Letteratura giapponese
Lezione 1 – 07/02/2022
Introduzione
La letteratura giapponese premoderna va dal 8 al 19 sec. Dopo il 19 sec. parliamo di letteratura moderna, in seguito a contatti con la cultura occidentale. L'epoca Heian è considerata l'epoca d'oro della letteratura giapponese, nella quale vennero prodotti capolavori come il Genji Monogatari (Storia di Genji), di fama mondiale. Il Genji Monogatari è accompagnato da illustrazioni per capire meglio il contenuto e trasmettere insegnamenti al lettore (es. modo di vestire e comportarsi).
Uno dei temi spesso trattati nell'epoca Heian è il corteggiamento: la società dava molta importanza alla socialità/reputazione e alle relazioni con altri (es. corteggiamento). La letteratura giapponese nasce agli inizi dell'8 sec. con l'adozione dei caratteri cinesi. Le prime opere a noi pervenute sono il Kojiki (cronaca di antichi eventi, 712), il Nihon Shoki (annali del Giappone, 720) ed il Man’Yoshu (raccolta delle diecimila foglie, 750 circa).
Le date sono approssimative perché non è facile risalire né alle stesse né agli autori. Il Kojiki ed il Nihon Shoki sono considerati come storie, poiché includono anche molti elementi fantastici. Entrambi servono a legittimare il potere del sovrano. Il Man’Yoshu è invece la prima raccolta poetica giapponese. Tutte queste opere sono testimoni del difficile processo di adattamento dei caratteri cinesi alla lingua giapponese e sono anche i generi letterari più importanti (storie e raccolte poetiche).
Prima della letteratura in forma scritta vi era la letteratura orale, es. miti sacri, norito (preghiere agli dèi), senmyo (ordini imperiali), componimenti poetici. La scrittura venne acquisita dalla Cina tra il 5-6 sec. d.C. Sono state ritrovate nei pressi di Nara tavolette di legno (mokkan) con scritte cinesi, usate per esempio per scopi commerciali (tipo etichette), per trasmettere messaggi, scrivere poesie e studiare caratteri cinesi, una testimonianza che i giapponesi scrivevano già dal 7 sec. Per facilitare la lettura e l'interpretazione dei testi, accanto ai caratteri cinesi scrivevano delle note. Nel Man’yoshu si ha un tentativo di adattamento dei caratteri cinesi a lingua giapponese, utilizzandoli con il loro valore fonetico e NON per il significato (man’yogana).
Il cinese diventò lingua ufficiale, lingua maschile, utilizzata da burocrati, religiosi, funzionari di carriera politica e religiosa. Le donne erano escluse dal potere e la loro esistenza era delimitata alle loro abitazioni. Però, alcune donne più colte, come Murasaki Shikibu, lo impararono ed ottennero un’ottima reputazione a corte per avere una cultura sopra la media. Alla fine del 9 sec. nacque il kana, il sillabario fonetico giapponese nato dalla semplificazione dei caratteri cinesi. Il Genji Monogatari, composto all'inizio dell'anno 1000, raccoglie tutto quello prodotto nelle epoche precedenti, compresa l'influenza della letteratura cinese, ed influenza la produzione letteraria successiva, come il Teatro No. Dopo la nascita del kana, la letteratura iniziò a viaggiare su due binari: kana + lingua cinese (lingua colta che non viene abbandonata).
Durante l'epoca Nara si ebbe un forte assorbimento della cultura cinese (religione, assetto politico, cultura, letteratura). Nell'epoca Heian, invece, si verificò un processo di graduale autoctonia e trasformazione delle influenze in autoctono. Il passaggio che segna la transizione dall'epoca Nara all'epoca Heian è il Waka (poesia giapponese; wa=Giappone + ka=poesia), elemento di continuità. I Waka sono componimenti molto brevi di 31 sillabe utilizzati dal 7-8 sec. e ancora oggi (presenti già nel Man’yoshu); derivano comunque da un'influenza cinese ma sono una produzione autoctona. Intorno al 10 sec. diventa la forma poetica per eccellenza: venne prodotta la prima antologia (Kokin Waka Shu), redatta per ordine imperiale, che comprende i waka scritti in kana, primo utilizzo del kana in letteratura. Si pensa che il kana sia nato in ambienti femminili, usato per comunicazioni private uomo-donna (lettere, poesie).
