La tirannide
Il Tyrannos d’età arcaica come figura centrale dello sviluppo della polis
A partire dalla metà del VII secolo in moltissime poleis greche, del continente come della grecità insulare ed occidentale, si registra l’istaurazione di un regime tirannico. In realtà, per quanto diversificate appaiono le situazioni particolari e locali, il fenomeno di per sé ha grossomodo una schematica strutturazione d’avanzata: un ambizioso individuo, quasi sempre un ambizioso esponente delle élites dirigenti aristocratiche, esautora il governo in forza e si proclama “tiranno”, spesso riuscendo a dare vita ad una vera e propria dinastia, anche se difficilmente la stessa riuscirà a protrarsi nel tempo per più di due generazioni.
Volendo essere poi del tutto sinceri, l’accezione che in un primo momento ebbe il termine “tyrannos” non era poi affatto negativa, nel senso che stava ad esplicitare esclusivamente la figura di un “signore”. È nel corso del tempo, non prima del VI secolo, che si arricchisce anche della spregiudicata vena negativa che, tutt’oggi, connota il termine. Secondo la tradizione antica infatti il tiranno sarebbe un dispotico che non solo aveva impostato il suo dominio con la forza, ma che continuava a legittimarlo con violenze e brutalità di ogni sorta. Non era, per intenderci, alla stregua di un basileus omerico che, pur degno di un potere semi-assoluto, esercitava il proprio potere insieme ad un collegio di aristocratici e dignitari dei quali pareri aveva il massimo rispetto.
In realtà, la tirannide è un fenomeno molto più complesso di così, di questa semplice banalizzazione letta nella sola ottica drammatica: le figure dei tiranni hanno un peso per nulla trascurabile nell’evoluzione della ormai nata, ma non del tutto ancora stabile, polis greca.
Cerchiamo un po’ di fare ulteriore chiarezza affidandoci ad una ricostruzione piuttosto lineare di un fenomeno che, per quanto non lo fu, fu caratterizzato da alcuni denominatori comuni.
L’estrazione sociale dei tiranni
In primo luogo, l’estrazione sociale dei tiranni. Appare assodata ed incontrovertibile la consapevolezza che ogni tiranno fu, prima del colpo di stato che aveva come fine il portarlo al potere, uno stesso esponente del ceto dirigente, un aristocratico dal titolo nobiliare. Probabilmente ricopriva anche una carica magistratuale, spesso nell’ambito della sfera militare, ed era indubbiamente caratterizzato da una sensazione di insofferenza verso la propria casta e da un profondo astio nei suoi confronti. Che fosse poi anche una personalità carismatica e dotata di grande intelligenza politica non possono esserci dubbi, nonostante i vari casi e le varie differenze possibili.
Il rapporto con il popolo cittadino
Invece è molto suggestivo analizzare le posizioni che assunse il nuovo dinasta nei confronti del popolo cittadino della polis. Per quanto sia anacronistico ed infondato vedere nel tyrannos un “amico del popolo”, un promotore della nascente giustizia sociale e simili illazioni, non si può nemmeno negare la sua costante preoccupazione nell’ottenere l’appoggio della plebe per rafforzare il suo governo.
Redistribuzioni delle terre confiscate ai nobili esautorati, concessioni e prestiti agli strati più poveri della popolazione, inserimento nella cittadinanza di gruppi prima non appartenenti, sono solo alcune delle iniziative promosse da moltissimi tiranni per ottenere quel consenso popolare che tanto era per loro importante, ma che soprattutto molto contribuiva nell’assestamento dei loro domini.
Sviluppo della polis e politica estera
Ma sotto regimi tirannici si segnalano anche importanti cantieri edilizi rivolti all’abbellimento e rafforzamento delle poleis, che avevano, tra l’altro, anche il controeffetto di creare opportunità di lavoro per i meno abbienti. Inoltre l’impulso accordato dai tiranni ai campi dell’artigianato, allo sviluppo delle rotte commerciali, il sostegno garantito alla cultura e alle arti, fanno di queste figure composite e versatili indubbi artefici del processo di stabilizzazione e di miglioramento stesso della polis in età arcaica.
Ancora più degna di nota è l’attenzione che fu rivolta alla politica estera con l’incremento della potenza militare, specie con la costruzione di nuove flotte all’avanguardia, e con la fitta rete di relazioni diplomatiche che i tiranni seppero allacciare con altre dinastie del mondo greco.
Il giudizio delle fonti antiche
Ma allora, perché questo fenomeno è sempre stato visto con grandissimo disprezzo e risentimento da parte delle fonti antiche? Perché esse erano aristocratiche, cioè erano scritte da stessi esponenti del ceto nobiliare che era stato esautorato.
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