Libro primo
Testo, traduzione e note
Prologus
Io abbellii in versi senari il materiale che l’autore Esòpo inventò.
Aesopus auctor quam materiam rèpperit, Hanc ego polivi versibus senariis.
La dote del libretto è duplice: perchè suscita il riso e perchè ispira la vita con buoni consigli.
Duplex libelli dos est: quod risum movet, et quod prudenti vitam consilio monet.
Se qualcuno invece vorrà criticare, per il fatto che gli alberi parlino, non soltanto gli animali, si ricorderà che io scherzo con favole immaginarie.
Calumniari si quis autem volùerit, Quod arbores loquantur, non tantum ferae, Fictis iocari nos memìnerit fabulis.
Quam hanc = prolessi del relativo. Dos, dotis. Polivi perfetto di polio, IV coniugazione. Repperit perfetto di reperio, IV coniugazione. Prudenti consilio = abl. sing., ma in traduzione plurale, prudens agg. II classe. Moneo II coniugazione. Volùerit = futuro anteriore di volo, verbo transitivo anomalo, uso del futuro anteriore latino. Calumnari < calumnior = verbo deponente I coniugazione. Loquor = verbo deponente III coniugazione. Memini - meminisse = verbo difettivo che esiste solo al perfetto, ma con valore di presente, quindi meminerit = futuro anteriore con valore di futuro semplice. Iocari < iocor = verbo deponente I coniugazione.
Lupus et agnus, 1, I
Allo stesso rivo erano andati un lupo e un agnello spinti dalla sete. Il lupo stava più in alto e molto più in basso l’agnello.
Ad rivum eundem lupus et agnus vènerant, Siti cumpulsi. Superior stabat lupus, Longeque inferior agnus.
Allora il ladrone spinto dalla voracità ingorda cercò un pretesto per litigare; “Perchè” disse “rendesti l’acqua torbida a me mentre stavo bevendo/a me che bevo?”
Tunc fauce improba Latro Incitatus iurgii causam ìntulit; “Cur” inquit “turbulentam fecisti mihi aqua bibenti?”
Il lanuto/l’agnello impaurito a sua volta risponde: “Come posso, ti prego/di grazia, fare ciò di cui ti lamenti, oh lupo? Da te scorre l’acqua alle mie labbra”.
Làniger contra timens: “Qui possum, quaeso, facere quod quèreris, lupe? A te decurrit ad meos haustos liquor”.
Quello contraddetto dalla forza della verità: “Sei mesi fa” disse “parlasti male di me”; l’agnello rispose: “non ero nato davvero”. “Per Ercole, tuo padre allora” disse quello/lui “parlò male di me”.
Repulsus ille veritatis viribus: “Ante hos sex menses male” ait “dixisti mihi”. Respondit Agnus: “Equidem natus non eram.” “Pater hercle tuus ibi” ille inquit “male dixit mihi.”
Così dopo averlo afferrato lo lacera con ingiusta morte = ingiustamente. Questa favola fu scritta a causa di/per quelli/coloro che opprimono gli innocenti con accuse fittizie.
Atque ita correptum lacerat iniusta nece. Haec propter illos scripta est homines fabula Qui fictis causis innocentes òpprimunt.
Venerant = piuccheperfetto IV coniugazione, venio. Eundem = accusativo di idem. Longe = avverbio + que = enclitica. Intulit perfetto di infero, composto di fero. Iurgii < iurgium = litigio, contesa, letteralmente “pretesto di litigio”. Bibenti aggettivo participio presente, dativo, II classe, participio presente di bibo III coniugazione, concorda con mihi. Timens participio presente di timeo II coniugazione. Qui = quomodo. Quereris, II persona singolare, < queror verbo deponente III coniugazione = lamentarsi. Decurrit < decurro, III declinazione. Haustus = IV declinazione. Repulsus participio perfetto < repello III coniugazione. Sarebbe dalle forze, ma traduciamo plurale. Dixisti perfetto < dico III coniugazione. Respondit perfetto di respondeo II coniugazione. Equidem = avverbio = veramente, certamente, davvero. Natus sum = piuccheperfetto di nascor deponente III coniugazione. Hercle = imprecazione. Ibi = allora. Correptum aggettivo participio perfetto I classe neutro singolare accusativo < corripio III coniugazione in -io.
