Razionalità e irrazionalità nell'arte
Hieronymus Bosch (1453-1516)
Il tema della razionalità e irrazionalità dell'arte si trova in contrasto con la razionalità dell'uomo rinascimentale che tende verso la misura e la regola. Bosch è un artista molto particolare, un pittore olandese molto enigmatico nel suo stile e nel carattere. Alcuni storici dell'arte hanno ipotizzato che in realtà si trattasse non di un singolo pittore ma di una bottega, un gruppo di pittori che collaboravano e producevano determinate opere. (Viene definito nel mondo degli storici dell'arte una sorta di Banksy fiammingo del '500).
Per Bosch si ha difficoltà ad avere informazioni sulla sua opera e sulla sua vita, quindi si è sostenuta l’ipotesi che non si trattasse di un solo artista ma di una bottega. Era nato forse nel 1453 probabilmente ad Aquisgrana, ed era già all'epoca uno degli artisti più quotati del proprio tempo ed era il pittore prediletto degli Asburgo. Gli Asburgo avevano la massima autorità politica europea (Massimiliano). Con Massimiliano l'arte si era aperta al Proto romanticismo.
Bosch proveniva da una famiglia di pittori e le sue opere più famose sono quelle dei primi anni del 1500. Lui morirà nel 1516, questo significa che in questi 16 anni si concentra maggiormente la sua produzione artistica. Le sue opere sono caratterizzate da molti particolari, quindi si consolida l’ipotesi che non fosse da solo ma affiancato dalla sua bottega. Di Bosch conosciamo solo 30 opere accertate e su queste opere ci sono moltissimi dubbi sulla produzione da parte di Bosch.
Un'altra informazione che giunge dagli studi è che lui aveva una bottega fiorente, quindi, sicuramente aveva molti collaboratori che lo aiutavano. Bosch diviene uno stile artistico (voglio un quadro alla Bosch). Uno dei problemi principali era quello di riconoscere un quadro autografo da una copia o da una produzione in stile. Come per le opere di Caravaggio anche per Bosch vennero eseguite delle radiografie alle opere, più precisamente nel caso di Bosch la tecnica della dendrocronologia.
È un'analisi che si applica esclusivamente alle opere dipinte su legno, essendo un fiammingo dipingeva sostanzialmente su tavola di legno. Le tavole di legno fiamminghe avevano una porosità anulare molto diffusa perché veniva usato legno di quercia, castagno, frassino, l'olmo che sono legni molto porosi e che hanno una larità quindi cerchi molto evidenti. Con questa analisi si perviene a una datazione del supporto ligneo risalendo al periodo di abbattimento dell'albero, si arriva a definire il periodo di stagionatura del legno prima della sua lavorazione con il pigmento pittorico. (Tabella dei legni molto utili nell’identificazione)
Hieronymus Bosch viene dimenticato praticamente subito dopo la sua morte e viene riscoperto solamente nell’Ottocento (un parallelismo con Caravaggio). Bosch aveva legami fortissimi con il proprio tempo, il tema della follia e dell'irrazionale inteso come folle è qualcosa che attirerà questo artista a cui dedicherà tantissimi dei suoi dipinti.
Il tema della follia
Il tema della follia è legato alla società di Bosch, era un tema analizzato da diverse discipline e arti come, per esempio, Sebastian Brandt con il libro "La nave dei folli" uscito nel 1494 a Basilea in Svizzera. In questo libro, la nave dei folli era una nave stipata di folli guidata da folli che si dirige in un viaggio fantastico verso il paradiso della follia passando per paesi fino al tragico epilogo del naufragio finale che è una ripresa del giudizio universale.
Questi personaggi rappresentano il potere della vita civile, politica e religiosa rapiti da una cecità e chi li conduce in questa discesa vorticosa verso la follia. Nei paesi germanici la nave dei folli diventerà un topos letterario aperto a tutta l'Europa diventando un'allegoria che veniva utilizzata per parlare di precarietà, instabilità e della condizione umana in cui l'uomo del ‘500 deve rapportarsi con tutte le questioni politiche, di guerre e di conquiste territoriali.
I folli vivevano una vita vagabonda senza una meta così come era senza una meta la nave stipata di folli. Nel medioevo in mare si vedevano delle imbarcazioni stipate di gente che veniva considerata pazza, viaggiavano da una città all'altra cercando un approdo. Una volta approdati, questi personaggi li tenevano per le proprie strade poi li rimandavano nelle scialuppe e riprendevano il cammino verso un'altra città. (Ecco da dove arriva quest'idea della nave dei folli ripresa da Brandt).
Bosch si ispira a questo fatto dipingendo il quadro "La nave dei folli" conservata al Museo del Louvre di Parigi. Questo quadro ha uno strano taglio perché si tratta di un frammento di un trittico il cui centro è andato perduto. Si pensa quindi fosse un quadro più ampio legato a un secondo frammento che è questo nella parte più bassa conservato a Yale e intitolato "Allegoria dei piaceri". Di questo trittico è conservata solamente la parte di sinistra; parte centrale e la parte laterale destra sembrano essere andati perduti.
Nave dei folli
Questa di Bosch ci mostra in primo piano la nave affollata e straripante di personaggi. Si nota una sproporzione tra quella piccola imbarcazione che cerca di viaggiare in questo mare aperto e la folla che è ammassata su di essa. Bosch, per il mare dove poggia la nave sceglie un colore che è il verde intenso, ci fa quasi immaginare di trovarci di fronte a una pianura sconfinata come se questa nave non stesse nemmeno navigando in mare ma fosse...