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Cronologia degli eventi

  • Tra l’11.000 a. C – 8.000 a. C si assiste alla nascita dell’agricoltura nelle zone subtropicali, rivoluzione neolitica, si ha il passaggio dalla caccia e la raccolta all’allevamento e all’agricoltura. Si verifica in zone come la Mesopotamia, la valle del Nilo, la Cina, l’America centrale e la Nuova Guinea.
  • 5000 a. C l’agricoltura si afferma anche nelle zone temperate, es. Europa, ossia in zone più difficili. Si assiste alla sedentarizzazione e alla crescita di produttività [con la caccia e la raccolta in media sono necessari 250 ettari all’anno per sfamare una persona, mentre con l’agricoltura e l’allevamento in media sono necessari 10 ettari].
  • 3000 a. C l’agricoltura porta alla sedentarizzazione che di conseguenza porta alla nascita delle città.
  • Nel 2500 a. C si assiste all’età dei metalli.
  • Nel 1000 a. C si sviluppano le città. Ellenismo, poi Roma, cioè il periodo storico caratterizzato dalla nascita e dallo sviluppo di una civiltà nuova nella quale elementi greci e orientali si fondevano, era un’osmosi culturale e non una colonizzazione.

Anno 0

  • Tra il 200 e il 300 d. C si assiste alla crisi dell’Impero Romano che è già una sorta di inizio del medioevo denominato “Tardo medioevo”. Inoltre, nel 330 la capitale viene spostata da Roma a Costantinopoli.
  • Nel 476 d. C si assiste alla caduta dell’Impero Romano d’occidente dopo che Romolo Augustolo venne deposto, questo porta alla perdita di conoscenze molte delle quali verranno recuperate solo in seguito con il rinascimento, acquedotti romani che non portavano epidemia gli altri paesi a questo ci sono arrivati molto dopo.
  • Nel 568 d. C si assiste all'invasione longobarda.
  • Tra il 632 e il 732 si assiste alla morte di Maometto porta all’espansione araba in seguito alla quale il mediterraneo da centro di civilizzazione si divide in due parti, islamica e cristiana, e diventa centro di civilizzazione. Si assiste ad invasioni e migrazioni. Dal 700 al 1000 si ha l’alto medioevo.
  • Nell’800 nasce l’idea di Europa, il 25 dicembre dell’800 Carlo Magno diventa imperatore d’occidente. Il centro della civilizzazione si sposta verso il nord.
  • Nel 955 Lechfield, ottoni. Dal 9 al 10 secolo si assiste di nuovo al caos con incursioni in Italia da est, Ungari, dal nord, Vichinghi, e da sud, Arabi.
  • Nell’anno 1000 finiscono le invasioni e inizia il basso medioevo in cui si ha relativamente un cambiamento, un momento di pace e crescita.
  • Nel 1348 si assiste all’epidemia di peste nera che porta alla morte di 1/3 della popolazione europea, 80 milioni. Da questo momento inizia il tardo medioevo, che è compreso nel basso medioevo.
  • Verso fine aprile del 1453 si ha la caduta di Costantinopoli, caduta di Roma che esisteva dal 752 a. C, quindi 2220 anni.
  • Nel 1492 c'è la scoperta dell’America e fine del medioevo. Finisce il Medioevo e inizia l'età moderna, chiamata prima età moderna in Inghilterra, che dura fino alla Rivoluzione francese.
  • Nel 1789 si assiste alla Rivoluzione francese ed è anche il periodo della rivoluzione industriale, questo fa sì che l’Europa torna ad essere in equilibrio con gli altri paesi, arrivando fino a prevalere, 800, anche se questa prevalenza terminerà con le guerre mondiali da cui usciranno due nuove potenze: America e Stati uniti. Dal 1789 inizia l'epoca contemporanea, in Inghilterra è chiamata età moderna.

Popolazione europea

La demografia è la scienza della popolazione, studia in particolare il numero di abitanti.

Gli studi sul numero della popolazione iniziano dopo il 700 d.C. attraverso dei censimenti. La Chiesa teneva conto del numero dei battesimi, i matrimoni e funerali. Intorno al periodo di Pasqua facevano la somma di questi dati e li comunicavano al vescovo, per avere una percezione degli abitanti della parrocchia.

Fino alla Rivoluzione francese non esistevano i cognomi. Molti non sapevano nemmeno il giorno in cui erano nati, ma si festeggiava l’onomastico. Non c’erano i nomi delle strade quindi non si poteva individuare una famiglia.

Andamento della popolazione europea

L'andamento della popolazione europea si divide in fasi.

