Concetti Chiave

  • Il Decadentismo è un movimento culturale nato in Francia negli anni '80, che in Italia ha rappresentato una corrente più ampia e complessa nel corso del '900.
  • La visione decadente rifiuta la razionalità e la scienza, cercando di cogliere il mistero della realtà attraverso stati irrazionali come il sogno e la follia.
  • L'arte per i decadenti è un momento cruciale di conoscenza, con gli artisti visti come sacerdoti capaci di scoprire l'assoluto attraverso il bello.
  • Temi ricorrenti nella letteratura decadente includono la malattia, il disfacimento e la ricerca del bello, con un forte rifiuto verso la società borghese e la cultura di massa.
  • Il decadentismo si distingue dal naturalismo, opposto in quanto abbraccia l'irrazionalismo e l'emarginazione sociale, rifiutando valori borghesi e positivi.

redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/ottocento-novecento-letteratura/800-900-contesto-storico/decadentismo.html

Il Decadentismo

Il termine decadentismo originariamente indicava un movimento letterario nato negli ambienti parigini durante gli anni 80, in Italia il termine nel corso del 900 ha indicato un intera corrente culturale che rappresenta un insieme di manifestazioni diverse.

La visione del mondo decadente

La base della visione del mondo decadente riprende i temi della cultura romantica, si fonda sull'irrazionalismo, viene rifiutata la visione positivistica. Il decadente ritiene che la ragione e la scienza non possono dare la vera conoscenza del mondo e del reale, perché l’essenza del reale è misteriosa e enigmatica, perciò l'anima del decadente è sempre rivolta verso il mistero, l’inconoscibile.
Ogni forma visibile per i decadenti non è che un simbolo di qualcosa di più profondo. Questa visione era già stata formulata da Baudelaire(Fiori del male).
La visione decadente propone la coincidenza tra io e mondo, tra soggetto e oggetto, e questa unione avviene sul piano dell’inconscio che è la zona oscura dove scompare l'individualità.
Il poeta decadente non usa la ragione e la scienza per cogliere il mistero e l'essenza segreta della realtà, ma altri mezzi come gli stati irrazionali dell'esistere:
-malattia
-follia
-nevrosi
-delirio
-sogno
-allucinazione
Questi stati di alterazione non essendo controllati dalla ragione ci permettono di dare uno sguardo al nostro interiore aiutandoci a vedere il mistero che è al di là delle cose. Questi stati possono essere anche provocati artificialmente attraverso l’alcool, l’assenzio, le droghe, l’oppio , l’hashish, la morfina.
La cultura delle droghe ha le sue radici nel periodo romantico-decadente, in cui si ritieneva che le sostanze stupefacenti potenziassero l'attività sensoriale.
Per i decadenti vi sono altre forme di estasi come il panismo e le epifanie.
Il panismo rappresenta il confondersi dello spirito nella materia, nella nuvola, nel filo d’erba…
Le epifanie(dal greco "apparizione") avvengono quando un particolare insignificante come un oggetto, all’improvviso si carica di un intenso significato e affascina come un messaggio proveniente da un'altra dimensione.

