Illuminismo
Montesquieu, Voltaire e Rousseau
Daniel Defoe
Carlo Goldoni
Illuminismo
Tra il 1698 e il 1789 si affermò l’Illuminismo, un movimento culturale, che assume il significato di luce della ragione che illumina le tenebre, l’irrazionalità e l’errore.
Si manifestò in diversi campi dell’attività umana: dalla filosofia, alla letteratura, dalla politica alla scienza.
L’Illuminismo approfondì quei valori che già nel Seicento esistevano, il valore dell’empirismo inglese, la ricerca della chiarezza francese e la verifica sperimentale di Galilei e Newton.
Nella concezione illuminista confluiscono anche altri aspetti della filosofia seicentesca come:
- L’autonomia della morale
- Il Razionalismo
- Critica della Religione
- Tolleranza verso le religioni diverse
- Teoria dei diritti umani
- Sovranità popolare
Le idee illuministe si svilupparono in diversi luoghi come:
- La corte, e diversi sono i sovrani che accolsero le nuove idee (Federico II di Prussia, Marita Teresa d’Austria e Caterina II di Russia)
- Le Accademie, Università e Musei
- Il Teatro
- I Salotti, i caffè, le logge massoniche
- Editoria e Giornali
La Francia fu il centro da cui si espanse il pensiero dei Lumi e dove troviamo il maggior numero di filosofi illuministi.
Montesquieu
Fondatore della moderna scienza politica, che volle estendere alla società umana i principi del metodo sperimentale.
Scrisse un famoso libro, Lo Spirito delle Leggi, in cui descrive la famosa teoria dell’equilibrio fra i poteri dello Stato e distingue le tre possibili forme di governo, repubblicano, monarchico e dispotico.
Voltaire
Famoso filosofo, autore di libri, di alcune voci dell’Enciclopedia, che si dedica a tutti i generi letterari.
Voltaire non è ateo, ma crede in una religione naturale e antidogmatica che non si oppone alla razionalità.
Crede inoltre nel progresso della civiltà inteso come dominio della ragione sulle passioni.
Morì nel 1778.
D’Alembert e Diderot
Avviano una famosa opera, l’Enciclopedia (1747), scrivono 17 volumi in cui si trovano le voci di ogni tipo di attività e conoscenza umana, in tutti i campi del sapere, mettendo insieme molti autori.
Jean Jacque Rousseau
Scrisse alcune voci per l’Enciclopedia.
Uno dei principi fondamentali su cui si basa la sua filosofia è la contrapposizione tra natura e cultura, facendo originare da quest’ultima tutti i vizi dell’uomo.
In questa visione, l’uomo è naturalmente libero e predisposto per la vita solitaria; tutti i mali provengono dall’istituzione della proprietà privata, causa delle disuguaglianze sociali.
Il mito del buon selvaggio è una idealizzazione degli uomini che vivono a stretto contatto con la natura e che sono considerati migliori degli uomini della civiltà occidentale.
Tuttavia, poiché l’uomo fa parte di una comunità e poiché è importante mantenere un ordine sociale, egli stringe liberamente un patto sociale, che aliena i diritti dell’individuo in favore della comunità.
Rousseau esaltò l’uguaglianza degli uomini e della democrazia.
Egli insiste sulla libertà dell’individuo, che deve ricevere un’educazione che favorisca le sue naturali inclinazioni.
Rousseau è considerato un autore preromantico.
Dottrine dell’Illuminismo
Con l’Illuminismo si crearono due dottrine in campo economico: la Fisiocrazia e il Liberismo.
Fisiocrazia
La Fisiocrazia e il Liberismo.
La Fisiocrazia, ovvero “dominio della natura”, si sviluppò in Francia a opera del medico ed economista Francois Quesnay.
Alla base di questa dottrina vi fu la convinzione che il mondo economico fosse regolato da leggi naturali, con elementi comuni a quelli della fisica.
Esse andarono in opposizione con il mercantilismo e l’agricoltura era la fonte della ricchezza.
Liberismo
Il Liberismo si basava sul libero mercato, lo Stato non deve intervenire nel sistema economico, ma garantire servizi pubblici essenziali: (ferrovie, strade ecc.).
Cultura illuminista e diffusione del romanzo
L’Illuminismo si diffuse presto in tutta Europa, in Italia si sviluppò in due centri: Napoli e Milano.
