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Cos'è il sistema informativo aziendale?

Il sistema informativo è un insieme di dati, strumenti (voce, microfono, computer…), applicazioni (Collaborate Ultra, PowerPoint…), persone indispensabili per lo scambio di conoscenze e processi che fanno in modo che lo scambio di conoscenze avvenga (fanno in iscrizione al corso, accordi sul corso…).

Il sistema informativo permette ad un'azienda di disporre delle informazioni necessarie allo svolgimento del proprio business.

Il sistema informativo non coincide con il sistema informatico o ICT (computer, software).

Il sistema informativo permette all'azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto. Saper decidere quali sono le informazioni necessarie è indispensabile da dire alla persona giusta e al momento giusto è importantissimo.

Il sistema informativo consente di elaborare, archiviare e trasmettere dati in senso lato (es: appunti sul quaderno, appunti sul computer, vengono archiviati e poi trasmessi).

Dati, informazioni e conoscenza

Non sono sinonimi ma sono l'uno il sottoinsieme dell'altro.

Il dato

È la semplice osservazione dello stato del mondo - esempio: fatturato mensile = 150.000€.

  • È una descrizione di un mero fatto dunque non è soggettivo
  • È facilmente strutturabile cioè posso condividerlo facilmente scrivendolo semplicemente da qualche parte
  • È oggettivo
  • È universalmente accettato e compreso da tutti

Se noi siamo in un'azienda e scopriamo che il nostro fatturato è di 150.000€ non ce ne facciamo niente perché dobbiamo poter elaborare questo dato.

Nel momento in cui noi diamo un significato ai dati incrociandoli tra loro otteniamo un'informazione.

L'informazione

È un intreccio di dati resi significativi e aventi uno scopo. Esse richiedono un'analisi fatta da un uomo o da un computer, ma un computer non potrà mai prendere delle decisioni di business, per questo un'informazione richiede una mediazione umana.

Esempio: il fatturato mensile della nostra azienda è sempre 150.000 € mentre il fatturato mensile del nostro competitor A è di 120.000€.

Abbiamo due dati —> i due fatturati. Cosa abbiamo fatto? Li abbiamo confrontati e il confronto è un'elaborazione di dati, dunque abbiamo ottenuto un'informazione che ha un significato perché per un capo d'azienda è importante sapere quanto fattura il suo competitor così da poter attuare una strategia.

Conoscenza

È spinta sulla componente umana e pertanto non può essere del tutto automatizzata. È un insieme di informazioni rielaborate dall'uomo sulla base della propria esperienza. Non serve dunque solo una conoscenza in ambito economico ma anche l'istinto, la creatività, una capacità di pensiero. Ognuno di noi di fronte a questa situazione potrebbe comportarsi in maniera diversa in base alla sua esperienza.

Esempio: noi sappiamo che il nostro fatturato è superiore a quello del competitor A ma il direttore generale sa che il competitor A sta acquisendo quote di mercato e grazie alla sua esperienza, decide quali azioni competitive adottare. Prima avevamo dei dati e delle informazioni utili ma non esaustive, infatti solo con la conoscenza del direttore generale l'azienda potrà attuare una nuova strategia tenendo conto che il competitor A li sta raggiungendo.

Esempio fatto in classe

Ho un dato —> 27. Lo contestualizzo —> è il voto che prenderò all'esame di informatica. Ipotizziamo che questo voto sia l'ultimo voto del nostro percorso e che non abbiamo mai preso in un esame un voto sotto il 30 e lode. Abbiamo una serie di dati e un'esperienza che ci fa dire di non accettare il 27. Le decisioni dunque non derivano dai dati ma dall'esperienza. Le tecnologie possono supportare le decisioni ma non le possono prendere perché non dotati di conoscenza.

Gli strumenti e le applicazioni

Evoluzione delle tecnologie dagli anni '50 ad oggi

Prima fase

Inizialmente la tecnologia era detta IT (Information Technology) perché si parlava di sistemi di elaborazione dei dati. L'IT era molto costosa, i computer erano grandi più o meno come un'aula universitaria e c'erano pochissime persone in grado di farli funzionare e di farli comunicare tra loro. Dunque la tecnologia non era qualcosa "per tutti" ma al contrario era per pochissimi eletti all'interno delle più grandi aziende del settore economico, ovvero le banche. I computer erano fondamentali perché in grado di gestire grandi numeri di dati (tutte le movimentazioni) e di elaborarli.