La poetica del Decadentismo

Per i decadenti l’arte è uno dei momenti più importanti della conoscenza. Infatti il poeta, il pittore, il musicista, non solo sono bravissimi nell’uso della parola, del colore, della nota ma sono dei sacerdoti e dei veggenti capaci di guardare là dove l’ uomo comune non vede nulla e scoprono l’assoluto. L'arte diventa una voce del mistero e il valore più alto, che va al di sopra di tutti gli altri e li assorbe tutti.
Questo culto religioso dell'arte ha dato origine al fenomeno dell’estetismo.
L'esteta è colui che basa la propria vita non sui valori morali, del bene, del male, il giusto, l’ingiusto, ma sulla ricerca del bello, e in base al bello giudica la realtà. Arte e vita si confondono e la vita viene assorbita dall’arte, tutta la vita è filtrata attraverso l’arte: un bel viso, un bel paesaggio vengono subito associati ad un viso o ad un paesaggio immortalato da un poeta o da un pittore.
Il bello viene ricercato in oggetti preziosi, quadri, stoffe, gioielli, libri antichi, e la banalità e volgarità della gente comune vengono scartate.
I teorici di questo movimento furono Gabriele D'Annunzio, Oscar Wilde, John Ruskin.
I princìpi delle loro teorie si basano sul fatto che la vita deve essere un’opera d’ arte, e l’arte deve essere pura (che contiene il proverbiale concetto dell' "arte per l'arte", cioè arte fine a se stessa senza scopi sociali o divulgativi, semplicemente qualcosa di bello di cui godere): arte pura e poesia pura.
I decadenti compiono anche una rivoluzione del linguaggio poetico: alle immagini nitide, chiare, distinte, ora si sostituisce l’impreciso, il vago, l’indefinito. E queste parole hanno quindi un carattere magico e sono capaci di farci scoprire l’ignoto e di metterci in contatto con un'altra dimensione.
Il poeta decadente parla in primo luogo a se stesso infatti rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese ritenuto mediocre e volgare. In questo periodo sta nascendo la cultura di massa, per cui gli artisti decadenti cercano di differenziarsi dai prodotti scadenti, dai romanzi di appendice, e si rifugiano nell’arte che per loro è vera.
Le varie tecniche espressive usate dagli scrittori decadenti sono innanzi tutto la musicalità: la parola non ha solo un significato logico, ma ha una pura fonicità. Infatti la musica nella visione decadente è l’ arte suprema, e provoca vera e propria estasi.
Gli scrittori descrivono brani musicali. Il testo principale a cui si ispirano è L’arte poetica di Verlaine, manifesto tecnico della nuova letteratura decadente. Anche i versi d’annunziani si ispirano alla musica pura in quanto le parole contano non per il loro significato ma per il loro suono (dolci le mie parole nella sera- ti sien come la pioggia che bruiva- tiepida e fuggitiva-commiato lacrimoso de la primavera).
Andamento musicale, ritmo e cadenza delle frasi sono le caratteristiche della poetica decadente.
Un'altra tecnica espressiva molto usata è il linguaggio metaforico.
La metafora è una figura retorica ma nella visione decadente incarna la visione simbolica del mondo, caricando anche le cose più comuni di significati allusivi e misteriosi.
La metafora decadente non è più la somiglianza tra due oggetti ma il secondo termine di paragone spesso rimane oscuro e misterioso.
Il rapporto simbolico è diverso dalla letteratura precedente, qui il simbolo è oscuro e misterioso, è allusivo e carico di vari sensi. Accanto alla metafora, la poesia decadente usa anche la sinestesia che è una fusione di sensazioni: impressioni che colpiscono un senso ci riportano a sensi diversi. Una sensazione visiva come un colore può dare sensazioni uditive, tattili olfattive.( profumi freschi).
I poeti tendono anche ala fusione di vari linguaggi artistici per ottenere degli effetti ancora più suggestivi e particolari.

