Estratto del documento

Lezione 5 12.03 La città giardino

Una modalità di intervento urbano è quella di regolare l’espansione urbana per zone, in modo controllato, sistematico e unitario. Ad esempio a Francoforte la tecnica dello zoning è usata per ingrandire la città facendo in modo che essa, nonostante l’espansione, rimanga compatta e unitaria.

Un’altra modalità di intervento sulla città, che ha sempre come scopo quello di guidare e regolare la crescita della città, ma per gemmazione ed emanazione di nuove unità urbane, di nuovi insediamenti non più strettamente collegati e aderenti allo spazio urbano precedente ma autonomi.

Quindi un’espansione per nuclei autosufficienti che non ingrandiscono ulteriormente la città esistente, ma pongono un limite fisico alla crescita e danno vita a nuovi organismi urbani indipendenti, sotto forma di città giardino.

Questo è lo stesso titolo scelto dall’autore inglese Ebenezer Howard, scrisse un piccolo libretto che pubblicò in una prima versione del 1898 con il titolo titolo “To-Morrow. A Peaceful Path to Real Reform”, questo titolo originario della prima edizione e a giudicare da esso non ci si aspetta di leggere un libro nel quale ci si occupa di città, tuttavia questo è esattamente quello che intende fare, però non ebbe successo.

Visto lo scarso successo e attenzione ricevuta dalla prima edizione Howard decide di pubblicarne una ristampa nel 1905 con un titolo più centrato sul tema, infatti ebbe immediato successo “Garden Cities of To-Morrow”; rimane la parola domani, to-morrow, in un orientamento al futuro. Non è uno studio delle città esistenti ma è una sorta di immaginazione e prefigurazione di una città futura che non esiste ancora, ma che può essere realizzata.

Questa riedizione con il titolo modificato riscuote successo principalmente da parte di esperti e professionisti e in parte anche da tutta la parte di lettori che sono animati da scopi filantropici e che si danno da fare per il miglioramento della società.

Howard non essendo un urbanista, si preoccupa in particolare di realizzare delle riforme soprattutto verso le condizioni economiche e sociali in cui versava la parte più povera della popolazione britannica. Si propone di fare questo attraverso la trasformazione delle città quindi attraverso l’urbanistica, una disciplina che all’epoca di Howard quando pubblica “Garden Cities of To-Morrow”, non è ancora stata ufficializzata, non c’è ancora nel Regno Unito una legge urbanistica, riviste, congressi e cattedre universitarie che danno ufficialità e riconoscimento alla disciplina urbanistica.

L’Inghilterra però si può considerare il luogo dove è avvenuta per prima la formazione ufficiale dell’urbanistica come disciplina.

Howard in questo periodo agisce agisce da intellettuale, da riformatore sociale in un’epoca in cui la rivoluzione industriale ha già fatto sentire a pieno tutti i suoi effetti in Inghilterra, in cui la popolazione urbana già da diversi decenni è fortemente aumentata. Londra è diventata una megalopoli con diversi milioni di abitanti e Howard crede fortemente che sia giunto il momento di avviare una riforma urbana che sia lo strumento principale per la riforma sociale.

Le condizioni degli slums

Quali sono i fenomeni che allarmano Howard e una parte più ampia del mondo culturale intellettuale, scientifico e politico britannico? Sono le condizioni infami in cui è costretta a vivere parte della popolazione, i cosiddetti Slums. Quartieri costruiti malamente da costruttori ingannevoli e sprezzanti delle condizioni di vita degli abitanti. A volte privi dei più essenziali servizi igienici, in cui vivono affollati i gruppi sociali più disagiati.

Essi preferiscono vivere in quelle condizioni di vita malsane pur di potere lavorare nelle industrie che offrono a Londra, non potendo trovare nella città condizioni abitative migliori che siano alla portata del loro salario.