Ranae regem petunt, 1, II
Quando Atene fioriva grazie alle leggi eque, l’esagerata libertà agitò la città, l’anarchia cancellò il freno antico/di un tempo.
Athenae cum florerent aequis legibus, procax libertas civitatem miscuit, frenumque solvit pristinum licentia.
A questo punto essendosi accordate le fazioni il tiranno Pisistrato occupò l’acropoli. Siccome gli Attici piangevano la triste schiavitù, non perchè lui fosse crudele, ma poiché ogni peso è pesante per chi non è abituato, e avevano/avendo iniziato a lamentarsi, allora Esopo raccontò questa favola.
Hic conspiratis factionum partibus arcem tyrannus occupat Pisistratus. Cum tristem servitutem flerent Attici, non quia crudelis ille, sed quoniam grave omne insuètis onus, et coepissent queri, Aesopus talem tum fabellam rèttulit.
“Delle rane, che vagavano libere nelle paludi, chiesero a Giove con grande clamore un re, il quale con la forza avrebbe tenuto a freno/affinché tenesse a freno i costumi sregolati. Il padre degli dei rise e diede a loro un piccolo rametto, il quale dopo essere stato scagliato con un improvviso movimento dell’acqua (vadi) e con il suono spaventò la paurosa specie.
‘Ranae, vagantes liberis paludibus, clamore magno regem petière ab Iove, qui dissolutos mores vi compèsceret. Pater deorum risit atque illis dedit parvum tigillum, missum quod subito vadi motu sonoque terruit pavidum genus.
Questo essendo rimasto a lungo immerso nel fango, una rana per caso silenziosamente porta la testa fuori dallo stagno, e dopo aver osservato il re, chiama tutte le altre/tutte quante. Quelle, riposto il timore, nuotano a gara e la folla gracchiando si lanciò sopra al legno.
Hoc mersum limo cum iacèret diutius, forte una tacite profert e stagno caput, et explorato rege cunctas èvocat. Illae timore posito certatim adnatant, lignumque supra turba petulans ìnsilit.
Dopo averlo insozzato con ogni offesa, si rivolgono a Giove chiedendo un altro re, poiché era inutile quello che era stato dato loro. Allora mandò loro un serpente, che con il dente pungente = i denti pungenti iniziò ad afferrarle a una a una. Incapaci di difendersi, inertes, fuggono invano la morte. La paura toglie loro la voce.
Quod cum inquinassent omni contumelia, alium rogantes regem misère ad Iovem, inutilis quoniam esset qui fuerat datus. Tum misit illis hydrum, qui dente aspero corripere coepit singulas. Frustra necem difugitant inertes; vocem praeclùdit metus.
Di nascosto dunque danno a Mercurio un’ambasciata a Giove, per Giove, affinché soccorresse, succurrat = congiuntivo presente, loro afflitte. Allora rispose il dio: “Poichè non avete voluto, noluistis = perfetto di nolo, sopportare, ferre” disse “il bene, sopportate, preferte = imperativo di perfero, il male”. Voi anche, o cittadini, disse, sopportate, sustinete = imperativo di sustineo, affinché non venga male più grande/peggiore, ne = ut neg, veniat = congiuntivo presente.
Furtim igitur dant Mercurio mandata ad Iovem, adflictis ut succurrat. Tunc contra Tonans “Quia noluistis vestrum ferre” inquit “bonum, malum perferte”. Vos quoque, o cives,’ ait ‘hoc sustinete, maius ne veniat, malum’.