Temi e miti del Decadentismo

Tra i temi più significativi che ricorrono nella letteratura decadente il più impo è l’ ammirazione per le epoche di decadenza: la grecità alessandrina, il periodo della latinità imperiale, l’ epoca bizantina.
Altri temi sono le perversioni e le crudeltà , il sadismo, il masochismo, le nevrosi, la malattia.
La letteratura decadente è malata, e tale malattia diventa una condizione privilegiata, un segno di nobiltà e di distinzione che li distingue dalla massa.( la coscienza di Zeno)
Alla malattia umana i poeti associano anche la malattia delle cose, amano tutto ciò che è corrotto, impuro, putrescente, e per questo Venezia è la città decadente per eccellenza( morte a Venezia di thomas mann).
La malattia e la corruzione affascinano i decadenti perché sono immagini della morte, che è un tema dominante e ossessivo.rappresenta il simbolo della condizione generale della società europea di quel periodo facendoci capire la crisi storica di quegli anni.
Accanto a questi temi si contrappongono tendenze opposte: un altro tema è infatti il vitalismo, l esaltazione della vita, del godimento dionisiaco, della forza barbarica. Il vitalismo ha come teorico principale nietzsche e anche d’ annunzio.infatti quest ultimo crea il concetto del superuomo d’ annunziano.
Questo vitalismo del superuomo è l altra faccia della malattia interiore.
I decadenti hanno il rifiuto aristocratico della normalità.l artista si isola dalla realtà contemporanea ed è orgoglioso della propria diversità, esprime il suo rifiuto verso la società borghese amando queste tematiche. Il corrotto, l impuro, la malattia, il disfacimento.
Gli eroi decadenti sono:
• gli artisti maledetti che criticano i valori della società e scelgono il male e la vita sregolata.
• L’ esteta. L uomo che vuole trasformare la sua vita in opera d arte che sostituisce le leggi morali con le leggi del bello ed è alla continua ricerca di piaceri raffinati. Ha orrore della vita comune e si isola circondato solo dalla bellezza e dall arte.
• L’ inetto a vivere: è escluso dalla vita perché non ha energia e si rifugia nelle sue fantasie. È incapace di vivere.
Accanto a questi uomini deboli, malati e incapaci di vivere si affianca:
• La donna fatale, lussuriosa, perversa, crudele torturatrice, succhia le energie vitali dell uomo come un vampiro e lo porta alla follia. I romanzi sono pieni di queste eroine ( salomé) la donna fatale è l’ equivalente dei mostri.
• il fanciullino pascoliano che rappresenta il rifiuto della condizione adulta e la visione matura della vita, ricercando emozioni infantili e l’ amore del nido familiare.
• Il superuomo d’annunziano che è il contrario degli eroi deboli e inetti, è forte e sicuro, non ha dubbi e debolezze, la malattia, il disfacimento e la morte esaltano la sua forza. Il concetto di superuomo ha anche significati politici: deve rigenerare l italia riportandola alla sua grandezza passata, deve sconfiggere le forze negative del liberalismo, della democrazia e del egualitarismo, e instaurare una dittatura di eletti , di forti, di aristocratici, che sottomettono il popolo( chiamato gran bestia). Questo mito d’ annunziano si mise al servizio delle correnti politiche più reazionarie: il nazionalismo e l imperialismo più aggressivo.
La caratteristica degli eroi decadenti è una psicologia complicata, tortuosa, e nasce quindi una nuova struttura romanzesca, non cè più il romanzo realistico, ma il romanzo psicologico, dove la dimensione soggettiva diventa il tema più importante. Il romanzo psicologico nasce in francia con paul Bourget e da lui trassero spunto d’ annunzio e svevo, i quali si ispirarono anche al poeta russo Dostoievskij.
In italia il vero promotore del romanzo psicologico è Svevo(una vita, selenità, la coscienza di zeno).

Coordinate storice e radici sociali del Decadentismo

Decadentismo e Romanticismo:

