Letteratura giapponese 1
Lezione 2 8 febbraio 2022
non
Stereotipo dal greco stereos (solido, duro, rigido) e typos (impronta, immagine) immagine rigida
rappresenta necessariamente una conoscenza sbagliata, ma riduce una realtà complessa a un
unico elemento enfatizzandolo e trasformandolo nella presunta essenza di quella realtà
assolutizzazione di un qualcosa che è in realtà molto complesso
aspetto cognitivo visione semplificata largamente condivisa di luoghi, oggetti,
avvenimenti, persone accomunate da certe caratteristiche o qualità
aspetto affettivo “pregiudizio” come predilezione per un particolare punto di vista o
una particolare ideologia
aspetto comportamentale discriminazione
↑
espressione del senso comune
forma di pensiero e di ragionamento che appartiene a una cultura e ne plasma le azioni in
modo inconsapevole, confortati dal fatto che si tratta di “senso comune”, quindi di un
pensiero largamente condiviso
↓
stereotipo
non è necessariamente solo una ‘falsa conoscenza’ o ‘ignoranza’, che può essere superata da una conoscenza
più diretta, dettagliata, specialistica per poter superare gli stereotipi occorre saper prendere coscienza dei
presupposti alla base del senso comune (sia generale, sia specializzato)
Oriente etichetta che presuppone un pensiero marginalizzante nato e sviluppatosi all’interno della cultura
coloniale dell’Europa imperialista e che noi continuiamo a riproporre in modo inconsapevole non è un
concetto geografico, in quanto implica l’esistenza di un centro (che sarebbe l’Europa concetto di matrice
eurocentrica) il termine ha una serie di connotazioni negative di cui bisogna essere consapevoli
1
Letteratura giapponese 1
Lezione 3 10 febbraio 2022
Concetto di letteratura cambia e si trasforma nei secoli e nel tempo in Giappone il termine è una
文学
parola nuova, così come il concetto stesso di letteratura, che prima dell’avvento della modernità non esistevano
il termine di neanche esisteva in Giappone, ma in Cina sì anche se con connotazioni diverse, e viene poi
小説
usato in Giappone per tradurre il termine straniero novel (?????) il Giappone, quindi, dall’incontro con
l’Europa elabora un concetto di letteratura europeo e in seguito di romanzo sulla base del grande romanzo
europeo ottocentesco prima esistevano dei testi, una storia di testi considerati particolarmente significativi in
quanto racchiudevano le radici della cultura giapponese, esprimevano il cuore di questa cultura e della tradizione
del paese, oppure testi che in qualche modo continuavano ad essere letti e amati (es. Taketori monogatari nasce
come storia tramandata oralmente che viene poi messa per iscritto, presentando diverse versioni nel tempo la
protagonista, la principessa Kaguyahime, viene inserita anche in altre opere successive) in epoca classica molte
delle storie oggi considerate importanti per la letteratura giapponese venivano tramandate oralmente, quindi le
versioni scritte giunte ai nostri giorni sono già molto lontane dalle versioni originali e dal loro tempo se oggi
quando si parla di letteratura si preme soprattutto sui testi scritti, non si può dire lo stesso per quanto riguarda
epoche passate il concetto di letteratura, quindi, non è univoco, ma vivo, cambia cioè continuamente nel
tempo i primi testi della storia letteraria del Giappone erano scritti in cinese, in quanto il giapponese era una
lingua formata solo oralmente i giapponesi hanno appreso la scrittura attraverso gli scritti in cinese e l’hanno
adattata alla loro lingua per avere i primi testi scritti effettivamente in giapponese bisogna arrivare in epoca
kana
Heian (intorno all’anno Mille) e si tratterà di testi scritti in dalle donne gli uomini continuano a scrivere
in cinese, ritenuto ancora la lingua alta, la lingua colta come parte della letteratura giapponese oggi si leggono
testi ai tempi considerati un passatempo di donne annoiate quella considerata letteratura colta fino alle soglie
dell’epoca moderna era quella scritta in cinese (dagli uomini) in Giappone i testi scritti in cinese nell’arco
kanbun
dell’epoca classica rappresentano la letteratura in , quindi in cinese, oggetto degli studi di una letteratura a
