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Lezione 7 19.03 La disurbanizzazione

Eliminare la città come forma insediativa e creare insediamenti nuovi con densità addirittura più bassa delle città giardino, in modo tale da non farla più riconoscere nemmeno come insediamento urbano.

Storicamente, da quando esistono le città, da quando sono state costruite in Mesopotamia, c’è stata sempre una forte differenza di densità.

Pur esistendo questo divario di densità tra città e campagna, considerando tutto l’insieme, il numero di esseri umani che abitava nelle campagne era complessivamente maggiore rispetto a quelli che abitavano nelle città. Messi insieme tutti gli abitanti della campagna, pur rappresentando una densità bassa, rappresentavano una somma molto più grande della popolazione della città. Perché la superficie della campagna è molto più ampia rispetto a quella cittadina. Ora le statistiche si sono invertite e la maggior parte della popolazione abita in città, grande o piccola che sia, e le campagne sono meno abitate, circa un 70-30%.

I problemi di densità del primo 800, confrontati con quelli di oggi di città come Hong Kong, erano comunque avvertiti come minacciosi, nonostante fossero meno cosa, da coloro che osservano le città con l’avvento dell’industria.

Con l’afflusso di persone eterogenee portatrici di valori conflittuali tra loro e questa osservazione critica di come le città stanno cambiando, suscita nell’animo di alcuni un rimpianto per la vita nelle campagne dove ognuno rimane al suo posto, occupa una posizione sociale tradizionale, la stessa dei genitori, mantiene dei rapporti di soggezione con le autorità, rispetta i valori tradizionali e riproduce l’ordine sociale. Nelle città tutto ciò non è possibile perché i lavoratori hanno un potere autonomo rispetto alla società.

In alcuni ambienti tecnici prende corpo l’idea di eliminare la città considerata come organismo malato.

In Russia e in America prende corpo questa idea. Due paesi che economicamente e politicamente erano uno l’opposto dell’altro. Uno era fondato sull’economia di stato programmata dallo stato e l’altro fondato sulla libera impresa e sulla proprietà privata.

Il sentimento anti-urbano circola negli ambienti tecnici anche opposti tra loro e come essi presentino dei pregiudizi comuni.

La profonda fiducia nelle capacità della tecnica spinge questi stati a sognare l’obiettivo utopico della scomparsa delle città.

Prima esperienza: epoca della Russia rivoluzionaria

Ottobre 1917 il partito comunista prende il potere uccidendo la famiglia dello zar. L’economia viene trasformata sulla base di principi socialisti:

  • Abolita la proprietà privata
  • Abolita l’impresa privata
  • Le attività sono gestite da collettivi di lavoratori, non dai padroni
  • Lo stato, tramite una programmazione economica e territoriale, controlla i prezzi e le quantità di produzione

Al tempo della rivoluzione la Russia non era un paese industriale ma era profondamente rurale, aveva una piccola classe operaia presente solo nella piccola parte di città. La classe comunista si trova il problema del come far diventare la Russia un paese industriale in modo tale da poter competere con tutte le altre realtà industrializzate.

Tutti erano d’accordo sul fatto che la Russia dovesse diventare un paese industriale a costo di importare dall’estero la tecnologia e i tecnici fisici necessari.

Gaetano Ciocca si trasferisce in Russia per partecipare alla costruzione di un’industria automobilista della Fiat destinata a produrre camion e trattori per l’uso agricolo.

Se tutto il gruppo dirigente comunista è d’accordo sul rendere la Russia un paese industriale, Stalin fa preparare un piano quinquennale in cui vengono fissati degli obiettivi da raggiungere a qualsiasi costo. Opere infrastrutturali necessarie per far partire il decollo industriale.

Si apre un dibattito interno al potere sovietico sul destino della città nel processo di decollo industriale. fl fi fi fi

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