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Logistica 2 19/04 logistica distributiva

La logistica distributiva riveste un ruolo fondamentale nella catena produttiva (supply chain), i costi corrispondenti possono incidere sul costo del prodotto fino a qualche punto percentuale (di solito 10-15%).

La supply chain è un insieme di attrezzature e know how atto a trasformare i semilavorati e materie prime in prodotti finiti consegnati ai clienti. Le attività della supply chain sono:

  • Produzione e packaging (identificazione) fabbricazione, assemblaggio, trasporto interno, stoccaggio: factory e fornitori.
  • Distribuzione (movimentazione esterna) accettazione arrivo, controllo in accettazione, stoccaggio, prelievo (picking), preparazione ordine, controllo, spedizione.

Negli ultimi anni sta diventando sempre più rilevante il flusso fisico di ritorno tra il mercato di riferimento e i sistemi produttivi: la cosiddetta Reverse Logistic. Flusso fisico che va dal mercato delle materie prime e semilavorati al mercato dei prodotti finiti.

Il flusso informativo va al contrario; le attività:

  • Gestione degli ordini.
  • Programmazione della produzione.
  • Approvvigionamento dei materiali.
  • Distribuzione fisica.

L’obiettivo della logistica distributiva è portare il prodotto al mercato nel rispetto del livello di servizio concordato al minor costo possibile. L’incidenza dei costi logistici sulla supply chain è 0,xx% / 25-35% del valore dei beni, dipende molto ma non esclusivamente dal settore merceologico (valore medio circa il 10%). Il settore merceologico dove l’incidenza è alta è il food fresco (trasporto, stoccaggio, fresco), deperibile (trasporto veloce, costo (insalata)), densità bassa, danneggiabile, valore basso.

Livello di servizio

Livello di servizio (LS): il servizio al cliente è costruito su alcuni fattori fondamentali (a prescindere dal prezzo del bene); i termini sono:

  • Rata di consegna 45% rispetto della data di consegna e del tempo medio di consegna.
  • Qualità 15% rispetto della qualità delle merci nei confronti dell’ordine.
  • Quantità 10% rispetto delle quantità di prodotto ordinate.
  • Non danneggiamento assenza di danneggiamenti durante la movimentazione e il trasporto.
  • Costo.

Canale distributivo

Canale distributivo (beni strumentali/beni di consumo) rappresenta il “modo” in cui i produttori decidono di far arrivare i propri prodotti sul mercato: insieme di risorse. Possono essere differenti, la principale caratterizzazione riguarda la distribuzione di beni di consumo o strumentali.

  • Diretto.
  • Canali misti.

Di norma le aziende usano più canali; il costo del canale distributivo dipende anche dal numero di livelli.

Attività (flusso fisico) tipiche lungo il canale distributivo

Le attività legate al flusso del materiale che troviamo lungo il canale di distribuzione riguardano:

  • Lo stoccaggio della merce.
  • La preparazione degli ordini per il cliente a valle del canale (non è detto che sia quello finale).
  • La separazione dell’ordine, “rottura” dell’unità di carico in arrivato per la preparazione di una o più unità di carico multi codice per il materiale richiesto dallo step a valle.

20/04 proprietà del materiale lungo i canali

Tra produttore e mercato ci sono essere canali più o meno complessi; ma la domanda è di chi è il prodotto che si muove lungo il canale? Un canale ad esempio composto da factory, CEDI, shop: in realtà abbiamo tutte le alternative, la proprietà del materiale è assolutamente variabile, può cambiare lungo il canale. Ad esempio il negozio monomarca (ex. Tezenis), potrebbe essere o di proprietà (factory) oppure in franchising. Il dettagliante è colui che acquista merce direttamente e la rivende. Possiamo avere canali in cui la proprietà è del centro distributivo e canali in cui la proprietà è del produttore.

