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Letteratura italiana II

3/10/2013

“700 - Alfieri = tragedia - Goldoni = commedia - Metastasio = melodramma (Parini = disegna il sipario della Scala, ruolo nell’inaugurazione).

  • Alfieri tocca tutti i generi letterari.
  • “Involuzione alfieriana” = Misogallo.
  • Rapporto fra potere politico e giudiziario (= tema dell’illuminismo).
  • Nascita della dinamica dei viaggi per conoscenza = Grand Tour - vd. Giornali.
  • Viaggia moltissimo in tutta Europa.

Alfieri nobile vs. Goldoni (contemporaneo) = il primo a intendere il teatro come un mestiere è un borghese = contratti (vd. 16 commedie nuove).

Della Tirannide: non lo pubblica subito, lo rivede nel 1789 - postilluminista e preromantico.

Ricezione anomala di Alfieri

  • Nel 1792 ha scritto Parigi sbastigliato (= è fondamentalmente positiva nei confronti della Rivoluzione), va col Pindemonte a vedere le rovine della Bastiglia.
  • Contessa d’Albany, moglie dell’erede Stuart al trono d’Inghilterra.
  • Si trasferisce a Parigi pensando di rimanervi, infatti si porta tutta la sua biblioteca.
  • A Parigi conosce tutti i personaggi maggiori: Giuseppina, Chenier.
  • Poesia sulla dama di compagnia di Maria Antonietta (nel Misogallo: prosa e versi), decapitata presso la casa di Alfieri.
  • A questo punto nel 1792 lascia Parigi, vanno in Inghilterra, vista come il modello della libertà, ma a Calè non riescono a imbarcarsi e riparano in Italia.
  • È il momento di ripensamento di Alfieri: gli vengono confiscati tutti i beni che aveva a Parigi, compresa la sua biblioteca.
  • Negli ultimi anni si dedica all’autobiografia e alle commedie = periodo dell’Alfieri satirico.

La tragedia rispetto alla commedia: nella tragedia c’è sempre un tema politico, quindi tragedia = parlare del potere.

In Italia difficoltà perché gli intellettuali erano legati al potere vs. Shakespeare = nasce la tragedia moderna, non solo tragedie di potere, ma inizia un discorso di ibridazione. Vd. Romeo e Giulietta = personaggi borghesi, e non manca l’ironia; Shak. non era molto amato in Italia.

“600 = commedia dell’arte = teatro agito - importante anche per la lingua = la commedia dell’arte portava in tutta Europa l’italiano.

Vd. Federico della Valle, torinese, tragediografo = scrive la Giuditta, ma anche su eventi contemporanei = Maria Stuarda.

Mentre nella commedia prevale il ceto borghese.

Filone di tragedie in latino = compagnia di Gesù = teatro didattico.

Dramma borghese: finiva male come la tragedia, ma i personaggi non sono persone di potere ma borghesi.

Manifesto per il nuovo teatro - Pasolini, “68.

Teatro giacobino

  • Il teatro viene visto come una possibilità per educare le masse = divulgazione.
  • Genere in Francia: “teatro della rivoluzione”.
  • I testi di Alfieri vengono assunti come manifesto teatrale della Rivoluzione = boom di Alfieri.
  • Francesco Saverio Salfi mette in musica un Saulle.

Alfieri e il teatro

  • Volontà di dare all’Italia un teatro nazionale sul modello della Comédie-Française.
  • Si occupa attivamente di teatro.
  • Le sue tragedie hanno pochi personaggi perché non stimava gli attori e ne voleva il meno possibile.

Epigoni di Alfieri: Silvio Pellico, Pindemonte, Foscolo (minori), poi si arriva a Manzoni.

Teatro borghese

  • Si afferma un teatro in prosa = dramma naturalista.
  • Si aggancia alla realtà dell’Italia post-unitaria, che si fonda sulla cellula base della famiglia.
  • Tema: interno borghese, coppia, adulterio, figli.
  • Alfieri comincia ad essere rappresentato meno, arrivano altri autori vd. Strindberg, Ibsen, Cekov, il romanticismo aveva reintrodotto Shak., e poi il melodramma.
  • Riprende quota un Alfieri poeta e trattatista.
  • Es. Carducci riprende Alfieri rimatore.

