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1. L’Eclissi della Modernità

1.1 I limiti temporali dell’età moderna

La definizione dell’inizio e della fine dell’età moderna non si affida a singole date convenzionali, come il 1492, ma a

periodi di transizione caratterizzati da trasformazioni strutturali profonde. Tali mutamenti sono stati percepiti dai

contemporanei come una rottura della continuità storica.

Periodo Intervallo temporale Fattori determinanti

Tra la metà del Quattrocento e i primi Serie di innovazioni e trasformazioni di grande

Inizio decenni del Cinquecento portata con percezione di una svolta.

Tra la seconda metà del Settecento e i Rivoluzione industriale (Inghilterra) e Rivoluzione

Fine primi decenni dell'Ottocento francese (caduta dell'antico regime).

Questi processi hanno modificato radicalmente la realtà economica, sociale, politica e culturale dell’Europa

occidentale.

1.2 L’evoluzione del concetto di "moderno"

Il termine moderno, nato come aggettivo sostantivato per indicare i contemporanei, ha subito una complessa

evoluzione semantica e filosofica nel corso dei secoli. Di seguito si illustrano le tappe fondamentali di questo percorso

intellettuale: media aetas

Umanismo (XV secolo): Gli umanisti teorizzarono la nascita di una nuova età, separata dalla (periodo

intermedio), segnata dal ritorno ai modelli dell'antichità greco-romana. Il progresso era inteso in forma ciclica come

rinascita; pertanto, il termine "moderno" assumeva un valore positivo in quanto riflesso del prestigio antico.

Disputa degli antichi e dei moderni (XVII-XVIII secolo): Il dibattito sancì la superiorità dei moderni, i quali, forti di un

patrimonio di conoscenze ed esperienze superiore, potevano superare gli esempi del mondo classico. L'antico, pur

restando un valore, fu relegato definitivamente al passato.

Critica della tradizione biblica: Tale processo separò nettamente la storia sacra (teologica, dettata dalla rivelazione)

dalla storia profana (determinata dall'opera umana).

Illuminismo e l'idea di progresso: Superando il concetto ciclico del tempo, l'Illuminismo affermò un'idea di progresso

lineare, basata sulla critica storica precedente.

Il concetto di età moderna è espressione di una prospettiva laica e sostanzialmente anticattolica. Esso si incentra

sull'affermazione dell'individuo, il quale rivendica la capacità di costruire il proprio destino, conquistando la libertà di

pensiero e di coscienza contro le autorità e i dogmatismi.

In questo quadro, la borghesia europea ha individuato le proprie radici nel periodo compreso tra il Quattrocento e il

Cinquecento, momento in cui la nascita delle grandi monarchie avviò il processo di formazione degli Stati nazionali,

divenuti poi protagonisti della realtà politica ottocentesca.

Flashcard Domanda 1 Domanda 2

Qual era la concezione di progresso Come viene definita la storia profana

degli umanisti? nella critica della tradizione biblica?

1.4 Interpretazioni storiografiche dell'età contemporanea

Il punto di arrivo dell’età moderna è stato oggetto di revisione storiografica, focalizzata in particolare sugli effetti delle

grandi rivoluzioni di fine XVIII secolo.

Evento Interpretazione Revisionista Interpretazione Tradizionale

Negazione della fine del sistema feudale e Riconoscimento del ruolo cruciale della

Rivoluzione dell'avvento della società borghese; enfasi Rivoluzione attraverso la legislazione

francese sulla continuità tra antico regime e Francia imposta, che aprì una nuova fase storica

napoleonica. europea.

Osservazione della lenta estensione agli Conferma di mutamenti economici e

Rivoluzione altri paesi europei e della gradualità degli sociali irreversibili in Inghilterra a partire

industriale effetti in Inghilterra. dalla metà del Settecento.

Example: La Rivoluzione francese come rottura

La storiografia revisionista ha sostenuto che la Rivoluzione francese non abbia rappresentato una rottura netta

con il passato, sottolineando la continuità tra l'antico regime e l'amministrazione napoleonica. Tuttavia, è

complesso negare che la legislazione imposta nei paesi occupati dalle armate rivoluzionarie abbia effettivamente

inaugurato una fase inedita nel corso della storia europea, segnando un distacco irreversibile rispetto al sistema

feudale precedente.

