Concetti Chiave
- Le fabbriche nazionali in Francia erano percepite come strumenti di controllo sociale, creando posti di lavoro insoddisfacenti e causando malcontento tra gli operai.
- Le elezioni del 23 aprile 1848 segnarono la vittoria dei repubblicani moderati, generando tensioni sociali e la chiusura delle fabbriche nazionali.
- Le giornate di giugno del 1848 rappresentarono il primo conflitto tra borghesia e proletariato, con la borghesia che temeva le conseguenze di una possibile rivoluzione.
- Nel marzo 1848, una serie di rivoluzioni colpirono l'Europa, con i proletari francesi e i borghesi nei restanti Stati che chiedevano riforme e libertà.
- La Confederazione germanica, composta da 39 Stati, vide i liberali chiedere autonomia e formare leghe doganali, mentre il dibattito su una grande o piccola Germania continuava.
Le fabbriche nazionali e il controllo sociale
Le fabbriche nazionali vengono viste come uno strumento di controllo sociale e che creano degli impieghi che non soddisfano gli operai, venendo giudicati negativamente anche dai moderati conservatori. Sembra che le fabbriche nazionali abbiano tolto ancora più denaro alle casse francesi.
Elezioni del 1848 e tensioni sociali
Il 23 aprile del 1848 si aprono le elezioni per l'assemblea costituente. Alcuni uomini che partecipavano al governo provvisorio furono estromessi e vinsero i repubblicani moderati. Aumentò la tensione dei ceti popolari in quanto fu abbandonato il disegno di riforma sociale. Furono chiuse le fabbriche nazionali e si decise di impiegare i lavoratori nell'agricoltura e nell'esercito. I proletari si barricarono a Parigi e la rivolta causò numerose vittime. Le giornate di giugno rappresentano il primo scontro tra borghesia e proletariato, in quanto la borghesia considerava i proletari come un pericolo rosso, e teneva che potesse condurre alla rivoluzione. Si chiede di nominare Luigi Napoleone Bonaparte come presidente dell'assemblea costituente. Egli viene citato sia dai conservatori che dal popolo, ma riporta il paese a una situazione conservatrice.
Rivolte del 1848 in Europa
Nel marzo 1848 (primavera dei popoli) scoppiarono una serie di rivoluzioni contemporanee. In Francia parteciparono i proletari, mentre negli altri Stati la rivoluzione ebbe come protagonisti i borghesi, che volevano abolire quello che c'era stato dopo il congresso di Vienna. La prima a insorgere (13 marzo) fu Vienna, che chiese la costituzione e l'allontanamento del primo ministro.
L'impero austriaco e le rivolte interne
L'impero austriaco era composto da diverse popolazioni. La sommossa scoppiò a Budapest in cui si formò un governo che riconobbe Vienna autonoma sotto gli Asburgo. un'altra rivoluzione scoppiò a Praga dove un governo provvisorio chiedeva maggiore autonomia ai popoli slavi dell'impero. Il sovrano Ferdinando I dovette anche liberare i contadini dai vincoli feudali. Tuttavia l'Austria era formata da diverse popolazioni che non trovavano un accordo. Il re approfittò di queste tensioni per riprendere il controllo. Fu ristabilito l'ordine nel 1849 e abdicò in favore del figlio Francesco Giuseppe. Il governo continuò a essere autoritario concedendo una costituzione moderata, togliendo dei diritti ai cittadini. Eliminò la servitù della gleba e i principi feudali ma propose un suffragio ristretto, soprattutto a favore dell'Ungheria, che si proclamò Repubblica autonoma. Le rivolte portarono il re a chiedere supporto alla Russia e riuscì a sedare questa ribellione. l'Austria non era l'unico paese a chiedere autonomia ma anche la Germania.
Confederazione germanica e leghe doganali
Dopo il congresso di Vienna era stata creata una confederazione germanica formata da 39 Stati indipendenti. Alcuni di questi stati erano sotto il controllo austriaco. In questo contesto come potenza forte spiccava anche la Russia. I liberali chiesero quindi l'autonomia e formarono tre leghe doganali: la lega del nord, la lega del sud e la lega degli Stati centrali. Questa lega era già nata nel 1828 ma fu ufficialmente proclamata nel 1834, quando la Russia e la Germania formarono una unione doganale. C'era un'unione doganale in Germania ma non politica: una parte della popolazione voleva formare una grande Germania con a capo l'Austria, mentre l'altra parte voleva una piccola Germania che non comprendesse i territori austriaci e fosse capeggiata dalla Prussia.
Il 15 marzo a Berlino scoppiò la sommossa in cui si chiedeva un'assemblea costituente che fu concessa dal re.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle fabbriche nazionali nel contesto sociale del 1848?
- Cosa accadde durante le elezioni del 1848 in Francia?
- Quali furono le caratteristiche delle rivolte del 1848 in Europa?
- Come reagì l'impero austriaco alle rivolte interne?
- Quali furono le dinamiche della Confederazione germanica dopo il congresso di Vienna?
Le fabbriche nazionali sono viste come uno strumento di controllo sociale che crea impieghi insoddisfacenti per gli operai, suscitando critiche anche da parte dei moderati conservatori e contribuendo a un ulteriore impoverimento delle casse francesi.
Durante le elezioni del 23 aprile 1848, i repubblicani moderati vinsero, ma ciò portò a un aumento delle tensioni sociali e alla chiusura delle fabbriche nazionali, scatenando una rivolta a Parigi e il primo scontro tra borghesia e proletariato.
Le rivolte del marzo 1848, note come primavera dei popoli, coinvolsero principalmente i proletari in Francia e i borghesi negli altri Stati, con richieste di abolizione delle decisioni del congresso di Vienna e di maggiore autonomia.
L'impero austriaco, composto da diverse popolazioni, affrontò sommosse a Budapest e Praga, ma il sovrano Ferdinando I riprese il controllo nel 1849, mantenendo un governo autoritario e concedendo solo una costituzione moderata.
La Confederazione germanica, formata da 39 Stati indipendenti, vide la nascita di leghe doganali e tensioni tra chi desiderava una grande Germania sotto l'Austria e chi preferiva una piccola Germania guidata dalla Prussia, culminando in richieste di assemblee costituenti.