Sul piano culturale esiste continuità tra romanticismo e decadentismo, in particolare nel romanticismo tedesco e inglese. Per tanto il decadentismo può essere considerato la seconda fase del romanticismo esasperandone di più i temi.
Il romanticismo si caratterizzava per il suo slancio entusiastico, per la ribellione eroica e titanica.
Il decadentismo è contrassegnato invece da un senso di stanchezza, languore,smarrimento, da un presentimento di fine,di morte di malattia.
La letteratura del romanticismo aveva grandi ambizioni costruttive, invece la letteratura decadente aveva opere brevi, dense, e frammentate.
Il romanticismo e il decadentismo hanno temi identici come la crisi della coscienza, il rifiuto della realtà, le tematiche negative. I poeti del romanticismo e del decadentismo assistono entrambi al cambiamento della vita tradizionale, prodotto dalla rivoluzione industriale, assistono alle veloci trasformazioni, ai conflitti di classe. Gli artisti di questi periodi culturali sentono in prima persona le grandi trasformazioni sociali, perché l intellettuale umanista in questa società ormai industriale non trova più posto, è messo ai margini della società e si sente inutile, l’ artista si sente declassato e sente che non ha più quei privilegi di cui godevano gli artisti in altre età della storia.
Proprio per questo gli artisti reagiscono disperatamente attraverso l estetismo, il maledettismo, il superuomismo, che rappresentano dei tentativi di mascherare la loro condizione.
L’ artista reagisce rifiutando di rivolgersi al pubblico comune, e perciò scrive per una cerchia ristrettissima di persone, facendo così cerca di salvare la sua aureola (l’ aura ineffabile).
Un altro meccanismo che schiaccia lo scrittore è il conflitto tra capitale e lavoro: da un lato cè il proletariato che spinto dalle idee marxiste punta a fare una rivoluzione, dall altro cè la borghesia che difende i propri interessi abbandonando le idee liberali e democratiche e cerca anche con i mezzi più violenti di togliere i conflitti di classe.
Di fronte a questi conflitti l intellettuale è spaventato, è estraneo sia agli interessi della borghesia, sia agli interessi del proletariato, di cui ha orrore e perciò accentua il suo disprezzo con atteggiamenti di superiorità e di aristocrazia. Quindi da questa analisi si capisce che la malattia decadente è il sintomo di una crisi storica di tutto questo periodo.

Decadentismo e Naturalismo:

Il decadentismo è in antitesi con il naturalismo, ma cronologicamente queste due correnti culturali sono contemporanee, ma quando il naturalismo comincia a finire il decadentismo prende sopravvento continuando fino al 900.
Le date significative sono gli anni 80 e 90. queste due correnti sono espressioni di gruppi intellettuali diversi. Gli scrittori naturalisti sono integrato nell ordine borghese, accettano il positivismo, lo scientismo e hanno fiducia nel progresso( Zola, Maupassant). Mentre gli scrittori decadenti sono quelli che vivono di più l’ emarginazione,quindi rifiutano l ordine esistente e i loro atteggiamenti maledetti sono l’ antitesi della cultura borghese. Il naturalismo si basava sul razionalismo, il decadentismo si basa sull irrazionalismo.
Le tendenze del naturalismo spesso si mescolano con le tendenze del decadentismo: scrittori naturalisti usano spesso temi decadenti e viceversa ad esempio in Zola cè un vitalismo panico.

Decadentismo e Novecento:

Il decadentismo si colloca tra la fine dell 800 e i primi anni del 900.
In Italia gli scrittori del decadentismo sono: D’Annunzio, Pascoli, Fogazzaro(minore). Anche Svevo e Pirandello ma poi se ne distaccano.
Per quanto riguarda il termine decadentismo oggi è chiaro che non significa decadenza della cultura e dei valori artistici, ma anzi è stato utile per far nascere grandi opere.

