Settimana 1
Lezione 1 - 2/12
Introduzione: contesto, fattori distintivi ed evolutivi
Dobbiamo usare delle tassonomie comuni per interpretare i dati in modo univoco, tutti dobbiamo intendere la stessa cosa. Per fare ciò devo capire che domanda stiamo trattando, quali sono i possibili attori con i loro scopi e dove posso prendere i dati per rispondere all’informazione. L’obiettivo è semplificare i dati, estraendo l’informazione associata, per fare un’analisi che si concentrerà solo su quello che mi interessa, ciò che ho estratto.
Un sistema informativo può essere definito come un insieme di risorse umane e tecnologiche che erogano servizi agli utenti interni ed esterni ad un’organizzazione. È ciò che movimenta le informazioni all'interno dell’azienda. Tra la tecnologia di informazione e la persona c’è il seguente rapporto: la tecnologia elabora e comunica delle informazioni alla persona. Il sistema informativo aziendale: applicazione dell’informatica all’organizzazione aziendale che ha come obiettivo la definizione dei processi organizzativi e la distribuzione di informazioni alle persone che operano all’interno o all’esterno dell’azienda nel momento in cui l’informazione è necessaria. Il sistema informativo definisce delle procedure che permettono: la raccolta di dati in archivi, l’estrazione di informazione tramite l’elaborazione di dati e la distribuzione dell’informazione agli utenti.
Gli elementi che compongono un sistema informativo sono 3:
- Dati: strutturati e mantenuti in modo organizzato, semi strutturati oppure non strutturati (per analizzarli dobbiamo cercare di strutturarli);
- Procedure (funzioni applicative);
- Mezzi e strumenti per il trattamento delle informazioni: server, stazioni di lavoro, terminale di rilevazione dati, apparecchiature di rete.
Il sistema informativo è per natura dinamico. Abbiamo evoluzioni di tipo strutturale che portano l’aggiornamento del sistema. Le cause di questa evoluzione sono fattori interni (miglioramento delle prestazioni, nuovi processi organizzativi…) o quelli esterni (vincoli imposti dallo stato, clienti o fornitori…). L’evoluzione deve avvenire in modo armonico, sviluppando al massimo la complementarietà e l’integrazione tra diversi componenti.
Impatto dell’informatica nelle aziende
Le persone che operano all'interno dell’azienda hanno necessità di acquisire conoscenze diverse sui fenomeni aziendali: livello di astrazione, tempestività, livello di copertura. Il sistema informativo garantisce l’accessibilità all’informazione nelle forme e nei tempi opportuni. Il flusso delle informazioni avviene in modo corretto. Dai dati traiamo informazioni (se ho conoscenza del dominio, se ho esperienza): se analizzo dei dati ma non conosco il contesto, posso anche applicare tutte le tecniche possibili ma non saprò interpretare i risultati.
Settimana 2
Lezione 2 - 5/12
Innovazione tecnologica dei SI
Il livello più elementare e più strutturato dell’informazione sono i dati. L’elaborazione dei dati, infatti, ricaviamo informazioni. Questo non solo dai dati ma elaborando anche: testi, suoni, immagini e dalla loro combinazione. Sotto un profilo tecnico, il fatto che le informazioni si astraggano da diverse fonti, il problema fondamentale che dobbiamo gestire è la gestione di questi tipi di fonti. Ciò che cambia è la complessità delle diverse fonti. Quando lavoriamo con immagini e testi dobbiamo procurarci di strutturarle (tramite pixel e singole parole). L’asse delle x, dunque, fa proprio una scala di difficoltà della fonte.
Noi ci vogliamo concentrare sulle applicazioni, sui software all’interno dei SI. Sull’asse delle y abbiamo le applicazioni, appunto, che possiamo trovare all’interno di un SI. Troviamo diversi tipi di applicazioni: tecniche, gestionali, professionali e intermediazioni informative. Le applicazioni di natura tecnica vanno a lavorare su dati di diverso tipo come misure, simulazione, gestione audio, telerilevamento e controllo ambientale.
Esempi di applicazioni di intermediazione sono i POS, Social Media, prenotazioni online, posta elettronica e blog. Le applicazioni professionali comprendono i sistemi di supporto individuale (PowerPoint, Word, tutto ciò che migliora la produttività individuale…) e le realtà virtuali. I sistemi di supporto individuale possono essere specifici per ogni azienda. Nelle applicazioni gestionali troviamo: processi operativi, di controllo, decisionali, gestione di documenti aziendali e Big Data.