Florerent = congiuntivo imperfetto, cum narrativo con valore temporale. Solvit perfetto di solvo III coniugazione. Conspiratis factionum partibus = ablativo assoluto, factionum = delle fazioni, genitivo, ma insieme intende le parti, i partiti. Occupat = presente storico, traduco come perfetto per coerenza. Flerent = congiuntivo imperfetto, cum narrativo con valore causale. Omne onus = nominativo, grave = è pesante, insuetis = i non abituati. Coepissent, coepi, coepissent = verbo difettivo solo perfetto, coepissent = piùcheperfetto. Queri è infinito di queror = verbo deponente III coniugazione, lamentarsi. Rettulit perfetto di refero = raccontare. Liberis è riferito a rane: come si chiamava? petière forma arcaica di petiverunt perfetto + a/ab abl. Compesceret = congiuntivo imperfetto di compesco III coniugazione. vi = con la forza. Risit perfetto di rideo II coniugazione. Dedit perfetto di do I coniugazione. Quod missum: quod = soggetto = è tigillum. Terruit perfetto di terreo II coniugazione. Hoc = questo, il tigillum. Ordine: cum iaceret mersum limo, diutius = a lungo, sarebbe comparativo, cum narrativo valore causale; iaceret = congiuntivo imperfetto di iaceo II coniugazione. Profert = presente < profero verbo irregolare. Explorato rege = ablativo assoluto. Timore posito = ablativo assoluto, posito < pono III coniugazione. Certatim = a gara. Petulans = chiacchieranti, essendo rane gracchiano. Insilit perfetto insilio IV coniugazione. Inquinassent = inquinavissent = congiuntivo piuccheperfetto < inquino I coniugazione, cum narrativo con valore temporale. Rogantes = pregando, alium + regem, misere = miserunt < mitto III coniugazione. Esset causale col congiuntivo perchè retta dalla temporale di prima con inquinassent. Fuerat datus = erat datus = piuccheperfetto passivo indicativo. Corripere = infinito corripio III coniugazione, singulas = una a una.
Lupus et gruis, 1, VIII
Chi si attende una ricompensa per il merito/un servizio dai malvagi sbaglia due volte: in primo luogo perchè aiuta chi non se lo merita e poi perchè non può andarsene impunemente, non può andarsene senza pagarne le conseguenze.
Qui pretium meriti ab improbis desiderat, Bis peccat: primum quoniam indignos adiuvat, Impune abire deinde quia iam non potest.
Essendosi conficcato un osso, dopo essere stato divorato, nella gola di un lupo, vinto il lupo dal grande dolore inizia ad allettare uno a uno gli animali con una ricompensa affinché quelli estraessero il male.
Os devoratum fauce cum haerèret lupi, Magno dolore victus coepit singulos inlicere pretio ut illud extràherent malum.
Infine una gru fu persuasa con un sacco di giuramenti, affidando, credens, alla gola, gulae, la lunghezza del collo, fece la pericolosa operazione al lupo. Chiedendo insistentemente la ricompensa pattuita in cambio, “Sei ingrata” disse “poiché hai tolto, abstuleris = congiuntivo imperfetto, la testa incolume dalla mia bocca e chiedi, postules = congiuntivo presente, un pagamento”.
Tandem persuasa est iureiurando gruis, Gulae quae credens colli longitudinem Periculosam fecit medicinam lupo. Pro quo cum pactum flagitaret praemium, “Ingrata es” inquit “ore quae nostro caput Incolume abstùleris et mercedem postules”.
Primum quoniam... deinde quia. Haereret = congiuntivo imperfetto di haereo II coniugazione = stare fisso, incastrato. Inlicere, inlicio = indurre con lusinghe. Extraherent congiuntivo imperfetto < extraho III coniugazione. Pro quo = in cambio. Flagitaret congiuntivo imperfetto di flagito I coniugazione = chiedere con insistenza. Abstuleris < abstulis < aufero = togliere.
Lupus et vulpis iudice simio, 1, X
Chiunque si fa conoscere una sola volta per un vergognoso inganno, anche se dice la verità, perde la fiducia. La breve favola di Esopo testimonia questo.
Quicumque turpi fraude semel innotuit, Etiam si verum dicit, amittit fidem. Hoc adtestatur brevis Aesopi fabula.
Il lupo accusava la volpe di furto; lei negava di essere vicina al crimine = di essere colpevole. Allora una scimmia si sedette tra loro come giudice.