Alfieri antiarcadico

  • Fondato da Gravina.
  • Esponente Metastasio.
  • Stile petrarchesco.
  • Tutta la prima metà del “700.
  • Già Parini se ne distacca nelle Rime di …
  • Alfieri vuole dare una emozione forte - paura della mediocrità.

Edizione critica vs. edizione commentata.

  • Beaumarchais aveva una tipografia e ristampa la Tirannide e altri testi minori.
  • Edizione nazionale astese delle opere di Alfieri, completa.

Vita

  • Nobile, conte, nasce ad Asti nel 1749.
  • Nasce di gennaio, il padre per andarlo a visitare prende la polmonite e muore = senso di colpa = psicoanalisi.

Analisi portata avanti da Ezio Raimondi: “la scenografia alfieriana si potrebbero eliminare, c’è un buio amniotico in cui si muovono i personaggi”.

  • Vd. rapporto padre-figli.
  • Secondo di tre figli, resta molto legato alla sorella Giulia.
  • A Torino frequenta l’Accademia militare, da 9 anni - li chiama gli “anni del non-studio”.
  • Legge nella traduzione di Annibal Caro (“500) l’Eneide, comincia a imparare bene il latino.
  • Entra nell’esercito, ma ottiene dal re la possibilità di viaggiare per un anno, inizia a viaggiare per l’Italia: Firenze, Pisa, Lucca, Siena, Napoli, Venezia, Genova, dove si imbarca e va in Francia: Marsiglia, Lione, Parigi.
  • Rapporto con il servo Elia, di cui si un diario, rimase al suo servizio per moltissimo tempo fino ad un litigio con l’Albany.
  • Poi Olanda, dove conosce l’ambasciatore …, lì studia per la prima volta Machiavelli.
  • Ginevra: centro importante per la Riforma, c’era Rousseau, gli illuministi, comincia a leggere Voltaire, Rousseau, Montesquieu, ma anche Plutarco.
  • Svezia, Finlandia, Russia, poi torna e va in Inghilterra, dove si ferma per un po’ di tempo nel “71.
  • Duello per un fatto di donne (Penelope Pitt) - scandalo = va sulle Gazzette.

“700 - momento dei giornali.

  • Poi in Portogallo: Abate Valperga da Caluso, importante per la sua formazione.
  • Amicizia culturale che dura fino alla fine della sua vita.
  • Nel “72 a Torino.
  • Relazione con una contessa Valletti.
  • Prima tragedia Cleopatra (rappresentata al Carignano), poi ripudiata la chiama “cleopatraccia”.
  • “73 Exquise du jugement universal: giudizio universale.
  • Aveva iniziato i Giornali, prima in francese.
  • Conversione letteraria: nascono le idee del Filippo e del Polinice.
  • Consolida la conoscenza dei testi classici: si dedica a Orazio.
  • Ars poetica: importante per il teatro docere e delectare (ci arriva anche attraverso Machiavelli).
  • Inizia quelli che chiama i “viaggi letterari” - 1776 è a Firenze.
  • Prima scaletta, poi scrittura in prosa, poi versificazione: li chiama i suoi tre respiri.
  • Nel “76 versifica sia Filippo, sia Polinice.
  • Oreste - non direttamente da Eschilo, ma mediazione di Voltaire.
  • Legge e traduce Sallustio = studia storia.
  • Sempre nel “76 o “77? - Francesco Gori Gandellini, mercante di sete, uomo di grande cultura, amico per tutta la vita, quando muore gli dedica la Virtù riconosciuta, gli propone di nuovo Machiavelli, sopr. Discorsi sulla prima deca di Tito Livio.
  • Dopo aver rimeditato Machiavelli scrive Della Tirannide.
  • Nel “77 conosce la contessa d’Albany, già sposata.
  • Lascia i suoi beni alla sorella Giulia in cambio di un vitalizio - 1780.
  • Continua a scrivere opere che ruotano intorno al problema della Tirannide (vd. Congiura de Pazzi, Virginia).

