Storia del teatro contemporaneo
Lezione 2 → 23.02.23
Il teatro ha la funzione scenica di proteggere e nascondere qualcosa.
La protezione ha a che fare con il sacro, cancellato però completamente dall’epoca, in cui tutto è esposto all'ennesima potenza.
La sacralità è stata abolita.
Tutte le reliquie erano protette.
Il sipario, con le grandi correnti del Novecento, a cominciare con le grandi correnti, viene abolito.
Nel teatro ottocentesco il sistema teatrale popolare è sconosciuto.
Mimmo Cuticchio e il teatro dei pupi
Il teatro è un nome astratto e difficile da definire, la sola parola non vuol dire nulla.
Teatro di figura → ha a che fare con marionette, pupazzi.
Guardiamo alla differenza tra la marionetta e il burattino:
- Marionetta → Viene mossa da fili.
- Burattino → Si muove da sotto, viene infatti calzato come un guanto, e la mobilità è data dalla mano e dalle dita del burattinaio. Viene realizzato in cartapesta, materiale prodigio che viene utilizzato anche per i grandi carri e veniva utilizzata anche dai grandi artisti per realizzare i modellini delle loro opere finali.
La cartapesta è un elemento fondamentale di tutti gli apparati scenici festivi, venivano rivestite, durante le festività, intere città del materiale.
Tutto il teatro popolare cerca continuamente di riproporre sé stesso, quindi fortemente conservatore.
Il teatro viene scosso terribilmente, cancellando tutto il teatro degli attori, con un principio estetico ordinatore che chiamiamo regia, e che ha diviso, alla nascita, tutti gli studiosi.
Qualche studioso fa nascere la regia in Svezia, dove ci sono i primi spettacoli che non vengono lasciati alla creazione degli attori, ma assicurati saldamente a questa figura nuova (Perrelli).
Altri sono certi che sia nata nella messinscena delle opere liriche, di Verdi soprattutto, perché nei libretti oltre alla drammaturgia cercano anche delle note sull’allestimento.
I libretti sono dunque didascalici per la trasposizione didascalica.
Mirella Schino ritiene che la regia non abbia un inizio preciso ma che spunti ovunque come un cespuglio (prende l’immagine del cespuglio e lo mette in mezzo al suo disegno teorico).
Nasce quindi contemporaneamente e casualmente in più posti (in Europa), in quanto la storia del teatro non è ordinata.
(Russia → Germania → Francia → Italia)
Perché il teatro di regia comporta la nascita di figure specializzate?
Perché nasce questa figura dittatoriale del regista, che all'inizio è bella ma tirannica.
La regia tenta di distruggere il grande patrimonio artistico del teatro degli attori.
Al contrario, i registi sanno orientare la compagnia in tutti i sensi, la compagnia degli attori non esiste più perché va su scrittura e viene scelta per ogni spettacolo o tournée dal regista.
Questo passaggio sconvolge la vita degli attori, che vengono ridotti a pedine dal regista, che spesso è un attore fallito.
Non tutti i registi sono artisti affidabili, hanno un altissimo potere costruttivo pari alla loro forza distruttiva.
Cambia quindi il sistema di produzione, dove spesso l’attore è costretto a realizzare scene anche pericolose, per poter partecipare allo spettacolo.
Tale cambiamento e creazione della regia, dà la forma che conosciamo oggi ai mass media.
Il regista è quasi al pari di uno scrittore di libri, con però cambia di estetica, viene cancellata con il principio ordinatore, i difetti di un teatro ottocentesco medio pieno di vizi, dove ogni attore preparava le battute per fatti suoi, i costumi erano degli attori e vi dovevano provvedere loro.
Il regista deve modellare i corpi dei personaggi attraverso i costumi, che valorizzano o privano di valore il personaggio e determinano anche l'effetto scenico perché variano l’effetto delle luci.
Il bianco non viene usato in scena perché, con le luci, perde definizione.
È fondamentale il baule dell’attore, dove rientravano i costumi, se non lo posseggono, gli attori non possono essere tali.
Del baule non ci sarà più bisogno quando nascerà la nuova figura del costumista che disegna preventivamente l’abito, ma che non richiede l’accettazione preventiva del corpo attoriale.
Il costume, in quanto doppia pelle, deve aiutare l’attore a sprigionare le energie giuste legate al personaggio, che deve capire e sposare tale personaggio nel momento in cui indossa il costume.
Nasce anche l’illuminotecnico, che deve riuscire a creare una particolare drammaturgia della luce, che non è banale e serve a riempire il vuoto tecnico della scena.