Lupus arguebat vulpem furti crimine; Negabat illa se esse Culpae proximam. Tunc iudex inter illos sedit simius.
Dopo che entrambi ebbero perorato la propria causa, si dice che la scimmia abbia detto questa sentenza: “Non sembra che tu abbia perso ciò che chiedi; tu credo che abbia rubato ciò che neghi con ipocrisia”.
Uterque causam cum perorassent suam, Dixisse fertur simius sententiam: “Tu non videris perdidisse quos petis; te credo subripuisse quod pulchre negas”.
Innotuit perfetto di innotesco III coniugazione. Semel = una volta sola. Turpi = vergognoso, fraude = inganno, ablativo. Amittit < amitto presente III coniugazione. Brevis fabula = nominativo. Arguebat < argueo II coniugazione. Sedit < sedeo II coniugazione. Perorassent = peroravissent = congiuntivo piuccheperfetto. Adtestatur < adtestor deponente I coniugazione. Sup + rapio => subrìpio, sùbripis, perchè la a breve è diventata i, risale l’accento, in tutti i composti di -io = rubare III coniugazione. Feror, fertur suo perfetto, videor, dicor = costruzione personale, diceris bravus esse = tu sei detto essere bravo = si dice che tu sia bravo; videris mihi bonus esse = tu sembri a me essere buono = mi sembra che tu sia buono; si dice che la scimmia abbia detto, videor = sembrare. Subripisses = congiuntivo piuccheperfetto, composto di rapio.
Cervus ad fontem, 1, XII
Questa favola dimostra che spesso le cose che hai disprezzato, contempseris, si rivelano, inveniri, più utili di quelle lodate.
Laudatis utiliora quae contempseris, Saepe inveniri testis haec narratio est.
Un cervo, dopo aver bevuto, rimase alla fonte e vide nell’acqua la sua immagine. Lì mentre loda contemplando le corna ramose e critica l’eccessiva debolezza delle gambe, improvvisamente spaventato dalle voci dei cacciatori, inizia/iniziò a fuggire per i campi, e grazie a/con la corsa veloce, distanziò i cani.
Ad fontem cervus, cum bibisset, rèstitit, Et in liquore vidit effigiem suam. Ibi dum ramosa mirans laudat cornua Crurumque nimiam tenuitatem vitùperat, Venantum subito vocibus conterritus, Per campum fugere coepit, et cursu levi Canes elusit.
Il bosco poi accolse l’animale; in cui/nel quale, impedito/ostacolato dalle corna incastrate, iniziò ad essere lacerato dai morsi crudeli dei cani. Allora morendo si dice che lui abbia pronunciato parole: “oh me infelice, solo ora capisco, quanto mi siano state utili le/quelle cose che avevo disprezzato e quanto lutto/male mi abbiano procurato quelle che avevo lodato.”
Silva tum excepit ferum; In qua retentis impedìtus cornibus Lacerari coepit morsibus saevis canum. Tum moriens edidisse vocem hanc dìcitur: “O me infelicem, qui nunc demum intèllego, Utilia mihi quam fùerint quae despèceram, Et quae laudaram, quantum luctus habùerint.”
Haec narratio testis = questa narrazione è testimone = rivela, testis = nominativo. Contempseris < contemno; congiuntivo perfetto o futuro anteriore, qui è futuro anteriore. Inveniri = infinito passivo di invenio, IV coniugazione. Cum bibisset = cum narrativo con valore temporale, bibisset = congiuntivo piuccheperfetto di bibo III coniugazione. Restitit perfetto di resto I coniugazione. Dum: indica contemporaneità sempre con presente indicativo, se altri tempi = finché ed è riferito a tutto il discorso. Nimiam = eccessiva, tenuitatem = debolezza, crurum = delle gambe. Conterritus participio passivo di conterreo II coniugazione. Venantum = genitivo, licenza poetica sarebbe venantum. Fugere < fugio, III coniugazione, verbo in -io. Elusit perfetto < eludo III coniugazione. Silva = soggetto. Excipio < ex + capio = III coniugazione. Impeditus < impedio = IV coniugazione. Moriens = participio presente morior III coniugazione. Costruzione personale dicitur. Edidisse = infinito perfetto di edo = emettere voce, ex + do. Demum = finalmente, solamente. Quae = le cose, in tutto il testo. Laudaram sta per laudaveram = piuccheperfetto attivo di laudo I coniugazione. Despexeram = piuccheperfetto di despicio III coniugazione. Fuerint congiuntivo perfetto di sum. Habuerint congiuntivo perfetto habeo II coniugazione.
