Tempo delle scoperte nel 1400
L'Italia del 1400 gode di un benessere diffuso e di una situazione politica simile a quella "dell'antica Grecia". Territorio frazionato ma gestito da varie autonomie locali, che si esprimevano attraverso l'arte e i suoi artisti (esempio: Urbino, Mantova).
Il contesto politico e artistico del 1500
Nel 1500, i primi 30 anni sono drammatici, si verificano le morti di grandi artisti: Giovanni Bellini (1516), Leonardo (1519), Raffaello (1520). Inoltre, in Italia si muovono i territori politici che avranno delle ripercussioni sul mondo dell'arte. Venezia si sta avvicinando al suo apogeo, Firenze città commerciale aveva una solida committenza bancaria e mercantile, Milano è il capitale del ducato prima dei Visconti e poi dei Gonzaga era la città più splendente, Roma vede il ritorno definitivo della sede papale e la città si stava ricostituendo come città spirituale, Napoli era la città più popolosa d'Europa e stava vivendo una fase di cultura e di meraviglie architettoniche.
La crisi e le sue cause
Tutto questo sistema politico si spacca in modo drammatico agli inizi del '500. Ciò accade per cause politiche derivate da grandi potenze: gli Asburgo in occidente e l'impero Turco in oriente. Nel '500 la potenza francese esprime un'intenzione di espansione mai avuta prima, l'Italia a questo punto si trova schiacciata in una morsa da queste grandi potenze rimanendo isolata e deve difendersi da queste potenze. Questo fenomeno sarà la causa che porterà alla distruzione e all'isolamento dell'Italia del '500.
Questa crisi era vissuta dal popolo italiano con una totale lucidità di quello che stava accadendo in Europa, si traduce con cambi repentini di appoggi politici. I papi erano costantemente in dubbio su quali forze politiche appoggiare.
Il ruolo di Andrea Doria
Andrea Doria (1466-1560), ritratto da Sebastiano del Piombo, era l'ammiraglio e il doge di Genova che cambia la sua casacca politica, questo cambiamento di schieramento politico era molto importante perché la sua flotta era la più importante nel Mediterraneo. Francia e Spagna erano entrambe affacciate sul Mediterraneo e l'appoggio con Genova risultava fondamentale. Ciò permetteva di spostare gli equilibri politici del tempo.
Fioritura culturale
Dal punto di vista culturale, si ha una fioritura in tutti i campi; nel 1516 si ha la prima edizione dell'Orlando Furioso di Ariosto, è uno dei primi che riesce a capire cosa stava realmente accadendo politicamente il mondo delle corti e dei cortigiani era finito e si doveva trovare qualcosa di nuovo. L'ultimo canto di Ariosto inizia con un paragone con la nave che sta arrivando al porto dove c'erano questa schiera di donne del '500 e cita per nome e cognome le donne che vede in questo arrivo al porto. Enorme celebrazione del mondo femminile, che fino allora non veniva preso in considerazione se non come delle decorazioni delle corti dei nobili signori.
Rappresentazioni artistiche
Casa d'abitazione in via Lanzone a Milano, Donato Bramante, Eraclito e Democrito, 1486 circa, Affresco Staccato Trasportato su Tela, cm 102 x 127. Milano, Pinacoteca di Brera. Due filosofi, uno piange (Eraclito) e l'altro ride (Democrito), piangono e ridono sulle sorti del mondo. Ammirando il globo che si trova in mezzo a loro. È una rappresentazione del tutto quattrocentesca soprattutto per la rappresentazione del globo nel quale si vede l'Europa mentre l'Africa non essendo ancora circumnavigata è collegata al polo sud. Questa rappresentazione era l'unica parte del mondo conosciuta dal popolo.
Lo stile: l'immagine è nitida, chiara, la raffigurazione del volto, dei capelli, delle rughe sono linee nette mentre le ombre sono nere, dure, scandite. Il bassorilievo che fa da sfondo architettonico, dichiara il debito del pittore verso il mondo antico (classicità), dipinto erudito. Al centro si trova la sfera terrestre che tiene in perfetto equilibrio i due filosofi ai lati, è la caratteristica per eccellenza del '400 (simmetria).
Giorgione, I tre Filosofi, 1508-1509 circa, olio su tela, 123x5x144,5 cm. Vienna, Kunsthistorisches Museum. 15 anni dopo, Giorgione realizza quest'opera inserendo 3 filosofi e non più 2. Il 1° a destra è un vecchio barbuto (ebraico) che tiene un cartiglio con dei segni astrologici insieme a uno strumento per la misurazione delle stelle. Il 2° al centro un uomo (islamico) con un abbigliamento orientale e il 3° a sinistra è un giovane (pensiero greco-scuola di Atene) con in mano una squadra ammira il paesaggio e disegna. Essi rappresentano le fasi dell'età, tre dell'uomo, culture e religioni.
Tra i due dipinti c'è un'immensa diversità, nel quadro di Giorgione non c'è la simmetria che era presenza in quello di Bramante anzi i personaggi vanno a creare una verticalità fuori scala. Giorgione così facendo va a disintegrare quella simmetria tipica del '400. Il quadro di Giorgione è un dipinto dinamico in continuo divenire, il ragazzo che disegna.
L'influenza di Leonardo da Vinci
Il colore crea lo spazio del dipinto, passaggio di tonalità cromatiche che rende l'illusione della profondità del quadro (ispirazione: Leonardo), colori freddi che allungano il campo visivo. In primo piano invece utilizza colori caldi. La stesura pittorica va ad alludere all'effetto sfumato di Leonardo, non c'è più un disegno preciso esaltando i dettagli come in Bramante, ma è una pittura di sovrapposizione. Il tema del divenire è molto legato a Leonardo Da Vinci: "L'acqua che tu tocchi dei fiumi, è l'ultima di quella che viene e la prima di quella che va; tale è il tempo presente."
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