Gabriele d'Annunzio

Nato nel 1863 a Pescara figlio di una agiata famiglia borghese studiò a Prato al collegio cicognini, e nel 1879 esordì con un libretto di versi (Primo Vere). Dopo la licenza liceale a 18 anni si trasferì a Roma per frequentare l università che abbandonò preferendo i salotti mondani e le redazioni di giornali. Divenne subito famoso per la vita scandalosa fatta di avventure galanti, lusso e duelli.
In questi anni d’ annunzio si crea la maschera dell’ esteta vivendo in un mondo di pura arte che ha come regola di vita il bello. La fase estetizzante andò in crisi negli anni 90 e qui d annunzio trovò il mito del superuomo, che si ispirava alle teorie del filosofo tedesco Nietzsche.
D’ Annunzio cercava di dare un immagine di vita eccezionale, inimitabile,infatti viveva sui colli di fiesole nella villa della capponcina, e conduceva una vita da principe rinascimentale circondato da cavalli, stoffe, oggetti d’ arte. Anche i suoi amori lo facevano sembrare un mito, il suo amore oiù importante fu quello per l attrice Eleonora Duse. Egli cercava di attirare l attenzione del pubblico con i suoi scandali per vendere meglio i suoi prodotti letterari, per farsi pubblicità. Riceveva somme enormi ma non erano mai sufficienti per la sua vita lussuosa. Nel 1897 tentò di entrare in parlamento come deputato dell estrema destra in quanto disprezzava le idee democratiche e egualitarie. Nel 1900 però passò alla sinistra. ( era considerato vate).
A partire dal 1898 si dedicò anche al teatro che poteva raggiungere un vasto pubblico. In questi anni la sua fama toccò punte divistiche(stava diventando un divo), veniva imitato nel parlare, negli atteggiamenti, nelle idee (d’Annunzianesimo).
Nel 1910 fugge in Francia a causa dei creditori perché aveva molti debiti.
Con la prima guerra mondiale tornò in italia e iniziò una campagna interventista che ebbe peso notevole nello spingere l italia in guerra. Si arruolò e attirò l attenzione su di se con imprese con aerei.(nuovo mezzo).nel dopoguerra compì l impresa su Fiume. Durante la dittatura di Mussolini d’ annunzio venne considerato il padre della patria e in questi anni fu però confinato in una suntuosa villa di gardone che trasformò in un museo su se stesso(il vittoriale). Era ossessionato dal suo invecchiamento. Qui morì nel 1938.
D annunzio influenzò molto la cultura italiana e la società di quegli anni.

L'estetismo e la sua crisi

Le sue prime raccolte liriche furono: Primo vere, canto Novo, terra vergine, e si rifanno a carducci e a verga. Negli anni 80 scrive molte opere subendo l influenza dei poeti inglesi e francesi scrive L intermezzo di rime, Chimera, Isaotta.
Queste opere nascono nella fase dell estetismo d annunziano.
Il primo romanzo di dannunzio è Il piacere(1889). Al centro del romanzo ce un esteta Andrea Sperelli, giovane aristocratico diviso tra l amore di due donne, una fatale e una pura.
Dopo Il Piacere, è influenzato dai romanzi russi di moda in quegli anni e scrive Giovanni Episcopo, Innocente, Poema Paradisiaco.

I romanzi del superuomo

Nel 1892 d’ Annunzio si avvicina alle idee di Nietzsche, ne viene influenzato e prende spunto da lui rifiutando il conformismo borghese, i principi egualitari, esalta lo spirito Dionisiaco(Dionisio era il Dio dell ebbrezza) rifiuta la pietà, l’ altruismo, esalta la potenza, e crea il mito del superuomo.
Il tema del superuomo creato da Nietzsche, è ripreso da d annunzio e significa che solo pochi esseri umani eccezionali, devono affermare se stessi andando contro le leggi del bene e del male.
Questi temi saranno i temi della politica dello stato italiano(dittatura di Mussolini).
L’ artista secondo d’ Annunzio deve far parte dell’ elite che sta al di sopra della gente comune.
IL TRIONFO DELLA MORTE(1894)
Parla dell eroe Giorgio Aurispa che soffre di una malattia interiore ed è alla ricerca di un nuovo senso della vita, l’ eroe si uccide e la sua morte è un sacrificio rituale.
LE VERGINI DELLE ROCCE(1895)
Segna una svolta radicale, D’Annunzio non propone più un personaggio debole ma un eroe forte e sicuro. Questo romanzo è stato definito “il manifesto politico del superuomo”.
L’ eroe Claudio Cantelmo vuole essere il superuomo, il futuro re di Roma che dovrà guidare l’ Italia. Questo personaggio rappresenta il rifiuto verso la borghesia e si sottomette al fascino della bellezza di una donna che lo sta uccidendo lentamente coi profumi, e questa donna incarna la donna fatale e rappresenta un immagine di morte e di crudeltà. Questo romanzo doveva essere il primo romanzo del ciclo del giglio ma i romanzi successivi no furono mai scritti.
IL FUOCO(1900)
Manifesto artistico del superuomo, qui l’ eroe Stelio Effrena pensa di creare un nuovo teatro ma delle forza oscure si oppongono rappresentate da una donna che simboleggi anche qui il disfacimento e la morte. Il romanzo si conclude con la morte di questa donna(Foscarina), che lascia libero il protagonista perché segue la sua via.
FORSE CHE SI FORSE CHE NO(1910)
In questo romanzo il protagonista Paolo Tarsis compie un gesto eroico facendo un volo aereo.