La poesia è il genere letterario più antico, contenuta anche in altri generi letterari (es. diari, racconti con poesie [storia scritta in prosa con aggiunta di poesie], racconti lunghi [come Genji Monogatari: più di 800 poesie inserite nei momenti più eclatanti della storia]). La poesia è anche molto utile per favorire e mantenere armonia sociale/relazioni tra le persone (es. utilizzata in corteggiamento), ha un potere straordinario. Durante le epoche Nara e Heian gli uomini e le donne non si incontravano, almeno nella prima fase di approccio; quindi, le poesie erano molto utilizzate. Le stesse venivano analizzate in maniera dettagliata e severa perché comunicavano molto della persona che non si conosceva. La poesia faceva parte della vita quotidiana. Lettere che parlavano di sentimenti contenevano componimenti poetici che fornivano adeguate informazioni sulle persone che le avevano scritte.
La fase della produzione della lettera era molto importante: bisognava scegliere la carta, magari di colore che richiamasse un fiore di quel periodo, usare bella calligrafia, dimostrare la conoscenza di componimenti poetici importanti, perché da questo dipendeva la reputazione dello scrittore. Aveva anche funzione pubblica per celebrare personaggi altolocati. Molto spesso la poesia utilizzava immagini prese dalla natura per l'espressione dei sentimenti umani. Le poesie potevano essere anche accompagnate da fiori o piante caratteristiche della stagione in corso, ai quali si attribuivano significati particolari (cura dei piccoli particolari). I temi principali dei waka sono l'amore e la natura, usata per esprimere i sentimenti. I giapponesi sono così legati alla natura per le caratteristiche geografiche del Giappone (arcipelago con alternanza ben distinta delle 4 stagioni). Parlare della natura significava dare prova di accorgersi dei cambiamenti del paesaggio circostante. Inoltre, i giapponesi derivano da una società rurale che viveva a contatto con natura e praticano lo shintoismo, che riconosce i propri dèi negli elementi naturali.
L'amore veniva espresso con immagini naturali, ma si aveva una visione negativa di esso, poiché non comporta mai appagamento o felicità assoluta, esprime incertezza, frustrazione, rammarico, dolore ed è destinato a finire. L'innamorato era visto come una persona infatuata da una passione passeggera ed era quasi ridicolizzato. È visto in modo negativo per l'influenza del Buddhismo, secondo il quale le passioni sono irrazionali, qualcosa di deleterio che distrae l'uomo dalla strada per arrivare alla salvezza; vede l'amore come impermanente, destinato a finire.
Le poesie che trattano di amore nel Kokin Waka Shu sono ordinate cronologicamente secondo il ciclo vitale dell'amore (inizio-crescita-declino), simile al ciclo vitale delle stagioni. I Waka sono caratterizzati da brevità e condensazione dei significati che si vogliono esprimere. La predilezione per brevità e condensazione è espressa anche in altri elementi tipici del Giappone, come nella pittura monocromatica, nei bonsai, nel teatro no (dove una maschera basta per descrivere il personaggio e i movimenti dell'attore sono stilizzati e descrivono il sentimento che sta interpretando), nella cerimonia del tè, nel giardino Karesansui.
Vi era anche la predilezione per ciò che viene suggerito/percepito piuttosto che rappresentato completamente. Le opere letterarie avevano una funzione differente nelle epoche Nara ed Heian:
- Epoca Nara: funzione politica precisa, ovvero affermare il potere del sovrano Yamato;
- Epoca Heian: graduale privazione del potere imperiale e ascesa delle famiglie potenti (Fujiwara); i racconti richiamano l'attenzione su quelli esclusi dal potere (es. nell'Ise Monogatari il protagonista non poteva più vivere nella capitale, quindi, si allontana e viaggia verso province; nel Genji Monogatari il protagonista è un principe escluso dalla successione al trono pur essendo figlio prediletto, perché la madre non è altolocata).
La classe dei nobili di medio rango diventa molto interessante: venivano inviati nelle province lontane dalla capitale a ricoprire posizioni importanti, ma erano rammaricati per essere lontani dal centro del potere; si trattava quindi di uomini marginalizzati che cercavano di avere più potere attraverso le figlie, istruendole molto e rendendole più attraenti per conquistare l'imperatore/corte, come una sorta di riscatto familiare. Le opere più importanti, infatti, sono state realizzate da donne. Opere scritte da dame di corte circolavano all'interno della corte: una persona li leggeva e le nobildonne si radunavano per ascoltare, spesso anche guardando i rotoli illustrati della storia. Queste opere erano materiali di studio ma anche una forma di intrattenimento. Sono presenti anche alcune opere scritte da uomini, le quali educavano le donne alla corretta socialità.