I costumi vengono inventati per dire bugie, ovvero grazie alle imbottiture venivano variati i connotati dei corpi, come da corpi da giunco a corpi prosperosi.
Nasce e si specializza anche la scenografia, non abbiamo più il sipario ecc., che viene costruita ad hoc tridimensionalmente con costi altissimi e grandi difficoltà.
Rapporto organico tra tutti gli elementi, scenografia, costumi e luci, il cui coordinamento è in mano al regista.
I balletti russi
Formazione sviluppata tra il 1909 e il 1929, compagnia di danza che ebbe vita corta e nata da un impresario, Sergej Diaghilev, uno dei principali organizzatori del Novecento.
Nato da una famiglia di produttori di Vodka che voleva fare il pittore, fallì, e decise di provare con musicista successivamente e, dopo il fallimento dell'impresa di famiglia, si trasferisce a Parigi, ancora grande capitale dello spettacolo, dove ebbe l’idea geniale di riprendere l’antica tradizione del balletto classico russo e coniugarla con la musica dei grandi compositori moderni, come Stravinskij e che distruggeva l’impianto musicale finora conosciuto, e dette vita a questo prodigio estetico che chiamò Balletti russi, con cui girò l’Europa e l’America e lanciò delle stelle assolute dell’arte del primo Novecento.
Morirà a Venezia nel 1929.
Dal 1927 si occupa solo di teatro e diventa famoso con la diffusione della sua compagnia prima a Parigi e poi a Montecarlo, attraverso i balletti russi fece conoscere i nuovi artisti, nuovi pittori, nuovi musicisti e nuovi coreografi, con un’azione di rinnovamento a tutto tondo.
Anna Pavlova
Anna Pavlova è una ballerina importante che lui strappa dell'accademismo (classica ballerina del balletto romantico).
Libera finalmente dal tutù, i primi costumisti dei costumisti di Diaghilev modificano le regole dei costumi classici tradizionali, liberando i corpi da restrizioni con abiti fluidi.
Inoltre, Isadora Duncan libera il piede dalla schiavitù della scarpetta.
Tamara Karsavina
Tamara Karsavina fu un’altra grande ballerina, interpretò nell’‘Uccello di fuoco’ di Diaghilev del 2010.
Balla sempre sulle punte ma il corpo è completamente libero.
Venne ritratta nel suo costume anche da Jacques Emile.
Vaslav Nijinsky
Nato a San Pietroburgo nel 1890 da due ballerini polacchi, artisti nomadi, e condusse un’infanzia precaria con la madre, anche perché il fratello aveva seri problemi psichici.
Venne immediatamente accettato nella scuola di danza dove studiò con Enrico Cecchetti, il più grande maestro di danza del Novecento e inventò un metodo di danza.
Vaslav aveva un fisico piccolo e tarchiato ma dall'inizio spiccò sul palcoscenico per la sua capacità espressiva fuori dal comune. Aveva un fuoco dentro che lo fecero subito notare e a 19 anni venne ammesso nella compagnia.
Debuttò a Parigi e si distinse perché nessuno come lui saltava.
I suoi salti sono rimasti nella storia, così come il suo espressionismo tragico, nelle sue versioni della pulcinella russa, e per il languore neoromantico.
Marie Rambert aiutò Diaghilev a perfezionare le performance di Nijinsky ed era una coreografa che si era formata nella scuola di Jaques-Dalcroze, regista che rinnova la danza studiando il ritmo e la necessità della ritmica.
Quando si sposò, con una fan russa, lasciò Diaghilev e per una malattia di nervi dovette abbandonare presto il palcoscenico.
Ogni volta che Nijinsky va in scena, accade uno scandalo, apparve infatti in uno spettacolo con il corpo fasciato, mostrato in tutta la sua bellezza maschile. Mai prima avevano osato apparire in scena in tale maniera (corpo maschile).
Diaghilev e Nijinsky ebbero anche una relazione, la cui fine fu un punto in più alla sua instabilità mentale che sfocerà successivamente.
Ida Rubinstein
Ballerina, produttrice di Balletti Russi.
Ricchissima ragazza di una famiglia ebrea che decise di investire tutta la ricchezza nella produzione di balletti di danza che piacevano a lei.
Interpreta Cleopatra nell’omonima opera.
C’è una piccola contaminazione né La Boutique Fantasque, dove vediamo il ritorno delle scarpette da ballo.
