Misincorporation: C-->T è un segnale che ci
permette di riconoscere il DNA antico da quello
moderno, che non ha queste caratteristiche.
La citosina, a causa della deaminazione, diventa
uracile; U al primo ciclo di amplificazione diventa
adenina e al secondo timina→ C verso T.
L’adenina per deaminazione diventa ipoxantina,
che viene letta dalla TAC polimerasi come
citosina, che viene a sua volta letta come
guanina→ A verso G.
Segnali tipici di DNA degradato
Ci siamo accorti di questo andando ad
analizzare il DNA mitocondriale
neandertaliano: presentava alle
estremità 3’ e 5’ tanti errori: perché? Ci
sono questi errori perché quando
costruiamo una libreria questa non è
pari, quindi interviene la T4 DNA
polimerasi che la va a ricostruire. Poi
durante l’amplificazione questi errori
vengono amplificati, e quindi
osserviamo le C-->T che ci permettono
di dare un segnale di antichità al nostro
reperto. Tutto ciò si fa con il software MapDamage durante il contamination check nel
workflow dell’NGS. Le caratteristiche della degradazione sono:
piccole quantità, frammentazione e mis-
incorporazioni.
Per evitare contaminazioni da parte del DNA
esogeno, dobbiamo sviluppare un
comportamento appropriato quando
andiamo a recuperare campioni. Si sviluppa
un approccio metodologico particolare
(analisi con mascherina e guanti per
eliminare contaminazioni attuali) e si lavora in
situazioni che permettono di evitare
contaminazioni. I segnali di danno sono molto
utili al fine di poter capire se si tratta di DNA autentico oppure no.
Quali sono i due differenti approcci che
andiamo a sviluppare per studi sul DNA antico
o degradato?
1) Approccio classico
2) Approccio NGS: primo step +
secondo step (prima e seconda
generazione).
Oltre ai differenti tipi di workflow e a questi
due approcci, è importantissimo tenere
conto del distretto osseo da cui noi andiamo
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a sviluppare le analisi, perché a seconda del distretto si ottengono risultati più o meno
buoni. Ad esempio, i distretti ossei come la rocca petrosa o un dente, ci danno sicuramente
migliori risultati rispetto ad altri distretti ossei che portano a risultati scadenti.
Dobbiamo anche chiederci che tipo di studio vogliamo fare: se vogliamo studiare una
paleopatologia o una patologia, come la peste bubbonica, dobbiamo vedere se
nell’individuo morto ci trovo ancora il batterio Yersinia pestis. Questo lo trovo più facilmente
se analizzo il DNA proveniente da un dente piuttosto che dalla rocca petrosa; in particolare,
per identificare la patologia utilizzo il