Storia medievale
Schema generale sui secoli
IV: 300
- Peggioramento climatico.
- Pressione delle popolazioni nomadi euroasiatiche, primi stanziamenti delle genti germaniche all’interno dell’impero Romano 375.
- Gli imperatori Diocleziano e Costantino attuano una serie di riforme intese a contrastare la crisi economica, sociale e politica.
- Separazione parte Occidentale con quella Orientale 395.
- Ultime persecuzioni dei cristiani da parte di Diocleziano 303.
- Costantino ne rende libero il culto 313.
- Cristianesimo cattolico, unica religione dell’impero 380.
- Altre dottrine teologiche: ortodosse o eresie.
V: 400
- Calo popolazione dell’impero romano, crisi demografica delle città, abbandono villaggi rurali, carestie più frequenti.
- Stanziamento di numerose popolazioni germaniche nei territori dell’impero romano.
- Formazione dei primi regni romano-barbarici.
VI: 500
- Peste nel bacino del Mediterraneo e Vaiolo nell’Europa del nord.
- Crescita terre incolte.
- Franchi consolidano il loro regno nella Gallia, visigoti nella penisola iberica, germanici integrano coi romani.
- Imperatore Giustiniano riconquista parte dei territori mediterranei dell’impero d’Occidente, e riordina il diritto romano. Muore 565 e il suo impero continua ad esistere solo in Oriente. Longobardi stanziano Italia settentrionale e centrale 569.
- Benedetto da Norcia elabora la regola destinata a costituire il punto di riferimento delle esperienze monastiche successive.
- Scomparsa sistema educativo romano, colmato da scuola vescovili e monastiche.
- Introduzione dell’uso dell’era cristiana, nascita di Cristo, nella datazione degli anni.
VII: 600
- Punto più basso della depressione demografica.
- Maometto predica l’Islam nella penisola arabica; la sua migrazione, égira, a Medina 622 segna la nascita della comunità musulmana. Divisione tra la maggioranza sunnita, che fonda l’impero islamico, e la minoranza sciita.
- Alcune vittorie sui persiani da parte dell’impero romano d’Oriente, che perde poi territori africani e dell’Asia Minore per l’avanzata degli arabi; si riduce a potenza regionale tra Egeo e Anatolia, si completa passaggio fase tardo antica a Impero Bizantino.
- In Occidente si consolidano regni dei Franchi, Visigoti, maestri di palazzo, unzione sacrale, e Longobardi.
VIII: 700
- Popolazione ricresce in Europa, da selve e paludi a terre coltivate, commercio prodotti in eccedenza.
- Espansione islamica raggiunge India e Europa 711, multietnico e non solo arabo, si frammenta e nel 726 nella penisola iberica si forma un emirato autonomo.
- Franchi assumono il ruolo di difensori dell’Europa Cristiana sotto la guida dei Pipinidi, legami di fedeltà vassallatica.
- Impero bizantino crisi iconoclastica 726 e longobardi approfittano crisi tra Chiesa di Roma e di Bisanzio per consolidare il regno contro longobardi alleanza papato e franchi, grandi conquiste di Carlo Magno.
- Scomparsa lingua latina in Occidente.
IX: 800
- Miglioramento condizioni climatiche.
- Elezione a imperatore di Carlo Magno, legittimata dal papa, segna il ritorno impero Occidente.
- Alla morte di Ludovico il Pio, l’impero è spartito 843 tra gli eredi in aree che prefigurano i successivi regni di Francia, Italia e Germania.
- Incursioni dei saraceni, ungari e popoli scandinavi, vichinghi, normanni, vareghi, sulle coste e territori Europa cristiana.
- Origine dei poteri di tipo signorile nelle campagne, estende fenomeno del servaggio, fenomeno incastellamento.
X: 900
- Ampliamento aree popolate in Europa, fondazione nuove città, borghi e villaggi.
- Normanni insediano nord regno di Francia, re ne riconosce il ducato 911.
- Dinastia sassone degli Ottoni, sconfitta definitivamente dagli ungari 955, restaura autorità imperiale 962, centrata ora sul regno di Germania e Italia.
- Principati territoriali e poteri locali consolidano la signoria.
- Fondazione abazia di Cluny in Borgogna 910, promuove riforma monastica.
XI: 1000
- Decisa ripresa demografica in Europa, mercati nord Europa si collegano a quelli Mediterraneo, protagonisti mercati città italiane; declino economico di Bisanzio con privilegi ai veneziani 1082.