Questi romanzi si allontanano sempre di più dallo stile naturalistico, che era ancora presente nel “il piacere”. Il “trionfo della morte” infatti è un romanzo psicologico dove si analizza la coscienza del protagonista, tutta la storia si svolge dentro la mente di Giorgio Aurispa, e i fatti esterni hanno poca importanza. Questa forma di romanzo è tipica del protagonista inetto, malato, e con scarse forze vitali. Nel trionfo della morte i temi simbolici sono molteplici, il suicidio rappresenta la fine di Giorgio, una bocca sensuale è paragonata a un fiore.
Nel romanzo le vergini delle rocce ci sono parti oratorie e parti basate sul simbolismo.

Le opere drammatiche

La drammaturgia d’ annunziana (le opere drammatiche di d’annunzio) rifiuta le forme di teatro del tempo, che metteva in scena i fatti della vita quotidiana, D’Annunzio preferisce un teatro di “poesia” che renda sublime la realtà, che rappresenti passioni e conflitti fuori dal comune.
Tra queste opere si ricordano: Francesca da Rimini, Parisina, Sogno di un tramonto d’ autunno, La nave, Fedra. Questi drammi si basano su temi storici e sui miti classici. I drammi ambientati nel presente sono. La città morta, La gloria, la Gioconda, Più che l’ amore.
In queste tragedie ricorre sempre il tema del superuomo, dove l’ eroismo e le azioni si scontrano con forze contrarie. In questi romanzi gli eroi incontrano sempre la donna “nemica” che ostacola la loro missione.

LA FIGLIA DI IORIO (1904)
Viene definita da d’ annunzio una tragedia pastorale, la vicenda si svolge in Abruzzo e racconta di riti, credenze, oggetti tipici della civiltà agricola-pastorale, ed usa un linguaggio popolare con canti, scongiuri, preghiere, proverbi. Questo romanzo non è naturalistico ma ha il gusto decadente del barbarico e del primitivo.

LE LAUDI
D’ Annunzio scrive cicli di romanzi(della rosa, del giglio, del melograno) che spesso non conclude e nel campo della lirica vuole scrivere 7 libri chiamati “Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi.” Nel 1903 vengono terminati i primi 3: Maia, Elettra, Alcione. (nomi delle pleiadi, la costellazione).
il quarto libro è Merope, il quinto Asterope, e gli ultimi due non vennero mai scritti.
MAIA
È un poema di 8000 versi, d’ annunzio non segue la metrica tradizionale ma il verso libero (novenario, quinario, rime ricorrenti). Questo poema racconta di un viaggio in grecia in forma mitica compiuto realmente da d’ annunzio nel 1895, il protagonista è come l eroe ulisse che affronta varie esperienze pronto a superare tutto per raggiungere le sue mete. Il Viaggio in Grecia rappresenta un ritorno al passato, la forza e la bellezza.
In questo romanzo d’ annunzio scopre la bellezza della modernità, la forza del capitalismo, delle imprese industriali e finanziarie. Se da una parte è attratto da questa modernità, dall altra ha paura della realtà industriale che tende a emarginarlo come scrittore umanista. L originalità di d’ annunzio sta nel fatto che a differenza degli altri intellettuali che sono emarginati dalla realtà industriale, egli reagisce con i sui segni di onnipotenza. egli ha il ruolo di cantare e celebrare quella realtà da cui ha paura di essere spazzato via.
D’ annunzio fa la propaganda di vari temi: il dominio della stirpe latina sul mondo, la voglia di
guerra imperialista e colonialista, il disprezzo dei deboli, e l amore della forza.

ELETTRA
Il tema è la propaganda politica diretta. La struttura ricalca quella di Maia e rappresenta il passato e il futuro che si contrappongono al presente.