parte, non di quella giapponese (gokubungaku, alla base c’è una scelta politica il Giappone fa il
国文学)
suo ingresso nella modernità dopo due secoli di chiusura e si ritrova di fronte grandi potenze mondiali (periodo
del nazionalismo), così costruisce se stesso come paese riforma dell’istruzione, importante per costruire una
generazione di giapponesi nuovi, improntati alle nuove idee che stavano arrivando l’istruzione obbligatoria
risulta il mezzo migliore per arrivare a tutti i cittadini del paese, a prescindere dalle classi sociali, col fine di
formare cittadini che non manifestano più la loro lealtà nei confronti del signore dello shogunato, bensì nei
confronti dell’imperatore (?) per far sì che questo avvenga, tuttavia, c’è bisogno di creare una lingua
nazionale standardizzazione della lingua per creare un’identità nazionale per questo tutta la produzione in
kanbun o in stili ibridi viene esclusa dal canone e vengono considerati solo quelli in giapponese non vengono
presi in considerazione quindi, per queste scelte, fattori estetici, di contenuto ecc. dei testi, bensì fattori politici
Fattori che vanno a costituire dei criteri sui quali si va a valutare la letterarietà di un testo letteratura vs. non-
letteratura:
testo scritto o altro
idea che un testo sia bello o meno
contenuti di un testo (es: “Mi illumino di immenso” vs. “Perché io valgo”)
testo scritto in un certo modo o meno (prosa o versi)
scritto da qualcuno piuttosto che qualcun altro (autorialità es: Foscolo vs. un pubblicitario)
scritto per un certo scopo invece che un altro
quello che ci hanno insegnato a scuola riguardo ai testi
Criteri di letterarietà:
estetici aderenza ad un ideale formale più o meno definita
morali relativi al bene, giusto, sacro finalità per cui un testo è stato scritto
tecnici relativi allo stile e alla forma 2
Letteratura giapponese 1
scolastici relativi al fatto che dei testi siano inclusi o meno nei curricula di studio
(×) Approccio essenzialista dice che la letterarietà è un elemento intrinseco ai testi letterari, fa parte della
loro essenza ed esiste indipendentemente dalle epoche o dalle culture è astorica e universale
(○) Approccio non-essenzialista la letterarietà non è intrinseca ai testi, ma è un prodotto storico e sociale,
relazionale e situazionale viene costantemente rinegoziata nel corso delle epoche costrutto storico e
sociale mutevole Terry Eagleton (Literary Theory: An Introduction, 1983)
↓
“Più che una qualità intrinseca o una serie di qualità possedute da un certo tipo di scritti, la letteratura deve essere
vista come i vari modi in cui la gente si rapporta allo scrivere. Non c’è una qualche essenza della letteratura,
qualunque scritto può essere letto pragmaticamente proprio come qualunque scritto può essere letto
poeticamente.
La letteratura è qualunque tipo di scrittura che per un motivo o per l’altro sia da qualcuno (critica, lettori il cui
giudizio è divenuto molto importante con l’avvento del digitale) altamente apprezzato. Qualunque cosa può
essere letteratura [...]. La letteratura, nel senso di una serie di opere di valore certo e inalterabile, contraddistinte
da caratteristiche intrinseche e condivise, non esiste”
in passato erano i critici a decretare quali testi avrebbero avuto successo, quali avessero valore, ma ora non è
più così 3
Letteratura giapponese 1
Lezione 4 14 febbraio 2022
Testi molto amati dalla cultura giapponese e che quindi hanno visto nel corso dei secoli una serie di
rielaborazioni e riprese attraverso il teatro, il cinema tipo di processo che fa del testo alla base un classico
testo che in qualche modo continua ad essere significativo al di là del tempo e delle trasformazioni politico-
sociali ciò che oggi consideriamo un classico, nel senso di testo fondativo, particolarmente significativo per
lo sviluppo di una cultura, potrebbe in futuro non essere considerato tale i primi testi della letteratura
giapponese sono scritti in cinese, che rimane la lingua colta per molti secoli, quindi la quantità di opere prodotte
in Giappone, da autori nati in Giappone e parlanti del giapponese è enorme, ma oggi non vengono più studiati
come classici, mentre all’epoca erano indicati come testi fondativi che facevano parte del patrimonio culturale da