Lezione 3 → 28.02.23
Il balletto russo è la risultante tra la danza, la musica nuova, l’arte; dunque il balletto russo già il più contemporaneo di quanto si potesse avere.
Parade, balletto che Diaghilev concepisce nel 1916, sotto stimolo di Jean Cocteau, sotto forma di → parata ossia uno spettacolo itinerante che ha una sua cerimonialità la quale ha una disposizione paratattica di forme attrattive. Ha una funzione altamente simbolica in cui tutti si è al massimo grado di presentazione, è presente una regia è tutto previsto, nessuno può e deve essere fuori posto. La parata militare ad esempio è un passare in rassegna (il generale passa in rassegna le truppe, per controllare che sia tutto in ordine prima della parata stessa, se un eventuale militare non è perfetto vi sono poi conseguenze per quest’ultimo). La parata esisteva anche in ambito spettacolare, la parata teatrale è quella del circo, si parla dunque di forme popolari, il circo quando arrivava in una città per attrarre a sé allestiva una parata, prendevano alcuni dei circensi che animavano la comunità a scopo di riempire il tendone, dunque avere gli spettatori. La parata in ambito teatrale è in poche parole un’esposizione o assaggio di ciò che il pubblico potrà vedere durante lo spettacolo vero e proprio.
Parata circense è quella che ispira Cocteau, la dà poi a Diaghilev che ne parla con un artista spagnolo che riportava al nome di Pablo Picasso. Era necessaria però la componente sonora, perché all’interno di una popolazione analfabeta la musica e i suoni servono da richiamo, dunque Cocteau insieme a Diaghilev si rivolgono a un musicista di tendenza ma che non aveva ancora sposato la dodecafonia ossia Enric Satie, e confezionano insieme a lui la Parade, nel frattempo Picasso insieme a Fortunato Depero si occupano dei costumi, Depero in particolare ne prepara tre:
- Il cavallo.
- Il manager francese.
- Il manager americano.
Picasso si occupa invece di tutti gli altri.
Il sipario di Parade è completamente dipinto da Picasso, 17 m di estensione, l’artista riporta al primo periodo ossia quello rosa adattato all’idea circense concepito in modo molto dolce, mentre all’interno le scene invece sono già cubiste.
Lo spettacolo venne messo in scena a Parigi e poi a Roma e fu un totale fiasco, Parade rimane però un punto fermo perché aveva messo in gruppo un gruppo di artisti molto funzionante. In Italia andò male perché approdò nel 1917 l’anno di Caporetto, la sconfitta militare più dura di tutta la storia italiana, che portò con sé migliaia di morti (oltre 17000) e dispersi (oltre 34000), questa tragedia lascia un grosso segno oltre che nella storia militare e sociale anche nella storia dello spettacolo, perché il generale si giustificò dicendo che le truppe erano state deviate/distratte proprio dallo “avevano un animo molle perché avevano visto troppo teatro” spettacolo che vedevano quando andavano in licenza che durava al massimo 72 h. Dunque tutti i locali che furono accusati di aver distratto i giovani soldati vennero chiusi tutti i caffè Chantan un locale dove oltre a bere vi era un luogo attrezzato per gli artisti, dove gli spettacoli venivano offerti al pubblico che andava a bere, ogni caffè Chantan aveva una Chantosa una donna molto bella artisticamente capace che veniva messa lì per offrirsi agli uomini, fu un momento che tutt’oggi non si è studiato fino in fondo, una grande perdita.
Duca George II (1837-1914) di Saxe-Meiningen
Fu direttore di una compagnia teatrale, questa fu una compagnia dove per le prime volte si sperimentò la regia. Il teatro di corte dei Meininger venne ricostruito poi nel 1909, in questo teatro avvennero degli spettacoli che possiamo ascrivere nei primi teatri di regia.
La compagnia dei Meininger (1866-1890) è estremamente importante perché:
- Rigoroso rispetto del testo drammaturgico perché il duca impone un direttore a questi attori, di nome Ludwig Chronegk.
- Massima coerenza tra testo e messinscena; concezione dello spettacolo come unità organica.
- Repertorio di testi classici e drammi storici (Shakespeare, Schiller, Kleist).
- Studio filologico dell’opera, dunque il rispetto dell’opera stessa, dunque la conservazione dei dettagli già inseriti dallo scrittore dell’opera stessa.
- Aggiunta di elementi tridimensionali praticabili sulla scena.
- Meticolosa ricostruzione storica.
- Filone naturalista: realismo scenico. Gli attori recitano anche di spalle al pubblico (invenzione della così detta quarta parete per merito dell’arrivo della luce in scena).
