Storia medievale
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(Lo snodo 1 è alla fine, in quanto ricapitola tutto)
Snodo II: la fine del mondo antico
Ciò che dà inizio al declino dell’impero romano è lo stop all’espansione (dal III secolo) dato che l’economia era basata sulla conquista, quando l’impero smette di macinare terreno anche l’economia stagna, a causa della mancanza di nuovi schiavi, quindi dell’innalzamento dei costi in generale → meno schiavi + meno bottino = meno soldi, per cui si inizia a coniare moneta di minor valore = inflazione, oltre che alzare le tasse.
Questa situazione causa una maggiore disuguaglianza economica (+ poveri e – ricchi) aumenta la criminalità (sia in terra, sia in mare), portando a 2 importanti conseguenze: - traffico marittimo (a causa della pirateria); + potere ai militari (coloro che potevano ristabilire l’ordine) → non è un caso che, viste le loro capacità militari, i barbari diventino una risorsa da sfruttare per mantenere la sicurezza (soprattutto dei confini, dato che, in quanto barbari, preferivano stare nella loro terra) → dal 235 – 284 vi è un periodo di anarchia militare, in cui imperversano le nomine politiche dei comandanti militari, che causa diverse carestie a causa dei continui saccheggi.
A cambiare la situazione è Diocleziano (284-305) → egli attua la riforma tetrarchica che prevede la divisione delle competenze territoriali in 4, 2 capitanate da cesari, 2 da augusti (i cesari erano sottoposti degli augusti, scelti in modo da evitare la successione di comandanti militari eletti spontaneamente dai soldati) → oltre a ciò, viene diviso tutto l’impero in 101 provincie, divise in 12 diocesi (ogni provincia era sottoposta a un comando civile e militare) → vengono divise le truppe in limitanei (stanziati sui confini) e comitatenses (al seguito dell’imperatore). Il numero di unità dell’esercito arriva a toccare il mezzo milione di soldati.
Per sostenere tutte queste spese, Diocleziano attua diverse riforme:
- Catasto → censimento dei beni, in modo da equilibrare le tasse in base al reddito (colpiti i coloni locatori di latifondi che si ritrovano a guadagnare affitti più bassi delle tasse → per risolvere vengono obbligati a risiedervi);
- Calmiere → vengono fissati prezzi massimi per beni e servizi, ma ciò non risolve la situazione.
Ulteriori riforme vengono attuate dal figlio di Costanzo Cloro (un cesare poi divenuto augusto, dopo Diocleziano), Costantino (274 – 337) → egli favorisce l’esercito mobile (preferisce delle truppe più flessibili, che dal centro vanno dove c’è bisogno, rispetto a una disposizione fissa lungo i confini → questo costa l’indebolimento di zone più difficili da difendere), come Diocleziano continua a dividere le competenze civili dalle militari, comprende che l’Oriente è maggiormente stabile, quindi fonda Costantinopoli (330), che diviene la capitale dell’impero.
Il risultato principale della politica di Costantino è, infatti, l’ascesa della pars Orientis in sfavore della pars Occidentis: a Oriente prevale la piccola proprietà (quindi meno disuguaglianze), mentre a Occidente permane il latifondo senatorio → la crisi Occidentale continuerà per diversi secoli, nonostante alcune città rimangano un importante polo economico (come Ravenna).
La diffusione del cristianesimo
Dal I secolo, grazie alla mediazione di Paolo di Tarso, il cristianesimo inizia ad essere diffuso dalla Palestina alla Grecia, Asia Minore e Siria, per poi arrivare nel III, come una religione qualunque, anche in Europa → l’iniziale sfortuna dettata dalle violente persecuzioni contro i seguaci della religione cristiana (già da metà III con Decio, poi con Diocleziano), è causata dal rifiuto di tributare atti di culto all’imperatore (l’imperatore, talvolta, si faceva portavoce di una determinata divinità → all’epoca era usuale la venerazione di singole divinità o rivisitazioni di antichi culti, da parte dell’imperatore), una pratica che si era ormai diffusa visto il periodo di sincretismo religioso (si tendeva a mescolare diversi culti) → nonostante tutto, il cristianesimo si era diffuso talmente tanto dal riuscire a sopravvivere alle persecuzioni.
