Concetti Chiave

  • Il periodo del Naturalismo e Simbolismo inizia in Europa nel 1849 e termina all'inizio del Novecento, con l'Unità d'Italia e la democrazia giolittiana.
  • Il Naturalismo si concentra sulla determinazione dell'uomo da parte della natura e dell'ambiente, mentre il Simbolismo rifiuta spiegazioni razionali, puntando su intuizioni e simboli.
  • Il progresso tecnologico e scientifico trasforma la vita quotidiana, ma porta anche disagi e insoddisfazioni riguardo alla felicità umana e alle ingiustizie sociali.
  • La crisi del ruolo dell'artista emerge in un contesto commerciale, dove l'arte viene vista come merce e gli artisti perdono la loro funzione privilegiata nella società.
  • Il romanzo diventa il genere letterario predominante grazie a un linguaggio accessibile, mentre la poesia rimane riservata a un'élite, evidenziando le difficoltà linguistiche e culturali dell'epoca.

redir: https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/il-simbolismo.html

Naturalismo, Simbolismo e Decadentismo

Questo periodo ha inizio in Europa nel 1849, quando si conclude il movimento rivoluzionario per l’indipendenza nazionale. Termina agli inizi del Novecento in corrispondenza con la Seconda Rivoluzione industriale. In Italia invece si afferma negli anni dell’Unità (1861) e termina nel 1903, quando Giolitti è al potere aprendo la fase della democrazia.
Sul piano letterario, le due tendenze dominanti sono il Naturalismo e il Simbolismo che nascono in Francia. Il movimento del naturalismo deve il suo nome alla concezione secondo cui l’uomo è determinato dalla natura, ovvero dagli istinti, dai bisogni materiali e dall’ambiente in cui vive. Il movimento del Simbolismo invece rifiuta le spiegazioni scientifiche e razionali dell’universo. Il poeta simbolista preferisce procedere in modo intuitivo e simbolico.
Verso la fine del secolo, il simbolismo viene assorbito dal decadentismo, un fenomeno molto più vasto di un movimento letterario. Rappresenta un’intera forma di cultura e di civiltà artistica che si ispira al culto della bellezza e dell’arte. Inizialmente però questo termine indicava gli aspetti negativi perché associato a decadenza e logoramento.

I temi della letteratura e dell’arte

In questo secolo trionfa la modernità, sconvolgendo tutti i tradizionali riferimenti e il modo stesso di sentire e percepire la vita. Il treno, il telegrafo, il telefono, l’automobile trasformano il modo di vivere lo spazio e il tempo, rendendo più agevoli le comunicazioni e i trasporti.
L’idea di progresso diventa di senso comune e si fonda sulla convinzione che il miglioramento materiale derivante dalle scoperte scientifiche coincida con quello intellettuale. Si esalta tutto ciò che è giovane e nuovo e si condanna ciò che è vecchio e che impedisce il progresso.
Il progresso provoca anche disagi e scontentezze, poiché provoca ingiustizie e sembra sacrificare la parte spirituale dell’uomo, la sua aspirazione alla felicità che non può essere raggiunta solo attraverso miglioramenti materiali.
In Italia, Verga condivide l’idea generale di progresso come evoluzione naturale, ma poi dedica il suo interesse a coloro che ne sono le vittime. Pirandello, riflettendo sulla tecnologia, deriderà il senso comune di chi vede in queste innovazioni, una maggiore possibilità di felicità per l’uomo.
Non solo il progresso ma anche il nuovo protagonismo delle masse può presentarsi in forme terrorizzanti. La massa di lavoratori che inizia ad organizzare e tentare di mettere in pratica gli ideali socialisti, preoccupa la borghesia.
Un’altra ragione di disorientamento all’interno della borghesia è la donna. In una società di massa la donna gode di una libertà prima sconosciuta, comincia ad essere sempre più presente a scuola in qualità di insegnante o negli uffici come impiegata, ponendo le condizioni per una ridefinizione del suo ruolo sociale e della sua identità.

