Lunedì 17 ottobre 2022
Arterosclerosi
Eziologia
L’arterosclerosi è un ispessimento e indurimento della parete arteriosa a causa della deposizione di lipidi nell’intima, a livello di grossi e medi vasi arteriosi.
Le localizzazioni più frequenti sono nell’aorta e i suoi rami principali, nei vasi del piccolo circolo cerebrale e degli arti inferiori, ma soprattutto nelle arterie coronarie.
L’eziologia di questa patologia è complessa e non è riconducibile ad un unico fattore, abbiamo infatti dei Fattori di rischio che sono:
- Età.
- Sesso.
- Genetica.
- Fumo.
- Diabete mellito.
- Dieta.
- Ipertensione.
Non modificabili: età, sesso, genetica.
Modificabili: fumo, diabete mellito, dieta, ipertensione.
Evoluzione arterosclerosi
Placca ateromasica —> è formata dall’accumulo di colesterolo, detriti cellulari ed altre sostanze nell’intima della parete che mano a mano che cresce va a bloccare il flusso di sangue, stenosi.
1) Danno alla parete vascolare causato da tutti i fattori di rischio che fanno sì che l’endotelio diventi permeabile e viscoso, al di sopra poi vanno ad aderire piastrine e monociti.
2) I monociti vanno a rilasciare fattori di crescita che causano proliferazione e molti di questi migrano nell’endotelio danneggiato e diventano macrofagi.
3) I macrofagi si legano ai lipidi e formano le cellule schiumose che sono considerate lo stadio iniziale nello sviluppo delle placche.
Queste cellule, ricoperte dal cappuccio fibroso, si uniscono tra loro a formare le strie lipidiche.
Evoluzione clinica
La placca, aumentando di volume, va ad occludere il lume portando poi a trombosi, emorragie, atrofia, ulcerazione della superficie.
Si vengono a formare più spesso nei punti di diramazione del sistema vascolare.
Le conseguenze cliniche sono legate alla riduzione del calibro dei vasi interessati dalla malattia e al ridotto apporto di ossigeno ai tessuti, la situazione che si viene a creare —> ischemia.
Mentre un’occlusione di un’arteria terminale provoca una brusca mancata irrorazione dei tessuti tributari provocando —> infarto.
Ipertensione arteriosa
L’ipertensione arteriosa è un aumento dei livelli pressori al di sopra dei valori “comuni”. Questa viene considerata un fattore di rischio per l’insorgenza di numerose malattie.
Classificazione dell’ipertensione:
- Ipertensione sistolica: insufficienza aortica, anemia, ipertiroidismo, fistole.
- Ipertensione sistodiastolica: che può essere renale, endocrina ecc. e può essere di tipo essenziale quindi non so da dove viene oppure di tipo secondario.
Eziopatogenesi
—> Età, ereditarietà, dieta, influenze psichiche, sistema renina-angiotensina, ruolo del sistema simpatico.
Fisiopatologia
—> L’aumento dei livelli pressori condiziona lo stabilirsi di una patologia vascolare. È il primo fattore di rischio per l’insorgenza dell’arteriosclerosi.
Quando la pressione arteriosa aumenta, l’autoregolazione vasale interviene determinando una costrizione al fine di impedire un lavoro eccessivo a carico delle arteriole.
Segni e sintomi
—> Ipertensione primitiva è asintomatica finché non si sviluppano complicanze a livello degli organi bersaglio. Quella non complicata non provoca vertigini, cefalea ecc. Un segno precoce di cardiopatia ipertensiva è la presenza di un quarto tono all’oscillazione e di un’onda P ampia e bifida all’ECG.
Diagnosi
—> Per arrivare alla diagnosi di ipertensione arteriosa abbiamo:
- Misurazione periodica.
- ECG.
- Rx torace.
- Ecocardiogramma.
- Ecodoppler.
- Esami ematochimici.
Terapia
—> Si attuano interventi sia dal punto di vista comportamentale quindi dieta, attività fisica ecc. e poi con una terapia farmacologica con:
- Diuretici.
- Beta-bloccanti.
- Calcioantagonisti.
- Ace-inibitori.
- Sartani.
Lipoproteine
Lipoproteine - colesterolo, trigliceridi.
