Estratto del documento

L’avvento del fascismo

Le nuove forze politiche in Italia

Tra i paesi vincitori della Prima guerra mondiale è l’Italia a pagare maggiormente la crisi del dopoguerra principalmente per tre fattori:

  • Situazione economica: la difficile riconversione delle strutture economiche in apparati di pace.
  • Istituzioni politiche: sono poco radicate nella società.
  • Pace mutilata ed entrata in guerra: la pace italiana è detta “mutilata” a causa dei numerosi territori che l’Italia non ha ottenuto, Fiume, Dalmazia e costa orientale dell’Adriatico. Questa mancata ricompensa è dovuta ai due principi ai quali si appellano i dirigenti italiani: le clausole del patto, che sono segrete e quindi vanno contro ai 14 punti del presidente americano, e i principi di autodeterminazione dei popoli a Fiume. Inoltre, l’entrata in guerra italiana con il Patto di Londra, aprile 1919, è avvenuta senza l’approvazione dei rappresentanti della nazione, il Parlamento.

Cresce così una forte sfiducia nei confronti della classe politica italiana, che porta alla nascita di nuove forze politiche, conseguenza logica storicamente parlando.

Queste forze rappresentano una rottura con il vecchio sistema liberale, Destra e Sinistra storica, e sono:

  • Cattolici: Partito Popolare Italiano.
  • Socialisti.
  • Nazionalisti: Fasci di combattimento.

Questi partiti hanno delle caratteristiche comuni: sono partiti di massa, caratteristica della politica novecentesca, hanno una forte caratterizzazione ideologica e un radicamento sul territorio, sedi e tessere.

I cattolici

Non expedit. Con il papa Pio IX aveva impedito ai cattolici di partecipare alla vita politica. La situazione cambia nel 1919 con papa Benedetto XV, 1914-1922, che, spaventato dal forte consenso ricevuto dal partito socialista, favorisce la nascita del PPI, fondato nel gennaio 1919 da Don Luigi Sturzo. Con la fondazione di questo partito si mette fine all’emarginazione dei cattolici dalla politica. Il partito presenta un’impostazione democratica, aconfessionale, ed è aperto ai non cattolici nonostante abbia una forte impostazione religiosa di tipo cattolico.

I socialisti

I socialisti nel primo dopoguerra vedono un crescente consenso accompagnato tuttavia da diverse turbolenze interne. Individuiamo, infatti, due correnti all’interno del partito: da una parte i riformisti di Filippo Turati e dall’altra i rivoluzionari con a capo Gramsci e Togliatti. Con il congresso di Livorno del gennaio 1921 la parte rivoluzionaria, seguendo la scia dei ventuno punti di Lenin, Komintern, si scinde formando il Partito Comunista Italiano e provocando un indebolimento delle sinistre.

I nazionalisti

Il nazionalismo si era già diffuso nei primi anni del ‘900, ma è solo con il primo dopoguerra che porta conseguenze politiche: sono diversi i gruppi che si formano sotto questa ideologia, per lo più composti da reduci di guerra, la cui frustrazione è dovuta alla pace mutilata e alla difficoltà nel reinserirsi nella società che li esclude. Tra questi gruppi quello che ebbe più consenso fu quello dei Fasci di combattimento, formati il 23 marzo 1919 a Piazza San Sepolcro, Milano, da Benito Mussolini, ex anarchico e successivamente socialista e direttore dell’Avanti, espulso per le sue posizioni interventiste dal partito.

I fasci di combattimento sono politicamente schierati a sinistra per le riforme sociali presenti nel loro programma, sono atei, Mussolini come il “mangiapreti”, e caratterizzati da un forte nazionalismo antimonarchico e repubblicano. Si organizzano, a partire dal 1920, in RAS locali, Balbo, Farinacci. Un’altra fondamentale caratteristica è l’avversione nei confronti dei socialisti, visti come traditori della patria, e contro i quali si batteranno fisicamente più volte, 15 aprile 1919 distruzione dell’Avanti. Tra il 19 e il 20 si ha inoltre un importante personaggio tra i nazionalisti, il “vate” Gabriele D’Annunzio che tenterà l’impresa fiumana il 12 settembre 1919.

Le elezioni politiche del 1919

Svoltesi con un sistema proporzionale, le tanto attese prime elezioni dopo la guerra mostrano chiari risultati:

  • Socialisti 32%, 156 seggi.
  • Popolari 20,5%, 100 seggi.
  • Galassia liberale 40%, 200 seggi.

È infatti chiara la necessità di cambiamento: il partito antisistema è primo. Il re, tuttavia, incarica Giolitti, liberale, di formare il nuovo governo, politico che maggiormente sa mettere in equilibrio le forze parlamentari, al quale viene quindi affidato il compito di creare un governo di equilibrio tra liberali, continuità del sistema, e popolari. La situazione italiana in questi anni non è tuttavia delle più tranquille: tra il 1919 e il 1920 si verifica infatti il cosiddetto biennio rosso, nel quale si verificano scontri che coinvolgono campagne e fabbriche, dovuti all’aumento del costo della vita e alla difficile condizione economica delle campagne.

Durante il biennio rosso, la confederazione italiana dei lavoratori fa una serie di richieste ai padroni, diritti, che vengono rifiutate in blocco. Le fabbriche, inoltre, vengono chiuse, “serrata”. Alla chiusura delle fabbriche i sindacati reagiscono invocando e realizzando l’occupazione delle fabbriche. Il mancato intervento delle forze dell’ordine, neutralità giolittiana, porta agli accordi.