- La riforma ecclesiastica investe le chiese vescovili; riforma del papato in senso gerarchico: pontefice primato. Scisma tra Chiesa cattolica romana e quella bizantina 1054.
- Appello papa alla difesa armata del pellegrinaggio in Terrasanta 1095, prima crociata e conquista Gerusalemme.
- Aristocrazia sviluppa discendenza in linea maschile, lignaggio.
- Diffusione dei rapporti feudo-vassallatici rafforza poteri signorili e facilita la ricomposizione territoriale intorno alle monarchie.
- Duca Normandia conquista regno d’Inghilterra 1066.
- Regni cristiani avviano la reconquista della penisola iberica.
XII: 1100
- Lebbra in Occidente.
- Nelle città prime corporazioni di artigiani.
- Supremazia politica del papato sulla cristianità. Diffusione movimenti pauperistici ed evangelici accusati di eresia.
- Formazione di regni cristiani in Terrasanta, ordini cavallereschi.
- Reazione musulmana alle spedizioni, riconquista di Gerusalemme per mano del sultano curdo Saladino 1187.
- Per via matrimoniale il più grande feudatario del re di Francia, Enrico il Plantageneto, diventa re d’Inghilterra 1152.
- Evoluzione cavalleria favorisce trasformazione aristocrazia in nobiltà di diritto.
- Nella crisi di poteri signorili le comunità rurali cominciano a ottenere il riconoscimento di forma di autogoverno. Si diffondono le autonomie cittadini in molti regni, in Italia scontro tra comuni e imperatore 1183 con ampie prerogative politiche.
XIII: 1200
- Popolazione europea raggiunge picco.
- Primato Chiesa pontifica su ogni autorità politica, origine e diffusione ordini mendicanti.
- Saccheggio di Costantinopoli 1204 conclude la IV crociata e fonda l’impero latino d’Oriente monopolizzato dall’aristocrazia feudale europea e dai mercanti veneziani. Impero bizantino restaurato 1261.
- Battaglia di Bouvines 1214 sancisce potenza politica in Europa del regno di Francia, declina con la morte 1250 di Federico II di Svevia.
- Diffusione parlamenti nelle grandi monarchie, costruzione politica e culturale di comunità nazionali.
- Alleanza tra papato e regno di Francia apre agli Angiò la conquista del regno di Sicilia. Conflitti tra Guelfi e Ghibellini.
XIV: 1300
- Peggioramento condizioni climatiche, diminuzione popolazione, ritorno peste in Occidente.
- Conflitto tra papato e monarchia francese determina spostamento curia pontifica ad Avignone 1309. Scisma tra Chiesa di Roma e di Avignone 1378 sancisce la fine di ogni pretesa universalistica del papato, si accompagna quella dell’impero, ormai meramente tedesco.
- 1337 serie di conflitti tra regno inglese e francese che dureranno per più di cent’anni.
- Città italiane si affermano i governi signorili.
- Espansione impero ottomano in Anatolia e Balcani.
XV: 1400
- Ricomposta la divisione della chiesa, si riafferma l’autorità del papa.
- La conquista di Costantinopoli da parte dei turchi ottomani 1453 sancisce la fine dell’impero bizantino e suscita un vasto eco in Europa.
- Si consolidano i poteri dei sovrani e degli apparati amministrativi degli stati europei; la nobiltà, il clero e le città mantengono i propri privilegi.
- Termina guerra dei Cent’anni con la perdita totale dei territori inglesi nel regno di Francia 1453.
- Con l’espugnazione dell’emirato di Granada si completa la reconquista 1492.
- In Italia si sviluppano stati di dimensione regionale. La spedizione del re di Francia 1494 apre un periodo di guerre in cui la penisola diventa terreno di conquista delle monarchie francese e spagnola.
La fine del mondo antico, secoli IV - VII
La fine del mondo antico, tra III e VII secolo d.C.:
- Crisi economica, sociale e politica dell’impero romano: una serie di riforme, divisione in due parti alla fine del IV in Occidente con le migrazioni barbariche e in Oriente col dominio bizantino.
- La diffusione del cristianesimo: religione ufficiale dell’impero, barbari i vede dottrina ariana che rese tardiva la loro integrazione coi romani.
- Invasioni barbariche, tra IV e V, formazione di una pluralità di regni.
