Teoria malthusiana
Identifica la causa principale della miseria nel fatto che la popolazione tende ad aumentare più rapidamente dei mezzi di sussistenza. Infatti, l’aumento delle risorse non riesce a tenere il passo con la crescita della popolazione. Una tale diversa progressione nel tempo condurrebbe a uno squilibrio tra risorse disponibili, in particolar modo quelle alimentari, e la capacità di soddisfare una sempre maggiore crescita demografica. L’incremento demografico può tuttavia essere ritardato da freni repressivi come guerre, epidemie, carestie o da freni preventivi come la restrizione morale.
Malthus propone quindi di adottare ogni misura atta a scoraggiare la natalità e di abolire la “legge sui poveri”, poiché la carità è un incentivo all’incremento di popolazione. In questa maniera, dopo aver sostenuto il crescente divario in atto tra la crescita demografica e quella delle risorse per la sussistenza, Malthus si fa portavoce di un liberalismo radicale, secondo cui ogni singolo individuo deve essere libero e privo di assistenza sociale e solidarietà, in modo tale che a prevalere siano i più forti, a soccombere i più deboli.
La rivoluzione nel neolitico
L’umanità visse per decine di migliaia di anni in un regime economico basato sulla caccia, la pesca e la raccolta di frutti selvatici. Gli uomini vivevano in piccoli gruppi sparsi, con un’organizzazione sociale molto semplice. Tutto ciò ha portato a un’evoluzione verso una civiltà agricolo-pastorali, nelle quali si coltivava la terra e si allevano gli animali, prima in transumanza e poi in un ambiente fisso. Inoltre, questo tipo di società vide il fiorire di città e imperi, l’espansione della popolazione e la diffusione della cultura, sia in senso materiale (metodi di coltivazione) sia in senso spirituale (sviluppo della scrittura, nascita di biblioteche).
Ma novemila anni con paurosi arretramenti e stagnazione (molti tratti comuni al concetto di «economia di antico regime» o «economia preindustriale» secondo la tradizione storiografica europea) Dunque, alla base di tale cambiamento si trovano le regole che la popolazione si è data per regolare i rapporti tra la popolazione stessa.
Europa e altre civiltà
L’Europa non è mai esistita come entità statuale unitaria, sebbene vi siano sempre stati dei legami di tipo religioso e commerciale non vi è mai stato un legame di tipo politico. Da un punto di vista geografico, il continente europeo era limitato a nord e a ovest da oceani, che la rendevano impenetrabile, ma la limitavano anche. Era più vulnerabile a sud (presenza di mari) e soprattutto ad est, dove si sono susseguiti insediamenti islamici e asiatici.
Altre popolazioni significative
- Popolazione dell’America centrale: Isolate, poco alfabetizzate e poco mercantilizzate.
- India: Nonostante la complessa civiltà agraria e l’attività mercantile complessa, non fu in grado di esprimere capacità di autodifesa.
- Cina e mondo arabo: Non furono paesi stagnanti, erano dotati di macchine militari complesse, di attività mercantili fiorenti e di manifatture di pregio (tessili, ceramica), ma rivelarono una diversa capacità di sostenere il passo dello sviluppo sull’arco dei secoli, soprattutto a causa del governo assoluto che non permetteva al popolo di realizzarsi e di essere liberi, a causa di istituzioni estrattive, ovvero con la tendenza a promuovere lo sviluppo economico, ma a prelevare il surplus della popolazione e destinarlo all’élite che governa. Anche la presenza di apparati militari privi di stimoli all’espansione, ma con l’interesse esclusivo di difendere il proprio territorio.
Al contrario l'Europa, godendo di un sistema decentralizzato che permetteva alla popolazione di essere libera e di autogovernarsi, con la presenza di istituzioni inclusive che permettevano pari opportunità di crescita economica, la competitività con altri stati non solo interni ma anche esterni e il costante interesse a conquistare nuovi territori e scoprire nuove rotte che possano ampliare i mercati commerciali, inizia ad accumulare ricchezze e cresce economicamente inseguendo gli obiettivi sopra citati.