Lezione 2 – 14/02/2022
L'epoca Nara (710-794)
L'inizio della scrittura delle opere avveniva attraverso l'uso dei caratteri cinesi. Durante l'epoca Nara si ebbe l'assimilazione e l'adattamento della cultura continentale a quella indigena, per esempio i templi buddhisti iniziarono a rappresentare la manifestazione del potere imperiale, così come l'importanza del Buddhismo e di tutto ciò che arrivava dal continente. La cultura autoctona si sviluppò intorno all'odierna Nara (capitale del tempo). Ciò nonostante, vi erano comunque differenze tra la Cina ed il Giappone in diversi contesti, per esempio in Giappone la donna aveva prestigio politico, economico e sociale diverso dalla Cina.
Era diverso anche il matrimonio: sopravvissero le usanze locali come la poligamia, diverso che in Cina dove vigeva un rigido sistema con una moglie principale e altre concubine. Vennero però adottate dalla Cina le leggi, il sistema di scrittura e la religione buddhista. Prima delle opere scritte la letteratura avveniva in maniera orale (fino all'8 secolo) attraverso miti e leggende, norito, senmyo e componimenti poetici.
Il Kojiki
Il primo documento scritto a noi pervenuto è il Kojiki (712): testo storico con elementi fantastici ordinato dall'imperatore Tenmu per richiamare l'attenzione sull'autorità imperiale (spiegare perché l'imperatore regnasse). Si pensa che l'autore sia Ono Yasumaro e che egli abbia fatto riferimento alle memorie di Hieda no Are. Del Kojiki è importante la prefazione perché è la testimonianza del fatto che adattare i caratteri cinesi non era facile (p.35 traduzione italiana). Il Kojiki è composto da 3 volumi:
- Mito creazione con Izamani e Izanagi: parte più fantastica influenzata da immaginazione, storie e leggende tramandate a voce
- Fase intermedia tra fase fantastica e realistica: parla di esseri umani ma vicini ad essere divinità (imperatori leggendari da Jinmu a Ojin distinti per straordinarie virtù e gesta)
- Libro più ancorato a mondo uomini (da regno imperatore Nintoku a imperatrice Suiko)
Il primo volume tratta della creazione dell'arcipelago giapponese da parte delle divinità Izanagi (maschile) e Izanami (femminile) immergendo una lancia magica nel mare e rilasciando cadere le gocce che si trasformano nelle isole; prima era tutto una melma informe. In seguito, piantarono una colonna nelle isole che diventò la loro dimora e dalla loro unione nacquero le altre divinità. Dopo aver dato origine al dio del fuoco, Izanami muore. Izanagi addolorato va nell'aldilà, il cui ingresso è sorvegliato da creature feroci, a cercare Izanami (tipo mito Orfeo) e sposa il suo corpo putrefatto. Per tornare dall'aldilà Izanagi si deve purificare e da questa purificazione si creano altre divinità, tra cui Amaterasu Omikami (dea del sole).
Il Nihon Shoki/Nihongi
Nel Nihon Shoki (720) sono presenti molti elementi simili al Kojiki, es. creazione Giappone, miti divinità, mondo uomini. Anch'esso venne ordinato dall'Imperatore Tenmu per giustificare l'autorità imperiale. La sua organizzazione è più sistematica e cronologica; si rifà alle storie imperiali cinesi e vi sono elementi più realistici ma comunque anche leggende. Sono inseriti qua e là componimenti poetici a volte come dialoghi (predilezione versi 5-7 sillabe). Il protagonista principale è il Principe Shotoku Taishi, al quale si deve la creazione della costituzione dei 17 articoli (come dovevano comportarsi le figure statali secondo il confucianesimo).
Esistono anche versioni manga del Kojiki e del Nihonshoki, divertenti ma fedeli al contenuto delle opere. Dopo la stesura del Nihon Shoki inizia la tendenza a scrivere storie/cronache del Paese. Con il termine Rikkokushi si intendono le sei storie del Paese: Nihon Shoki, Shoku Nihongi, Nihon Koki, Shoku Nihon Koki, Montoku Jitsuroku, Sansai Jitsuroku (fino al 901, poi potere imperiale inizia ad indebolirsi). Queste storie sono scritte in cinese, lingua della sfera pubblica.
I Fudoki
I Fudoki sono, invece, le cronache di costumi e di terre dell'8 secolo. Sono testi di utilità pratica perché raccolgono notizie relative alle province del Giappone (es. corsi d'acqua, rilievi montuosi, colture, leggende locali). I testi furono redatti in cinese da funzionari dell'imperatore ed ordinati dall'Imperatrice Genmei quando divenne capo del clan Yamato. I Fudoki avevano uno scopo politico per sapere come potevano essere utili le zone del Paese (es. dal punto di vista agricolo; informazioni utili a funzionari per compilare cronache ufficiali; stabilire tassazione e allestimento spedizioni militari).
