Concetti Chiave

  • Cryptosporidium è stato identificato nel 1907 e inizialmente non era associato a patologie fino agli anni '50, quando è stato collegato alla diarrea nei bovini.
  • Negli anni '80, la diffusione del parassita ha colpito le persone immunodepresse, con un picco di casi legato alla pandemia di AIDS.
  • La modalità di infestazione avviene principalmente tramite l'ingestione di oocisti infette, resistenti, presenti in acqua contaminata e ortaggi.
  • Il ciclo vitale del parassita è caratterizzato da una rapida diffusione, poiché l'oocista matura all'interno dell'ospite e non è un parassita autolimitante.
  • Le misure di protezione efficaci includono il potenziamento del sistema immunitario, poiché il tempo impiegato a bloccare il ciclo di infezione dipende principalmente dall'individuo.

Indice

  1. Storia e diffusione del cryptosporidium
  2. Impatto sugli allevamenti e diagnosi
  3. Modalità di infestazione e protezione
  4. Ciclo vitale e caratteristiche del parassita

Storia e diffusione del cryptosporidium

Cryptosporidium è stato identificato nel 1907, ma fino agli anni '50 non è stato associato a nessuna patologia. In questo periodo storico venne associato alla diarrea nei bovini negli stati uniti perché era presente un numero di allevamenti intensivi maggiore rispetto a quelli in Italia e in Europa.

Questo però non intaccava solo la salute dei bovini, ma anche le persone immunodepresse. Questa patologia ebbe il suo picco negli anni 80, per la presenza dell’aids.

Impatto sugli allevamenti e diagnosi

Se in un allevamento intensivo li si mette tutti insieme ci si rende facilmente conto se un soggetto sta male. Inoltre, il capretto è più indipendente, quindi quando è debole si nota di più. Invece i suinetti si muovono poco e cercano di tenersi al caldo a vicenda in condizioni fisiologiche, di conseguenza è più difficile accorgersi quando sono deboli.

Negli allevamenti dei polli si comprende la presenza di coccidi facendo la microscopia di un certo numero di soggetti. Gli allevamenti dei suini e dei polli non sono gestiti dal proprietario, per la soccida e questo prevede un coinvolgimento inferiore.

Modalità di infestazione e protezione

Le oocisti di questo parassita sono veramente molto diffuse nell’ambiente (es: verdure in America latina ma anche in Norvegia, quindi in tutti i continenti). La modalità di infestazione è legata fondamentalmente all’ingestione di oocisti infette resistenti arrivate sugli ortaggi, non tanto tramite concimazione ma tramite l’acqua di irrigazione o di lavaggio (parliamo di water-born zoonosys: zoonosi che si acquisisce anche attraverso il consumo di acqua contaminata). Le oocisti eliminate con le feci sono di piccole dimensioni e non hanno delle sporocisti, a differenza di quelle dei coccidi propriamente detti; presentano infatti 4 sporozoiti nudi non racchiusi in sporocisti (è come se fossero delle sporocisti di isospora).

Questo determina una reinfezione perché esce lo sporozoita e fa ripartire il ciclo. Questo non è possibile per i coccidi perché le oocisti possono sporulare solo nell’ambiente. L’oocista si sviluppa nella cellula intestinale e ci può essere auto infezione. L’unica cosa che può proteggere dalla cryptosporidiosi è il sistema immunitario che lo riconosce e lo blocca. Per questo il problema non riguarda quante oocisti si ingeriscono, ma quanto il soggetto impiega a bloccare il ciclo. Quindi dipende principalmente dall’individuo, non tanto dall’ambiente.

Ciclo vitale e caratteristiche del parassita

Come si è visto, a differenza degli altri parassiti in questo caso l’oociste matura nell’ospite; quindi, non è un parassita autolimitante e si diffonde molto più rapidamente rispetto, ad esempio, ai coccidi. Il vedere o meno forme cliniche dipende sostanzialmente dallo stato immunitario dell’ospite e non dalla carica infestante. Il parassita si sviluppa sulla superficie degli enterociti ma è ricoperto dalla membrana plasmatica per cui si dice che è intracellulare ma extracitoplasmatico.

Questi parassiti hanno solo due cicli di gametogonia e i Meronti di tipo 1 non arrivano a produrre fino a 16/32 merozoiti ma ne producono solo 6-8 che vengono liberati, invadono un’altra cellula e originano un Meronte di tipo I, oppure formano Meronti di tipo II che producono 4 merozoiti che daranno poi gametogonia. Funzionano invece i raggi ultravioletti e l’ozono per l’azione fortemente ossidante che rompe i legami proteici della parete.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la storia della scoperta del Cryptosporidium e il suo impatto sulla salute?
  2. Il Cryptosporidium è stato identificato nel 1907, ma solo negli anni '50 è stato associato a patologie, in particolare alla diarrea nei bovini negli Stati Uniti. Negli anni '80, la sua diffusione ha avuto un picco a causa dell'AIDS, colpendo anche le persone immunodepresse.

  3. Come si manifesta la malattia negli allevamenti intensivi?
  4. Negli allevamenti intensivi, è più facile notare un soggetto malato, specialmente nei capretti, che sono più indipendenti. Al contrario, nei suinetti è difficile accorgersi della debolezza poiché tendono a muoversi poco e a cercare calore.

  5. Quali sono le modalità di infestazione da Cryptosporidium?
  6. Le oocisti di Cryptosporidium sono diffuse in tutto il mondo e l'infestazione avviene principalmente tramite l'ingestione di oocisti infette presenti su ortaggi, spesso a causa di acqua contaminata, rendendo questa zoonosi legata all'acqua.

  7. Qual è il ruolo del sistema immunitario nella protezione contro la cryptosporidiosi?
  8. L'unica protezione contro la cryptosporidiosi è il sistema immunitario, che deve riconoscere e bloccare il ciclo del parassita. La gravità della malattia dipende quindi dalla capacità dell'individuo di fermare l'infezione, piuttosto che dalla quantità di oocisti ingerite.

  9. Quali sono le caratteristiche del ciclo vitale del Cryptosporidium?
  10. A differenza di altri parassiti, l'oociste di Cryptosporidium matura all'interno dell'ospite e non è autolimitante, diffondendosi rapidamente. La manifestazione clinica dipende dallo stato immunitario dell'ospite e non dalla carica infestante.

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