Quindi un sistema informativo deve lavorare con diversi tipi di dati elaborati da diversi tipi di applicazioni che ci aiutano ad elaborarli per riuscire a ricavare delle informazioni. Trattando dati sempre più complessi e applicazioni più diversificati, posso utilizzare i dati a scopo di previsione.
Interazione tra SI e organizzazione
I fattori che contraddistinguono un’impresa sono:
- Definizione di obiettivi e prestazioni: cosa voglio fare, dove voglio arrivare, con che prestazioni, visione e strategia. Questi devono essere legati al contesto sociale in cui deve operare la mia azienda: esistono sistemi sociali differenti di cui devo tener conto. Per sistema sociale si intende la ‘cultura del lavoro’, i costi di vita, le infrastrutture, i salari e altri elementi legati a questa sfera.
- Una volta che ho tenuto conto di questi vincoli socio-economici allora posso fare un progetto organizzativo. Per progetto organizzativo si intende proprio l’organizzazione delle attività dell’azienda andando a vederne i processi principali (produttivi, amministrativi…). Questi elementi, ovviamente, sono sempre in evoluzione in base alle esigenze.
Qui entra in gioco la tecnologia: fare degli studi, cercare informazioni -> la tecnologia è a supporto di questa evoluzione, utilizzando le informazioni a scopo migliorativo. La relazione tra organizzazione e definizione del processo è sostenuta dalla tecnologia che rende più efficiente l’organizzazione dei processi.
Vediamo degli esempi di processi direzionali/gestionali/operativi nella pubblica amministrazione:
- Operativo: contabilizzazione dei pagamenti, manutenzione delle strade;
- Gestionale: controllo dei pagamenti, confronti mensili tra entrate e uscite, monitoraggio dell’inquinamento;
- Direzionale: verifica di costi e ricavi dei servizi, piani regolatori.
Evoluzione storica dei sistemi informativi aziendali
Nascono nel 1960 con i grandi calcolatori mainframe, primi calcolatori che consentivano di gestire dati economici, monitoravano sotto un profilo economico cosa succede in azienda. Questi erano disponibili per poche persone in azienda. Negli anni ‘70 nascono i mini-computer, più malleabili che vennero inseriti all’interno di tutti i dipartimenti aziendali. Si inizia a gestire altro che non riguardi aspetti organizzativi. Nascono, poi, i PC e le reti locali che permettono di metterli in comunicazione.
Negli anni ‘90 abbiamo una grande evoluzione: nascono gli ERP. Questi permettono di evitare la duplicazione di dati (prima ogni applicazione aveva una base di dati e quindi molti duplicati). Questi introducono una grande innovazione: (1) unica base dati e ogni applicazione condivide la parte di dati comune; (2) nascono in Europa (in Germania), per la prima volta non arrivano dagli USA. Questo secondo aspetto è interessante perché abbiamo pochi costi di replicazioni e la diversità delle lingue.
Nel 1995 nascono i Decision Support System: sistemi che elaborano i dati a supportare delle decisioni (Analytics). La grande rivoluzione, però, è l’invenzione di internet nel 2000: toglie le barriere di comunicazione. Nel 2013 poi abbiamo il tema dell’industria 4.0 o azienda 4.0. Oggi l’intelligenza artificiale e i big data sono gli elementi che ci portano all’evoluzione.
Ovviamente questa evoluzione ha un impatto sulla disponibilità di informazione: fino agli anni ‘80 poche persone hanno accesso all’informazione; fino agli anni ‘90, ogni settore ricerca un proprio sistema informativo (silos di dati privati); dagli anni 2000 l’informazione circola libera ma controllata nelle aziende.
Evoluzione dell’informatica
Le forme che sono rappresentate, vanno ad indicare i modelli organizzativi di impresa. Negli anni ‘70, infatti, abbiamo un’organizzazione piramidale, estremamente verticale, dove abbiamo tanto personale dedicato alla produzione e poco dedicato al processo. L’informatica, dunque, viene utilizzata prettamente come supporto alla produzione. A partire dagli anni ‘80, con l’avvento dei PC, abbiamo una riduzione del personale produttivo e un aumento di chi si occupa del controllo. L’informatica, dunque, è utilizzata come tecnologia di coordinamento e controllo.