Sono presenti dialetti diversi e testimonianze di poesie anche in zone lontane dalla capitale. Molti Fudoki sono stati perduti perché, con il passare del tempo, persero il loro valore (es. non sono mai stati aggiornati quindi non furono più ritenuti attendibili), quindi non vi era un interesse a preservarli. Inoltre, la carta era preziosa, quindi, potrebbero essere stati riciclati per scrivere altro. L'unico ad esserci pervenuto integralmente è Izumo kuni no fudoki.
Hitachi no kuni fudoki (713): cronache di costumi e di terre della provincia di Hitachi (odierna Osaka). Il territorio era diviso in province (kuni) divise in distretti (kori) divisi in villaggi (sato). In questo testo vennero registrati i toponimi, i prodotti di terra, mare, sottosuolo e la fauna. Vennero anche trascritti aneddoti legati a origine luoghi (es. spiegazione del nome del distretto Nihihari: Augusto Inarasu aveva realizzato un pozzo e Nihihari significa “nuovo pozzo”) secondo gli ordini di Genmei.
Anche per Fudoki il modello di riferimento è la Cina, es. Shanhaijing (libro dei mari e dei monti) manuale di geografia dove vengono intrecciate realtà e fantasia. Nei Fudoki sono presenti anche incontri tra persone e storie d'amore. Gli elementi caratteristici dei Fudoki sono:
- Formula iniziale “si registrano antichi eventi narrati dagli anziani”
- Termini tecnici, es. unità di misura
- Fonti storiche e letterarie cinesi
- Inserite poesie (7 su 9 in giapponese occidentale)
- Predilezione waka, detti anche tanka (versi da 5/7 sillabe)
- Maggior parte poesie d'amore (molto ricorrenti immagini naturali) che parlano degli utagaki/kagai: feste di incontro tra uomini e donne nelle quali il corteggiamento avveniva tramite scambi di poesie (uta kake [kakeru=chiamare a voce per richiamare attenzione]). Questi incontri erano caratterizzati da libertà e promiscuità sessuale (testimonianza libertà amore uomo/donna).
Secondo studiosi si teneva un grande kagai sul monte Tsukuba (due cime che rappresentavano uomo e donna) in provincia di Ibaraki. È presente anche un componimento a riguardo nel 9 libro del Man’yoshu.
I setsuwa
I setsuwa sono “aneddoti” per guadagnare nuovi fedeli della religione buddhista, tipo parabole cristiane. Hanno una lunga tradizione orale e solo dopo sono stati messi per iscritto, quindi, è difficile risalire ai loro autori. Il Nihon Ryoiki è il primo esempio di setsuwa. Risale alla prima metà del 9 secolo. Il titolo significa “cronache soprannaturali e straordinarie del Giappone”. È diviso in 3 libri e contiene 116 racconti di miracoli e prodigi che accadono alle persone nella vita reale, positivi e negativi, per istruire le persone su come ci si deve comportare e sull'importanza di causa/effetto: se ci si comporta bene si viene premiati, se ci si comporta male si viene puniti (es. aneddoto uomo punito perché scuoia un coniglio/aneddoto uomo che riacquista vista da un occhio per aver recitato il sutra del diamante/aneddoto uomo che divenne ricco per sua devozione a Bodhisattva). Si pensa che uno degli autori sia stato monaco Kyokai.
Lezione 3 – 21/02/2022
I primi componimenti poetici dell'epoca Nara sono i kiki kayo, presenti anche nel Kojiki e nel Nihon Shoki (circa 190 esemplari). I kiki kayo sono canti all'interno di cronache storiche ed i primi esempi di poesia. Alcuni kiki kayo vennero attribuiti come parole dei personaggi mitologici all'interno delle opere. I versi sono scritti in caratteri cinesi utilizzati per il loro valore fonetico. Le caratteristiche dei kiki kayo sono: predilezione 5/7 sillabe, metrica e stile irregolari, temi trattati: ricerca sposa adatta al sovrano per garantire continuità stirpe imperiale, occasioni di svago (matrimoni, festività,…), autori: spose, sovrani, figli, funzionari (persone di alto rango).
Non c'è buona coesione prosa-versi. Es. kiki kayo: componimento del principe Yamatotakeru (molto violento): inno/esaltazione regno di Yamato. Kiki kayo presenti anche in fudoki (circa 20): tema amore in utagaki.
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