Concetti Chiave

  • Hepatozoon è un protozoo emoparassita trasmesso da zecche, che infetta principalmente cani e gatti attraverso l'ingestione di zecche infette.
  • Il ciclo di vita di Hepatozoon prevede la replicazione nelle zecche e la liberazione di sporozoiti che infettano l'ospite dopo l'ingestione.
  • La trasmissione verticale di Hepatozoon non avviene tra le zecche, ma può verificarsi nei vertebrati, con il parassita che passa al feto attraverso il sangue.
  • Negli ultimi 15 anni, Hepatozoon è passato da malattia esotica a diffusa, con un'alta prevalenza in alcune popolazioni canine e specie selvatiche.
  • L'infezione da Hepatozoon può compromettere il sistema immunitario degli animali, rendendoli vulnerabili a coinfezioni con altri patogeni immunodepressori.

Indice

  1. Trasmissione del parassita hepatozoon
  2. Ciclo di vita e replicazione
  3. Vettori e trasmissione verticale
  4. Diffusione e impatto epidemiologico
  5. Coinfezioni e sistema immunitario

Trasmissione del parassita hepatozoon

È un protozoo emoparassita trasmesso da zecche. Come si può pensare che la zecca lo acquisisca, e che soprattutto, lo trasmetta? Lo fa con il pasto di sangue. La zecca si infesta con il pasto di sangue, però poi lo trasmette, non attraverso un pasto di sangue, ma quando viene mangiata dall'ospite, questa è la caratteristica di hepatozoon. Hepatozoon interessa soprattutto cani e gatti.

Ciclo di vita e replicazione

La caratteristica di questo parassita, è che l'infezione avviene per l'ingestione di una zecca che contiene le oocisti, quindi, hepatozoon è veramente una specie di coccidio: si sviluppa nella zecca, fa le oocisti nella zecca, solo che anziché essere eliminato con le feci, le oocisti stanno li; quando il cane mangia la zecca, a quel punto si libereranno gli sporozoiti che penetrano nella parete intestinale; essi vanno in circolo e li vengono fagocitati dei monociti  in tal modo, vanno in circolo in tutto l'organismo, andando incontro a disseminazione ematogena.

Hepatozoon si replicano per merogonia, fino a dare dei gameti che sono dei neutrofili. La zecca fa il suo pasto di sangue, tira su neutrofili, che sono i gameti nella zecca; i gameti, all’interno della zecca si uniscono; si verifica la sporogonia e le oocisti sono, così, libere nell’emocele della zecca.

Vettori e trasmissione verticale

Hepatozoon interessa soprattutto cani e gatti, perché sono specie che fanno grumi facilmente, sono specie sociali. Le zecche, possono essere vettori solo come ninfa o come zecca adulta  questo fa subito capire che non ci sarà trasmissione verticale, perché per avere le oocisti si devono assumere dei neutrofili con i gamonti, e quindi una larva non può farlo, ma può farlo una ninfa: perché era larva, si è infettata, e quindi la ninfa sarà infetta; proprio per questa ragione, non ci potrà mai essere una trasmissione verticale di hepatozoon tra le zecche.

Diffusione e impatto epidemiologico

La trasmissione verticale può esserci, invece, nel vertebrato, perché il parassita in circolo, nel cane o nel gatto gravido, può passare tranquillamente col sangue al feto. Il principale vettore di H.canis è Rhipicephalus sanguineus, mentre Amblyomma maculatum è vettore di H. americanum. 15 anni fa hepatozoon era una malattia considerata esotica da noi, oggi, si arriva ad avere il 40% o il 50% di specie selvatiche che sono positive per hepatozoon. In alcuni canili, ci sono dei focolai con presenza di hepatozoon, dove circa il 60% dei cani ne sono affetti. Questo vuol dire, semplicemente, che nell'arco di 15 anni, un parassita che era esotico, è diventato di routinaria frequenza. L’infezione è diffusa nel bacino del mediterraneo, sulla costa africana ed in Spagna (30%), mentre è raramente segnalata in Francia ed Italia.

Coinfezioni e sistema immunitario

La cosa interessante, è che spesso quando si ha sintomatologia per uno di questi patogeni, se si va a fare delle analisi, probabilmente ci sono anche gli altri, perché sono tutti parassiti, che in una maniera o nell'altra, vanno ad agire nello stesso modo sul sistema immunitario; quindi, a quel punto il sistema immunitario non è più in grado di sviluppare una risposta di tipo cellulo-mediato; così facendo, se ne approfittano tutti quei parassiti che sono avvantaggiati da una risposta non di tipo anticorpale. Quindi, quando si ha di fronte un quadro, e si è trovato un patogeno, bisogna sempre guardare che non ci sia anche qualcos'altro, perché magari il cane viene trattato, guarisce un po’, ma non completamente, e proprio per questa ragione, spesso l’infezione da hepatozoon è associata ad altre patologie con effetto immunodepressore.

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Domande da interrogazione

  1. Come avviene la trasmissione del parassita Hepatozoon?
  2. Hepatozoon viene trasmesso principalmente attraverso l'ingestione di zecche infette, che contengono oocisti. La zecca si infetta durante un pasto di sangue, ma trasmette il parassita solo quando viene mangiata dall'ospite, come cani e gatti.

  3. Qual è il ciclo di vita di Hepatozoon?
  4. Il ciclo di vita di Hepatozoon prevede che le oocisti vengano liberate nell'intestino dell'ospite dopo l'ingestione della zecca. Gli sporozoiti penetrano nella parete intestinale e si diffondono nel corpo attraverso i monociti, replicandosi per merogonia.

  5. Quali sono i vettori di Hepatozoon e come avviene la trasmissione?
  6. I principali vettori di Hepatozoon sono le zecche, in particolare Rhipicephalus sanguineus e Amblyomma maculatum. La trasmissione verticale non avviene tra le zecche, ma può verificarsi nei vertebrati, poiché il parassita può passare dal cane o gatto gravido al feto.

  7. Qual è l'impatto epidemiologico di Hepatozoon?
  8. Hepatozoon, un tempo considerato esotico, ha visto un aumento significativo della sua diffusione, con il 40-50% delle specie selvatiche positive e focolai in canili dove il 60% dei cani è affetto. L'infezione è comune nel bacino del Mediterraneo e in alcune aree della Spagna.

  9. Come interagisce Hepatozoon con il sistema immunitario?
  10. Hepatozoon e altri parassiti possono compromettere la risposta immunitaria dell'ospite, rendendo difficile lo sviluppo di una risposta cellulo-mediata. Questo porta a coinfezioni, poiché il sistema immunitario non riesce a combattere efficacemente più patogeni contemporaneamente.

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