preservare non fanno più parte del canone, quindi dei testi considerati da studiare nelle scuole per entrare nel
bagaglio culturale dei cittadini
Canone modello culturale foggiato da certi individui, per certe ragioni, in un certo momento (Eagleton, 1983)
qualcosa che cambia e che si trasforma i testi che ne fanno parte sono considerati tanto importanti da
divenire testi di riferimento non esiste tuttavia un canone fisso, immutabile dipende dal contesto storico-
culturale con l’ingresso del Giappone nella modernità viene stravolto, i testi che ne fanno parte vengono
completamente sostituiti, in quanto con la costruzione del Giappone in una visione moderna, dotato di una
lingua, vengono rivalorizzate tutte quelle opere scritte in giapponese, a scapito di quelle scritte in cinese
motivazione politica e culturale in senso ampio costruzione della propria identità nazionale sul modello
europeo attraverso la creazione di una lingua e di una letteratura nazionale
Haruo Shirane (1951 – ) uno dei più importanti studiosi di letteratura classica giapponese contemporanei, che
ha molto lavorato sul concetto e sulla costruzione del canone osserva come il termine canone si riferisce
abitualmente ai testi che hanno ricevuto una sorta di primato dall’autorità, particolarmente quelli che figurano
nei curricula scolastici o a testi che sono ritenuti generalmente degni di essere letti e interpretati, oltre che studiati
dal punto di vista critico, e di essere imitati testi che hanno ricevuto un’“autorizzazione” dai letterati, che
fungono in quel momento da consulenti per il governo, che decidono della standardizzazione della lingua, della
riforma del sistema scolastico e quali testi entrano o no nel canone canone come forma di violenza
simbolica, simbolo di potere e da questo legittimato decidendo che un testo è ‘meritevole’, si dà un ruolo
centrale ad esso invece che ad un altro in senso stretto il canone è il repertorio standard delle opere che sono
maggiormente apprezzate o lette oltre agli intellettuali, parlando di testi che vengono letti ampiamente si
introduce la variabile del lettore, che soprattutto negli ultimi decenni ha assunto un ruolo sempre meno
marginale in senso più ampio, più politico, significa i testi che sono stati riconosciuti e utilizzati dalle
istituzioni dominanti da un lato l’esigenza e la necessità di un riconoscimento da parte della classe dominante,
dall’altro il ruolo fondamentale giocato dal lettore il canone in epoca moderna sostituisce e critica le nozioni di
classico e tradizione perché entrambe stabiliscono qualcosa di immutabile o stabilito per sempre si parla
di canone e non di tradizione in quanto i due termini sono differentemente connotati il concetto di canone fa
più esplicitamente riferimento a qualcosa che muta e che si trasforma nel tempo
Letteratura giapponese non esiste qualcosa che sia essenzialmente e astoricamente ‘letteratura giapponese’,
tuttavia esistono dei canoni della letteratura giapponese che si sono susseguiti nelle varie epoche e che hanno
origini storiche, sono cioè legati al contesto in cui sono stati creati quello che studiamo come ‘letteratura
giapponese’ non è altro che uno di questi canoni il canone è stato creato seguendo diversi criteri, tra cui la
lingua invenzione della storia della letteratura giapponese (prima dell’epoca Meiji non esisteva neanche il
concetto di letteratura come lo si intende oggi, esisteva solo un nucleo della storia di una cultura fatta di testi
eminenti, riprendendo l’approccio cinese) in epoca Meiji nasce lo Stato nazionale (kokka, idea dello
国家
stato e della nazione come famiglia, nella quale l’imperatore rappresenta il capo e i cittadini rispetto a lui i figli),
costruito e teorizzato dagli intellettuali e dalla classe dirigente dell’epoca dal punto di vista ideologico,
culturale e delle strutture politiche, lo stato prende forma attraverso una mutuazione di saperi dalle potenze
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Letteratura giapponese 1
europee e dagli Stati Uniti, tra i quali vi è la letteratura vengono definite alcune variabili per la definizione del
primo canone della letteratura giapponese (stesse variabili dell’Europa) tra queste l’etnicità, la geografia, la