L’esito delle occupazioni delle fabbriche

  • Linea di neutralità di Giolitti.
  • Accordo favorevole alle richieste FIOM.
  • Malcontento di operai e industriali. Da una parte, gli operai rivoluzionari, che avevano immaginato un esito simile a quello russo, restano delusi dalla conclusione riformista e pacifica del conflitto. Dall’altra gli industriali soffrono il senso di abbandono da parte della classe dirigente che non ha tutelato loro né l’ordine pubblico e contemporaneamente la paura per i socialisti. Questo li porta ad unirsi ai fasci, visti solo nella loro utilità di cani da guardia contro le forze rosse.

La presa del potere fascista

  • Marzo 1919: nascita dei fasci di combattimento.
  • Novembre 1920: Fatti di palazzo D'Accursio e nascita dello squadrismo fascista. Bologna, nella sede del sindaco in piazza maggiore dopo le elezioni comunali si insedia, vincitore, il candidato socialista; entrano tuttavia nelle piazze delle squadre fasciste e iniziano ad esserci degli scontri armati e il partito socialista spara sulla folla. Il movimento dei fasci di combattimento prenderà pretesto di questi avvenimenti per mostrare l'inefficienza dei socialisti e per scatenare rappresaglie nelle campagne: squadrismo agrario.
  • Maggio 1921: blocchi nazionali e ingresso in Parlamento di 35 deputati fascisti. La classe dirigente liberale accoglie gli esponenti dei fasci di combattimento; conservatori e liberali ritengono il movimento fascista un movimento che serva a riportare calma tra operai e contadini e per le elezioni del 1921 vengono quindi creati i “blocchi nazionali”, una sorta di difesa contro possibili estremismi. Le elezioni si concludono in maniera deludente per i blocchi nazionali: il partito socialista cala ma non in misura significativa, restando infatti il primo partito; il partito comunista alla sua prima elezione arriva al 5%, i punti sottratti al PSI; i popolari al 21%.

La principale novità di queste elezioni è tuttavia l'ingresso in Parlamento di 35 deputati fascisti tra cui Benito Mussolini. La conseguenza è l'annuncio delle dimissioni da parte del presidente del consiglio Giolitti in quanto il suo intento di manovrare gli equilibri fondamentali era fallito. Dalle dimissioni di Giolitti si succedono 2 governi liberali guidati da Facta e Bonomi. Questi 2 governi, essendo deboli, lasciano spazio allo squadrismo fascista.

In poco più di un anno il fascismo gioca su 2 terreni: da una parte la violenza, volta a indebolire il nemico, dall'altra una istituzionalizzazione e normalizzazione del movimento.

  • Novembre 1921: Partito nazionale fascista. Il movimento di Mussolini si trasforma in un partito che ha delle sedi su tutto il territorio nazionale.
  • Ottobre 1922: marcia su Roma. Nell'ottobre 1922 inizia a prendere corpo l'idea di una mobilitazione delle squadre fasciste verso la capitale. Il 27 ottobre si ha una mobilitazione di squadre improvvisate e male armate. Il presidente del consiglio Facta chiede lo stato di emergenza ma Vittorio Emanuele III si rifiuta di proclamarlo e il 30 ottobre riceve Mussolini conferendogli l'incarico di presidente del consiglio. Mussolini dà vita ad un governo di coalizione con i liberali dove partecipano vecchi esponenti del partito giolittiano e popolari.

I fascisti gridano al trionfo di una “rivoluzione”, i liberali salutano con favore un governo dal quale saranno allontanati, socialisti e comunisti non capiscono la gravità della situazione e credono che questo nuovo governo non sia niente di diverso da quelli precedenti.

Strategia di normalizzazione

Rassicurazioni al Re:

  • 1. Mussolini ritorna sui suoi passi dopo che si era dichiarato repubblicano.
  • 2. Accordi con i vertici liberali.

Negoziazioni con gli industriali:

  • 3. Limitare i diritti dei lavoratori, licenziare lavoratori e dare un impulso all’iniziativa privata.

Verso lo stato autoritario

  • Dicembre 1922: istituito il Gran Consiglio del fascismo, un istituto che fa da tramite tra il partito e il governo nelle decisioni.
  • Milizie volontarie: da una parte necessarie per difendere la rivoluzione e dall’altra per fronteggiare molti ex RAS che accusavano Mussolini di essersi convertito agli agi del potere, e per depotenziarli.
  • Riforma Gentile: riforma scolastica che vede da una parte l’istruzione classica come perno dell’istituzione scolastica e dall’altra l’introduzione della religione come aspetto fondamentale dell’istruzione. Aggiunti crocefissi nelle aule.
  • Legge elettorale Acerbo: prevede un premio di maggioranza che conferiva il 65% dei seggi al partito di maggioranza relativa, il primo partito ha un voto in più del secondo, ma con almeno il 25% dei voti. Il fascismo non ha tuttavia bisogno del premio: alle elezioni del maggio del 1924, alleato con i liberali nelle “liste nazionali”, prende il 65% dei voti. Un dato rilevante è che il fascismo prende più voti dove ha meno radici, centro e sud.
  • 10 giugno 1924: nella prima seduta in Parlamento il socialista rivoluzionario Matteotti enuncia un discorso alla camera di denuncia per le violenze e i brogli alle elezioni del 24. Matteotti firma così la sua condanna a morte: viene rapito e il suo corpo verrà ritrovato a distanza di mesi. Si aprono le indagini e in Parlamento, socialisti e comunisti, indignati per la violenza fascista, adottano la “strategia dell’Aventino”.
Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Storia contemporanea - secondo parziale Pag. 1 Storia contemporanea - secondo parziale Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - secondo parziale Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - secondo parziale Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - secondo parziale Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maam2905 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Brizzi Riccardo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community