Capitolo 1: Le civiltà agricole/pastorali
Le civiltà agricole/pastorali, durate circa 9 millenni, bene o male erano similari in tutte le zone dove si sono sviluppate (Cina, India, Europa ecc.), tanto che in realtà fino all'11° secolo Cina e mondo islamico erano più sviluppate dei paesi europei. Poi però ci fu la grande divergenza tra Europa e il resto del mondo (in particolare in paragone al mondo islamico e a quello cinese), ovvero lo sviluppo durante il XVI e il XVIII secolo che portò l'Europa alla rivoluzione industriale e quindi alla società industriale, cosa che non accadde ancora per molto tempo nel resto del mondo.
Il territorio è un fattore non trascurabile in quest'ottica, però non è il fattore determinante in quanto ci sono zone molto favorevoli che hanno raggiunto lo sviluppo industriale molto in ritardo per altre ragioni (Nord-America). Infatti i fattori determinanti sono altri, ovvero la visione filosofico-religiosa del mondo e l'organizzazione istituzionale che ne deriva, quindi è il modo con cui l'uomo si relaziona col territorio ad essere determinante, non il territorio stesso. Ma un grande ruolo è stato sicuramente giocato anche dalle libertà individuali che nell'Europa preindustriale iniziavano già ad essere rivendicate e ad essere anch'esse causa del primato europeo. A differenza dell'assolutismo orientale che imponeva le leggi dall'alto, nelle città europee c'era quasi un autogoverno da parte delle élite economiche che sapevano cosa servisse per favorire lo sviluppo economico essendo loro stessi il motore di quest'ultimo.
In Cina lo stampo è sempre stato assoluto, nel mondo islamico prevaleva un governo subordinato a precetti religiosi con legislazioni calate dall'alto (non come nelle città-stato europee). Infatti in oriente le istituzioni erano di tipo estrattive, ovvero che mirano all'arricchimento di una ristretta élite ai danni della maggior parte della popolazione, mentre quelle di tipo inclusive mirano a rendere partecipi dell'economia il maggior numero di persone — come invece erano le istituzioni europee.
Molto significante fu anche la frammentazione politica tipica dell'Europa di questi secoli che fu accompagnata da una forte competizione tra i vari staterelli regionali e poi nazionali che favorirono enormemente lo sviluppo economico e tecnologico, facendo entrare a far parte della vita politica tecnici e scienziati al servizio del progresso del “paese”. Per questo anche le guerre paradossalmente furono fonte di sviluppo europeo (mentre ad esempio in Cina la guerra era solo per mantenere lo status quo, non di certo per aumentare le risorse o per competizione).
Per quanto riguarda la tassazione, in Europa era più elevata a causa delle guerre e dei beni pubblici — per questo i cittadini erano arrivati ad intromettersi nelle decisioni di tassazione — culmine in GB — no “taxation without representation”. Dal punto di vista giuridico in Europa la base era stata fatta dai romani con l'habeas corpus, mentre in Oriente la giustizia era del tutto arbitraria, il che ancora una volta limita la libertà del singolo, che quindi è ormai chiaro essere la chiave del successo europeo — e in questo i fondamenti filosofico-religiosi furono molto importanti e possono essere riassunti in 4 punti:
- Centralità della persona — per questo libertà e giustizia sono centrali e da qui deriva il concetto di uguaglianza che si sviluppa nei secoli in Europa, soprattutto grazie al cristianesimo. Sempre grazie ad esso si rivaluta anche il concetto di lavoro (san Benedetto — ora et labora) che non è più segno di povertà ma anzi motivo di vanto e forma di emancipazione.
- Fratellanza — siamo tutti uguali quindi c’è fiducia e solidarietà, il che favorisce le relazioni economiche e non solo, la nascita di istituzioni impersonali e non legate ai soli clan familiari come in oriente. Nasce anche il concetto di bene comune — mercanti e manifatturieri lavorano al servizio della collettività, in cui l’arricchimento personale è solo una conseguenza.