riconducibilità a generi europei, il medium ciascuna di queste variabili non va considerata come un dato
naturale, ma va problematizzata, sia in termini empirici che teorici il confine tra testo letterario e testo non-
letterario non è qualcosa di dato una volta per tutte, ma è sempre rinegoziabile
opere prodotte da giapponesi vengono tagliate fuori tutte quelle opere
prodotte e arrivate dai coreani e dai cinesi per insegnare la lingua cinese, così
come quelle delle popolazioni non considerate giapponesi, quali gli ainu
etnicità (ius sanguinis) (popolazione autoctona dell’Hokkaidō), gli abitanti delle isole Kyūshū, e gli
occidentali (opere arrivate nel 1500 con i missionari gesuiti, che realizzano i
primi dizionari)
geografia (ius soli) letteratura prodotta in Giappone e non altrove
こくご
letteratura prodotta in giapponese (国語
) o nelle sue varianti standard o
lingua accettabili, quindi non cinese, coreano, ainu, dialetti e così via
letteratura assimilabile a forme apprezzate e considerate degne, come il
romanzo, la poesia, il dramma teatrale eccetera (ad esempio il Taketori monogatari,
il nikki, Chikamatsu Monzaemon definito lo “Shakespeare giapponese”, Saikoku
il romanziere realista e così via) processo più ampio riconducibile alla
mutuazione dei saperi l’Europa rappresenta un modello che il Giappone si
riconducibilità a propone di superare, quindi così come viene introdotto il concetto di
generi europei letteratura, allo stesso modo viene introdotto quello di genere letterario, che in
epoca classica non c’era in maniera così rigida come invece in Europa, ma era
molto fluido questo fa sì che opere che fino a quel momento erano state
considerate letterarie non entrino a far parte del canone (ad esempio quelle
storiografiche)
porta all’espulsione dal canone opere che erano state considerate fino a quel
medium momento parte della storia dei testi in giapponese (ad esempio la calligrafia,
l’esecuzione musicale, il canto)
Questione delle origini la storia della letteratura giapponese delle origini è per gran parte una storia prima di
tutto dei testi superstiti, tramandati dalla tradizione manoscritta, e dei testi scritti eminenti, considerati degni
di essere salvati secondo la prospettiva dell’epoca in cui il modello di riferimento culturale era quello cinese, in
cui i testi di riferimento erano quelli storici e filosofici, che oggi però non vengono più considerati come parte
della storia della letteratura in senso stretto è quindi solo in misura minore una storia di testi considerabili,
secondo gli standard attuali, letterari 5
Letteratura giapponese 1
Lezione 5 17 febbraio 2022
Introduzione della scrittura la scrittura arriva in Giappone dalla Cina (V-VI secolo circa), attraverso la Corea,
che in quel momento rappresentava una specie di ponte tra la Cina e l’arcipelago giapponese dopo
l’introduzione della scrittura si arriva alle prime produzioni letterarie giapponesi ad inizio VIII secolo
(prima si hanno per lo più frammenti di incisioni di preghiere) i contatti erano intensi e di fatto si possono
distinguere le epoche secondo uno stato di alternanza tra momenti di grande apertura alla contaminazione e a
momenti di ripiegamento questi primi secoli sono momenti di grandissima apertura quindi ci sono una serie di
missioni che vengono inviate dal Giappone in Cina, soprattutto di monaci o membri del clero, oltre che una serie
di spostamenti di persone dalla Cina al Giappone i primi testi che arrivano dalla Cina sono legati all’ambito
religioso (buddhista e confuciano) e testi storici i testi più antichi pervenuti che possono essere considerati
Man’yōshū
letteratura sono testi che si ritrovano nel , che racchiude una serie di componimenti attribuiti alle
epoche arcaiche è molto difficile valutare questo tipo di testimonianza il Man’yōshū è una raccolta di
componimenti poetici molto ampia ed eterogenea e presenta componimenti attribuiti ad epoche anche molto
antecedenti alla compilazione dell’opera (e attribuiti a figure importanti della corte imperiale) sicuramente
molti dei componimenti presenti hanno conosciuto una fase più o meno lunga d
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