Negli anni ’90-2000, l’informatica è vista come tecnologia di intermediazione e le strutture aziendali diventano a rete.
Come si passa dall’era industriale all’informazione? Nell’era industriale l’aspetto produttivo è ciò che distingue l’industria stessa. Dopodiché si passa al concetto di orientamento al cliente, l’ottimizzazione e la globalizzazione. Orientamento al cliente significa continuare a rinnovare la personalizzazione del servizio: ampliamento dell’offerta che porta allo sviluppo enorme del marketing. Da uno scenario locale si passa ad un mercato globale. Si produce in funzione degli ordinativi -> grazie all’era dell’informazione: paradigma del percepisci e rispondi. Le aziende vogliono persone che sappiano modellare i dati per percepire meglio cosa sta accadendo.
La risorsa informazione
Lo scopo primo del sistema informativo è quello di rendere disponibili le informazioni. L’informazione è una risorsa privilegiata dei nostri tempi. Ad esempio, se consideriamo Google (che in sé è una compagnia di advertisment) noi siamo i più grandi promoter per tutto quello che svolgiamo utilizzandolo.
Per capire meglio il concetto di informazione dobbiamo classificare i processi: operativi, mi fa arrivare ad un risultato (parziale o finale) finalizzato ad uno scopo; gestionale, controllare ciò che succede per migliorare; direzionale: analizzare tutti i dati con analisi sofisticate per fare cambiamenti).
Possiamo dividere anche i dati in operativi (importi versamenti, orari dei dipendenti), dati di controllo (saldo mensile, lavoro mensile nei reparti), dati di pianificazione (dati macroeconomici, indicatori generali come dati di budget). La cosa interessante è vedere se ci sono dei criteri per andare a distinguere i dati: guardiamo il tempo, il livello organizzativo, l’importanza della decisione e il livello di aggregazione dei dati.
Ad esempio, se parliamo di dati decisionali hanno un ampio lasso di tempo, sono elaborati da persone di alto grado, sono dati molto aggregati e le decisioni che si devono prendere sono molto importanti. Se prendiamo i processi gestionali abbiamo un tempo medio, una decisione di media importanza, le persone che se ne occupano sono medi-dirigenti e anche l’aggregazione dei dati è media. Se parlo di processi operativi, sono i processi più dettagliati: breve tempo, il livello organizzativo riguarda i quadri medi, la decisione ha un impatto organizzativo basso e i dati sono molto dettagliati (livello di aggregazione elementare). Esiste una correlazione stretta e positiva tra tipi di processi e tipi di dati che sono gestiti.
Lezione 3 – 6/12
Il sistema informatico, all’interno del sistema informativo, è la parte che si occupa dell’elaborazione, archivio e scambio delle informazioni mediante l’uso delle tecnologie. Cambia nel tempo, in base alle tecnologie e alle esigenze.
Componenti di un sistema informatico
- Interfaccia utente;
- Applicazioni software;
- Basi di dati;
- Software di base e di sistema;
- Hardware centralizzato;
- Sistema di comunicazione.
I dati sottostanti sono una parte passiva del sistema ma, se mantenuti, vanno a raccontare ciò che è successo in precedenza. I dati possono essere modificati, elaborati, cancellati ed inseriti. I dati derivano da un’idea di processo che vado a definire. I dati sono pensati per migliorare l’efficienza di un sistema e non per fare analisi. Questa concezione di dato porta a delle conseguenze. Quindi le basi di dati contengono dei dati più o meno movimentati, in base all’utilità di essi. Quando ho dati poco movimentati ho problemi di qualità, soprattutto se i dati non vengono aggiornati da un po’. I processi movimentano quei dati che sono più utili all’azienda per qualche scopo.
Caratteristiche dell’informazione
L’informazione ha un basso costo di riproduzione. Se abbiamo conoscenza del dominio, l’informazione permette di acquisire nuova conoscenza e aggiunge del valore. L’informazione è distribuita in modo asimmetrico: non tutti hanno la stessa quantità di informazione e questo crea un deciso vantaggio competitivo per chi ne ha di più. Come conseguenza, per circolare, l’informazione ha bisogno di una rete di relazioni. Inoltre, la disponibilità dell’informazione aumenta il divario tra processi efficienti ed inefficienti.