Queste sostanze sono insolubili in acqua e quindi vengono associate a apolipoproteine per consentire il trasporto in circolo; questi complessi vengono quindi chiamati lipoproteine.
Altri esempi di lipoproteine sono: chilomicroni, HDL, LDL.
Lipidi e proteine hanno un ruolo importante nell’arterosclerosi soprattutto a livelli elevati di LDL.
Dislipidemie
Sono patologie caratterizzate da anomalie del metabolismo di lipidi e lipoproteine con conseguente alterazione della loro concentrazione plasmatica.
In base all’eziologia possiamo distinguere:
- Dislipidemie primitive: sono causate da difetti genetici nel metabolismo di queste sostanze.
- Dislipidemie secondarie: insorgono invece come conseguenze a patologie come obesità, diabete ecc. oppure per un’eccessiva assunzione di alcol e farmaci.
Cardiopatia ischemica
Generalità
Con questo termine definiamo un insieme di malattie a diversa eziologia accomunate da uno squilibrio tra la richiesta metabolica e l’apporto di ossigeno al miocardio. È di solito secondaria/causata dall’arterosclerosi ostruttiva.
Ischemia —> è un’ostruzione del lume del vaso che provoca una riduzione del flusso di sangue e un insufficiente apporto di ossigeno e sostanze nutritive.
L’ischemia del miocardio comprende differenti situazioni cliniche:
- Cardiopatia ischemica cronica.
- Angina pectoris stabile.
- Angina pectoris instabile.
- Infarto del miocardio.
- Morte cardiaca improvvisa: è una morte elettrica, quando non arrivano gli stimoli elettrici per far battere il cuore; è spesso secondaria all’infarto.
Angina pectoris
Ce ne sono di 2 tipi:
- Angina stabile: il dolore dura 5-10 minuti ed è innescato da uno sforzo fisico, freddo o emozioni e si risolve con il riposo o con la terapia antianginosa.
- Angina instabile: segue di solito quella stabile, ma il dolore nasce improvvisamente ed è causato da una brusca riduzione dell’ossigeno a livello coronarico dovuto ad un trombo; è una forma grave e ha una mortalità di 8-18%.
Formazione del trombo —>
Ci sono diverse condizioni predisponenti la formazione del trombo come ad esempio anomalie nel flusso sanguigno, anomalia nei costituenti ematici ad esempio se ho troppe piastrine e globuli rossi, mi aumentano il rischio di occlusione e infine anormalità delle pareti vasali, causate da cicatrici o lesioni.
Rottura della placca —> ci sono fattori favorenti, estrinseci ed intrinseci.
Diagnosi di cardiopatia ischemica
La si fa sulla base:
- Clinica: quindi attraverso la raccolta delle caratteristiche del dolore, identificazione dei fattori di rischio.
- Biochimica.
- Elettrocardiografia: che evidenzia l’ischemia miocardica.
- Angiografia coronarica: che evidenzia la stenosi e la si esegue con il mezzo di contrasto.
- Scintigrafia/RMN.
Quando facciamo la diagnosi dobbiamo tenere conto delle caratteristiche del dolore e in particolare la sede, il tipo di dolore, la modalità di insorgenza, la durata e la modalità di risoluzione.
Se abbiamo un dolore toracico non coronarico possiamo pensare ad una serie di cause cardiovascolari come ad esempio stenosi aortica, dissezione aortica, embolia polmonare o aritmie.
Se invece abbiamo un dolore toracico che non è né coronarico e neanche cardiovascolare possiamo pensare a.
Terapia angina pectoris
—> Bisogna come obiettivo ridurre il numero di episodi, ridurre la possibilità di occlusione completa dei vasi e ridurre l’incidenza di complicanze; per fare ciò possiamo intervenire sullo stile di vita, con la riduzione dei fattori di rischio, attuare una terapia farmacologica che riduca il consumo di ossigeno, aumenti il flusso coronarico e che faccia regredire la stenosi e infine possiamo utilizzare una terapia invasiva di rivascolarizzazione come ad esempio angioplastica o by-pass.