Seconda fase

Arriva l'avvento di internet e l'IT diventa ICT (Information & Communication Technology). La tecnologia a questo punto mette in rete dei computer e da lì partono delle reti di comunicazione.

Terza fase

Oggigiorno l'ICT è più corretto chiamarla ICMT (Information & Communication & Media Technology) perché comprende non solo sistemi di elaborazione dati e tecnologie di telecomunicazione ma anche i media. Oggi usiamo molti dispositivi, collegati ad un internet molto variegato. Oggi si può parlare di web 2.0, di tanti tipi di media differenti, di strumenti più complessi rispetto alla semplice rete internet (se il frigorifero è collegato al telefono posso sapere in tempo reale cosa mi manca, cosa devo comprare).

Questi sistemi di comunicazione e di elaborazione dei dati vengono arricchiti con ulteriori devices (dispositivi) che permettono una convergenza digitale (mondo connesso perché potenzialmente tutto quanto può diventare digitalizzato). Quando si parla di smart city si parla di una città dove posso comunicare con il semaforo, dove posso comunicare con i sistemi di sicurezza, attivare le telecamere delle varie zone e utilizzare un'intelligenza artificiale che mi indichi i parcheggi con capienza massima raggiunta. Dunque per ICMT si intendono tante cose collegate in rete oltre ai computer.

Persone e processi

Persone

Quando parliamo di persone nella definizione di sistemi informativi abbiamo in mente due grandi categorie:

  • L'utente —> Coloro che in azienda concretamente usano il sistema informativo
  • Funzione sistemi informativi —> È un'unità organizzativa che si occupa di gestire sistemi informativi per tutta l'azienda. Comprende dunque persone coinvolte nella progettazione, implementazione e manutenzione dello sistema informativo.

Processi

Un processo è un insieme ordinato di attività che le organizzazioni (aziende) devono sviluppare per raggiungere degli obiettivi aziendali. Sono dunque tante attività in sequenza che devono essere gestite con i propri fabbisogni informativi. Scopriremo più avanti che in realtà un'azienda vive di processi (vendita, acquisto, selezione...).

Questi processi sono distinti all'interno dell'azienda per livello organizzativo:

  • In alto c'è il livello strategico (top management) di cui fanno parte le persone che comandano
  • In mezzo c'è il livello tattico ovvero il livello manageriale
  • In basso c'è il livello operativo di cui fanno parte le persone operative (Persone che danno concretezza all'attività di business)

A prescindere dal livello organizzativo dobbiamo a prescindere differenziare la parte operativa del business e la parte strategica. Quando si parla di allineamento tra business e ICT si intende creare un match tale per cui le informazioni che servono a livello informativo sono date e le informazioni che servono a livello strategico sono date. Il sistema informativo deve garantire questo sia un allineamento tra le attività di business operative e l'ICT sia tra l'ICT e le strategie di business a livello strategico. Le informazioni e le applicazioni che ci stanno dietro sono differenti.

Esempio: il supermercato ha bisogno di informazioni differenti in base alle persone con cui ci rapportiamo. È fondamentale che il responsabile della macelleria sappia il numero di carne macinata, prodotta e venduta nella giornata, così da poter gestire la produzione per la giornata e il periodo successivo. Questa precisione sul livello di carne macinata della giornata x è utile per il responsabile dell'alta direzione di Esselunga? No, ma avrà bisogno di sapere informazioni sul settore della merceria. Allora ICT deve essere differente per dati e per applicazioni sia a livello operativo che strategico. Pertanto, la responsabilità della funzione sistema informativi è quella di ottenere efficacia (qualità del raggiungimento dell'obiettivo) e efficienza (consumo pochi input (risorse che investo) e ottengo molti output (risultato)).

Esempio: in una fabbrica uso 100 kg di metallo e produco un'auto. Se riesco ad utilizzare 100kg di metallo e produrre due auto ho raddoppiato il mio output e la mia efficienza è aumentata. Ma l'auto che ho prodotto è di alta qualità o no? Questo è un problema di efficacia (qualità dell'output).