- Rinuncia all’ingaggio di interpreti già famosi e fortunati.
- Grande attenzione riservata alle comparse, non più lasciate a caso.
- Invenzione delle scene di massa: suddivise in gruppi affidati ad attori professionisti e capaci di una specifica partitura gestuale.
Triumvirato artistico
Georg II, fondatore e patrocinatore della compagnia, regista.
Ellen Franz: attrice, si occupò del cast, delle prove, del casting.
Ludwig Chronegk, divenne direttore del teatro, il regista-despota. Nel 1874 dirige la battaglia di Filippi nel “Giulio Cesare” di Shakespeare. L’opera venne allestita nel teatro londinese “Drury Lane”.
Stanislavskij
Stanislavskij era uno pseudonimo di Alekseev, nato nel 1863, era un maestro polacco, fu il primo teorico dell’arte dell’attore studia l’interpretazione del personaggio. Appartiene all’alta borghesia russa, il padre era un fabbricante di canutiglia d’oro, fino al 1917 non conosce problemi economici, fu il secondo di 10 figli. Nella loro casa di campagna lui inventò e creò un teatrino il così detto “circolo Alekseev” fino al 1888 in cui i giovani mettevano in scena commedie musicali e operette.
Gli Alekseev furono fratelli in arte, la maggior parte dei fratelli, ben sei di loro ebbero un ruolo nel teatro, spaziando tra collaboratori dello stesso Stanislavskij, ad attori e ballerini. La passione per il teatro nasce dalla nonna Maria Varley, un’attrice francese giunta a Pietroburgo con la sua compagnia che sposò il ricco possidente di una cava di pietre, abbandonando le scene.
Alle sorgenti della vocazione teatrale ci furono:
- Circo, del quale era frequentatore abituale.
- Teatro di marionette.
- L’opera italiana (Adelina Patti).
- I grandi attori italiani.
- Il balletto.
- La frequentazione giovanile come spettatore del Malyj Teatr e del Bolshoj.
Lezione 4 → 02.03.23
Il circo è mobile?
Breve storia di uno spettacolo e dei suoi protagonisti
- “Microsocietà” dei circensi, sta a significare la coesione sociale che ha delle sue regole interne proprie (lessico proprio), va a delineare qualcosa che si muove in maniera coesa.
- Teatri, piazze e quest’ultimo è il tendone, nonché il simbolo del circo. Chapiteau.
- Una storia mondiale, con specifiche territoriali, ad esempio in Francia nasce e cresce una cultura teatrale e circense molto forte così come in Russia. Lo spettacolo viaggiante è la categoria con cui il ministero fornisce i fondi al circo.
- Molte discipline e molta disciplina, il circo ha una serie innumerevole di discipline ma anche molta disciplina, fin dall’inizio il fare circo si lega all’essere militare.
- L’arte e lo show business, un equilibrio che è sempre stato presente nel circo, soprattutto dal momento in cui diventa un’arte completamente popolare.
- La drammaturgia è il movimento, l’unico che ha diritto di parola è il clown.
- L’importanza della tradizione e della ritualità.
- I fenomeni divistici (Grock, Fratellini) sono stati soprattutto per quanto riguarda i clown.
- Le famiglie circensi, la storia del circo è fatta in particolar modo da famiglie, si lega alla stessa modalità che era propria degli attori.
- L’Italia come punto di riferimento della storia e dell’attualità del circo.
Philip Astley (1742-1814)
Il padre del circo moderno: Inghilterra, per la prima volta porta il circo stabile. Non era figlio d’arte, voleva fare il cavallerizzo e per farlo si arruola all’esercito, dopo la guerra dei sette anni decide di catapultarsi sullo spettacolo dal vivo. Nel 1773 prende vita “anfiteatro Astley”, la pista di questo teatro diventa circolare (diametro 13 m) perché in questo modo sia i cavalli che gli acrobati hanno una maggiore stabilità, Astley unisce al virtuosismo equestre la comicità e l’ironia, crea un doppio spettacolo, sia quello in pista che quello sul palco. Dopo il suo grande successo nascono le diatribe, un allievo di Astley, Charles Hughes prova a creare un luogo di spettacolo dedicato al circo, prende vita il “Royal Circus”, un anfiteatro rivale che prende proprio il nome di “circo” in questo caso la pista è occupata dal pubblico e lo spettacolo è frontale.
“Circo Ciniselli”, San Pietroburgo: Ciniselli era un cavallerizzo, le divis
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