Malattie arteriose obliteranti delle estremità
Epidemiologia
Sono riconducibili all’80% di tutte le arteriopatie, abbiamo una prevalenza maschile e anche rispetto all’età infatti abbiamo un rischio >75 anni, la prevalenza è ampiamente modificata dai fattori di rischio.
Quando ci si accorge della malattia spesso è troppo tardi, e abbiamo anche un aumento progressivo dei casi sintomatici perché abbiamo un prolungamento della vita media.
Arterosclerosi ostruttiva periferica
Si localizza principalmente nell’addome nell’aorta infrarenale e nelle aa. iliache comuni, nella coscia nell’arteria femorale e nella poplitea, al di sopra del ginocchio, nella gamba e nelle piccole arterie.
Claudicatio intermittens —> come sintomo primario presenta il dolore al polpaccio, questo perché abbiamo una massima richiesta di ossigeno durante la marcia. La soglia del dolore è influenzata dalla velocità della marcia, dalla pendenza, dalle condizioni meteo e dall’allenamento. Si manifesta con la Sindrome di Leriche, ostruzione aorto-iliaca, e si classifica secondo la classificazione di Fontaine.
Diagnosi
La si sviluppa con:
- Anamnesi: valutando i fattori di rischio e i sintomi.
- Esame obiettivo: con l’ispezione e palpazione delle zone interessate e valutazione dei polsi periferici.
- Esami strumentali: con l’indice caviglia-braccio, differenza della pressione tra queste due aree, ecodoppler e angiografia.
Terapia
—> Deve garantire il miglioramento della capacità funzionale del pz, arresto e regressione dell’ostruzione e riduzione della mortalità, interveniamo quindi con la correzione dei FR, con esercizio fisico e con terapia antitromboica.
Aritmie cardiache
Caratteristiche cliniche
Il cuore funziona come una pompa che ha 4 camere cardiache che devono essere sincronizzate tra di loro —> contrazione meccanica coordinata.
Le aritmie cardiache pertanto sono disturbi del ritmo cardiaco e comprendono: i disordini della formazione dell’impulso elettrico e quelli della propagazione dell’impulso; comportano per questo alterazioni della frequenza cardiaca e/o della sequenza di attivazione delle camere.
Le conseguenze delle aritmie dipendono dalle loro caratteristiche, abbiamo 2 tipi di aritmie:
- Ipocinetiche: hanno una frequenza cardiaca < 50 battiti al minuto, bradicardia, aritmia sinusale, blocchi seno-atriali.
- Ipercinetiche: frequenza cardiaca > 100 battiti/minuto e possono essere sopraventricolari, giunzionali e ventricolari, battiti ectopici, tachicardia ventricolare; i primi hanno il battito in un luogo diverso da quello regolare.
Le aritmie le possiamo classificare anche in base alle caratteristiche cliniche:
- Mortali: fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco.
- Maligne: possono degenerare in mortali e ne sono un esempio la tachicardia ventricolare e blocchi atrioventricolari di alto grado.
- Non pericolose: possono essere anche molto sintomatiche o provocare uno scompenso cardiocircolatorio ma non hanno una tendenza elettrica.
Aritmogenesi
I modelli aritmogenetici hanno alla base:
- L’esaltato automatismo: che coinvolge eventi legati alla formazione dell’impulso. Qui l’attività normale risulta amplificata. I fattori favorenti la comparsa di questo meccanismo sono le disionie, catecolamine, tossicità farmacologica, modifiche acido-base, alterazioni degli scambi gassosi e ipertermia.
- Meccanismo di rientro: richiede 3 condizioni e può essere causa di aritmie in qualunque parte del cuore. I fattori favorenti sono sostanze farmacologiche, ischemie, fibrosi, ipertrofia, cuore più grande del normale, dilatazione delle camere cardiache ecc.
Disturbo emodinamico
È secondario alle aritmie. Emodinamico: movimento del sangue nei vasi.
- Aritmie mortali: corrispondono ad un arresto di circolo, non determinano quindi alcuna attività contrattile.
- Bradiaritmie: < 40 bpm riducono la portata cardiaca e possono rivelarsi con sincopi, astenia, sudorazione fredda.
- Tachiaritmie veloci: riducono la durata della diastole e quindi il riempimento dei ventricoli e di conseguenza la gittata sistolica e si esprimono con ancor,
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