Fattori di divergenza
- Il governo
- L’ordine:
- La civiltà europea mira continuamente ad espandersi, per conquistare nuove risorse, la Cina ha un apparato militare che utilizza solo per difendere i propri confini, il mondo arabo riesce a conquistare l’India ma ben presto viene fermato dall’Europa e dal mondo asiatico. Resta privo di risorse e non riesce a sollevarsi in quanto le principali rotte non attraversavano più né il Mar Mediterraneo né il Mar Rosso, ma erano prevalentemente oceaniche. Inoltre, la posizione geografica sfavoriva le esplorazioni.
- Molti stati europei partecipano alle esplorazioni geografiche e conquistano nuovi territori, soprattutto nelle Americhe, dove si diffondono diversi stili nella gestione di questi territori (si differenzieranno le colonie e le nuove Europe).
- La giustizia: Deve essere analizzata in relazione al tipo di governo:
- In un governo assoluto, la giustizia sarà arbitraria.
- In un governo rappresentativo, la giustizia sarà, in linea di principio, uguale per tutti. La tradizione giuridica dell’Impero romano, ereditata dall’Europa fu molto positiva.
- La tassazione: L’Europa si segnala per una più elevata ed efficiente tassazione, necessario in primo luogo per scopi militari, ma utilizzata anche per una maggiore produzione di beni pubblici (istruzione, sanità ecc.). Anche all’interno dell’Europa stessa si è constatato che erano gli stati con istituzioni più rappresentative a tassare di più i loro cittadini, per meglio difenderli e per meglio supportare le loro attività. Si diffusero anche particolari forme di partecipazione alla conduzione degli affari dello stato.
L'Europa e le sue libertà individuali
Quello che emerge tra il confronto con le società è che l’Europa risalta come l’area dove le libertà individuali vennero a essere maggiormente tutelate attraverso l’esistenza di istituzioni politiche non solo rispettose dell’individuo, ma anche pronte ad interpretarne e appoggiarne le iniziative economiche e in campo culturale basata su monasteri, università, cultura scritta (poi anche a stampa), capitale umano si formano istituzioni giuridiche, politiche, amministrative favorevoli all'economia di mercato: cioè alla libera iniziativa personale, all'investimento, allo scambio.
Fondamentale fu il ruolo della religione grazie alla quale si ebbe:
- La definizione di persona umana come unico valore assoluto, in quanto secondo al cristianesimo l’uomo è fatto ad immagine di dio.
- La relazione di base fra le persone è una relazione orizzontale, di fraternità; infatti, le relazioni d’affari non si fermano al clan ma si estendono in modo universalistico, da qui la nascita di istituzioni elettive e impersonali.
- L’esaltazione dello spirito come razionalità, da cui discendono la nascita della scienza e la diffusione dell’istruzione, ma anche la superiorità dell’uomo sulla natura.
- La separazione dei poteri, per evitare una concentrazione degli stessi in poche mani e per permettere i checks and balances, ossia il controllo reciproco. Così si divisero potere civile e potere religioso e un’articolazione della società in corporazioni.
Innovazioni economiche e istituzionali
Si riducono i vincoli personali. La proprietà privata si definisce giuridicamente → visibilità della ricchezza, anziché suo occultamento. I rapporti economici si basano sul contratto (= tra eguali) anziché sull'obbligo derivante dalla consuetudine o dalla forza; sul rispetto delle regole (lex mercatoria, notariato).
Nascono diverse istituzioni:
- Assicurazioni e credito. Prima case bancarie private a VE, GE, FI...
- Le fiere, sono mercati all'ingrosso per soli mercanti specializzati e sono organizzate in circuito. Spiccano alcune fiere internazionali (dal '200 nella Champagne, dal '300 Ginevra e poi Lione ...).
- L'informazione economica. Servizio postale. Dal '600 si moltiplicano giornali e trattati con contenuti economici e pratici.
- Tecniche commerciali e contabili. Invenzione e diffusione della partita doppia (Italia, secoli XIV-XV), della lettera di cambio, ecc. Scuole di abaco e manualistica per i mercanti.
- Le borse valori. La prima ad Anversa (1487). Col tempo, diventano luoghi per negoziare merci, titoli di debito pubblico, titoli di grandi compagnie e altre società per azioni.
- Le società commerciali. Inizialmente compagnie familiari con capitali e ammissione di soci anche estranei. Nelle città marittime società a responsabilità limitata tra i soci (commenda a Genova, colleganza a Venezia). Espansione territoriale: casa madre, filiali, succursali … Grandi compagnie coloniali → società per azioni (1602 Compagnia olandese delle Indie Orientali, VOC).