Dall’anno 0 fino al III secolo d.C. la popolazione europea si stima che fosse intorno ai 40 milioni. In seguito alla crisi del III secolo diminuisce fino a toccare il punto più basso nel VII secolo. Tra metà 700 e 800 avviene la cosiddetta “rinascita carolingia” che porta ad una sorta di pace e unificazione con conseguente leggero aumento della popolazione. Dal IX al X secolo si assiste ad invasioni e successivamente nel basso medioevo si ha un continuo crescita fino alla metà del 1300 quando a causa della peste nera si assiste ad una diminuzione della popolazione vertiginosa.

Prima della peste nera la popolazione era di circa 80 milioni, fino a passare a circa 100 milioni nel 1750.

Nella seconda fase si ha un boom della popolazione ma alcuni iniziano ad emigrare. A partire dalla metà del 1700, 1740, si ha una crescita demografica che porterà ad arrivare quasi ai livelli attuali. Si migra e si colonizza l’America, sud africa, Oceania.. nell’ 800 gli europei emigrano, dunque questa crescita è anche sottostimata rispetto agli europei reali, quelli migrati non sono conteggiati. Tra gli anni 1890 e 1920 emigrano 24 milioni di italiani.

Dal 1980 c’è una terza fase, la popolazione aumenta in misura molto più lenta.

Si hanno dunque tre fasi: regime demografico antico fino al 700, poi il periodo di transizione demografica e infine il regime demografico moderno.

Nell'antico regime e fino all’industrializzazione c’è un rapporto diretto tra popolazione e ricchezza. Nel mondo contemporaneo il rapporto è indiretto.

L'economia del mondo antico, fino alla crisi del 300, cresce e cresce anche la popolazione. In seguito, c’è un declino fino ad arrivare alla crisi dell’alto medioevo, in cui l’Europa si impoverisce. C'è una fase di ripresa nell’epoca di Carlo Magno tra 750-850, si ha una crescita modesta della popolazione, miglioramento culturale e del reddito.

Dal 1000 in poi c’è una crescita basso medievale. 1348-1350 la peste nera decima la popolazione. Nel periodo del rinascimento la popolazione aumenta.

La peste nera

La peste nera: nell’arco di 3 anni la peste falcidia la popolazione, arriva dalla Cina a Mariupol che era una colonia genovese, che fu presa d’assalto dai tartari infettati dalla peste. In città le malattie dilagavano. Una tattica di assedio era catapultare i vestiti dei morti per epidemia e assediare le città. La diffusione della peste è collegata ai rapporti commerciali, dentro le navi commerciali. La peste è un microrganismo che genera malattia, attacca prevalentemente i topi, che vengono infettati dalle pulci, i topi diffondono le pulci nelle navi, infine i topi si diffondono con le pulci che attaccano l’uomo e vengono infettati di peste bubbonica. Una pratica comune era indossare il vestiario dei defunti. Le processioni e le preghiere facevano diffondere la peste.

La peste bubbonica attacca le ghiandole linfatiche che si gonfiano. Gli agenti patogeni si modificano e si diffonde di più. La variante della peste bubbonica è quella polmonare che si diffonde tramite la saliva, il grado di mortalità era del 95%. 25 milioni di morti, la catastrofe più grande europea, sembrava non finire mai. La peste rimane endemica fino al 1700, poi saranno quasi tutti immunizzati.

Nel 1620 riaccade la peste durante la crescita rinascimentale.

Regimi demografici

Il primo andamento è oscillante, definito equilibrio demografico di antico regime, ha due aspetti fondamentali: alta natalità e alta mortalità. Si nasce molto più di oggi, oltre il 30 per mille, oggi 10 per mille, il max era 38 per mille, che dipende dal periodo fertile della donna. La mortalità era alta, soprattutto per le donne. Dal XVI secolo si contiene la natalità con il celibato e un ritardo del nubilato. La mortalità ordinaria era elevata, perinatale 150-350/1000 e infantile 100-200/1000, l’età media era 35-40 anni. Si muore a causa dell’igiene, pratiche di puericultura e carenze della medicina. Mortalità 28-30 per mille. La mortalità catastrofica o straordinaria era causata da guerre, carestie e epidemie che sono connessi tra loro.

La transizione demografica è innescata da un crollo della mortalità dovuto a tecniche minime di igiene, medicina e pratiche di puericultura. Si continua a fare tutti i figli che era possibile fare.

Il crollo delle nascite, in epoca moderna, era dovuto alla contraccezione, ritardo del matrimonio e la stabilità del lavoro.

L'equilibrio demografico moderno è più stabile ma declinante.

La comparsa dell’Homo Sapiens

200 mila anni fa avviene la comparsa dell’Homo Sapiens. La sopravvivenza era basata sulla caccia e sulla raccolta. Il genere Homo nasce in Africa.