Architettura ICT

Epoca batch

Alla fine degli anni '50 e inizi anni '70 le grandi aziende incominciarono ad investire sulla tecnologia convinte che acquistando un computer avrebbero risolto qualsiasi problema. All'epoca i computer, essendo davvero costosi, potevano permetterseli solo poche aziende. Le aziende li utilizzavano nell'area amministrazione dove si gestivano i dati dell'azienda. Quest'epoca si chiama così perché vi era un ritardo tra la raccolta dell'informazione e la rielaborazione del dato e anche perché buona parte del processo era manuale, infatti il computer elaborava i dati in modo asincrono (notte).

Esempio: arrivavo in banca e andavo con il mio conto corrente (libretto cartaceo) allo sportello, lo sportellista segna tutti i miei dati e registra il fatto che io registro 100 mila lire. Il biglietto con l'informazione del mio versamento andava nel back office dove delle persone inserivano dei dati in un grande computer che elaborava l'informazione di notte. Ci volevano quindi diversi giorni per fare banali operazioni come il prelievo e il versamento.

Epoca real time

Negli anni '70 nasce una vera rivoluzione: il terminale stupido. Il terminale stupido è sostanzialmente l'invenzione del monitor e della tastiera che porta un grande vantaggio perché, anche se l'elaborazione non è fatta real time, lo sportellista ha la situazione sempre aggiornata dallo schermo (lo sportellista era più efficiente nel lavoro). L'architettura rimane dunque ancora centralizzata ma diventa più efficiente.

PC Revolution

A metà degli anni '80 nasce il PC (personal computer) che ha capacità elaborativa propria, a differenza del terminale stupido. Quindi lo sportellista ha la possibilità di fare la movimentazione in autonomia. La situazione non solo diventa real time ma diventa rielaborazione automatica direttamente dal front-office. L'architettura in questo caso si chiama distribuita (client server) perché all'interno dell'azienda ci sono più computer con più capacità lavorative.

Cloud computing

Oggigiorno si utilizza il cloud, ovvero una nuvola dove sono dislocate delle risorse alle quali il computer può accedere. Queste risorse possono essere:

  • Hardware (computer virtuale)
  • Software

Il vantaggio che ti offre il cloud è che tutte le informazioni al suo interno non occupano memoria, ovvero la capacità elaborativa e la capacità di memorizzazione le prendo altrove. Non ho bisogno di tantissimi computer o cellulari con tanta memoria perché tanto posso mandare queste capacità alla nuvola. Il cloud computing è quindi un modo di erogazione di risorse informatiche che consente l'archiviazione, l'elaborazione oppure la trasmissione di dati che hanno la caratteristica di essere on-demand. I grossi vantaggi che mi dà il cloud sono:

  • Posso utilizzare le mie risorse da qualsiasi device
  • Posso averlo sempre con me
  • Concentra le informazioni
  • Poter condividere le informazioni con più utenti perché più persone possono accedere al mio cloud

La caratteristica saliente però è il modello che utilizza, che è l'utility computing (mi dà la possibilità di utilizzare la capacità computazionale, elaborativa e di calcolo solo per quanto mi serve).

Modelli di cloud

  • On premises —> Non ho niente in cloud ma tutto sul mio computer (la capacità di elaborazione, di memorizzazione, il sistema operativo…)
  • Software as a Service —> L'utente noleggia tutto: il software rappresentato dall'applicazione, i dati, il sistema operativo, il server, le memorie e la rete (nulla è mio, nulla è sul mio computer, noleggio tutto).
  • Platform as a Service —> È una via di mezzo perché utilizzo il mio software e i miei dati (li controllo io, non sono in cloud) ma noleggio una piattaforma.
  • Infrastructure as a Service —> È infrastruttura dove utilizzo il mio sistema operativo ma il server, le memorie e le reti altrui.

Cloud privato e pubblico

Privato —> Possono usare la tecnologia di cloud privatamente. Metto tutto online nella nuvola per avere sempre ciò che mi serve a portata di mano ma quella nuvola è mia.