- Importanza della razionalità — Rinascimento e poi Illuminismo — primato dell’uomo sulla natura, primato della scienza ed importanza della conoscenza — importanza dell’istruzione e della diffusione e perpetuazione del sapere.
- Separazione dei poteri — iniziando dal potere politico e quello religioso che fu molto difficile da affermare, passando per un’articolazione della società in corporazioni, come le camere dei mercanti e le corporazioni degli artigiani, arrivando alla separazione tra legislativo, esecutivo e giudiziario, fondamento della democrazia moderna.
Quindi già da prima della rivoluzione industriale l'Europa si era dotata di istituzioni economiche inclusive che permisero il sorpasso delle altre civiltà preindustriali.
Capitolo 2: Nuovo sistema cittadino europeo
Nel medioevo (in particolare intorno al XII secolo) le più importanti innovazioni europee furono nell'ambito dell'orologeria e della navigazione. Infatti o nel nord Italia o in Germania nacque verso la metà dell'XIV secolo l'orologio meccanico, in sostituzione della clessidra e della meridiana. Invece per la navigazione nacque la bussola magnetica (che però fu inventata in Asia) e altre innovazioni come le carte nautiche che favorirono lo sviluppo di questa tecnologia (navigazione), l’aumento della precisione nelle rotte e la possibilità di navigare anche in scarse condizioni meteorologiche.
Del commercio — nascono le — facilitazione prime fiere mercantili, le prima proprio in nord Italia, che insieme alle Fiandre è una delle zone più importanti per le manifatture e per il commercio, per via della loro posizione strategica (sul Mediterraneo l'Italia, e tra Europa continentale e mare del nord le Fiandre). I fiamminghi si espansero verso il sud Europa principalmente via terra, arrivando fino in Italia, i cui mercanti (principalmente delle repubbliche marinare di Pisa, Venezia e Genova) invece si spostavano principalmente via mare nel Mediterraneo fino al mare del nord, cercando di tenere lontani i principali competitori (catalani e fiamminghi) dalle zone sud-orientali del Mediterraneo. Per questo nacquero imprese di trasporti e corrieri per mare e terra — Venezia: porta d'oriente (tantissime comunità mercantili veneziane nel sudest Europa). Marco Polo. Molta importanza del commercio estero, quello europeo era limitato — città troppo piccole rispetto ai volumi che erano in grado di commerciare.
Istituzioni economiche
Per la gestione di contratti e denaro:
- Commenda — antenato della SRL — associazione di capitali — la gente poteva investire capitale anche se non svolgeva un’attività mercantile, finanziando così i commerci e ottenendo poi un’adeguata remunerazione. Però ovviamente come nelle SRL c’è il rischio di perdere il capitale anticipato. Poi nasceranno le SPA nel XVII secolo.
- Assicurazione — XII secolo, Venezia — nacque per affrontare i rischi di morte degli armatori che trasportavano le mercanzie via mare, abbassando di molto il rischio d’impresa.
- Banca — Inizialmente era strettamente legata ai mercanti, che svolgevano anche il ruolo di banchieri. Esse infatti miravano principalmente a fare credito alle attività mercantili, il che arricchiva le città medievali, perché aumentava il lavoro e migliorava le condizioni di vita. Nascono anche le banche di credito di consumo, detti monti di pietà, con modici tassi di interesse — microcredito. Nacquero anche i banchi pubblici, che facevano credito allo stato ad esempio in caso di guerra o carestia, dando vita così al debito pubblico.
- Partita doppia — modo di tenere la contabilità tramite libri-giornali in cui si segnavano tutte le entrate e le uscite per capire l’andamento degli affari. Metodo già noto in India, messo poi in atto nel 1202 da Fibonacci.
- Ius mercatorum/Lex mercatoria — diritto commerciale internazionale elaborato dagli stessi mercanti e amministrato dai giudici-mercanti che vincolava chiunque, anche i terzi al di fuori delle corporazioni.
A causa dell’elevato numero di contratti nacque la professione di notaio che già era esistita ma solo con valenza privata, mentre dal XII secolo divenne il garante della legittimità di un negozio giuridico. L’Italia nel ‘300 era il “paese” più sviluppato a livello europeo seguita da Olanda e Inghilterra, quest’ultima supererà l’Italia solo nel ‘700.