Questi quartieri speculativi sono densamente costruiti con strade strette, male illuminate, umide, prive di fognature in cui si propagavano facilmente infezioni e comportamenti, considerati all’epoca, contrari alla morale pubblica come la prostituzione, la convivenza di più nuclei familiari all’interno delle stesse abitazioni oppure, come era comune in molte città dell’epoca non soltanto nel Regno Unito, ma in molte città d’Europa, tenere alcuni animali da esterno (galline) in casa per evitare che venissero rubati. Nel 1900 anche a Milano questo era comune nelle zone più periferiche della città, di bassa estrazione sociale.

In Inghilterra le persone di ceti sociali più agiati non si recavano assolutamente all’interno di questi Slums e spesso non ne conoscevano neanche l’esistenza, perché completamente lontani dalla vista e dalla loro frequentazione.

Questi quartieri erano vissuti e abitati soltanto dalla categoria di persone che svolgevano lavori umili e sottopagati.

Gli slum erano considerati pericolosi un po’ come è considerato pericoloso oggi per i turisti visitare le favelas delle città brasiliane o le baraccopoli delle città africane.

Tuttavia alcuni artisti, letterati, religiosi e medici, animati da scopi filantropici dalla compassione per le condizioni di vita visibili degli abitanti degli slum, visitano questi posti e iniziano a descrivere come si vive in queste parti di Londra in testi che diventano pubblici. Questi testi vengono letti e suscitano scandalo e forte impatto.

Denunce pubbliche di questo genere muovono l’azione del governo e lo inducono a interessarsi di questo problema, che non era solo a Londra ma anche in altre città inglesi come Manchester e Liverpool.

I provvedimenti adottati dalla commissione sono simili ad altri casi in Europa. Questo tipo di interventi di sventramento e di risanamento all’interno dei tessuti urbani più densi dell’Unione. Novità dal punto di vista storico sono gli studi epidemiologici condotti dal medico Charles Booth. Qualcosa di simile venne già fatto a Barcellona a metà dell’ottocento da Cerdà che autonomamente aveva condotto uno studio statistico sulle condizioni di vita della classe operaia barcellonese documentando per esempio la dieta delle persone in quelle famiglie, cioè cosa mangiavano, quali erano le malattie più comuni, quale era età media, qual era il tasso di mortalità infantile, raccogliendo dati che poi aveva elaborato in forma statistica per documentare le condizioni effettive della popolazione urbana per preparare il piano.

La geografia della povertà urbana

Booth disegna su mappa la geografia della povertà urbana partendo dallo studio sull’esposizione maggiore alla diffusione di malattie, cioè raccogliere informazioni statistiche sui quartieri poveri, perché voleva capire quali fossero le cause dell’origine di epidemie che si verificavano periodicamente. I dati vengono rappresentati cartograficamente e per farlo vengono usati dei colori che vanno da scuro al chiaro: più scuro è il colore più abiette sono le condizioni di vita delle persone e anche dei gruppi sociali e non riguarda solo le condizioni di vita ma anche il comportamento sociale considerato violento.

Poi successivamente, man mano che i colori diventano più chiari, si passa ai molto poveri, ai poveri, ai poveri/agiati economicamente, ai benestanti, alla classe media e infine alla classe più ricca; quindi si comincia a crescere spostandosi progressivamente verso ovest che, è la parte ricca borghese di Londra, in tutta la seconda metà dell’ottocento. Tramite questa rappresentazione si capisce bene come la povertà si distribuisce in questo specifico spazio urbano e che si concentra in determinati quartieri. Queste aree individuano dei veri e propri bersagli per l’azione di risanamento del governo.

Howard era nato a Londra esattamente nella parte della mappa di Booth rappresentata con il colore grigio, quindi un’area dove si concentrano persone povere. Era molto diversa da come è oggi la City di Londra; oggi è il centro degli affari, è pieno di grattacielo salvo un complesso residenziale costruito apposta per

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Riassunto esame Urbanistica, Prof. Gaeta Luca, libro consigliato Il primo libro di urbanistica, Gaeta Pag. 1 Riassunto esame Urbanistica, Prof. Gaeta Luca, libro consigliato Il primo libro di urbanistica, Gaeta Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Urbanistica, Prof. Gaeta Luca, libro consigliato Il primo libro di urbanistica, Gaeta Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiaratarantolaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Gaeta Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community