Dal tardo Medioevo l'Europa si sviluppa tecnologicamente ed economicamente. Col tempo, anche in termini di reddito pro-capite si registra una «grande divergenza» tra l'area europea e le altre aree, tra cui la Cina.
Come sappiamo le città che si vennero a creare in Europa erano diverse da quelle orientali o islamiche, esse erano agglomerati di popolazione per lo più dedicata ad attività non agricole, inoltre erano comunità che godevano o di totale indipendenza politica o di vaste autonomie.
Il sistema economico della società si fondava su due piloni: le corporazioni degli artigiani produttori e le camere dei mercanti. Gli artigiani non producevano per il magazzino, ma su mandato dei mercanti, che fornivano materie prime e in questo modo si veniva a formare un rapporto stretto con essi. La produzione manifatturiera godette inoltre di importanti innovazioni tecnologiche, a partire dal XII secolo. Venne introdotta l’applicazione della forza motrice idraulica ed altre innovazioni che erano già note nel mondo islamico e in Cina, ma gli europei le introdussero nella realtà sviluppata delle loro imprese o le re-inventarono.
Ambiti di sviluppo tecnologico medievale
- La navigazione
- L’orologeria
I paesi che trassero maggior vantaggio dalla posizione geografica furono l’Italia, che era un ponte naturale tra l’Europa, il Nord Africa e il vicino oriente, i Paesi Bassi in quanto centro di strade e rotte tra il Mare del Nord e il versante Atlantico di Francia e Spagna.
Fase preparatoria e grande divergenza
Una lunga «fase preparatoria» (secoli XVI-XVIII) o trasformazioni dell'agricoltura → in EUR si supera il «vincolo malthusiano» o urbanizzazione o crescita dei commerci e dei consumi o espansione delle manifatture (specialmente della «proto industria») o appropriazione di risorse, lavoro e tecnologia extraeuropei per effetto delle scoperte geografiche e dell'espansione coloniale o accumulazione di risorse finanziarie: in alcune regioni e ambienti livelli di ricchezza oltre la sussistenza o cambiamenti istituzionali: formazione dello stato moderno, ecc.
Gli europei si specializzarono nel commercio estero essendo le loro città troppo piccole per offrire mercati sufficienti, la libertà di cui godevano i mercanti generò innovazioni significative abbiamo:
- La commenda, una forma di associazione di capitali che permetteva anche a chi non desiderava lavorare direttamente in un’impresa di finanziarla, anticipando una parte del capitale necessario e ottenendone un’adeguata remunerazione.
- L’assicurazione, introdotta nella repubblica di Venezia per affrontare i rischi degli armatori che trasportavano le mercanzie per mare, essa abbassava il rischio d’impresa.
- La banca, si creò nelle città medievali era legata all’attività del mercante e solo in seguito le due figure si separarono. Le pratiche bancarie non erano volte ad ottenere una rendita fissa da parte di chi possedeva una proprietà ma ad attivare flussi di credito per finanziare l’attività mercantile su aree vaste. Nacquero infine i banchi pubblici, ossia le banche specializzate nel concedere prestiti agli stati, sotto forma di titoli di debito pubblico, allo scopo di sostenere una guerra, ma anche di contrastare emergenze alimentari.
- La partita doppia è un modo di tenere la contabilità, redigendo libri-giornali in cui si annotava ogni spesa e ogni entrata nel poterne fare un raffronto e capire con precisione come andavano gli affari.
- Lo ius mercatorum, è un diritto commerciale internazionale creato direttamente dalla classe mercantile, che vincolava chiunque, dimostrando quale fosse la posizione privilegiata dei mercanti nella città. Questa frequenza e necessità di registrare contratti portò all’affermazione di una nuova figura il notaio.
Le innovazioni istituzionali iniziate nelle città italiane continuarono. Fra le principali si ebbe:
- La borsa, come luogo di operazioni commerciali e finanziarie.
- Il servizio postale
- Il brevetto che tutelava lo sfruttamento commerciale di una nuova invenzione.
- Codici di commercio, che si formarono pian piano in molti paesi europei ed erano sottoposti a tribunali della mercanzia con la diffusione delle camere di commercio.
