Concetti Chiave
- Le prime numerazioni furono sviluppate da civiltà antiche come gli egizi e i babilonesi, con sistemi basati rispettivamente sul numero 10 e sulla base 60.
- I greci introdussero due sistemi di numerazione: l'attico, con simboli ripetuti, e l'ionico, che associava lettere a valori numerici.
- Il sistema romano, ancora in uso oggi, si fonda su regole di addizione e sottrazione delle lettere, con valori specifici per ognuna.
- Il sistema numerico arabo-indiano, portato in Europa da Fibonacci, ha gradualmente sostituito i sistemi precedenti grazie alla sua maggiore efficienza.
- Nel Medioevo, i numeri avevano un'importanza simbolica significativa, come dimostra l'opera di Dante Alighieri, che esplora il significato dei numeri nella sua "Divina Commedia".
Questo appunto di Storia Medievale riguarda l'invenzione dei numeri e la loro origine, andando ad analizzare tutti coloro che li hanno studiati ed esaminati e qual è il percorso che hanno compiuto nel corso della storia.
Quali sono le prime numerazioni: la numerazione egizia, mesopotamica e greca?
Gli egizi avevano un sistema numerico basato sul numero 10. Essi partivano dal numero 1, a cui associavano un simbolo e in seguito attraverso una linea curva, ottenevano il numero 10. 100.000 e un milione, che era solo simbolo della perfezione divina. In base al cambiamento della quantità, essi ripetevano le figure appena descritte.Anche i babilonesi hanno avuto il merito di aver introdotto un sistema numerico basato sulla ripetizione, come avevano fatto gli egizi, ma, questa volta, la ripetizione avveniva con base 60:
- un segno obliquo stava da rappresentare il numero 11
- un segno verticale il numero 10
- un ulteriore segno obliquo, piuttosto grande andava a rappresentare il 60
- Il sistema attico = era basato anch'esso sulla ripetizione di simboli e i numeri da uno a quattro, erano costituiti da trattini verticali. Il numero 5, invece, si rappresentava con la lettera P (penta).
- Il sistema Ionico = associava alle lettere in ordine alfabetico dei valori. Le lettere dell'alfabeto erano in tutto 27. Dall'uno al 9 erano usate le prime 9 lettere dell'alfabeto e le successive 9 lettere erano usate per i multipli di 10 fino a 90 e così via.
- D (deca),
- H (Hekaton),
- X (Khilioi),
- M (Myrioi).
Il sistema numerico romano e quello arabo - indiano
Il sistema numerico romano è piuttosto conosciuto, anche perché è rimasto in uso ancora ai giorni nostri. In particolare, viene ancora usato in ambito storico per la numerazione secolare. Il sistema era strutturato su addizione e sottrazione a seconda della collocazione delle lettere. E, a questo scopo, è necessario spiegare quali siano i valori delle lettere:- I = 1
- II = 2
- III = 3
- IV = 4 (5-1)
- V = 5
- VI = 6 (5+1)
- X = 10
- XL = 40 (50-10)
- L = 50
- C = 100
- M = 1000
- D = 500

Come l’Europa accolse la numerazione
Per l'Europa fu molto difficile abbandonare un sistema numerico in uso da molti secoli, ma il passaggio alla numerazione di tipo arabo fu molto graduale. In Europa per molto tempo, continuarono a coesistere entrambi i sistemi di numerazione. Tuttavia, con il passare del tempo, il sistema di numerazione arabo indiano fu quello che prese il sopravvento. Fibonacci nella sua vita fece un incontro molto importante con il re Federico II di Svevia, imperatore di Germania, ma anche sovrano del Regno Normanno nel Sud Italia. Federico era conosciuto soprattutto per essere un imperatore intellettuale, aver favorito la cultura in tutte le sue forme e avere reso splendida la Corte di Palermo. Era riuscito a favorire anche l'incontro costruttivo tra la civiltà greca Latina e araba e la sua sete di sapere lo spinse e lo motivò ad accogliere personalità importanti come quella di Fibonacci nel 1226. Durante il loro incontro si concentrarono molto su argomenti di algebra e geometria e Fibonacci ebbe modo di discutere anche con l'imperatore questa grande scoperta della numerazione araba indiana. Nel tredicesimo secolo ci furono molti matematici importanti, oltre a Fibonacci: Uno di essi fu Giovanni di Halifax, conosciuto come Sacrobosco. Un autore che invece diede notevole importanza ai numeri e al loro significato simbolico fu Dante Alighieri, tanto che la “Divina Commedia” riporta passi significativi sui numeri 3, 7, 9, 10 e 12, oltre a molti altri.Nel Medioevo, comunque, la matematica era una disciplina che forniva molti appigli per il grande valore simbolico che riusciva a trasferire su tematiche religiose.
Fibonacci, tra l’altro, scrisse: “Ho pensato all'origine di tutti i numeri quadrati e ho scoperto che essi derivano dal regolare aumento dei numeri dispari. L'1 è un quadrato e da esso è prodotto il primo quadrato, chiamato 1; aggiungendo 3 a questo, si ottiene il secondo quadrato, 4, la cui radice è 2; se a questa somma viene aggiunto un terzo numero dispari, cioè 5, verrà prodotto il terzo quadrato, cioè 9, la cui radice è 3; per cui la sequenza e le serie dei numeri quadrati derivano sempre da addizioni regolari di numeri dispari.”
Per ulteriori informazioni su Fibonacci vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali del sistema numerico egizio?
- Come si differenziava il sistema numerico babilonese da quello egizio?
- Quali sistemi di numerazione furono introdotti dai greci?
- Qual è l'importanza del sistema numerico arabo-indiano in Europa?
- In che modo Fibonacci influenzò la matematica medievale?
Gli egizi utilizzavano un sistema numerico basato sul numero 10, associando simboli a numeri e ripetendo le figure per rappresentare quantità crescenti, fino a un milione, simbolo della perfezione divina.
A differenza degli egizi, i babilonesi adottarono un sistema numerico basato sulla ripetizione con base 60, utilizzando segni specifici per rappresentare numeri come 10 e 11, rendendo la scrittura numerica complessa.
I greci svilupparono due sistemi: il sistema attico, basato su simboli ripetuti, e il sistema ionico, che associava lettere dell'alfabeto a valori numerici, facilitando la rappresentazione dei numeri.
Il sistema arabo-indiano, che mescola culture indiana e araba, ha preso piede in Europa grazie a Fibonacci, che lo introdusse dopo aver viaggiato e studiato, portando alla graduale sostituzione dei sistemi numerici precedenti.
Fibonacci, attraverso il suo incontro con Federico II di Svevia, contribuì alla diffusione della numerazione araba indiana in Europa, e le sue scoperte sui numeri quadrati evidenziarono l'importanza simbolica della matematica nel contesto religioso medievale.