1.5 Nuovi orientamenti della storiografia

Sebbene il concetto di età moderna rimanga valido per lo studio dell'arte, della cultura e della vita politica, la

storiografia ha introdotto nuove prospettive critiche:

Critica alla periodizzazione: Ritenuta inadeguata quando l'interesse si sposta dalle élite alle classi subalterne e allo

studio dei comportamenti individuali.

alimentazione, sessualità, famiglia), rendendo secondarie le periodizzazioni basate su svolte o rotture rapide.

Prospettiva eurocentrica: La sensibilità del mondo globalizzato ha messo in crisi il concetto di modernizzazione,

portando a proporre il superamento della tradizionale prospettiva eurocentrica.

1.6 Postmoderno e società

Il prefisso post- indica la condizione di chi vive la fine di un'epoca, trovandosi in una fase di transizione verso un

futuro percepito come indecifrabile.

Società postindustriale: Caratterizzata dalla contrazione degli addetti nell'industria manifatturiera e dalla diffusione

capillare di tecnologie informatiche e mezzi di comunicazione di massa.

Postmodernità: Categoria analitica che definisce la coscienza critica propria della società postindustriale.

1.7 Un mondo senza futuro

La teorizzazione del postmoderno nega il concetto di "superamento" che fondava l'idea di modernità. Questo

comporta due implicazioni principali:

1. Il termine non assume valore né cronologico né logico: il postmoderno non è tale perché segue il moderno o perché

lo supera.

2. Si prende atto di una netta divaricazione tra lo sviluppo scientifico e tecnologico e la dinamica sociale reale,

determinando la caduta del concetto di progresso stesso.

Flashcard Domanda 1 Domanda 2

Cosa caratterizza la società Perché il postmoderno nega il concetto

postindustriale? di progresso?

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1. La nascita della demografia

I primi studi scientifici relativi ai fenomeni di popolazione risalgono al XVII secolo, sebbene il termine demografia sia

stato coniato soltanto nel 1855.

Il consolidamento della disciplina avvenne parallelamente all'evoluzione delle pratiche di gestione amministrativa negli

Stati europei. Le tappe fondamentali di questo percorso includono:

Seconda metà del Settecento: avvio di rilevazioni più precise e sistematiche, motivate dall'esigenza di rendere più

efficiente la pubblica amministrazione.

Rivoluzione francese: introduzione dello stato civile. L'Assemblea nazionale costituente dispose la registrazione

ufficiale di nascite, matrimoni e morti da parte di pubblici ufficiali, eliminando ogni distinzione tra i cittadini.

Età napoleonica: estensione del modello dello stato civile a tutti i territori occupati dalle armate rivoluzionarie e

napoleoniche.

Inizio dell'Ottocento: istituzione, in tutti gli Stati europei, di appositi uffici amministrativi dedicati alla raccolta di dati

demografici ed economici.

2. Fonti e metodi della demografia storica

La demografia storica è la disciplina che si occupa della ricostruzione dello stato della popolazione e dello studio della

sua evoluzione nel tempo.

2.1 Compiti e Metodi

Il lavoro dello storico demografo si articola su due livelli di analisi principali:

1. Ricostruzione: analisi dello stato della popolazione e dell'andamento demografico (evoluzione della popolazione in

un dato periodo e individuazione degli eventi determinanti).

2. Correlazione: calcolo degli indici di natalità, mortalità e matrimonio, posti in relazione con gli indicatori della

dinamica economica.

Per le epoche più remote, caratterizzate dalla scarsità di dati certi, la disciplina ricorre a una stima:

Definizione: valutazione approssimativa del numero degli abitanti.

Procedura: moltiplicazione dell'area geografica oggetto di studio per un indice di sopravvivenza.

Calcolo dell'indice: parametro determinato in base alle specifiche caratteristiche dell'economia e del territorio

analizzato.

2.2 Le Fonti

Periodo Tipologia di fonte Caratteristiche

Rilevazioni occasionali (militari o

Medioevo Spesso poco attendibili e limitate a territori ristretti.

fiscali)

XV secolo Registrazioni ecclesiastiche Appaiono in modo frammentario e occasionale.

Secoli Diventano regolari, sempre più precise e ricche di

Registrazioni ecclesiastiche

successivi informazioni.

3. Il sistema demografico delle società

Il sistema demografico delle società di antico regime era caratterizzato da impennate della mortalità dovute

principalmente a tre fattori, spesso interconnessi: epidemie, guerre e carestie.