100 mila anni fa c’è la prima migrazione in Medio Oriente.

40 mila anni fa l’Homo Sapiens colonizza l’Europa.

15 mila anni fa le Americhe.

L'Homo Sapiens era soprattutto cacciatore e la fauna euroasiatica si era evoluta di pari passo con le tecniche di caccia, al contrario avviene nelle Americhe. Nelle Americhe viene cacciata tutta la fauna di grossa taglia e questo si risentirà nella crescita economica in America. L'Africa sub-sahariana è afflitta dalla mosca zeze che uccide i bovini e non dà la possibilità di allevare. La disponibilità di bestiame è un elemento chiave per l’agricoltura.

Agricoltura e sedentarizzazione

Alcune civiltà umane cominciano progressivamente a sedentarizzarsi e coltivare, indipendentemente da dove si trova. Questo processo inizia prima nella mezza luna fertile. La diffusione dell’agricoltura in Europa avviene nel 5000 a.C. e deriva dalla mezza luna fertile, ma arriva anche in Africa e in India. In altri luoghi l’agricoltura nasce autonomamente coltivando diverse specie e allevando animali differenti.

Ci sono zone in cui non si è diffusa l’agricoltura. La diffusione dell’agricoltura ha conseguenze sulla società, a cominciare dal numero della popolazione. L’Italia fino al 1960 è un paese parzialmente industrializzato, il resto è rurale.

Nel mondo della caccia e raccolta il fabbisogno pro-capite di terra è di 250ha/ab. Non c’era la scrittura, ma si basavano su termini e memoria per la raccolta.

Nel contesto di agricoltura e allevamento bastavano 10 ha/ab.

Agricoltura: tecniche di prelievo sistematico e reintegro sistematico per favorire le condizioni per la loro rinascita.

Gli animali crescono di dimensioni e sono più numerosi. L'agricoltura permette la sedentarizzazione. Restare fermi trasforma il mondo, permette di immagazzinare i prodotti alimentare, aumenta la produttività del suolo.

I contenitori erano una tecnologia scoperta all’ora per immagazzinare il cibo. Ciò permette di aumentare la popolazione. Anche perché sedentarizzandosi è possibile avere più figli.

Le società basate sull’agricoltura sono quindi più numerose, ciò fa comparire nuove malattie che nel mondo della caccia e raccolta non esistevano. Sono contesti ottimali per la diffusione di virus. La convivenza col bestiame favorisce la diffusione di patologie.

Le società agrarie approdano alle dimensioni urbane.

Città: abitata da gente che non pratica agricoltura. Quindi l’agricoltura deve garantire un surplus per lo sviluppo urbano.

Nel mondo della caccia e raccolta tutti si sanno adattare e fare tutto. Al contrario nelle società agricole avviene la specializzazione in alcune attività e crescono le tecnologie, produttive, militari e della comunicazione, si accumulano scorte e si stratifica l’organizzazione sociale.

Stratificazione sociale

Un’altra conseguenza è la cosiddetta “stratificazione sociale”, che distingueva la popolazione in:

  • Oratores: sacerdoti o uomini di sapienza che hanno conoscenze, sanno leggere e scrivere e per esempio si occupavano della gestione della costruzione di impianti idraulici necessari per il mantenimento dei fiumi, si parla infatti di società idrauliche, e i quali grazie a conoscenze astronomiche studiavano le stagioni.
  • Bellatores ossia i guerrieri che avevano il monopolio della forza.
  • Laboratores i contadini e altri lavoratori.

Agricoltura irrigua e agricoltura arida

L'agricoltura nasce vicino i grandi fiumi delle zone calde, che sono favorite dal punto di vista della crescita, si pratica l’agricoltura irrigua. Queste società si chiamano idrauliche perché dovevano gestire le piene dei fiumi e le alluvioni, servivano quindi competenze, conoscenze astronomiche, ingegneristiche e metereologiche.

Le zone umide europee e più ricche agricolturalmente erano la pianura padana e le foci del reno. Il resto non era irrigato spontaneamente dai fiumi, quindi si coltivano piante che resistono alla siccità come il grano, agricoltura arida. Il problema era l’esaurimento del terreno. Un tipo di agricoltura è irrigua.

Quella arida è tipica dell’Europa. Può essere:

  • Temporanea primitiva, si basa sul seminomadismo dell’insediamento. Arrivano in una zona e viene coltivata, la redditività delle piante diminuisce negli anni, perciò, il villaggio si trasferisce in una zona vicina non esaurita, seminomadismo delle sedi, sono spostamenti circolari, che dopo quasi un secolo tornano nel primo posto. Questo meccanismo implica che la gente sia poca e i territori siano ampi.