Pubblica —> Uso la nuvola di altri (Google). Usare una nuvola di altri ha dei vantaggi perché non sono io a dover gestire e farmi carico delle applicazioni, del sistema operativo ecc… Ci sono però degli svantaggi a dare in mano i dati agli altri (provider) che possono farne un uso inopportuno.

Nella scelta del provider occorre tenere in considerazione:

  • Disponibilità/affidabilità
  • Scalabilità —> Allineare il mio servizio sulla base delle mie necessità
  • Continuità operativa —> Garanzia che il fornitore dia un servizio sempre accessibile
  • Sicurezza, privacy e conformità
  • Varietà dell'offerta
  • Livello di apertura (compatibilità)
  • Costi

Vantaggi

Da un punto di vista economico:

  • Abbattimento dei costi fissi iniziali —> Invece di comprare un computer super potente ad un costo elevato, compro la sua capacità elaborativa
  • Maggiore flessibilità
  • Maggiore attenzione al proprio core business

Da un punto di vista tecnico:

  • Maggiore scalabilità
  • Accesso al cloud in mobilità
  • Sicurezza del sistema —> I sistemi di sicurezza delle grandi aziende come Google sono molto più potenziati
  • Indipendenza dalle periferiche (posso collegarmi da qualsiasi dispositivo)

Svantaggi

  • Dipendenza dalla rete Internet —> Non sempre funziona la connessione
  • Dipendenza dal service provider
  • Sicurezza informatica e violazione privacy

Nuove tendenze: grid e green computing

  • Green computing —> Utilizzo delle risorse informatiche in maniera sostenibile (non sprecarle)
  • Grid computing —> Al posto di utilizzare un computer super potente per delle capacità elaborative particolarmente elaborate, prendo il mio problema, lo divido in piccoli pezzi e più computer in rete gestiscono il problema (si utilizza molto in ambito fisico)

Componenti dell'infrastruttura dei sistemi informativi

Hardware: Insieme delle componenti tangibili degli elaboratori.

Software: Programmi, o insiemi di istruzioni, tramite i quali l'elaboratore esegue determinate funzioni di elaborazione.

Reti di comunicazione: Collegamenti tra due o più dispositivi attraverso un mezzo trasmissivo al fine di effettuare una trasmissione di dati.

Infrastrutture hardware

Quando si parla di hardware bisogna considerare almeno 4 tipologie di tecnologie:

  • Tecnologie di input —> Tecnologie che permettono di inserire degli input, delle informazioni che permettono una capacità elaborativa (mouse, tastiera)
  • Tecnologie di elaborazione —> Parte dei computer che fa i calcoli e gestisce gli input
  • Tecnologie di output —> Stampante e schermo
  • Tecnologie di memorizzazione —> Permettono di salvare i dati

Tecnologie di elaborazione: come funziona un computer

Esistono due tipi di segnali:

  • Analogici —> Il segnale è detto analogico quando i valori utili che lo rappresentano sono continui cioè infiniti (es: l'orologio analogico ha le lancette che scorrono in un continuum, rappresentato dai punti della circonferenza mentre quello digitale ha istanti che scattano secondo per secondo, minuto per minuto ecc...). Essi sono paragonabili a un'onda (che va da -1 a +1) e trasmettono un ampio spettro di informazioni. Il loro problema è che sono molto sensibili alle interferenze (basta pensare alle televisioni di una volta che appena pioveva prendevano male).
  • Digitali —> Possono assumere solo due stati facilmente distinguibili per un dispositivo, pertanto la curva è molto più resistente alle interferenze. I due stati sono: 0 (assenza di corrente elettrica) e 1 (presenza di corrente elettrica).

Sistema binario

Grazie al sistema acceso-spento i computer funzionano sul sistema binario (può assumere solo due valori: 1 o 0). L'unità di misura base di quasi tutti i computer è il bit (rappresenta lo stato acceso o spento), ovvero la più piccola unità d'informazione che un processore è in grado di elaborare. Una combinazione di 0 e 1 permette al computer di elaborare informazioni in modo efficace.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leonardo2003kart di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica e sistemi informativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Peruzzi Andrea.
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