Concetti Chiave

  • Le infestazioni gravi comportano sintomi significativi come dimagrimento, epatomegalia e accumulo di liquido nell'addome, con conseguenze sul catabolismo epatico.
  • I conigli adulti possono essere infestati, ma l'impatto patogeno è ridotto rispetto ai soggetti giovani o immunodepressi, che sono più vulnerabili.
  • Il riconoscimento precoce della specie di parassita è cruciale, poiché le diverse specie presentano poteri patogeni distinti e richiedono trattamenti specifici.
  • Il coniglio allevato in gabbia è generalmente meno esposto all'infestazione rispetto a quello allevato a terra, a causa della gestione degli escrementi.
  • Le differenze nel potere patogeno tra I. canis e I. ohioensis mostrano che I. canis è più pericoloso, con una maggiore durata e numero di cicli di replicazione.

Indice

  1. Sintomi e conseguenze delle infestazioni
  2. Infestazioni nei conigli adulti
  3. Importanza della diagnosi precoce
  4. Distribuzione e patogenicità dei parassiti

Sintomi e conseguenze delle infestazioni

Non si sa il numero di generazioni. La prepatenza è mediamente di 2-3 settimane. Se le infestazioni sono lievi, allora queste sono asintomatiche, se ci sono infestazioni gravi, allora il soggetto arriva ad essere dimagrito, con epatomegalia (fegato che aumenta di 5-10 volte), addome disteso, ascite (accumulo patologico di liquido in cavità addominale). Si genera ascite perché nel fegato non vengono eliminati i prodotti del catabolismo epatico, che quindi generano un rallentamento del catabolismo epatico (= fegato compromesso), e ciò porta ad una minor sintesi di proteine, che quindi sono in concentrazione minore nel sangue. Questo porta l’acqua ad uscire dai vasi ed entrare nei tessuti, che in un primo momento la trattengono, successivamente però non riescono più a trattenerla e quindi fuoriesce, raccogliendosi in cavità addominale.

Infestazioni nei conigli adulti

Questa specie è possibile trovarla anche nei soggetti adulti, in cui però l’infestazione non è così patogena, ma se poi i patogeni invadono l’ambiente allora questo diventa pericoloso per i coniglietti.

Il coniglio allevato in gabbie è meno soggetto all’attacco di questa specie (perché le gabbie sono grigliate e quindi gli escrementi non rimangono in essa), rispetto al coniglio allevato a terra, a meno che non si spostino i conigli frequentemente. Colpisce il digiuno e il cieco. Ci vogliono 300.000 oocisti per far morire un coniglio di diarrea. Questa specie, invece, è tipica del coniglietto.

Importanza della diagnosi precoce

È importante riconoscere quale delle due specie è presente nel soggetto o nell’allevamento perché hanno un potere patogeno diverso. Anche in questo caso vengono colpiti soggetti giovani o soggetti immunodepressi. Si ricorda che è più facile che si verifichino casi di immunodepressione negli animali da affezione, rispetto che negli animali da reddito, perché viene curato di più. Le lesioni sono in fase prepatente e questo vale per tutti i coccidi, perché quando si iniziano a venire le oocisti, il danno c’è già stato. Nei soggetti si osserva diarrea (a volte emorragica), dolorabilità dell’intestino (soprattutto del tratto terminale), anemia, perdita dell’appetito, crisi simil-epilettiformi per endotossemia se c’è una continuità tra lume intestinale e vasi, le sostanze tossiche vanno in circolo arrivando a livello cerebrale e scatenando crisi simil epilettiformi. La diagnosi è facile perché le oocisti per grammo di feci sono elevatissime.

Distribuzione e patogenicità dei parassiti

Distribuzione dei parassiti che si possono trovare in un cane. Se si mettono assieme I. canis e I. ohioensis si capisce che rappresentano uno dei problemi principali che si possono affrontare nella clinica.

In questa immagine si vede invece, che le due specie hanno un diverso potere patogeno. I. ohioensis ha una prepatenza minore (3-5 giorni), le oocisti raggiungono il massimo numero intorno ai 7-8 giorni ma a 15 giorni sono già scomparse. I. canis ha invece una prepatenza di 9 giorni, ed un numero di cicli di replicazione maggiore. A questo punto si deduce che I. canis è più patogena. Si nota anche che I. canis ha un plateau che dura più giorni, questo perché ha un numero di cicli di replicazione maggiore, quindi ci sarà chi inizia prima a fare il ciclo e chi inizia dopo, quindi la curva sarà più lunga. Quindi quando ci sono più cicli di schizogonia è più patogeno perché distrugge più cellule + lo fa per un periodo di tempo più lungo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i sintomi delle infestazioni gravi nei conigli?
  2. Le infestazioni gravi nei conigli possono portare a dimagrimento, epatomegalia, addome disteso e ascite, a causa di un fegato compromesso che non elimina i prodotti del catabolismo epatico.

  3. Come influisce l'ambiente di allevamento sulla suscettibilità dei conigli alle infestazioni?
  4. I conigli allevati in gabbie sono meno soggetti alle infestazioni rispetto a quelli allevati a terra, poiché le gabbie grigliate impediscono che gli escrementi rimangano a contatto con gli animali.

  5. Perché è importante la diagnosi precoce delle infestazioni nei conigli?
  6. La diagnosi precoce è fondamentale per identificare la specie di coccidi presente, poiché hanno poteri patogeni diversi e colpiscono maggiormente soggetti giovani o immunodepressi.

  7. Quali sono le conseguenze dell'immunodepressione nei conigli?
  8. Negli animali immunodepressi, si osservano più frequentemente diarrea, dolorabilità intestinale, anemia e crisi simil-epilettiformi a causa della circolazione di sostanze tossiche.

  9. Qual è la differenza di patogenicità tra I. canis e I. ohioensis?
  10. I. canis è più patogena di I. ohioensis, avendo una prepatenza più lunga e un numero maggiore di cicli di replicazione, il che porta a un danno cellulare più esteso e prolungato.

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