La crisi del ruolo dell’artista

In un mondo in cui contano solo il denaro e il commercio diventa faticoso dedicarsi all’arte. Gli scrittori, i poeti e gli artisti devono fare i conti con la perdita della propria funzione privilegiata. L’unico modo per avere successo è vendersi al pubblico e trasformare l’arte in merce. Per questo motivo l’artista si paragona ad una prostituita o una ballerina, perché vendono ciò che non dovrebbe essere venduto. L’arte per vendersi deve esibirsi, sedurre con tecniche che fingono naturalezza e spontaneità. Per vendere l’opera bisogna tener conto di chi si ha di fronte. Tutto ciò però provoca nell’artista un senso di disagio perché essi vengono declassati.
Nella vita il cultore della bellezza è il Dandy, colui che ostenta eleganza e ricercatezza, contro l’arroganza della borghesia. In Italia il dandismo penetra con gli scapigliati, un gruppo di giovani scrittori che assumono un atteggiamento di poeti maledetti. A prevalere in Italia però è un modello opposto, ovvero quello di Carducci che cerca di affermarsi come educatore. Dopo di lui, D’Annunzio invece si confronta con la massa, lusingandola per ottenere e disprezzandola dichiarandosi superiore. Si parla di divismo. Il divo è colui che ha alle spalle una vera industria e il suo scopo è vendere.

Romanzo per la massa e poesia per l’èlite

Nel sistema dei generi letterari il fenomeno più significativo è rappresentato dal successo e dalla diffusione del romanzo. Questo successo è dovuto al fatto che il romanzo realista e naturalista fa ricorso ad un linguaggio comune. Per la poesia si registra il fenomeno opposto: il suo linguaggio è raffinato e complesso e si rivolge ad un pubblico selezionato. Una volta realizzata l’unità politica, occorre realizzare anche un’unità linguistica. Ma l’alto numero di analfabeti, la debolezza del sistema scolastico e la prevalenza dei dialetti, fanno dell’italiano una lingua correttamente parlata solo in Toscana e fra parlato e scritto resta una profonda differenza.
Colui che cerca di trovare una soluzione al problema è Manzoni, che propone di imporre all’intera nazione l’uso del fiorentino parlato dai toscani colti. Ma questa proposta non riesce a raggiungere i risultati sperati per le obbiezioni provenienti dall’alto.

Le correnti filosofiche

L’Ottocento è il secolo del positivismo, una corrente filosofica che esalta la conoscenza scientifica e l’osservazione sperimentale, crede che l’uomo sia profondamente determinato dall’ambiente in cui vive, considera il progresso come un’evoluzione fondata sulla lotta per la vita. Il positivismo è strettamente legato alle teorie di Darwin che si possono sintetizzare in due punti:
• la lotta per l’esistenza e la selezione naturale distruggono le specie deboli, ma ne costituiscono di nuove e rafforzano quelle che sopravvivono;
• All’interno di ciascuna specie si realizzano variazioni organiche prodotte dal rapporto con l’ambiente.
La teoria di Darwin viene interpretata anche in senso filosofico e sociale e si chiama Darwismo Sociale.
Alla fine del secolo si registra una violenta rottura con la cultura positivista. Il pensiero passa esaltazione delle scienze alla dichiarazione del sua rovina. Mentre il Positivismo partiva da fatti materiali, Nietzsche afferma che non esistono fatti in sé ma esiste solo la loro interpretazione, relativa e parziale. Inoltre egli nega l’utilità della storia perché tutto è un ciclo che si ripete secondo la legge dell’eterno ritorno.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali correnti letterarie del periodo tra Ottocento e Novecento?
  2. Le due tendenze dominanti sono il Naturalismo e il Simbolismo, con il primo che si concentra sulla determinazione dell'uomo da parte della natura e il secondo che rifiuta spiegazioni scientifiche, preferendo un approccio intuitivo e simbolico.

  3. Come viene percepito il progresso nel contesto storico e culturale dell'Ottocento?
  4. Il progresso è visto come un miglioramento materiale e intellettuale, ma provoca anche disagi e ingiustizie, sacrificando la parte spirituale dell'uomo e la sua aspirazione alla felicità.

  5. Qual è la crisi del ruolo dell'artista nell'Ottocento?
  6. Gli artisti si trovano a dover vendere le loro opere come merce, perdendo la loro funzione privilegiata e provando un senso di disagio per la commercializzazione dell'arte.

  7. Qual è la differenza tra il romanzo e la poesia nel contesto letterario dell'epoca?
  8. Il romanzo, con il suo linguaggio comune, ha un grande successo e si rivolge a un pubblico ampio, mentre la poesia utilizza un linguaggio raffinato e complesso, destinato a un'èlite.

  9. Come si evolve il pensiero filosofico nell'Ottocento?
  10. L'Ottocento è caratterizzato dal positivismo, che esalta la conoscenza scientifica, ma alla fine del secolo si verifica una rottura con questa cultura, con Nietzsche che nega l'esistenza di fatti oggettivi e propone una visione ciclica della storia.

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