Incoterms (International commercial terms)

Gli incoterms sono una classe di “codici” che definisce il tipo di transazione commerciale rispetto al prezzo nel campo delle importazione ed esportazioni, valida in tutto il mondo, definendo in maniera univoca e senza errore ogni diritto e dovere competente ai vari soggetti giuridici coinvolti in un’operazione di trasferimento di beni da una nazione all’altra; nell’attività lavorativa sono molto rilevanti. Per esempio io sono Ducati e devo vendere delle macchine in USA: le trasporto (truck) a Genova, le imbarco, in truck le porto nel centro che mi interessa in USA; mettiamo che la moto costa 10K/pz, ma la domanda è dove? La differenza sta nel punto in cui viene fatta la quotazione. In gergo, la quotazione può essere fatta “Franco fabbrica” o “Franco destino”: definire con la propria parte commerciale il punto in cui viene eseguita la quotazione è un problema molto importante per la logistica distributiva. Gli incoterms sono una serie di convenzioni attraverso le quali si stabilisce chi paga cosa lungo la supply chain. Quando si chiede una quotazione si chiede il “tipo”:

Grafico (freccia azzurra (venditore) e grigia (compratore))

  • EXW Franco fabbrica: Ex works, tutto a carico del compratore.
  • DDU reso non sdoganato: a casa del cliente con le tasse del cliente pagate dal cliente.
  • DDP reso sdoganato: a casa del cliente con le tasse del cliente pagate dal venditore.
  • FOB franco a bordo: luogo di destinazione.
  • CIF costo assicurazione e nolo: la nave la paga il venditore.
  • CIP trasporto e assicurazione pagati fino a.

La progettazione di un canale distributivo

La fase di progettazione di un sistema di distribuzione richiede l’analisi di differenti fattori, si tratti di un problema di sistema che richiede studi in differenti ambiti; principalmente:

  • 1. Definizione del livello di servizio: il LS dipende dal settore merceologico e dal mercato.
  • 2. Localizzazione e dimensionamento CEDI intermedi ] LAP (location allocation problem).
  • 3. Gestione scorte lungo il canale: criteri di gestione delle scorte.
  • 4. Scelta sistema di trasporto: selezione delle modalità di trasporto, della selezione dei mezzi, della formazione dei carichi, della definizione di percorsi (routing) e della schedulazione dei veicoli.
  • 5. Scelta catena degli imballi di prodotto: compatibilità con sistemi di trasporto e recupero dei materiali (CONAI).
  • 6. Progettazione flusso informativo e la gestione degli ordini: il flusso fisico dei materiali è permesso da un adeguato flusso di informazioni in termini di gestione degli ordini e pianificazione delle risorse: DRP (Distribution Resource Planning).

Punto 4: scelta del sistema di trasporto

Le differenti modalità di trasporto

Il trasporto può essere organizzato in più modi: acqua, gomma, rotaie, aereo.

1. Trasporto via acqua

1. Trasporto via acqua: si utilizzano le navi da trasporto, o Cargo, navi di qualsiasi dimensione e forma che trasportano merci tra i diversi porti. Possiamo avere due tipologie, ovvero trasporto di container (portacontainer navi portarinfuse) e trasporto di merce sfusa. Le navi portacontainer sono a tutto ponte, dove vengono poggiati i contenitori, dimensioni elevate (tre campi da calcio di lunghezza, un campo da calcio di larghezza). La capacità di trasporto si misura in TEU: è di migliaia di TEU, fino a 8000, questo comporta tempi elevati di carico/scarico. I container sono accatastati, quindi un parametro importante è il peso di ogni container; ci sono software che consentono di definire tecniche di bilanciamento precise, anche per quanto riguarda i vari livelli. Il trasporto navale, dunque, ha due grandi problemi: la stabilità del materiale, le condizioni ambientali (es. la salsedine entra nei container, fenomeni atmosferici etc.). Normalmente i contenitori sono a noleggio, come anche la nave (incoterms). Le portarinfuse sono navi contenitore, divise in stive (serbatoi), che possono contenere ad esempio, grano, farina, petrolio; sono navi che possono raggiungere dimensioni ancora più elevate rispetto alle portacontainer, con capacità di trasporto dell’ordine di 400K tonnellate. Il carico/scarico dei contenitori nei portacontainer vengono fatti da mezzi esterni in porto, per le portarinfuse i mezzi possono essere sia esterni che interni.