Innovazioni istituzionali avviate in Italia
- Borsa — luogo di operazioni commerciali e finanziarie. La prima fu ad Anversa nel 1531.
- Servizio postale — XV secolo, l’imperatore affida i servizi postali imperiali ad un italiano, Francesco Tasso.
- Brevetto — tutela dello sfruttamento commerciale di un'invenzione.
- I codici di commercio
Le esplorazioni e le grandi compagnie commerciali
Queste esplorazioni cambiarono fortemente gli equilibri europei, ad esempio l’Italia fu esclusa dallo sfruttamento coloniale dei territori esplorati, nonostante avessimo a disposizione navigatori provetti (che saranno al soldo di altri stati per la loro esplorazione) e mezzi sufficienti per metterlo in atto — una delle cause del declino italiano. I motivi sono due:
- Le repubbliche marinare erano soddisfatte della loro condizione e in più le città-stato erano troppo piccole per sostenere finanziariamente viaggi di quel tipo (attraversare l’oceano).
- La resistenza del mondo islamico nella lotta per le rotte commerciali nel Mediterraneo, da cui uscirono sconfitti sia Italia che mondo islamico.
Invece Spagna e soprattutto Portogallo videro una grande occasione nell’esplorazione ad ovest in quanto erano esclusi dal commercio europeo a cause della loro posizione. Ma quelli che poi sfruttarono al meglio le nuove rotte e il nuovo mondo furono inizialmente gli olandesi e poi gli inglesi, ciò avvenne per due motivi:
- I portoghesi furono inglobati dal regno spagnolo e quindi persero la loro autonomia, mentre gli spagnoli di fronte alle immense risorse che il nuovo mondo gli aveva riservato intrapresero troppe attività militari in Europa perdendo molto potere e tralasciando l’economia nazionale che stava soffrendo — forte inflazione e alti costi militari.
- Invece l’Olanda riuscì a far fronte all’attacco spagnolo grazie alle numerose risorse commerciali, mentre l’Inghilterra vide grande prosperità grazie al loro innovativo modo di sfruttare le colonie.
Ci fu anche un cambiamento nei confronti dell’Asia — infatti essa non era più isolata dopo la scoperta dell’America e della rotta che portava direttamente nell’oceano indiano rendendo più semplice il raggiungimento dell’Asia — il che ruppe alcuni equilibri millenari nel mondo asiatico: caduta dell’impero cinese e rinnovamento di quello giapponese. L’impero cinese possedeva la potenza marinara più sviluppata di tutto il mondo durante il periodo in cui iniziarono le spedizioni (XIV-XV secolo) però decise di non puntare sull’America per diversi possibili motivi: la vastità dell’impero era simbolo di autosufficienza, non pensavano di aver bisogno di altre risorse; si preferivano rotte interne tramite canali; c’era una minaccia dal nord — muraglia cinese; infine il ceto mercantile non aveva libertà sufficiente per opporsi e dovette sottostare alle decisioni imperiali. (spedizioni di Zheng He)
Dalle nuove rotte si iniziò ad importare prodotti orientali come le spezie, la seta, lo zucchero ecc. che prima dovevano passare attraverso numerosi dazi e subire quindi un elevato incremento del prezzo — per questo sia le città italiane che l’impero ottomano videro una grande diminuzione dei traffici dando inizio così al loro declino (in particolare dell’impero). Dall’America invece iniziò l’importazione di piantagioni difficilmente coltivabili in Europa (patata, mais, zucca ecc.). Mais — polenta: cibo base dei contadini.
Ma forse più importante fu il flusso di minerali preziosi che grazie alle nuove rotte arrivavano in Europa dall’Africa e dall’America, principalmente dalla Spagna. Quest’ultima infatti è la protagonista del fenomeno dell’inflazione caratteristico del XV secolo, che è proprio scaturito dall’elevato afflusso di questi minerali preziosi, la cui abbondanza svalutava le monete da essi coniate rispetto ad altre merci. Una concausa dell’inflazione fu anche sicuramente la crescita demografica, conseguente alla crescita dei commerci, che causò l’aumento della domanda di prodotti alimentari, di armamenti e di edilizia — aumento dei prezzi.
