alcuni dei provvedimenti presi precedentemente e questo atto creò malcontento tra la popolazione e rivolte che però vennero represse duramente. La costituzione preparata dall’assemblea costituente rese la Francia una repubblica presidenziale. Il potere esecutivo era nelle mani del presidente della repubblica e il potere legislativo assegnato a una camera. Inizialmente il presidente era votato a suffragio universale, mentre poi il sistema di voto venne corretto e poteva votare solo chi pagava le tasse. Si tennero le elezioni per l’assemblea legislativa nel 1849 e si affermarono sempre più partiti moderati perché nelle regioni rurali i socialisti erano malvisti perché si riteneva che avvantaggiassero gli abitanti delle città a discapito di quelli delle campagne. Nel 1848 divenne presidente della repubblica francese con la grande maggioranza dei voti Luigi Napoleone Bonaparte, che era nipote di Napoleone. Sfruttò però il proprio mandato per reprimere ogni manifestazione estremistica e per compiere dei provvedimenti a favore dello sviluppo della Francia che lo fecero eleggere in primo luogo presidente a vita e poi, nel 1852 attraverso un referendum, imperatore della Francia. Per parlare della politica di Luigi Napoleone, che prenderà il nome di Napoleone III, si parlerà di bonapartismo. La sua politica fu autoritaria, ma si propose come difensore dei ceti popolari francesi. Nel 1848-49 quindi in Francia la rivoluzione si stemperò sempre di più fino a sfociare addirittura in un impero.
Rivolte a Vienna e Germania
Nel frattempo a Vienna il 13 marzo la folla manifestò per le strade chiedendo una costituzione, maggiori libertà e il licenziamento di Metternich. Da Vienna le proteste dilagarono fino a Budapest e a Venezia. Ferdinando I d’Asburgo venne costretto a concedere una costituzione e a licenziare Metternich. A Budapest intanto scoppiò la rivolta che non era solo di stampo liberale, ma anche nazionale. La rivolta era guidata da Lajos Kossuth, il quale voleva che gli ungheresi ottenessero gli stessi diritti che avevano i tedeschi. A Praga iniziarono a radunarsi i rappresentanti di tutte le nazionalità slave dell’Impero asburgico. Il 19 marzo anche a Berlino la folla scese in piazza per chiedere una costituzione liberale e il re di Prussia fu costretto a cedere. Con l’Austria sconvolta dalle rivolte, anche nei vari stati tedeschi avvennero rivolte che avevano lo scopo di raggiungere l’unificazione e l’unione doganale (chiamata zol werein). I vari stati tedeschi decisero di mandare a Francoforte i propri rappresentanti per dare vita a un nuovo parlamento che potesse decidere su come unire la Germania. La bandiera che venne scelta dal parlamento di Francoforte fu quella del primo movimento democratico tedesco, a strisce orizzontali di colore nero, rosso e oro. Nacquero due schieramenti: i piccoli tedeschi erano i fautori dell’unificazione tedesca intorno alla Prussia escludendo i territori austriaci non abitati da tedeschi, mentre i grandi tedeschi volevano l’unificazione di tutti i territori tedeschi anche quelli abitati dai non tedeschi. Vinsero i piccoli tedeschi e la corona venne offerta al re di Prussia che però la rifiutò perché non voleva essere incoronato da dei rivoltosi. Nel frattempo il re prussiano organizzò l’esercito e represse tutte le rivolte. La costituzione che aveva concesso qualche mese prima venne pesantemente ritoccata. Il parlamento era votato a tre gruppi a seconda del livello di censo. Venne poi stabilito che il governo fosse responsabile del proprio operato solo di fronte al re. L’Ungheria si era proclamata indipendente nel 1849, quindi ci fu una guerra durissima tra austriaci e ungheresi che si concluse a favore dei primi solo con l’intervento della Russia. L’Ungheria venne riconquistata e Kossuth fu costretto a scappare. In Austria inoltre era diventato imperatore Francesco Giuseppe poiché suo padre Ferdinando aveva abdicato a causa del clima di continue rivolte.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "Primavera dei popoli" nel contesto europeo del 1848?
- Quali furono le principali istanze delle rivolte del 1848 in Europa?
- Come si sviluppò la rivoluzione francese del 1848 e quali furono le sue conseguenze?
- Quali eventi segnarono le rivolte a Vienna e in Germania nel 1848?
- Quale fu il destino dell'Ungheria dopo la proclamazione di indipendenza nel 1849?
La "Primavera dei popoli" rappresenta un anno cruciale in Europa, caratterizzato da numerose rivolte che, sebbene fallimentari, esprimevano un forte desiderio di indipendenza e una crescente coscienza nazionale, ponendo le basi per future conquiste di libertà (testo).
Le rivolte del 1848 in Europa richiedevano principalmente una costituzione che garantisse l'uguaglianza davanti alla legge, la tutela dei diritti fondamentali e una maggiore partecipazione politica, con alcune istanze anche di tipo socialista, come in Francia (testo).
La rivoluzione francese del 1848 portò all'abdicazione di Luigi Filippo e alla proclamazione della repubblica, con l'adozione di riforme significative come la libertà di opinione e l'uguaglianza legale, ma successivamente sfociò in un governo moderato che smantellò molte delle conquiste iniziali (testo).
A Vienna, le manifestazioni portarono alla concessione di una costituzione e al licenziamento di Metternich, mentre in Germania si tentò di unificare gli stati tedeschi, ma le aspirazioni furono represse dal re di Prussia, che rifiutò la corona offerta dal parlamento di Francoforte (testo).
Dopo la proclamazione di indipendenza nel 1849, l'Ungheria affrontò una guerra contro l'Austria, che si concluse con la sconfitta ungherese grazie all'intervento russo, portando alla restaurazione del controllo austriaco e alla fuga di Lajos Kossuth (testo).