A Milano abbiamo alcuni famosi rappresentanti che sono: Pietro e Alessandro Verri (fratelli) che fondarono una rivista chiamata il Caffè e Cesare Beccaria, autore del famoso libro “Dei delitti e delle pene”.
Cesare Beccaria si occupava invece della riforma dei codici penali e dell’amministrazione della giustizia.
È famoso per aver dimostrato nel suo libro dell’inutilità della pena di morte e della tortura, del principio della proporzionalità della pena e della presunzione di innocenza.
Al centro del romanzo settecentesco è sicuramente l’indagine della società contemporanea, come una sorta di strumento di critica, di diffusione delle idee, di impegno nel raccontare il proprio mondo, i propri costumi, i conflitti e il pensiero di una nuova classe emergente: la borghesia.
La classe che in paesi come l’Inghilterra e la Francia del Settecento detiene il potere economico e che aspira alla propria affermazione sociale e politica, rivendicazione che si riconduce nell’ambito degli ideali illuministici di dignità dell’uomo, di uguaglianza e di giustizia.
Uno dei rappresentanti di spicco di questo periodo è senza dubbio Daniel Defoe, autore di Vita e avventure di Robinson Crusoe (1719).
Fonda nuovi generi letterari come l’epistola, il saggio, il pamphlet, e l’articolo di giornale.
I lettori che erano costituiti da politici e uomini d’affari prediligevano la letteratura di libri che si ispirano alla realtà sociale o che indagano sulle questioni filosofiche emergenti o sui problemi psicologici diffusi nel proprio ambiente.
Si dilettano inoltre di libri che rappresentano quei mondi esotici che molti lettori, in particolare i commercianti e gli uomini d’affari, realmente conoscono.
Il Settecento è stato un secolo caratterizzato non solo da viaggi di esplorazione ma anche quelli volti alla colonizzazione del Nuovo Mondo.
Le opere create dai filosofi Rousseau, Voltaire e Diderot furono il mezzo per diffondere idee e opinioni; per esaminare e discutere problemi sociali, per indagare nella psiche umana e analizzare sentimenti e stati d’animo.
Caratteristiche del romanzo moderno
- I personaggi e le situazioni anche se insoliti o fuori dall’ordinario sono sempre concreti e realistici; nel romanzo inglese i protagonisti generalmente appartengono alla borghesia di cui incarnano le mentalità, attenta in modo particolare al valore dell’intraprendenza, dell’iniziativa individuale e della capacità di lottare per il miglioramento economico e il riconoscimento sociale. Nel romanzo francese non mancano personaggi aristocratici che testimoniano il disagio e l’inquietudine della propria classe, in un’epoca di grandi conflitti sociali.
- Le vicende sono spesso presentate come esperienze personali, vissute e autentiche (l’effetto di verosimiglianza aumenta quando la narrazione è condotta in prima persona).
- Le trame riguardano problemi di vita concreta: rapporti tra individui e ambiente sociale, difficoltà economiche, questioni morali psicologiche. Un tema tipico del romanzo settecentesco inglese è, ad esempio, la lotta per la sopravvivenza o per il miglioramento delle proprie condizioni economiche e sociali. Nel romanzo francese ricorrono, per lo più, temi legati alla riflessione filosofica.
- Il linguaggio è vivo, semplice, prevalentemente di uso comune.
L’Inghilterra è considerata generalmente la patria del romanzo moderno, nacque nel 1719 l’anno in cui fu pubblicato Robinson Crusoe di Daniel Defoe.
Daniel Defoe è tra i più importanti romanzieri inglesi del Settecento e tra le figure più significative dell’Epoca.
Pubblicò Robinson Crusoe, Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders e il Colonnello Jack.
Due tratti originali caratterizzano le opere di Defoe e hanno legato al suo nome il titolo di autori di romanzi esponenti della nobiltà, accanto a quelli dell’alta borghesia, c
Anche la Francia del Settecento conobbe una notevole produzione di nuovi romanzi, diversi dai romanzi del Seicento e rispondenti ai gusti e alle aspettative di un pubblico influenzato dalle idee e dai principi propagati dalla cultura illuminista.
Il nuovo romanzo francese ha però caratteristiche diverse da quello inglese, perché è lo specchio di una società dove ancora molto marcata era la presenza della nobiltà.
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Diritto comune - Montesquieu
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Letteratura francese 2: Montesquieu
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Schema su Pufendorf, Thomasius, Leibniz, Wolff, Domat, Pothier, Montesquieu, Voltaire e Rousseau