La situazione si risolve grazie a Costantino, fautore dell’Editto di Milano (313, anche se in realtà si tratta di lettere, non un editto, inviate ai maggiori centri europei da Nicomedia, una residenza imperiale, quindi non da Milano), che garantiva tolleranza nei confronti del cristianesimo → tuttavia, era palese come Costantino fosse simpatizzante di tale culto, e ciò porta ad un veloce sviluppo delle aristocrazie vescovili (divengono strumento di legittimazione imperiale e aumentano di numero vista la tendenza alla conversione da parte delle classi dirigenti).
Il grande attivismo religioso di Costantino porta alla riunione del Concilio di Nicea (325), il primo concilio ecumenico, ovvero la riunione di tutti i vescovi della cristianità volta a mantenere salda la nuova unione ritrovata all’interno dell’impero, secondo Costantino estremamente importante anche dal punto di vista politico. Durante il concilio vengono rese eretiche diverse sette non cattoliche, prima fra tutte l’arianesimo (Cristo è uomo, quindi inferiore a Dio).
Il cristianesimo diviene religione ufficiale sotto Teodosio (380), tramite l’Editto di Tessalonica → viene affermata la religione cattolica (universale) secondo i dettami di Nicea → la Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica. Le nuove direttive faticano a diffondersi nelle aree rurali, le quali continuano ad avere culti diversi. La parola “pagano” deriva proprio da “pagus”, ovvero il villaggio rurale.
A questo segue l’istituzionalizzazione del cattolicesimo, caratterizzata dalla standardizzazione di pratiche e consuetudini, e dalla creazione (graduale) di una gerarchizzazione ecclesiastica (siamo durante il IV).
La diffusione del cristianesimo tra i barbari passa per l’arianesimo → grazie a missionari come Ulfila (il primo ad aver tradotto la Bibbia in lingua gotica), le popolazioni barbare occidentali vengono influenzate dalla dottrina eretica nel corso del V-VI, se da una parte i Goti si integrano con i romani (vedi Teodorico), dall’altra i Longobardi non riescono a rinunciare ai propri riti pagani, per cui si trovano in permanente conflitto con l’Occidente (e non ne rispettano i monasteri ecc…).
Ovviamente ci sono attività missionarie anche di stampo cattolico, tra cui quella di Patrizio in Irlanda (divenuto il patrono) o Colombano in Gallia, tra VI-VII, e quella di Bonifacio in Germania (martirizzato in Frisia, 754).
Probabilmente il popolo che più si conforma al cattolicesimo è il popolo franco → qui si percepisce meglio che in altre zone l’efficacia della diffusione della religione mediante la conversione dei sovrani e dei capi militari (di modo che, vista l’aura sacrale dei sovrani, anche il popolo avrebbe seguito l’esempio) → celebre è il Battesimo di Clodoveo (496) da parte di Remigio di Reims, a cui poi seguono quello del re dei Burgundi, Visigoti, Angli e Sassoni (già verso la fine del VII, quella dei Longobardi sarà verso l’inizio del VIII) → data la struttura tribale delle varie popolazioni, soprattutto tra gli Angli e i Longobardi si sviluppa una recrudescenza nei confronti della nuova religione, visto che le aristocrazie tribali venivano messe da parte in favore dei vescovi (per quel che riguarda la legittimazione).
Le invasioni barbariche
L’altro aspetto che caratterizza di più questo periodo è l’incontro con i barbari → probabilmente a causa di condizioni climatiche avverse, le migrazioni verso sud e Occidente sono dovute alla ricerca di ricchezza e condizioni + miti → si crede che tutte le migrazioni del panorama europeo siano un portato dell’enorme migrazione unna nella pianura nell’altopiano ungherese, che avrebbe quindi iniziato tutto l’effetto domino successivo (Goti, Burgundi, Alani ecc…).
- I barbari = non latini e non greci → chiunque fosse al di là del limes era un barbaro;
- Grazie alle migrazioni, alcuni popoli assumono una propria identità, in quanto prima erano solo gruppi di persone in continua ridefinizione.
I primi a minacciare l’equilibrio occidentale sono i Visigoti (spinti dagli Unni), i quali iniziano a saccheggiare la zona greca (Tracia, Macedonia, Grecia) e sconfiggono l’imperatore Valente alla Battaglia di Adrianopoli (378). Successivamente arrivano ad assediare Milano e Aquileia, per poi essere respinti da Stilicone (comandante sotto Onorio) e assoldati come alleati in Gallia sud → grazie al loro aiuto contro diverse altre popolazioni, ai Visigoti viene concesso di restare in Gallia, dando vita al primo regno barbarico: il Regno di Aquitania (418) (il primo regno in territorio imperiale, si intende).