L’informazione, come molto altro, ha un ciclo di vita. La manutenzione diventa un’azione obbligata per mantenere la performance. Tutto ha un ciclo di vita e i beni si cambiano quando spendo troppo in manutenzione. Un sistema informativo, che gestisce informazioni, ha un suo ciclo di vita. Le fasi del ciclo di vita sono: pianificazione, studio di fattibilità ed analisi costi, progettazione, realizzazione/acquisizione, manutenzione e gestione. Quando parlo di manutenzione devo guardare la qualità e la modifica dei processi (BPR: business process re-engineering): cerco di automatizzare diverse funzioni, introduco funzioni diverse -> faccio evolvere in base alla tecnologia e al migliorare i processi. La parte di manutenzione e gestione è quella più ‘pesante’, più dispendiosa (in senso di risorse e altri elementi). Ovviamente le fasi del ciclo sono legate in modi diversi sia alla qualità che alla modifica dei processi.
Processi di elaborazione
Che tipologie di elaborazione delle informazioni abbiamo? Vediamo le modalità di elaborazioni:
- Interattiva: usata per aggiornamento e consultazione di BD, consente accesso in linea, non aggiornamento in tempo reale della BD;
- Tempo reale: elaborazione sincrona con l’evento, elaborazione molto rapida, basata spesso su input acquisiti da strumentazione;
- Elaborazione lotti: grandi volumi di dati, supporto di input costituito da archivi magnetici, non legate da eventi del mondo esterno (asincrone);
Questi modelli sono quelli che ci permettono di gestire un sistema informatico.
Vediamo ora le operazioni sulle basi di dati. Queste sono 4: creazione, lettura, modifica e cancellazione. La classificazione delle categorie di processi è data da:
- “aggiornamento” – updating (mantenere lo stato della base dati coerente con gli eventi e le attività del mondo reale che il sistema assiste);
- “interrogazione” - inquiry (permettere all’utente di consultare la base dati). Elementi fondamentali:
- Definizione del campo di ricerca (SELECT FROM);
- Condizioni da soddisfare (WHERE);
- Criteri di ordinamento (SORTED BY);
- “reporting” (fornire resoconti sull’andamento delle attività), esempi: elenchi periodici di controllo, sintesi operative ordinate secondo certe chiavi, sintesi direzionali;
Ovviamente esiste un collegamento tra tipi di operazioni sulla base dati, modalità di elaborazione e tipi di processo. La struttura dei processi è data da funzioni (attivabile singolarmente), moduli (articolazione di funzioni) e programmi (funzione tramite linguaggi che vengono messe in opera). Questa è la struttura della programmazione ad oggetti.
Dobbiamo fare distinzione tra funzioni primarie e di servizio: le funzioni primarie sono quelle utilizzate dagli utenti; quelle di servizio sono quelle monitorate dall’analista che si occupa della gestione di basi di dati.
Base di dati
Che cos’è una base di dati? Una raccolta di dati memorizzati, articolata in livelli contenenti diversi tipi di dati. Questi dati sono i dati dei clienti (CLI), dei conti correnti (CC), operazione dei conti correnti (OP). Ricordiamo che abbiamo diverse tabelle unite (con SQL) perché ottengo maggiore performance di risposta, manutenzione ed elaborazione del dato.
Abbiamo 2 famiglie di dati:
- Dati di stato, anagrafiche con caratteristiche fisse attributi che restano inalterati per un periodo di tempo piuttosto lungo e dati che descrivono le proprietà strutturali degli oggetti;
- Dati sugli eventi, descrivono gli estremi delle operazioni registrate (transazioni).
DBMS
Dati e Processi in un SIA stanno in un rapporto molti a molti. Occorre definire il tracciato dei dati usati dai processi una volta sola per evitare l’impossibilità di gestione. I DBMS sono interfacce generalizzate che permettono la condivisione dei dati da parte dei processi e l’indipendenza dai processi.
Ruoli dei DBMS:
- Forniscono un linguaggio standard per descrivere lo schema della BD (Data Description Language - DDL);
- Forniscono una sintassi standard per accedere alla BD (Data Manipulation Language - DML).
Settimana 3
Lezione 4 - 12/12
Architettura dei sistemi di supporto operativo
Introduzione
Andremo a vedere più nello specifico la struttura dei sistemi di supporto operativo. In particolare, vedremo il rapporto tra i processi e i diversi tipi di dati. I sistemi di supporto operativo supportano gli scambi informativi all’interno dei processi operativi.
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Informatica e sistemi informativi
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