Concetti Chiave

  • Homo Sapiens e Uomo di Neanderthal vissero durante il periodo interglaciale medio, con diverse evoluzioni e caratteristiche morfologiche.
  • Il nome "Uomo di Neanderthal" deriva dalla valle in Germania dove furono scoperti i primi resti, mentre l'Homo Sapiens è stato rinvenuto in Dordogna nel 1869.
  • Le differenze tra le due specie includono la robustezza del Neanderthal e l'abilità del Sapiens nell'uso di materiali per la fabbricazione di strumenti e ornamenti.
  • L'Homo Sapiens si è evoluto in Africa orientale tra 200.000 e 100.000 anni fa, dando origine a diversi ceppi etnici umani.
  • La produzione artistica dell'Homo Sapiens è testimoniata da reperti nella grotta di Blombos, risalenti a circa 80.000 anni fa, con opere caratterizzate da incisioni geometriche.

In questo appunto di storia antica si parlerà di preistoria e si approfondirà lo studio di due specie primitive, appartenenti alla famiglia degli Hominidae, convissute durante il periodo interglaciale: l’Homo Sapiens, da cui discende l’uomo moderno, e l’Uomo di Neanderthal. Sebbene appartenenti alla stessa specie, i due tipi di uomo hanno però avuto un’evoluzione diversa. Solo il Sapiens è infatti sopravvissuto e da esso sono nati gli esseri umani, così come li conosciamo oggi.
fasi della preistoria

Homo Sapiens e Uomo di Neanderthal

Durante l’era geologica nota agli storici come periodo interglaciale medio, un periodo che durò dai 10.000 ai 15.000 anni e che fu caratterizzato da un innalzamento delle temperature globali e dal ritiro dei ghiacciai, hanno vissuto in contemporanea, due specie di ominide: l’Homo Sapiens e l’Uomo di Neanderthal. Entrambe le specie appartengono al genere “Homo” e fanno parte della famiglia degli Hominidae, una sottofamiglia dei primati. L'Uomo di Neanderthal prende il nome dalla località in cui furono rinvenuti i primi resti, la valle del Neander nei pressi di Düsseldorf, in Germania. Fu verso la fine del XIX secolo che i primi fossili dell’Uomo di Neanderthal furono scoperti, individuati dagli scienziati che ne analizzarono la forma del cranio e rinvenirono uno scheletro quasi completo. La prima sepoltura di un Uomo di Neanderthal avvenne nel 1908, nella regione francese della Corrèze. Invece la prima scoperta più antica dell’Homo Sapiens avvenne nel 1869 nella Dordogna e i resti rinvenuti vennero datati dagli scienziati come appartenenti a 28.000 anni fa circa.
Per ulteriori approfondimenti sulla Preistoria vedi qui

Differenze tra i due ominidi

Le prime popolazioni di Homo Sapiens raggiunsero l’Europa e l’Asia centrale circa 40.000 anni fa. In quel periodo, l’Europa era abitata da un’altra specie di ominidi, l’Uomo di Neanderthal, solo per certi aspetti simile al sapiens, con il quale condivideva probabilmente la lontanissima origine da un progenitore comune. L’Uomo di Neanderthal, che deve il suo nome scientifico alla valle tedesca presso Düsseldorf dove ne vennero ritrovati i primi resti fossili, presentava alcune caratteristiche morfologiche diverse rispetto al Sapiens: aveva il corpo particolarmente robusto, un cranio leggermente più piccolo e appiattito, l’arcata sopracciliare marcata, la fronte bassa e sfuggente, il mento anch’esso sfuggente. Invece l’Homo sapiens, presentava un cervello con una globularità più netta e una piccola prominenza sulla mandibola che potrebbe far pensare ad un principio di mento. Così come il Sapiens, anche l’Uomo di Neanderthal era in grado di produrre un’ampia gamma di strumenti e rudimentali ornamenti, partendo dalla pietra, pur con metodi diversi. L’Uomo di Neanderthal infatti non sapeva usare i materiali duri di provenienza animale per fabbricare armi e attrezzi, un aspetto in cui l’Homo Sapiens invece era molto abile (ami, statuette, monili). Inoltre, il rinvenimento di sepolture mostra come queste comunità avessero interiorizzato il concetto di morte e avessero sviluppato qualche forma di culto dei defunti. L’uomo di Neanderthal e l’Homo Sapiens dovettero convivere in Europa per lungo tempo, fino a quando l’Uomo di Neanderthal si estinse, circa 30.000 anni fa, per ragioni ancora in parte oscure e forse riconducibili all’incapacità di adattarsi ai cambiamenti climatici in corso.
Per ulteriori approfondimenti sull’evoluzione vedi qui