2. Trasporto su gomma

2. Trasporto su gomma: i principali mezzi sono:

  • Autocarri (motrice): dotati di cassoni o di vani di carico più o meno grandi, in certi casi apparecchiature particolari da lavoro, come gru, sponge montacarichi, etc. Possono essere centinati, furgonati, portacontainer (TEU) o attrezzati in modo speciale. Il peso massimo a terra di un automezzo isolato non può superare le 32 tonnellate, per asse non maggiore di 12 tonnellate.
  • Autotreni (rimorchio + motrice): autocarro o motrice più un rimorchio separato sprovvisto di motore, per il trasporto merci. Viene utilizzato per movimentare grandi quantità di merce (fino a 120 m3). I vantaggi nell’utilizzo di un autotreno sono: una maggiore capacità di carico volumetrico dovuto alla lunghezza superiore ammessa per l’accoppiata così composta rispetto all’autoarticolato; la possibilità di poter effettuare il trasporto anche solo dell’autocarro trainante, aumentando la flessibilità e riducendo i costi.
  • Autoarticolati (motrice + semirimorchio): trattore stradale più semirimorchio; la differenza sostanziale rispetto ad un autotreno è che l’autoarticolato è composto da una cabina ma non si un vano di carico. I semirimorchio possono essere di varie tipologie in base all’impiego, anche in questo caso di notevole interesse è il trasporto dei container.
  • Mezzi per trasporti eccezionali.

Per dimensionare un mezzo di trasporto parametri rilevanti (da un catalogo, scheda tecnica):

  • Capacità del mezzo (portata): 1. Volume interno, 2. Peso trasportabile (massa).
  • Dimensioni utili (L1, L2, h).

3. Trasporto su rotaia

3. Trasporto su rotaia: serve sempre sapere la capacità e la dimensione del mezzo. Abbiamo diversi mezzi, il treno ha un locomotore che traina un certo numero di rimorchi; il rimorchio può essere di diverse tipologie:

  • Carro per merce varia: la capacità di carico dipende dalle caratteristiche della merce, è chiuso con porte laterali di carico e scarico.
  • Carro portacontainer: è un vagone fornito di semplice piano di appoggio ma con agganci specifici per i container, utilizzato per il trasporto intermodale; esistono svariate dimensioni per adattarsi ai vari tipi di container.
  • Carro per merce lunga: aperto in alto, eventualmente accessoriato con sponde di varia altezza o con piantoni ferma carico, usato per il trasporto di materiale caricabile dall’alto (es. tronchi d’albero e barre di acciaio).
  • Carri frigoriferi: carro a temperatura controllata, per il trasporto di merce deperibile.
  • Carro a tramoggia: per il carico di merci sfuse dall’alto e lo scarico con ribaltamento laterale del vagone stesso.
  • Carro cisterna: per il trasporto di merci liquide, come ad esempio petrolio e derivati, fornito di appositi bocchettoni, proprietà privata.
  • Carro silos: come il precedente ma per merci polverose e granulari, proprietà privata.
  • Carro bisarca: per il trasporto di auto, in genere a 3 assi e formato da due livelli di carico, accessoriato con rampe alle estremità per consentire un agevole carico e scarico.
  • Carro flat: carro ultrabasso, per il trasporto di autosnodati o autotreni con rimorchio (autostrade viaggianti).
  • Carro ultra flat: più bassi per favorire il carico/scarico.

Ciò che ci interessa sono sempre le dimensioni (rimorchi – carri), volumi, pesi (masse) trasportabili.

4. Trasporto aereo

4. Trasporto aereo: è un trasporto più costoso degli altri, può essere preso in considerazione soprattutto per tipologie di prodotto con elevato valore, oppure per prodotti di estrema utilità che quindi necessitano di un mezzo sicuro e veloce, al limite può essere utilizzato quando vi è oggettiva difficoltà d’uso di mezzi di altro tipo. Quindi in generale questa modalità di trasporto è utilizzata per tipologie merceologiche pregiate. Le merci possono essere inquadrate in tre categorie: bagagli, passeggeri e merci vere e proprie. Abbiamo due tipologie di modalità di trasporto che corrispondono a due diversi tipi di aerei e due diverse configurazioni del materiale.

  • Commerciale passeggeri vs cargo: la differenza è nel dove e come posiziono la merce.
  • Sedili: sotto al pavimento può esserci merce.
  • Merce nei cargo: non ci sono sedili, sono di solito ex aerei passeggeri da cui si ricavano tutte stive. Nel campo degli aerei al cargo si devono distinguere tre categorie di capienza, in base alla quale determinare le varie tipologie di carico.
  • Configurazione materiale.
  • Senza UDC dedicate: problemi di bloccaggio della merce.
  • Con UDC dedicate favoriscono tutte le fasi di carico e scarico sul veicolo a scapito del costo dell’attrezzatura supplementare e della necessità delle fasi di carico e scarico del prodotto in essa. Il pallet aeronautici è una piattaforma di lega leggera che mantiene la merce tramite una rete; il container aeronautico è un contenitore metallico in lega leggera (alluminio) che ha una forma apposita per adattarsi all’aereo, possono essere usati in più cicli (riutilizzabili). Possono esserci diverse forme, ad esempio abbiamo igloo aeronautico: è una copertura di forma rigida in materiale plastico o vetroresina, usata per coprire il pallet come un guscio, assicurata al pallet o mediante agganci (igloo strutturale) o con una rete di contenimento (igloo non strutturale).