3.1 Epidemie

Le malattie infettive rappresentavano una minaccia costante. L'impatto di tali patologie era variegato, come illustrato

nella tabella seguente:

Malattia Cronologia e incidenza

Lebbra In forte regressione a partire dal Cinquecento.

Sifilide Comparsa verso la fine del Quattrocento.

Tifo Incise significativamente sulla mortalità.

Vaiolo Incise significativamente sulla mortalità nel Settecento.

Colera Soproaggiunse nel XIX secolo.

Case study: La Peste Nera (1347-1352)

La storia demografica dell'Europa moderna è profondamente condizionata dall'impatto della peste. Tra il 1347 e il

1352, la peste nera colpì l'intero continente europeo. La forma più diffusa fu la peste bubbonica, che ebbe un

impatto devastante, sparendo dall'Europa occidentale solo alla metà del 1700, pur continuando a colpire altrove.

Il perfezionamento della tecnica militare nell'età moderna accentuò la mortalità per due ragioni fondamentali:

1. Potenziale offensivo: maggiore efficacia delle nuove armi.

2. Dimensione degli eserciti: notevole incremento numerico dei contingenti militari.

Gli effetti della guerra sull'andamento demografico furono, in prevalenza, indiretti:

Saccheggi e violenze verso la popolazione civile.

Sfruttamento e distruzione delle risorse materiali.

Diffusione di malattie e carestie conseguenti.

3.3 Carestia e Mortalità infantile

La carestia si presentava periodicamente, innescata da congiunture meteorologiche sfavorevoli.

Causa principale: eccessiva dipendenza della popolazione dal consumo di cereali (il pane costituiva l'alimento

principale, talvolta integrato da legumi, ortaggi, uova, latticini, vino o birra).

Tentativi di variazione (Settecento): introduzione di colture di origine americana come la patata (rese superiori al

frumento), il mais (elevati rendimenti) e il riso. La mentalità contadina oppose tuttavia forti resistenze a tali

innovazioni.

Meccanismo della crisi: l'esaurimento delle scorte alimentari e l'aumento dei prezzi dei cereali causavano penuria di

alimenti, colpendo anche le classi lavoratrici urbane. La malnutrizione conseguente favoriva la diffusione di

epidemie.

La mortalità infantile presentava, in questo contesto, un'incidenza altissima.

4. La demografia urbana

L'urbanizzazione è il processo di concentrazione della popolazione attraverso l'espansione di centri esistenti o la

creazione di nuovi nuclei di aggregazione.

4.1 Definizioni e dinamiche

Per definire il concetto di città nell'Europa dell'età moderna, si adottano parametri diversi in base alla densità abitativa

dell'area:

Europa occidentale: agglomerato di oltre 5000 individui.

Europa orientale: centri con oltre 2000 abitanti (dati i bassi indici di urbanizzazione della regione).

La mortalità urbana era mediamente superiore a quella rurale, a causa dell'alta densità abitativa e delle precarie

condizioni igienico-sanitarie (in particolare la scarsa disponibilità di acqua), che facilitavano la diffusione di epidemie.

Flashcard Domanda 1 Domanda 2

Definizione di "città" in Europa

Definizione di "città" in Europa orientale occidentale

La storia dell'urbanizzazione europea segue un percorso distinto rispetto ad altri continenti:

1. Fase antica e altomedievale: le invasioni barbariche e il crollo dell'Impero Romano determinarono una profonda crisi

dei centri urbani (es. Roma).

2. Rinascita (XI-XIII secolo): forte crescita degli spazi urbani nell'Europa occidentale.

3. Crisi (metà del Trecento): rallentamento dello sviluppo causato dalla peste.

4. Età moderna: trasformazioni evidenti riflettono mutamenti politici e socio-economici.

Le tendenze principali dell'età moderna includono:

Spostamento del baricentro: la mappa urbana si sposta verso l'Europa centro-settentrionale, riflettendo il

trasferimento degli equilibri economico-finanziari dal Mediterraneo all'area atlantica.

Italia: mantenne le proprie posizioni, senza tuttavia incrementare la propria quota di urbanizzazione.

Città capitali: comparsa di grandi centri (Madrid, Vienna, Berlino, San Pietroburgo) come conseguenza della

formazione di uno Stato strutturalmente nuovo rispetto a quello medievale.