La crisi dell’impero romano, III-V
Fino all’inizio del III secolo l'impero romano aveva assicurato sviluppo economico e stabilità politica su un’area vastissima graffiante sul Mediterraneo. Terminate le guerre di espansione l’economia cominciò a ristagnare, crebbe l'inflazione, il divario tra ricchi e poveri si accentuò, la criminalità, l’elezione degli imperatori dipese sempre più dell’esercito.
Fu Diocleziano, imperatore dal 284 al 305, ad avviare un periodo di riforme, che conseguì alcuni effetti positivi. Egli associò al trono Massimiano, cui affidò il governo delle regioni sul Reno mentre prese cura diretta di quelle danubiane e orientali. Il governo fu trasformato in Tetrarchia nel 293, quando ai due augusti furono associati due cesari, Galerio e Costanzo Cloro, allo scopo di sottrarre la nomina dei successori all'esercito. Le province furono rese più piccole, sottoposte a un doppio comando e riunite in 12 grandi diocesi, a loro volta in 4 prefetture. L’esercito fu diviso tra truppe stanziali sui confini, limitanei, e legioni da combattimento al seguito dell'imperatore, comitatenses. L’aristocrazia senatoria fu estromessa dai comandi, in più equo sistema di esazione della tassa fondiaria fondato sul catasto, ripartire il carico fiscale sulla base del reddito imponibile.
Il figlio di Costanzo Cloro, Costantino, rimase l’unico imperatore fino alla morte nel 337, egli proseguì nel solco delle riforme promosse da Diocleziano. Soprattutto egli prese atto che il baricentro politico, economico e culturale dell’impero era andato progressivamente spostandosi verso Oriente: per questo trasformò l’antica città di Bisanzio sul Bosforo, l’attuale Istanbul, in una nuova Roma, che da lui prese il nome di Costantinopoli nel 330.
Il trasferimento della capitale evidenziò la divaricazione tra la pars Orientis e la pars Occidentis dell’impero. Le città decaddero in Occidente mentre in Oriente mantennero un ruolo centrale nei commerci e nelle produzioni.
Teodosio, imperatore dal 379 al 395, dispose la suddivisione dell’impero alla sua morte tra i due figli, affidando ad Arcadio l'Oriente e a Onorio l’occidente. Da allora i destini dei due imperatori avrebbero seguito percorsi diversi.
Alla trasformazione del mondo romano contribuì in maniera determinante l’incontro tra le popolazioni barbariche e quelle romane. Le migrazioni dei germani non avevano dato luogo a una contrapposizione di civiltà, bensì a un più complesso processo di acculturazione reciproca. Il contatto tra cultura così diverse produsse inevitabilmente conflitti e violenze, ma anche integrazioni e convivenze. L’incontro diede vita a configurazioni assai diverse a seconda delle regioni, il loro impatto fu graduale. I barbari migrati in Occidente furono comunque una netta minoranza rispetto alle popolazioni di origine romana. L’arruolamento di guerrieri germani nell’esercito romano favorì la creazione di forti nuclei di potere all’interno delle genti barbariche. Nel complesso il processo di acculturazione vide prevalere modelli romani.
La diffusione del cristianesimo
La sua progressiva diffusione nei territori dell’impero sostanziò l’uniformità religiosa e culturale, generò un clima di sincretismo religioso, cioè di mescolanza di dottrine di origine diversa. Nel corso del I secolo il cristianesimo fu accettato progressivamente dell’impero fino a essere riconosciuto come religione ufficiale. Fu anche un formidabile strumento di legittimazione del potere imperiale.
Costantino adottò le misure in favore dei cristiani continuando ad agire come pontifex maximus. Convocò Nicea, nel 325, il primo concilio ecumenico, cioè la prima grande assemblea dei vescovi di tutta la cristianità. Tra le eresie condannate, la più diffusa era l'arianesimo.
Il cristianesimo divenne religione ufficiale dell’impero nel 380 in seguito all'editto emanato a Tessalonica da Teodosio.
Nel corso del IV secolo il cristianesimo fu oggetto di un più generale processo di istituzionalizzazione, che la dotò di una propria organizzazione fondata su una gerarchia ecclesiastica, su un corpo di norme e su formule di fede progressivamente condivise.