L’Homo Sapiens: il nostro più lontano antenato

È probabile che la specie Homo Sapiens, dalla quale tutti noi discendiamo, si sia evoluta nel continente africano – e più precisamente in Africa orientale – lungo un ampio arco di tempo, tra 200.000 e 100.000 anni fa. Numerosi rinvenimenti nell’intera Africa permettono di ricostruire le principali tappe dell’evoluzione dell’Homo Sapiens. Noi esseri umani, come abbiamo accennato, apparteniamo alla specie Sapiens, che alcuni studiosi suddividono in Homo sapiens sapiens e Homo sapiens idaltu, che però si sarebbe estinto. Invece, per quanto riguarda il regno animale, i parenti più stretti del Sapiens sarebbero due specie di scimpanzé: il bonobo e lo scimpanzé comune. Sull’evoluzione che ha condotto l’Homo Sapiens a diventare l’uomo contemporaneo esistono diverse teorie, la più acclamata è conosciuta come “ipotesi dell’origine unica” (dall’inglese recent single-origin hypothesis), che sostiene che l’uomo si sia evoluto in Africa e che da lì si sia poi spostato in tutto il mondo, sostituendosi agli ominidi. A supportare questa teoria ci sono moltissimi ritrovamenti paleontologici: fossili, archeologie, lo sviluppo della lingua e della genetica, anche in rapporto al clima. Dai primi uomini quindi si sarebbero sviluppati tre ceppi differenti:
  • Il ceppo dei khoisan;
  • Quello dei pigmei africani;
  • Il ceppo da cui derivarono tutti gli altri tipi etnici umani.
il processo di evoluzione dell'uomo
Per quanto riguarda l’evoluzione tecnologica e culturale invece, da un contesto databile a circa 80.000 anni fa, nella grotta di Blombos a Cape Agulhas, in Sudafrica, proviene la più antica attestazione di una produzione artistica legata a preoccupazioni estetiche e simboliche: quelle che oggi potremmo considerare le prime opere d’arte della storia umana. Sono piccoli pezzi di pietra facilmente lavorabile con incisioni geometriche regolari, utensili e monili ricavati dalla lavorazione di conchiglie. Così come per l’arte, anche la spiritualità e la filosofia sembrerebbero, a giudicare dagli studi sui comportamenti, esser nati ed essersi evoluti insieme all’uomo.
Per ulteriori approfondimenti sull’origine dell’uomo vedi qui
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali differenze morfologiche tra Homo Sapiens e Uomo di Neanderthal?
  2. L'Homo Sapiens presenta un cervello globulare e una piccola prominenza sulla mandibola, mentre l'Uomo di Neanderthal ha un corpo robusto, un cranio più piccolo e appiattito, e un mento sfuggente. (Fonte: testo)

  3. Dove e quando sono stati scoperti i primi resti dell'Uomo di Neanderthal?
  4. I primi resti dell'Uomo di Neanderthal furono scoperti nella valle del Neander, vicino a Düsseldorf, in Germania, verso la fine del XIX secolo. (Fonte: testo)

  5. Qual è l'ipotesi più accreditata riguardo all'origine dell'Homo Sapiens?
  6. L'ipotesi dell'origine unica sostiene che l'Homo Sapiens si sia evoluto in Africa orientale tra 200.000 e 100.000 anni fa e si sia poi diffuso nel mondo, sostituendo gli ominidi precedenti. (Fonte: testo)

  7. Quali sono i principali ceppi etnici derivati dall'Homo Sapiens?
  8. I principali ceppi etnici derivati dall'Homo Sapiens sono i khoisan, i pigmei africani e un ceppo da cui derivano tutti gli altri tipi etnici umani. (Fonte: testo)

  9. Qual è la più antica attestazione di produzione artistica legata all'Homo Sapiens?
  10. La più antica attestazione di produzione artistica risale a circa 80.000 anni fa nella grotta di Blombos, in Sudafrica, con incisioni geometriche e utensili ricavati da conchiglie. (Fonte: testo)

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