Esplorazioni e colonialismo
Le esplorazioni europee per mare provocarono una vera e propria rivoluzione spaziale, però in tutto ciò l’Italia venne tagliata fuori dallo sfruttamento coloniale delle nuove terre scoperte. I motivi furono:
- Le posizioni acquisite dalle repubbliche marinare italiane erano così confortevoli che non c’era incentivo a cambiare.
- La dimensione delle città-stato italiane era troppo piccola per poter sostenere spedizioni di quella portata.
- La perdita di posizioni del commercio mediterraneo fu lenta, anche per la resistenza del mondo islamico.
Anche il mondo islamico, interessato al mantenimento delle rotte mediterranee, uscì alla fine perdente insieme agli italiani. Per il Portogallo fu invece una opportunità unica. Precedentemente la sua posizione lo aveva tagliato fuori dalle correnti di traffico europeo. La Spagna era sempre stata abituata ad un regime continuo di guerra, soprattutto con il mondo arabo, che non aveva permesso un’organizzazione statuale economicamente prosperosa. Tentarono dunque la fortuna con Cristoforo Colombo e quando videro i primi risultati si dedicarono all’avventura coloniale, ma con un approccio militare di conquista.
L’ascesa dell’Olanda deriva soprattutto dalla resistenza alla dominazione spagnola, resa possibile dalle ricchezze accumulate attraverso il commercio. L’ascesa della Gran Bretagna deriva dall’approccio originale all’uso delle colonie. Non furono i primi paesi europei colonizzatori (Portogallo e Spagna) a trarre maggiori vantaggi delle nuove vie. Si passò dal Portogallo e Spagna a Olanda e successivamente Inghilterra. Questo ha due spiegazioni principali:
- Il declino dei portoghesi fu dovuto al fatto che essi furono inglobati nel regno spagnolo nel 1578 e non poterono più agire autonomamente.
- Il precoce declino spagnolo è spiegato dal fatto che le ricchezze derivate dalle colonie li spinse a imbarcarsi in Europa in troppe avventure militari senza promuovere un sufficiente miglioramento della loro struttura economica nazionale.
Perché non fu la Cina a esplorare e colonizzare il mondo?
I cinesi avevano costruito potenti navi dette giuche, che erano impermeabilizzate, con molteplici ponti e un numero di alberi che andava da tre a 12. Erano capaci di imbarcare fino a 1000 uomini e 1000 tonnellate di carico. Erano dotati, fin dall’XI secolo, della bussola magnetica e del timone di poppa. Erano le navi più avanzate del tempo, che avrebbero potuto facilmente attraversare il Pacifico. In realtà tentarono di inviare nell’Asia sud orientale e nell’oceano indiano una flotta di 317 navi, con 37.000 uomini. Le navi più grandi avevano una lunghezza pari a circa cinque volte quella della più grande nave di Cristoforo Colombo. Altre spedizioni seguirono fino al 1423, ma i successivi imperatori non ritennero di insistere in tale direzione e dopo un ultimo viaggio nel 1432 il commercio con l’estero venne drasticamente limitato. Le “flotte del tesoro” furono distrutte o lasciate marcire fu emanato il divieto di costruirne di nuove.
Fattori che limitarono l'espansione cinese
- La costruzione di canali interni, che rendevano inutile la navigazione costiera.
- La minaccia di nuove invasioni del nord, che dirottò risorse verso la costruzione della grande muraglia.
- La dimensione dell’impero cinese, che favoriva una mentalità di autosufficienza e una concezione di stabilità, che non si voleva insidiare con avventure fuori dal territorio.
- La mancanza di potere politico della classe dei mercanti che nulla poterono opporre alle decisioni imperiali.
Il Portogallo e la rivoluzione della navigazione
Fu il Portogallo il primo paese europeo a sviluppare imbarcazioni più adatte a una navigazione in mare aperto. Per la prima volta, il mondo conosciuto si presentava in tutta la sua completezza, un globo popolato da molti oceani e intervallato da molte terre. In primo luogo, furono aperte nuove rotte per l’importazione di prodotti noti: spezie, seta, zucchero e altri prodotti dall’oriente che fino ad allora erano transitati per le rotte mediterranee (controllate dalle città italiane).
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