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La pittura come teatro: colori, luci e scene in Giovan Battista Tiepolo (1696-1770)

Legami forti con l'illuminismo ('700) si diffonde in tutto il mondo. Il periodo artistico si conclude in modo tragico, con l'ascesa di Napoleone e la Rivoluzione francese.

Tiepolo: punto di riferimento per i dipinti a larga scala

Figlio di un piccolo armatore, Tiepolo si forma in una bottega (Gregorio Lazzarini) e il suo punto di riferimento è Sebastiano Ricci (apre la stagione della luce '700). Il colore cambia.

Figura di passaggio

Teatro Goldoni, prime commissioni di Tiepolo. A 20 anni, lavora al circolo di affreschi della Villa Baglioni Massanzago. Tiepolo si occupa di affreschi da tutta la vita, studiando gli affreschi di Veronesi. Le stanze da affrescare presentano diversi ostacoli, tra cui porte, finestre e colonne. Crea scenografie per nascondere questi ostacoli inserendo anche elementi architettonici, creando delle macchine teatrali. Unisce architettura, pittura e teatro collaborando con Mengozzi Colonna.

Artista specializzato nella creazione di scenografie teatrali, G. B. Tiepolo, La caduta di Fetonte, Villa Baglioni, Massanzago, 1719, illusionistiche. Nell'opera vi è un rimando alla metamorfosi di Ovidio (collega la pittura alla letteratura, tipico dei pittori del '700).

Commissioni e opere di Tiepolo

Nel 1731, Tiepolo viene incaricato di affrescare Palazzo Dugnani. Anche qui ostacoli architettonici, spazio a doppia altezza con finestre e porte. Dipinge scene delle storie romane. La sua pittura non è mai affrettata, è una pittura consolidata, focalizzata su dettagli, la sua abilità nel dipingere i dettagli. Questo lo fa risultare molto superiore rispetto a quello degli altri artisti, era davvero l'artista più talentuoso dell'epoca. Tiepolo dipinge le scene della vita romana a Palazzo Dugnani, sono come una sorta di libro aperto, che contiene tutta la storia degli affreschi.

Tiepolo, va a inserire qui tutta una serie di omaggi fatti a dei pittori precedenti che vanno da Pietro da Cortona, Paolo Pozzo, Correggio, Veronese che lui cita con dei dettagli, una Wunderkammer (la Wunderkammer si può considerare come il primo stadio dello sviluppo del concetto di museo) della storia della pittura ad affresco.

Altri dipinti di Tiepolo nei primi anni '30 del '700 si trovano in una piccola villa privata "Dal Verme". Si trova alle porte di Vicenza (recentemente la Villa è stata anche restaurata, ampliata e anche visitabile al pubblico). Tiepolo va a concepire tutte figure e scene che inneggiano all'amore o comunque al rapporto coniugale tra uomo e donna.

Opere e simbolismi

Qui vediamo un dipinto intitolato La modestia che fa scappare l'arroganza. Ci sono queste due donne, la modestia con questo abito bianco che si è denudata di tutti i suoi averi. Infatti, con il piede sta schiacciando la corona d'oro che aveva in testa; tutti i suoi averi, le perle, le collane e gli orecchini sono appoggiati per terra. Mentre l'arroganza, simboleggiata da questa donna molto colorata, a cui Tiepolo dedica più lavoro, è la protagonista del dipinto. Presenta due simboli tipici dell'arroganza, lo specchio e il pavone. Possiamo definirli temi lussureggianti. Tiepolo ama moltissimo dipingere e parlare del lusso del '700.

Nel 1736 stabilisce un contatto con la Corte svedese, attraverso una lettera viene chiamato a dipingere. "Tiepolo, chiamato Tiepoletto, è fatto apposta per noi. Pieno di spirito, con un fuoco inesauribile, un colore splendido e di una rapidità sorprendente. Fa un quadro in meno tempo che ad altri occorre per stemperare i colori." Gustav Tessin, 1736.

Stile e velocità

In queste parole si comprende che Tiepolo era un artista moderno e veloce e pieno di spirito, che sapeva stare al mondo e nella socialità del '700. Parlano della socialità culturale con un fuoco inesauribile, quindi con tante idee, un colore splendido. Ecco, questo è importante perché per Tiepolo il colore è davvero il fulcro della sua opera. Essendo molto veloce nel dipingere era molto amato dai committenti i quali non perdevano tempo, infatti divenne l'artista preferito del '700. È un artista profondamente attratto dalla storia, che dipinge tantissime scene istoriate, ma allo stesso tempo un po' superficiale.

È la perfetta descrizione del '700, molto legato alla storia ma che infiocchetta queste vedute storiche con un po' di frivolezza superficiale. La galleria degli specchi Palazzo Clerici a Milano. È una galleria di 20m per 5m, molto stretta e lunga, perfettamente (sul modello di Versailles e della famosa galleria dei Glass style).

Decorazione e simbolismo

Tiepolo si ritrova ad operare in luoghi accidentati (architetture che occupano pareti), qui lui decora con affreschi su tutto il soffitto la galleria. Avendo una superficie molto stretta e allungata, su cui ha praticamente carta bianca, il soggetto rappresentato o meglio, che sceglie di rappresentare è il carro del Sole. Carro del sole che porta la luce al giorno, simbolo e sinonimo di quella luce e di illuminazione che viene portata nel '700 in giro per il mondo. Lo immagina in una serie di figure lungo i bordi mentre lascia spazio libero, quasi a respirare nella parte centrale del soffitto. C'è una rincorsa di personaggi attorno al perimetro, mentre c'è più luce ed è più libero nella parte centrale.

Nel racconto di questo carro del sole, Tiepolo decide di appoggiare gli Dei dell'Olimpo, che vengono rappresentati attorno al tavolo del sole su queste nuvole sporche. Tiepolo era tipico dipingere queste nuvole un po' grigie, piene di pioggia, tristi nella loro visione. Lo fa per accentuare e mettere in contrapposizione la luminosità degli altri suoi colori. È quello che Tiepolo proprio chiamava dipingere il brutto, in questo caso il colore grigio (non colore), che lui considera meno attraente.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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