4/10/2013

  • 1780-1782 nascono le tragedie che culminano nel Saul.
  • “83 pubblicazione del primo volume curato da Alfieri delle tragedie - edizione Pazzini di Siena.
  • Recensioni negative della difficoltà e della frantumazione del verso di Alfieri.
  • “86 muore Francesco Gori Gandellini: gli dedica La Virtù sconosciuta, dialogo, Francesco è un esempio di virtù sconosciuta affinità con Leopardi.
  • In morte di Carlo Imbonati, di Manzoni.
  • “89 Parigi sbastigliato: a favore della Rivoluzione.
  • Aveva già scritto un’ode All’America libera.
  • Riscrive il Panegirico di Plinio il Giovane a Traiano: accompagnata da lettera di dedica a Luigi XVI che si vuole spingere a concedere la Costituzione.
  • “92 fuga da Parigi, da qui in poi quella che lui definisce “l’età dei disinganni”.
  • Studia il greco: traduce Aristofane, già scelta significativa = era coinvolto nella politica.
  • Era stato Machiavelli a reintrodurre una commedia con implicazioni politiche, aveva anche tradotto Le rane, traduzione che non ci è pervenuta.
  • Muore nel 1803.

Vd. Sepolcri - Foscolo; Piemonte di Carducci.

Rapporto fra sublime (tragedia) e anti-sublime (commedia e satire).

Autocommento alfieriano

  • Genere che nasce nel “700 = autobiografia.
  • Marziano Guglielminetti - Memoria e Scrittura.
  • L’unica autobiografia reale prima del “700 è quella di Benvenuto Cellini, che però viene scoperta proprio nel “700.
  • Forme spurie: lettera alla Posterità di Petrarca.
  • La prima codificazione del genere indaga il lato pubblico (nasce l’opinione pubblica - giornali).
  • Es. Vico: scrive un’autobiografia - importanza al lato pubblico del personaggio.
  • Poi svolta con Confessioni di Rousseau: indagine dell’interiorità.

Mémoires

  • Goldoni separa nettamente il lato pubblico e lato privato.
  • Prima parte: vero romanzo di formazione.
  • Seconda parte: riassunto di ogni commedia.
  • Terza parte: non scrive nulla sulla Rivoluzione Francese.

Vita di Alfieri

  • Ha influenzato la critica tantissimo.
  • Gli piace mostrarsi geniale (genialità, istinto, frenesia) = precede l’immagine dell’intellettuale romantico.
  • L’infanzia non è un momento importante - però: figura dello zio.
  • Si lega alla trad. sensistica illuminista.
  • Necessità di far vedere una progressione di personalità fino al “forte sentire”.
  • Inizia a interessarsi di problemi storico-politico-sociali.
  • Scrittore dotato: vd. uso del discorso diretto.
  • Ipotesi critica: vi è un abbassamento “comico” del personaggio nella vita.
  • Parla spesso di Montaigne, che si portava sempre dietro insieme al Petrarchino.

Shakespeare

  • Nella Controriforma censurato.
  • Contro le unità aristoteliche - idea rotta definitivamente dal teatro romantico.
  • Girava per via mediata attraverso le traduzioni francesi di Aturner, su cui studia anche il Manzoni.
  • Nega di averlo letto: costruzione di sé (modelli: Shakespeare, Seneca, Voltaire).

Tempo misto quello dell’autobiografia: perché si parla a posteriori.

Es. del primo viaggio a Parigi, di cui in realtà era entusiasta, dice “cloaca massima”.

Etruria vendicata: poema tema tirannicidio.

  • Dopo aver scritto la tragedia, vi è una lettura o rappresentazione di prova, per controllare l’effetto.
  • Non scrive solo per la lettura, ma per il teatro.
  • Si accorge che la recensione ha un valore limitato.

Lettera del 24 luglio 1789 - vicinissima alla presa della Bastiglia.