Vulpis et corvus, 1, XIII
Chi gode di essere lodato da parole ingannatrici, ne paga le conseguenze con pena tardiva e umiliante.
Qui se laudari Gaudet verbis subdolis, Sera dat poenas turpi paenitentia.
Un corvo volendo mangiare appollaiato sull’alto albero il formaggio rubato, il quale la volpe vide, di conseguenza iniziò a parlare così: “oh qual è/o quant’è lo splendore delle tue penne, o corvo; quanta bellezza porti nel corpo e nel viso! Se avessi la voce, nessun uccello sarebbe superiore a te!”.
Cum de fenestra corvus raptum caseum Comesse vellet, celsa residens arbore, Vulpes hunc vidit, deinde sic coepit loqui: “O qui tuarum, corve, pinnarum est nitor! Quantum decoris corpore et vultu geris! Si vocem haberes, nulla prior ales foret”.
E lui stolto, mentre vuole vantare la voce, lasciò cadere dalla bocca = becco il formaggio, che rapidamente la volpe imbrogliona afferrò con gli avidi denti. Allora infine il corvo ingannato gemette con stupore, per lo stupore. Con questa favola si dimostra quanto vale l’astuzia; la sapienza con la virtù prevale sempre.
At ille stultus, dum vult vocem ostendere, Emisit ore caseum quem celeriter dolosa vulpes avidis rapuit dentibus. Tum demum ingemuit corvi deceptus stupor. Tum demum ingemuit corvi deceptus stupor. Hac re probatur quantum ingenium valet; Virtute semper praevalet sapientia.
Sera < serus = tardivo. Dat poenas = sconta la pena/conseguenza. Cum + vellet = volendo, cum narrativo causale, vellet congiuntivo imperfetto di volo. Residens = appollaiato, < resideo II coniugazione. Comesse = infinito di còmedo. Raptum < rapio III coniugazione in -io. Loqui = infinito di loquor = deponente III coniugazione. Si haberes = ipotetica III tipo = irrealtà, congiuntivo imperfetto. Foret sta per esset = congiuntivo imperfetto. Vult = presente, dum = mentre. Vulpes = nominativo. Dolosa = imbrogliona. È genitivo, ma soggetto in traduzione = perchè sarebbe stupore che geme in latino, ma in italiano non si dice. Ingemuit perfetto di ingemesco III coniugazione. Deceptus = ingannato < decipio composto de + capio III coniugazione in -io. Hac re = questa cosa in ablativo, cosa = favola, + probatur = forma impersonale. Ingenium = astuzia. Sapientia = nominativo, virtute = ablativo.
Libro secondo
Epilogo
Gli attici innalzarono una statua al talento di Esopo e collocarono lui, schiavo, su un piedistallo eterno, anche se tale, affinché tutti sapessero che la strada degli onori/della gloria non è attribuita per nascita/stirpe, ma per merito.
Aesopi ingenio statuam posùere Attici, Servumque collocarunt aeterna in basi, Patère honoris scirent ut cuncti viam Nec generi tribui sed virtuti gloriam.
Collocarunt = collocaverunt perfetto < colloco I coniugazione. Scirent congiuntivo imperfetto di scio, scis IV coniugazione. Patere = essere aperto. Tribui = infinito presente passivo di tribuo III coniugazione. Poichè un altro mi
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Traduzioni inglese
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Keats, traduzioni letterali delle odi
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Traduzioni Filologia romanza
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Traduzioni esame lingua inglese