Ad Oriente, l’impatto di Adrianopoli, in cui era morto l’imperatore Valente, determina la nascita di una rigida xenofobia → si ricorda il massacro di Goti del 400, dove viene ucciso il generale Gainas e migliaia di connazionali, nonostante facessero parte dell’esercito romano → in questo momento, quindi, l’Oriente diviene l’ultimo baluardo contro i pericoli esterni.
Ad Occidente, invece, vi è un’integrazione migliore → vengono sfruttate la pratica della foederatio, secondo cui popolazioni barbare divengono parte dell’impero (sottoposti) in cambio di appoggio militare, e della hospitalitas, secondo cui, a costo di pagare solo 1/3 delle tasse, rimangono indipendenti, ma devono comunque offrire milizie → l’Hospitalitas era molto ambita, tanto che il rifiuto di Onorio di concederla ai Visigoti determina il Sacco di Roma di Alarico (410).
La concentrazione di truppe per respingere i Visigoti è la causa principale che determina la perdita della Britannia (406) → nonostante si tenti di far insediare Angli e Sassoni (foederati) nell’isola per proteggere i confini, Pitti e Scoti riescono a occupare il nord dell’attuale UK, mentre il sud (la Britannia) e il centro (diviso in Galles e Anglia) vengono protetti (questo però non impedisce la totale perdita da parte dei romani, in quanto Angli e Sassoni si insediano autonomamente senza dover nulla a nessuno).
*Il termine Welsh, da cui deriva Galles, indica i non Germani, infatti Angli e Sassoni consideravano tali le popolazioni del nord.
I romani perdono anche la penisola iberica → oltrepassato il Reno, tra il 406 -407, gli Alani e i Vandali raggiungono la penisola, scontrandosi con i Visigoti → gli Alani si disperdono in tutta la zona, mentre i Vandali vengono spinti a sud (nell’attuale Andalusia, che deriva da Vandalusia), il tutto tra 415-418 → i Vandali saranno, poi, coloro che conquisteranno il Nord Africa (verso metà del V), e, grazie al porto di Cartagine, sotto Genserico saccheggeranno Roma (455), non prima di aver acquisito il controllo del Mediterraneo Occidentale (Baleari, Sicilia, Sardegna ecc..).
*In tutto ciò, la Gallia diviene il centro di passaggio delle migrazioni → sotto Valentiniano III (425 – 455), il generale Ezio respingerà diverse popolazioni, tra cui gli Unni nel 451 → per intrighi di palazzo Valentiniano ucciderà Ezio (454), per poi morire per congiura l’anno dopo.
I regni romano-barbarici
La deposizione di Romolo Augustolo, considerata dai posteri come la cesura principale che caratterizza la fine dell’Impero Romano d’Occidente, per i contemporanei non viene percepito come qualcosa di eccezionale. I veri segni di questo declino ci sono ben prima: la rottura del confine renano (407) e i saccheggi di Roma (410 / 455).
In questo modo Roma è costretta a entrare in contatto con i barbari → l’incontro delle due realtà porta alla creazione dei regni romano-barbarici, caratterizzati dal riutilizzo delle strutture economiche romane e dall’integrazione con il diverso → è assodato come i regni più fortunati siano quelli aventi un’integrazione migliore (i Franchi sono i meglio).
La crisi demografica e la rovina dei centri urbani porta ad una generale ritirata nelle campagne → i latifondi, ancora in mano alle famiglie senatorie, diventano i centri economici dell’Occidente.
Attori politici ed economici importanti sono anche i vescovi → il clima di decadenza aveva favorito la diffusione del cristianesimo nelle élites, per cui diversi senatori intraprendono carriere ecclesiastiche → date anche le loro proprietà, i ricchi possidenti diventano anche personalità culturali e “pastori”, dando vita ad una moltiplicazione di monasteri/chiese che divengono i centri della vita comunitaria. Talvolta è possibile ritrovare i vescovi anche in questioni diplomatiche, soprattutto contro i barbari.
I barbari, come dimostrano testimonianze archeologiche, tendono a vivere in spazi ridotti e marginali rispetto alle città e, persino, le campagne → nonostante ciò, anche tra le loro fila c’erano diversi proprietari terrieri (che quindi vivevano insieme ai romani).