Esempio del rapporto con la madre: scrive per rassicurarla.

“Ahi, ma forse necessaria insegna” - nel Parigi sbastigliato.

In A. tiranno = re della monarchia assoluta.

07/10/2013

Nel secolo scorso la critica ha parlato di anti-politica alfieriana: incapacità di teorizzazione politica di Alfieri (vd. Boggione, che interpreta la Tirannide come una tragedia in prosa).

Introduzione di Cerruti alla Tirannide

  • Parla di utopia (quindi senso dispregiativo).
  • Ma Alfieri legge e cita nel testo la trattatistica illuminista, e conosce Machiavelli (sia il Principe, sia Discorsi sulla prima Deca di Tito Livio, consigliato ad Alfieri dal Gandellini).
  • Trattatistica machiavellina: forte componente pragmatica.
  • Si opponeva alla tradizione della trattatistica sul potere della seconda metà del “400 caratterizzata dall’intento moralizzante (in Mach. differenza fra virtù e morale).
  • Alfieri sembra voler dare delle definizioni, più che dei consigli (o tirannicidi, o suicidio, o isolamento per l’uomo libero).
  • Alfieri vuole definire chi è l’uomo libero = problema successivo a Machiavelli.
  • Entrano in gioco le dissertazioni sulla felicità umana: rapporto fra individuo-società, ricerca della felicità individuale = area anglosassone, vd. liberismo inglese, dichiarazione degli Stati Uniti vs. interventismo dello Stato nell’idea della Rivoluzione Francese; tema del “700 dicotomia fra idea di Stato e individuo.
  • Libero pensiero: concetto tipicamente illuministico.
  • 1977 - scritto a Siena, frutto della riflessione su I discorsi del Machiavelli.
  • Fra 1787 e 1790 lo rivede.
  • Lo vuole stampare a Strasburgo e lo stampa con data fasulla = questa edizione non la rende pubblica.
  • 1801 senza il consenso di Alfieri c’è un libraio parigino che lo vuole pubblicare.
  • 2 parti; titolo alla latina de + ablativo.
  • Esergo dall’Eneide e da Sallustio.
  • Sonetto iniziale, sonetto finale: aggiunti durante la revisione (Genette: soglie = parti disomogenee del testo).

Aree semantiche costanti in Alfieri

Aree semantiche costanti in Alfieri sia nella trattatistica, che nelle tragedie, già riscontrabili nei sonetti.