ALCIONE
Affronta il tema dell unione panica con la natura lasciando i discorsi politici. Il libro è il diario ideale di una vacanza estiva sui colli fiesolani e sulle coste di marina di Pisa e della Versilia.
Alcione è la raccolta poetica più celebrata dalla critica vista come poesia pura, ma l esperienza panica cantata dal poeta è vista come una manifestazione del superomismo: solo il superuomo può entrare a contatto con la natura e d conseguenza con una vita superiore che è al di là dei limiti umani. Alcione rappresenta il capostipite della poesia italiana del 900.

IL PERIODO NOTTURNO
Dopo Forse che si forse che no d’ annunzio non scrive più romanzi, nel 1913 scrive Leda senza cigno e questa opera è una novella. Il poeta abbandona il romanzo perché in quegli anni il romanzo ottocentesco era entrato in crisi, nei primi decenni del 900 la cultura italiana cerca infatti nuove forme di prosa.
Anche d’ annunzio dal 1913 in poi pubblicherà solo opere di questo genere:
La contemplazione della morte(1912), Licenza, Leda senza cigno, Notturno(1921), Le faville del maglio, Libro segreto (1935).
Queste opere sono diverse fra loro e rappresentano una materia nuova, un d’ annunzio rinnovato. I temi sono: ricordi di infanzia, sensazioni, confessioni, analisi della propria interiorità e il pensiero della morte. Un critico ha definito questo periodo di d’ annunzio come “esplorazione d’ ombra” che si contrappone al d’annunzio “solare” dei primi romanzi.
La struttura di queste opere è nuova, si basa sul frammento, si mescolano ricordi, fantasie, memorie, visioni, tutto in modo casuale e slegato. Questa produzione d’annunziana viene detta: Notturna.
Che prende il nome dal titolo del romanzo “il notturno” perché in quel periodo lo scrittore era costretto ad una vita immobile perché a causa di un incidente di volo, staccandosi la retina di un occhio era diventato cieco.
Per questo motivo egli concentra il suo interesse sugli altri sensi, e scrive impressioni ricordi visioni su lunghe strisce di carta. In questo periodo lo stile diventa secco, nervoso, periodi brevi e senza verbi (frammentismo).

Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione del mondo secondo il Decadentismo?
  2. La visione del mondo decadente si fonda sull'irrazionalismo e rifiuta la visione positivistica, sostenendo che la vera conoscenza del reale è misteriosa e inconoscibile. Il decadente cerca di cogliere il mistero attraverso stati irrazionali come malattia, follia e sogno.

  3. Come si esprime l'arte nel Decadentismo?
  4. Per i decadenti, l'arte è un momento cruciale della conoscenza, e gli artisti sono visti come sacerdoti capaci di scoprire l'assoluto. L'arte diventa un culto, e l'esteta giudica la realtà in base alla ricerca del bello, confondendo vita e arte.

  5. Quali sono i temi principali della letteratura decadente?
  6. I temi principali includono l'ammirazione per epoche di decadenza, la malattia, la corruzione e la morte, che diventano simboli di nobiltà. Si contrappongono a questi temi il vitalismo e l'esaltazione della vita, rappresentati dal superuomo d'Annunziano.

  7. In che modo il Decadentismo si differenzia dal Naturalismo?
  8. Il Decadentismo è in antitesi con il Naturalismo; mentre i naturalisti accettano il positivismo e si integrano nell'ordine borghese, i decadenti rifiutano l'ordine esistente e vivono l'emarginazione, esprimendo atteggiamenti maledetti e irrazionali.

  9. Qual è il ruolo di Gabriele D'Annunzio nel Decadentismo?
  10. Gabriele D'Annunzio è una figura centrale del Decadentismo, noto per il suo stile di vita estetizzante e per la creazione del mito del superuomo, influenzato da Nietzsche. Le sue opere riflettono una ricerca di bellezza e potenza, rifiutando i valori borghesi e celebrando l'arte come espressione suprema.

Domande e risposte

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