L'agricoltura diventa più stanziale, si prendono contromisure perché non ci si poteva spostare come prima, cioè tecniche di aratura, rivoltare la terra, aumentando la terra disponibile, usando le deiezioni animali, ingrassando e rinutrendo la terra con il letame dei bovini. Questo richiede l’allevamento per avere il letame.

Il bestiame ha quindi la funzione di concimare, la capacità di carico, i suoi derivati come latte, lana e in ultimo la carne e il pellame. Un'altra tecnica è la rotazione agraria biennale, triennale e quaternale. Lasciare al maggese alcune porzioni di terra e alternarlo con la porzione coltivata. Tutte queste tecniche devono essere sfruttate per ottenere migliori risultati e sopravvivere. Le rese dell’antico regime sono comunque basse, un chilo di semente da 5-6 kg di grano. Le società di agricoltura irrigua erano più ricche. I posti più avanzati sono l'Egitto, il Medio Oriente, l’India e la Cina. L'Europa importa tecnologie dall’Asia fino alla scoperta dell’America che dà nuove risorse.

Nel mondo moderno le tecnologie agricole vengono spazzate dall’arrivo della concimazione.

Sviluppo dell’agricoltura europea dall’anno 1000

L'organizzazione sociale era fatta da piccoli coltivatori che erano proprietari delle terre, o un’agricoltura basata sulle grandi proprietà, in cui il proprietario non era il coltivatore.

Intorno al 1000 comincia un ciclo evolutivo che sfocia nella rivoluzione industriale.

L'assetto dell’agricoltura europea era legato ai grandi possedimenti con un'organizzazione interna, non ci sono proprietari ma signori con un rapporto di dominio, all’interno di una società fondamentalmente improntata all’aspetto militare. Per due motivi: dopo lo sfaldamento dell’Impero Romano il potere passa a gruppi di popolazioni germaniche basate sull’organizzazione militare, essi difendevano una porzione di impero e in cambio ottenevano terre.

Durante il V secolo ci sono invasioni da oriente e c’è una situazione caotica. Per 5 secoli l’Europa è oggetto di invasioni di popolazioni asiatiche, dopo un periodo di stabilità dovuta a Carlo Magno, le invasioni riprendono. Quindi la priorità assoluta era la difesa. Sono stati secoli di crisi, violenze e saccheggi. Le continue aggressioni fanno sì che anche la produzione agricola si riduce, le scorte vengono distrutte e depredate. L'organizzazione militare riguardava quindi tutti i territori.

Feudalismo e servitù

Il feudalismo si basa sulla servitù, è un rapporto servo-padrone. Nasce dalla servitù della gleba nel terzo secolo nell’Impero Romano, i contadini dovevano pagare le tasse del territorio a cui erano legati. In seguito, si arriva a vendere i terreni con i contadini inclusi.

Il mondo romano era basato sulla moneta, gran parte del denaro serviva a pagare i soldati che difendevano i territori. Dissolvendosi l’impero, salta il sistema di pagare i soldati e l’economia monetaria. Le popolazioni occidentali riescono ad avere una cavalleria, senza moneta, dando ai cavalieri direttamente le terre e nasce il feudalismo. L'obiettivo è ricavarne le risorse che gli permettevano di avere cavallo, armi e armatura, e mantenersi in esercizio.

Il feudatario deve anche difendere il terreno con fortificazioni militari, amministrare la giustizia ed è anche il padrone economico del territorio. Deve produrre prodotti agroalimentari per vivere.

Le guerre si tenevano ogni anno in estate. Le attività invernali erano cacce, tornei e allenamenti militari.

La Curtis medievale

Il feudo ha natura militare. La Curtis medievale ha due parti:

  • Partis dominicia era quella del signore, è divisibile in tre parti. Si articola in una struttura militare, in cui il signore amministra la giustizia. C’è una parte riservata esclusivamente al signore per andare a caccia per assolvere una funzione che rimanda alla popolazione della caccia e raccolta, funzionale per esercitarsi e la funzione alimentare, inoltre l’aristocrazia mangiava abbondantemente carne. I campi dei quali il signore si occupava di gestire.
  • Pars massaricia è composta da contadini a cui vengono assegnati i marsi, territori da cui ricavarsi ciò per cui vivere. Il signore richiede da essi le corvée cioè prestazioni lavorative gratuite, come coltivare le terre del signore; omaggi e regalie, visto che il signore esercitava i diritti feudali.

L'organizzazione feudale inizia con l’impero carolingio dal 80

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabioocarletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Chiapparino Francesco.
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