  • Di dolcezza vuote: asprezza, elemento distintivo.
  • Sanguigna: furia, furore.
  • Noiosamente: indica una ripetizione martellante.
  • Musa arcigna (vs. Musa satirica di Parini).
  • Grand’uopo: opus = necessità.
  • S’uomini veri… dopo: per i posteri.
  • Che libertà chiamin di vita parte = che considerino la libertà parte (indispensabile) della vita.
  • Topos: vd. Dante.
  • Tema romantico anche.
  • Voci al vento sparte: inflessione petrarchesca, ma solo a livello stilistico, la sostanza è completamente diversa.
  • Rime aspre in -igna.
  • Sempre tema: necessità di perseverare nell’opera di scrivere contro il tiranno.
  • Non: inizia le due quartine; nelle terzine invece elemento positivo.
  • Non povertade: non è una spinta sufficiente, soprattutto se la povertà si lega all’incultura.
  • L’aura vana: = boria, superbia.
  • Ozio servo, in che la Italia giace = servitù nei confronti es. dello Stato pontificio.
  • Falsi imperi = poteri assoluti = ragione irrazionale, (fuori dal razionalismo).
  • Mi attergo: mi inchino (al Dio).
  • Pace, tregua, caldi affanni: stilemi petrarcheschi.
  • Aspre carte: riprende l’asprezza del sonetto iniziale.
  • Rima ricca: tergo-attergo.
  • Consonanza col verso della Mirra: Irato un nume ignoto, implacabile… = stesso quoziente di spiegazione irrazionale = componente preromantica = irrazionalità interna.
  • Premessa dedicata alla Libertà: inventa un dedicatario astratto (es. vs. Principe).
  • Area semantica della fiamma e del calore = immagine costante.
  • Tasteggiando: provando, esplorando; verbo che rimanda alla concretezza.
  • Insistenza sugli avverbi.
  • Contaminate carte: perché sono testi cortigiani, di adulazione.
  • Anafora di io: affermazione forte del sé.
  • Accentuazione dell’antitesi autore (io) vs. altri.
  • Tema: forza, possibilità fattiva della scrittura (-si avvicina un’epoca in cui è importante l’idea della necessità di educare il popolo).
  • Dall’altro lato: penna + spada = dimensione eroica.
  • Nel Risorgimento le sorti di Dante si risollevano perché autore coinvolto nella vita politica del suo tempo.
  • Nel Decameron, La vedova e lo scolare.
  • Ma con metodo… vs. mi agitano: dialettica fra razionalità e irrazionalità.
  • Diminutio: libercoletto (= alterato), abbassamento dello stile = anche volontà di essere leggibile, vicino al lettore.
  • Caratteristica dello stile alfieriano, alcuni critici lo rilevano solo nella Vita, ma invece è endogeno in tutta la sua opera.
  • Disinganno: ma non rinnega il giudizio sul tiranno, constata però una degenerazione dell’acquistata libertà = nell’ultima parte della vita ragiona sulle possibili evoluzioni della libertà, che appena acquisita subito si trasforma in qualcos’altro.
  • Non rinnega mai la Tirannide.
  • Manzoni scrive cose di stampo giacobino e filo-rivoluzionarie nella prima parte della sua produzione, decide di non pubblicarle (vs. Alfieri).
  • Consapevolezza della variabilità cronotopica dei concetti.
  • Re-tiranno = distinzione falsa.
  • Su Traiano, tradizione settecentesca molto forte, come personaggio particolarmente illuminato, Alfieri stesso riscrive il Panegirico di Plinio a Traiano, Alfieri lo esorta a porsi al di sotto delle leggi.
  • Volgo = plebe = valore dispregiativo vs. popolo = valore neutro, positivo.
  • A chi pensa: importanza dell’elaborazione, dell’analisi.
  • Non c’è una distinzione individuale fra tiranno che abusa del potere, e tiranno che non ne abusa, quando il potente abbia la possibilità dell’abuso è già tiranno.
  • Infrangi-legge: definizione dello stesso Alfieri.
  • Patto sociale: il giusto governo si ha quando si stabilisce un patto fra il popolo e il sovrano per tramite di una rappresentanza elettiva.
  • Scriverà L’uno, i pochi, i troppi: tiranno, oligarchia, forma di potere del popolo, ma degenerato.
  • Venezia: tema ricezione politica della Rep. veneziana attraverso i secoli.
  • Venezia libera: vd. stampa = Manuzio.
  • Nel “700 decadenza di Venezia: la classe mercantile tende a trasformarsi in un ceto di latifondisti = non più investimenti, i patrimoni si immobilizzano.
  • Comincia a circolare una visione letteraria negativa di Venezia: vd. Shak. Il mercante di Venezia.
  • Conte di Carmagnola: Venezia = potere assoluto.
  • Guasta ogni idea: contaminazione dei termini = idea che l’uso non corretto delle parole inganna, confonde.

Visione dello Stato Pontificio

  • Machiavelli: i principati ecclesiastici sono i più forti.
  • Alfieri: i sudditi sono ancora più succubi nei confronti del dominio della religione.

10/10/2013

  • Titoletti dei capitoli: discorso frazionato, non ampio arco speculativo.
  • Tardo Settecento è epoca di revisione della terminologia politica (speculazione su tiranno-monarca-re) - probabilmente Alfieri era attento anche alle nuove voci dell’Encyclopédie.
  • Monarchia = potere assoluto. Repubblica = monarchia costituzionale.

Dispotismo illuminato

  • Usato ad es. da Montesquieu nel III libro dell’Esprit des lois.
  • Per Alfieri non può esistere un dispotismo illuminato, peraltro è term
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Guidotti Angela Flora.
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