Il vantaggio del trasporto merci via aerea è il risparmio di tempo tra la produzione e la vendita, rispetto agli altri sistemi di trasporto.

Container terrestre

Container terrestre è l’elemento di trasporto più utilizzato nella logistica distributiva, si tratta di una cassa in metallo sovrapponibile per il trasporto della merce; il mondo dei container è molto variegato, esistono diverse tipologie:

  • Container Dry o General Purpose: “a destinazione generale” sono del tipo chiusi o ventilati, con tetto, pareti laterali ed estremità rigide, sono dotati di porte. Possono essere accatastati o stoccati (in tot 7 in generale) e ne esistono di due lunghezze, TEU e FEU (20 e 40 piedi), e di due altezze, 8 piedi e 6 pollici e 9 piedi e 6 pollici (chiamati High Cube).
  • Piattaforma (o Bolster): tipico uso è per merce fuori sagoma (20 e 40 piedi: TEU e FEU), per colli ingombranti, le cui dimensioni totali non permettono la loro sistemazione all’interno di container, la merce quindi è esposta perché non si trova in un contenitore chiuso e sigillato.
  • Container Open top: il tetto può essere o completamente aperto o con un telone, usato per prodotti in sagoma che sbordano per altezza, o per materiale alla rinfusa. La merce può essere caricata dall’alto, ideale per caricare macchinari.
  • Flat container con pareti laterali abbassabili: utilizzati poco per i fuorisagoma lato larghezza.
  • Reefer: è un container con pareti isolate e in testa c’è una batteria frigorifera che è in grado di mantenere il contenitore refrigerato per tutta l’autonomia della batteria; adatto per il trasporto di merce deperibile, ad esempio alimenti, congelati e non, materiale fotografico, materiale elettrico, soggetto ad alterazioni in caso di temperature elevate.
  • Container full-door.

Va precisato che le dimensioni interessate sono quelle interne: in particolare le dimensioni della porta, base e altezza, perché di solito è più bassa rispetto al container.

Cassa mobile (swap body): si tratta di una unità generalmente non sovrapponibile utilizzata nel trasporto intermodale, è un container con i piedi, dimensioni larghezza 2,5 m, altezza 2,62 m e lunghezza 7,15 - 12,5 - 13,6; il vantaggio è che ha la possibilità di essere caricato/scaricato senza dispositivi dedicati (es. gru etc.).

Il carico e scarico della merce può avvenire: attraverso un sistema carico/scarico del mezzo (dedicato) con un operatore che effettua l’operazione, oppure installare rampe fisse o mobili; attraverso un sistema senza mezzo. Il vantaggio di non usare il mezzo è che ho tutto il tempo per caricarlo (carico offline) non deve esserci il camion presente, lo svantaggio è che i mezzi per caricare/scaricare un container costano molto. Da qui nasce la logica della cassa mobile.

22/04 selezione del sistema di trasporto

I modi che abbiamo visto sono: la strada, la ferrovia, l’aereo, il mare, il piping (tubazione lunga per trasporto metano, petrolio).

  • 5. Road.
  • 6. Rail.
  • 7. Air.
  • 8. Sea.

Quali sono le variabili da controllare?

  • Caratteristiche del prodotto:
  • Tipo.
  • Peso.
  • Dimensioni (volume).
  • Valore.
  • Danneggiabilità.
  • Forma (sovrapponibilità).
  • Pericolosità.
  • Caratteristiche della consegna.
  • Origine.
  • Destinazione.
  • Urgenza (tempo di attraversamento consentito (LS: livello di servizio)).
  • Quantità.
  • Costo tollerabile.

Scelta ottimale: minimizzazione del costo nel rispetto del livello di servizio: min costo su alternative che soddisfano i requisiti tecnici (LS).

Principale driver di scelta f (tipo mezzo di trasporto).

Velocità Impatto ambientale Costo trasporto Protezione merce Merce peso/volume Merce costosa
Aereo Acqua Acqua Aereo Acqua Aereo +
Strada Treno Treno Strada Treno Strada
Treno Strada Strada Treno Strada Treno
Acqua Aereo Aereo Acqua Aereo Acqua -
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandra-rea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logistica industriale T-AB e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Regattieri Alberto.
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