L’evangelizzazione dei popoli barbarici ebbe intensità diversa nelle varie realtà. Il primo a convertirsi fu il re dei Franchi salii Clodoveo, battezzato nel 496 da Remigio vescovo di Reims, seguito poi da quasi tutti i sovrani degli altri regni; per ultimi si convertirlo anche i Longobardi. L’adozione della fede cattolica costituiva per i sovrani un allargamento della base di legittimazione del potere che così si estendeva anche alla popolazione romana; altri pensavano di perdere la loro supremazia sociale.
Le invasioni barbariche
Tra il IV e VI secolo i Romani vissero le ondate migratorie come delle invasioni, ma più propriamente si trattò di migrazioni, cioè di spostamenti di intere popolazioni barbariche. Queste popolazioni cercavano i climi più miti delle regioni mediterranee, le ricchezze delle province imperiali diede avvio ad un colossale processo di spostamenti a catena.
I barbari erano quei popoli che non parlavano greco e latino ma delle lingue incomprensibili e che non condividevano i loro costumi. Designava tutte le popolazioni stanziate al di là del limes.
In origine le varie tribù non avevano un’identità etnica o culturale precisa, ma erano gruppo eterogenei che vennero formandosi come popoli proprio attraverso l’esperienza delle migrazioni.
L’incontro tra i barbari e i romani era cominciato ben prima delle invasioni. I romani preferirono consolidare il limes, le popolazioni barbariche confinanti cominciarono così a andare nell’orbita del sistema imperiale, costituendone una sorta di periferia. I capi ebbero frequenti contatti con la corte imperiale, i guerrieri furono arruolati nell’esercito romano, gruppi di uomini liberi si insediarono come coloni in varie regioni, vi furono rapporti commerciali, culturali e artistici.
Fu lo spostamento dei Visigoti alla ricerca di uno stanziamento definitivo l’elemento che destabilizzò l'equilibrio politico dell’impero tra la fine del IV e l’inizio del V secolo. Essi, aggrediti dagli Unni, erano stati accolti in Tracia nel 375, ma la loro presenza si risolse in saccheggi e rapine fino allo scontro con l’esercito romano. Nel 401 saccheggiarono Aquileia e minacciarono Milano, prima di essere respinti dall’esercito. Guidati da Alarico, essi tornarono in Italia puntando direttamente su Roma, che saccheggiarono nel 410. Essi misero sotto controllo l’intera Aquitania, costituendo di fatto nel 418 il primo regno barbarico all’interno del territorio imperiale.
In occidente i sentimenti di chiusura si alternarono a tentativi di integrare le popolazioni barbariche che vi affluivano con ondate migratorie sempre più intense. Soluzioni pragmatiche furono tentate attraverso le formule della foederatio, truppe barbare vennero inquadrate in veste di alleate, e dell'hospitalitas, la concessione di un terzo delle tasse sulle terre di una determinata regione a gruppi etnici di rilevanti dimensioni che dichiaravano fedeltà all'impero e si impegnavano a fornire un appoggio militare pur rimanendo indipendenti.
Sotto Valentiniano III, 425-455, l’impero seppe reagire. Il generale Ezio contenne le pressioni dei visigoti a sud e dei franchi sul Reno, stanziò i burgundi nella Sapaudia, in alleanza con Franchi e visigoti respinse l’invasione degli Unni guidati da Attila nel 451 e ritiratisi anche dall’Italia nel 452. Ezio fu fatto uccidere dell’imperatore nel 454, che subì analoga sorte l’anno dopo. Quando le migrazioni sembravano finalmente cessate, i rinnovati contrasti ai vertici dello stato, ove si succedettero una serie di imperatori privi di reale potere, ne indebolirono le capacità di controllo, ormai limitate all’Italia e a una parte della Gallia; in un contesto ormai germanizzato. In Italia, nel 476 il generale sciro Odoacre depose il giovane Romolo Augustolo e restituì le insegne imperiali, dando vita a un dominio personale che non fu però riconosciuto dell’imperatore d’Oriente Zenone. Zenone affidò invece l'amministrazione della prefettura d’Italia a Teodorico, che nel 493 sconfisse Odoacre e diede vita a un regno fino al 553.
L’occidente post imperiale
I regni romano-barbarici
Lo stanziamento dei barbari entro i confini dell’impero d’Occidente promosse la formazione di una serie di regni nel V secolo. Ciò non significò la fine dell’impero romano, perché esso continuo a esistere nella parte orientale. Gli stessi regni riconobbero l’autorità imperiale, per i romani si trattò di elaborare nuove forme di convivenza con i barbari sotto l’autorità dei loro sovrani.
Al cr
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