Crescita demografica: spicca l'ascesa di Londra, che agli inizi del Settecento superò Parigi come città più popolosa

del continente, e di Amsterdam.

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1. La società preindustriale: agricoltura

Il sistema economico dell'antico regime si fondava su un'economia prevalentemente agricola. Tale struttura economica

presentava caratteristiche di stabilità e, in molti contesti, di staticità tecnologica.

1.1 Una società rurale

La modernizzazione di una società rurale si misura attraverso indicatori strutturali specifici, tra i quali il più significativo

è la riduzione del numero di addetti al settore primario.

Processo di modernizzazione: Quando l'agricoltura incrementa la propria produttività, si liberano uomini e risorse,

permettendo lo spostamento verso altri settori produttivi.

Periodizzazione: Il passaggio tra il XV e il XVI secolo non presenta elementi di novità tali da determinare una rottura

netta rispetto all'età medievale; pertanto, la distinzione cronologica in questo ambito non risulta significativa.

Differenziazione continentale: La condizione dei contadini presentava una divergenza fondamentale tra Europa

occidentale ed Europa orientale. Questa disparità ebbe un peso decisivo sugli equilibri politico-istituzionali e sociali

del continente.

1.2 Il mondo rurale nell'Europa centro-occidentale

L'evoluzione del mondo rurale centro-occidentale è descrivibile attraverso una serie di trasformazioni nelle forme di

gestione della proprietà e nei rapporti di potere.

Configurazione /

Periodo Caratteristiche principali

Istituto La prima gestita direttamente dal proprietario con lavoro gratuito

Pars dominica pars

Età e dei dipendenti; la seconda affidata a contadini liberi o servi

massaricia

medievale tramite canoni o servizi.

A causa della debolezza dei poteri regi, il proprietario assume

IX - X Signoria fondiaria funzioni di difesa e protezione, esercitando autorità su tutti gli

secolo abitanti delle sue terre.

Tentativo di ricostruire una gerarchia politica. L'investitura del

XI - XII Rapporti feudali e sovrano legittima l'autorità del signore, trasformando il beneficio

secolo vassallaggio in una funzione pubblica.

Decadenza delle limitazioni alla libertà personale e ritorno delle

XV - XVI Evoluzione funzioni amministrative ai poteri centrali. Diffusione di contratti

secolo contrattuale agrari a breve durata.

Case study: L'organizzazione della grande proprietà medievale

La gestione fondiaria medievale si divideva in due componenti distinte:

1. Pars dominica: gestita direttamente dal proprietario. I contadini dipendenti prestavano giornate di lavoro

gratuite ("corvées") per coltivarla.

2. Pars massaricia: divisa in unità produttive affidate a contadini liberi o servi. Questi pagavano un canone (in

natura o denaro) ed erano tenuti a prestare lavori o servizi aggiuntivi.

Verso gli inizi del Cinquecento, nell'Europa centro-occidentale, i contadini godevano quasi ovunque della libertà di

movimento. In Italia e in Francia si consolidarono contratti come la mezzadria, che prevedeva la condivisione della

proprietà terriera tra il signore e la famiglia del mezzadro.

1.3 Il servaggio contadino nell'Europa orientale

A partire dalla metà del Quattrocento, l'Europa orientale (Polonia, Russia, Boemia, Ungheria, Germania orientale,

Danimarca) visse un processo di progressiva limitazione della libertà personale, noto come "secondo servaggio".

Cause del fenomeno:

Scarsità di manodopera: La bassa densità di popolazione e le ampie distese di pianure fertili rendevano il

controllo della forza lavoro una priorità.

Rigidità sociale: L'assenza di un gruppo intermedio (mercanti, professionisti, imprenditori) e il predominio della

nobiltà impedivano lo sviluppo urbano.

Domanda crescente: L'incremento demografico aumentava la domanda di prodotti agricoli, spingendo i

proprietari a vincolare i contadini alla terra.

Questo sistema si rivelò assai più gravoso di quello conosciuto dai contadini occidentali nell'XI secolo, alimentando un

clima di malessere costante che sfociava in fughe collettive e rivolte.

Evoluzione storica:

XVII - XVIII secolo: Il sistema si basava sul lavoro coatto.

XIX secolo: Persistenza del servaggio in Ungheria, Romania e Russia.

1861: Abolizione definitiva del servaggio in Russia, decretata dallo zar Alessandro II.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiulyC.97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Lupi Regina.
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