Un altro aspetto che accomuna i barbari e i romani è il diritto → i romani privilegiavano il pubblico, mentre i barbari le personalità; i barbari, inoltre, non avevano mai scritto le loro leggi → dalla consuetudine tramandata oralmente dagli anziani, i barbari mettono per iscritto le proprie leggi in latino. Questo aspetto unito alla costituzione politica dei regni, implica che le leggi barbare inizino ad avere una giurisdizione territoriale.
I re erano personalità elette da un’assemblea di uomini in armi, e avevano il potere di confiscare beni, comandare su tutti (romani e barbari) e disporre del patrimonio come meglio credevano → dato che il sistema di tassazione romano decade, il re sfruttano i beni provenienti dal fiscus → il fiscus passa dall’essere il patrimonio imperiale (in epoca romana), al divenire il patrimonio dei re, consistente, per la maggior parte, nella ricchezza immobile delle aziende agricole. Queste venivano gestite da dei rappresentanti: i gastaldi in ambito Longobardo e i conti in ambito franco.
Regno vandalo
Regno vandalo → Nord Africa → viene posto un dominio militare coercitivo che causa diverse confische (beni poi donati alla chiesa ariana) e spoliazioni (da cui il termine “vandalo” odierno ha origine) → la spedizione di Giustiniano (533) dettata dal rifiuto dell’Hospitalitas (e dalle cose dette sopra ovviamente) mettono fine alla sovranità del capo vandalo Genserico, rendendo il suo regno il meno duraturo di tutti.
*Nonostante ciò, Genserico mantiene alcuni caratteri romani → fa sposare suo figlio con la figlia dell’imperatore d’Occidente.
Regno ostrogoto
Regno ostrogoto → Italia → Teodorico, inviato da Zenone per sconfiggere Odoacre, diviene re d’Italia (493), e attua una politica di divisione e tolleranza romano-gota. Egli, infatti, mantiene religione – leggi – lingua separati, garantendo quindi una pacifica convivenza tra le due parti. Oltre a ciò, divide le competenze: ai romani l’amministrazione e ai Goti il militare → nonostante questa politica garantisca un 30ennio di pace alla penisola, il mancato sforzo di integrazione (dettato da una semplice divisione in nome di un bene superiore) porta al collasso quando, con l’arrivo di Giustino al potere in Oriente, si avvia un periodo di persecuzione ariana, che porta all’azione repressiva di Teodorico contro i niceni (vengono uccisi Simmaco e Boezio → celebre è il De Consolationae, opera di Severino Boezio scritta negli ultimi giorni della sua vita quando viene incarcerato) → la guerra greco-gotica (Teodorico vs Bisanzio, se ne parla nello snodo III) termina con la capitolazione del Regno Ostrogoto nel 553.
Visigoti
Visigoti → Spagna e parte della Gallia pirenaica → i Visigoti abbracciano l’Hospitalitas e il cristianesimo grazie ai re Leovigildo (568-86) e Recaredo (586-601), i quali riescono a resistere all’aristocrazia visigota che, invece, predicava l’arianesimo → questo garantisce, insieme alla collaborazione con i romani, una migliore integrazione coi latini → nonostante anche qui venga ripresa la divisione delle competenze, durante l’VII sono frequenti matrimoni misti, che favoriscono la mescolanza culturale, quindi la sua fioritura; in questo clima vengono scritte “Le etimologie” di Isidoro di Siviglia, un testo enciclopedico di inestimabile valore per l’evoluzione culturale medievale → il declino del regno avviene a causa dell’invasione islamica (711-716).
Franchi
Franchi → Gallia → la popolazione che prima di tutte si stanzia insieme ai romani, avendo quindi una + duratura storia d’integrazione alle spalle → i Franchi, infatti, sono federati romani già nel 406, quando aiutano l’impero a respingere le popolazioni che avevano rotto il confine renano, e negli anni 60, quando aiutano contro i Visigoti → la creazione vera e propria del regno inizia con Clodoveo (della dinastia merovingia), il quale mette fine alla divisione tribale interna (il territorio era stato abbandonato in quanto poco ricco, per cui si erano formati poteri autonomi, basati, tuttavia, sulla struttura politica vescovile) e si converte al cristianesimo (tramite il celebre Battesimo di Reims). Il suo regno (481 – 511) vede diversi scontri contro Alamanni e, soprattutto, Visigoti, i quali vengono relegati in Spagna (prima infatti erano nella Gallia ovest). Come detto, la conversione al cristianesimo è
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