Concetti Chiave
- Il metodo Sjolema Wedmeyer simula la digestione delle proteine tramite l'inoculo con pepsina per 48 ore, ma è costoso e poco utilizzato.
- Il metodo in vitro, che utilizza direttamente enzimi come pepsina e cellulasi, è più economico e richiede meno tempo per misurare la digeribilità degli alimenti.
- Le equazioni di regressione per stimare la digeribilità sono state introdotte dal professor Leroy, correlando la digeribilità alla percentuale di fibra grezza.
- Aumentando la percentuale di fibre negli alimenti, si riduce la percentuale di digeribilità delle sostanze nutritive, con tabelle di Leroy ancora utilizzabili.
- Il fabbisogno di mantenimento di un animale è legato al metabolismo basale, che determina l'energia necessaria per la vita in assenza di produzione.
Indice
Metodo sjolema wedmeyer
Il metodo Sjolema Wedmeyer prevede l’inoculo con soluzione cloridrica di pepsina per 48h, riproducendo come vengono digerite le proteine.
Entrambi i sistemi sono molto costosi e in particolare il primo, il quale non è quasi più utilizzato. Ad oggi si utilizzano direttamente gli enzimi con il metodo della pepsina cellulasi: si fa trattare l’alimento con la pepsina, e con la cellulasi e si ottiene una buona misura della digeribilità. Nel tempo ci sono stati diversi esperimenti di tipo comparativo dei vari metodi e tendenzialmente i risultati coincidono.
Il metodo in vitro ha due vantaggi:
- Il minor costo
- La minor spesa di tempo
Equazioni di regressione per la digeribilità
È possibile fare delle stime della digeribilità mediante equazione di regressione. Il primo ad averlo proposto è stato il professor Leroy che ha valutato la digeribilità degli alimenti in funzione della % di fibra grezza sulla sostanza secca. Oggi esistono equazioni di regressione che stimano la digeribilità in funzione dell’Adf, che tendenzialmente è più alta della fibra grezza.
Tabelle di digeribilità di Leroy
Esempio di tabella di Leroy che parte dall'1% di fibre grezze su s.s.: in questo caso la proteina grezza viene digerita all’84,5%, il grasso al 78,5%...
Queste prove sono state fatte su bovini.
Aumentando la percentuale di fibre, diminuisce la % di digeribilità delle diverse sostanze.
Queste tabelle finiscono con il 50% di fibre grezze, perché mangiare qualcosa con una % maggiore è quasi impossibile (è stato calcolato come valore all’interno della razione).
Per quanto vecchie queste tabelle sono ancora utilizzabili, in quanto sono un sistema immediato. La digeribilità che si ottiene in vivo è apparente, differente da quella reale, che è superiore in proteine, lipidi ed estrattivi azotati, inferiore nella fibra.
Fabbisogno di mantenimento e metabolismo basale
Per predisporre un corretto piano alimentare di un animale è necessario conoscere il suo fabbisogno. Il concetto del fabbisogno di mantenimento è strettamente collegato al concetto del metabolismo basale, descritto precedentemente nel corso di fisiologia. Il metabolismo basale corrisponde al più basso regime di produzione energetica compatibile con la vita, ovvero quanta energiaè necessaria per mantenersi vivi in assenza di produzioni, ed è espresso in Kcal prodotte nelle 24 ore.
Qual è l'influenza della fibra sulla dieta?
Pertanto, ci sarà un consumo di energia per lo smaltimento di calore: questo è uno dei motivi per cui in estate le razioni per le bovine lattifere sono meno ricche di fibra, poiché più una razione è ricca di fibra e più sarà elevata l’attività fermentativa e più sarà elevato il calore prodotto nel rumine. Di conseguenza, le diete invernali sono più ricche di fibra rispetto a quelle estive. Vi sono poi gli stati febbrili che prevedono che il metabolismo basale sia più elevato. Un altro aspetto è legato alla funzionalità della tiroide: la ipofunzionalità della tiroide comporta un metabolismo basale più basso, mentre negli individui ipertiroidei il metabolismo basale risulta più alto.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale vantaggio del metodo in vitro rispetto al metodo Sjolema Wedmeyer?
- Come influisce la percentuale di fibre sulla digeribilità degli alimenti?
- Qual è la relazione tra fabbisogno di mantenimento e metabolismo basale negli animali?
- Perché le razioni per le bovine lattifere sono meno ricche di fibra in estate?
Il metodo in vitro, che utilizza direttamente gli enzimi come la pepsina e la cellulasi, offre vantaggi significativi in termini di minor costo e minor spesa di tempo rispetto al metodo Sjolema Wedmeyer, che è costoso e poco utilizzato.
Aumentando la percentuale di fibre, si osserva una diminuzione della percentuale di digeribilità delle diverse sostanze. Le tabelle di Leroy mostrano che, con il 50% di fibre grezze, la digeribilità è già molto compromessa, rendendo difficile un'assunzione maggiore.
Il fabbisogno di mantenimento è strettamente legato al metabolismo basale, che rappresenta l'energia minima necessaria per mantenere in vita un animale. Questo fabbisogno è espresso in Kcal prodotte nelle 24 ore e varia in base a diversi fattori, come la temperatura e lo stato di salute.
In estate, le razioni per le bovine lattifere sono meno ricche di fibra per ridurre l'attività fermentativa e il calore prodotto nel rumine, poiché una dieta ricca di fibra aumenta il calore corporeo. Al contrario, in inverno, le diete sono più ricche di fibra per soddisfare le esigenze energetiche.