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Pericle e l’età aurea

1 - La prima fase della politica periclea

Pochi periodi nella storia hanno visto, in un determinato contesto, la dominazione assoluta di un singolo che, con il suo carisma e la sua intelligenza, è riuscito a caratterizzare fino a tal punto la propria età tanto da farla designare con il proprio stesso nome.

Non è infatti alieno nominare il periodo ateniese che va dalla fine degli anni Sessanta del V secolo fino allo scoppio della guerra del Peloponneso (431) come “età periclea”, tanta era l’influenza di quest’ultimo sugli affari, esteri ed interni, della polis attica.

Lo stesso storico e ammiratore di Pericle, Tucidide, sottolinea più volte che il grande statista non ricoprì mai cariche o fu in possesso di poteri straordinari, e che quindi riuscì ad orientare le decisioni dell’assemblea e ad influenzare le scelte della polis con il suo solo ingegno e la sua sola personalità. In più, Tucidide non esita a definire il governo pericleo simile ad un tipo particolare di monarchia e ciò rende parecchio l’idea del peso politico dell’uomo in questione.

In politica estera si assiste dunque alla rottura con la precedente leadership cimoniana che era da sempre stata orientata da un marcato sentimento filospartano; Pericle accentua la rottura con Sparta e la lega peloponnesiaca, peraltro già consumatasi nel 462/461, e ha un ruolo di primissimo piano per la creazione di quello che sarà il pur breve ma influentissimo “impero ateniese”.

In quest’ottica non sorprende l’alleanza che Atene stringe con la vicina Megara che proprio in quel tempo era in lotta con Corinto avendo occupato due porti sull’Istmo (Nisea e Page) importantissimi per le rotte commerciali. I corinzi, e i peloponnesiaci in genere, non se ne stanno di certo a guardare e dunque si apre un conflitto complesso che impegnerà la stessa Atene almeno fino al 446.

Eppure gli Ateniesi non si sono dimenticati del loro ruolo principale di potenza egemone della symmachia delio-attica: nel 460 Atene, accogliendo una richiesta di aiuto di un principe libico, Inaro, che si era ribellato al dominio persiano, scende in campo con una grossa squadra di 200 navi inviate in Egitto per dare una mano ai rivoltosi. Per quanto l’esito finale sia piuttosto infruttuoso per non dire direttamente nefasto, almeno l’inizio della guerra non si rivela affatto negativo per gli alleati: le forze della lega, infatti, s’impadroniscono della regione del delta del Nilo sbaragliando l’esercito nemico e uccidendo nella contesa lo stesso comandante dell’esercito persiano, il fratello del re Achemene.

La controffensiva del Gran Re non si fa attendere e nel 456 riesce prima a far arretrare gli alleati nell’isola di Prosopitide, nel delta occidentale, per poi, nel giro di un anno e mezzo, scacciare definitivamente la minaccia disperdendo, uccidendo e facendo prigionieri gli avversari.

Gli effetti della disfatta gravano e si fanno sentire per Atene che dunque limiterà i suoi interventi in fatto di politica estera, almeno nell’area egiziana, e la costringono a trasferire la cassa comune della lega da Delo alla stessa Acropoli cittadina, presso il santuario di Atena, a cui sarà dedicata la sessantesima parte di ogni phoroi degli alleati.

Intanto, il conflitto con i peloponnesiaci non è per nulla concluso. Già nel 457 era entrato in gioco un esercito spartano che, oltre ad intervenire in aiuto dei Dori della Doride, presso Tanagra, in Beozia, si era scontrato con le forze congiunte di Atene, Tessaglia e Argo, sbaragliandole prontamente.

E tuttavia solo pochi mesi dopo gli ateniesi comandati da Mironide riescono a prevalere ad Enofita sui beoti assicurandosi un significativo controllo su gran parte della regione.

Nello stesso periodo, evidentemente favorevole, gli attici riportano un altro importante successo contro la solita rivale di Egina la quale, finalmente sottomessa, si vede distruggere le mura, confiscare la flotta, l’adesione forzata alla lega delio-attica e anche l’assegnazione di un pesantissimo tributo, ben trenta talenti.

Nel 456/455 ancora sono riscossi importanti successi nel golfo di Corinto e nel Peloponneso, che, anche grazie alla mediazione di Cimone, costringono gli Spartani a patteggiare una pace quinquennale, stipulata nel 452/451. Le condizioni sono favorevoli ovviamente agli attici: in cambio della rinuncia all’alleanza con gli argivi, Atene può mantenere tutte le posizioni finora conquistate.

Il suo potere non è quindi intaccato.

2 - Pericle e la crescita della democrazia

Sicuramente a caratterizzare l’età periclea non contribuisce solo l’attivismo ateniese in campo militare su più fronti. Questo è anche il periodo che vede lo sviluppo significativo della democrazia radicale, di cui il primo passo era stata la riforma di Efialte nel 462/461.

Il primo passo d’avvicinamento nei confronti di tale obiettivo è costituito da una particolare riforma che va ad attaccare la magistratura dell’arcontato: dal 457, infatti, a quest’antica carica possono accedere non solo le prime due classi soloniane, pentacosiomedimni e cavalieri, ma anche la terza casta sociale ovvero gli zeugiti, facendo di fatto terminare il monopolio aristocratico su questa magistratura.

Nello stesso anno viene completata anche la cinta muraria collegante la città ai due porti del Falero e del Pireo, entrambi fortificati. In questo modo si voleva ribadire la proiezione sul mare di Atene e l’importanza che in questo periodo avesse la propria flotta, flotta costituita principalmente dai ceti meno abbienti che acquistavano sempre maggior rilievo.

Ma la più grande innovazione periclea in campo politico sta nell’introduzione del “misthos”, ovvero la retribuzione corrisposta a coloro che svolgevano funzioni pubbliche, sia civili che militari. Pericle ne è forse l’artefice poiché con questa introduzione voleva contrastare la dilagante ricchezza cimoniana che poteva, in maniera privata e illegale, spesso accattivarsi il favore del demos.

La paga era di circa due oboli e viene ben presto elargita anche ai buleuti e alle varie magistrature, oltre che agli opliti e ai rematori delle triremi. Ovviamente gli effetti sono di ampia portata: non solo ade

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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