Con la scoperta del nuovo mondo e delle nuove rotte nacque anche un nuovo commercio: la tratta degli schiavi. Essa si basa sul commercio triangolare: 1 fase — scambiare prodotti europei con schiavi nell’Africa occidentale; 2 fase — scambiare schiavi per prodotti americani e minerali preziosi nel centro America, in Brasile e nel sud degli attuali USA; 3 fase — vendere i profitti fatti in America in Europa. Solo nel Settecento con il bando del commercio degli schiavi questo incubo cessò.
Le grandi società per azioni furono quelle a trarre vantaggio commerciale dall’apertura al commercio mondiale. I paesi che ebbero maggiore successo nell’utilizzo di queste imprese furono Olanda e Inghilterra, grazie alle legislazioni che davano appoggio alle loro compagnie e all’impiego di navi militari. Inizialmente gli inglesi a causa delle poche risorse possedute mandavano in spedizione i cosiddetti corsari che erano pirati autorizzati dallo stato che portavano avanti le esplorazioni inglesi e aggiravano i monopoli spagnoli e portoghesi contrabbandando armi e schiavi illegalmente nelle colonie americane che abbisognavano di manodopera — Raleigh fondò nel Nord America la prima colonia inglese nel 1585 e la chiamò Virginia in onore della regina Elisabetta I.
Poi nacquero le compagnie ufficiali come l’East India Company (1600) che colonizzerà l’India prima solo economicamente poi letteralmente. Questa compagnia sarà poi inglobata dallo stato inglese. Anche l’Olanda fece la stessa cosa con la VOC (compagnia olandese delle Indie orientali, 1602) costituendo anch’essa un impero coloniale — il primo è quello Portoghese che si basava su una conquista di tipo economica (costruendo avamposti commerciali) mentre quello spagnolo si basava sulla conquista militare e le colonie erano gestite da ricchi ma non imprenditori — lo stile coloniale spagnolo spiega perché le colonie non ebbero un gran impatto economico sulla madrepatria — inflazione. Lo stile olandese invece era simile a quello portoghese ma funzionò molto di più — stato più ricco del ‘600 — forse per questo fu tardivo nel seguente sviluppo industriale, o forse anche a causa della competizione con gli inglesi che in quegli anni non ebbero un grande sviluppo economico ma videro grandi passi avanti dal punto di vista politico (rivoluzione gloriosa — 1° monarchia parlamentare), avvicinandosi sempre di più ad una forma di stato rappresentativa che sarà la chiave per il sostegno al rafforzamento produttivo della Gran Bretagna nei secoli a venire.
Capitolo 3: Perché la Gran Bretagna fu il primo stato industrializzato?
La forma di governo, la politica economica (mercantilismo) e il riconoscimento dei diritti (common laws) sono tre punti fondamentali. Anche la posizione geografica fu favorevole soprattutto per le esplorazioni, ma come visto bisogna saperla sfruttare!
Dal punto di vista politico già dall’inizio del 1200 con il Magna Charta la monarchia perdeva sempre di più la sua assolutezza e dava spazio in politica a mercanti, baroni ed ecclesiastici che limitavano i poteri del re. Nel 1688 ci fu la rivoluzione gloriosa che rese a tutti gli effetti lo UK la prima monarchia parlamentare e quindi una democrazia — il che favoriva i mercanti soprattutto grazie all’introduzione della politica economica detta Mercantilismo, i cui principali provvedimenti furono due:
- Navigation acts — esso imponeva che tutti i trasporti da e per l’Inghilterra avvenissero tramite navi inglesi così da evitare porti stranieri e conseguenti dazi (così tolsero il dominio navale all’Olanda ed incrementarono il livello delle proprie flotte) (protezionismo navale quasi).
- Calico act — esso limitava inizialmente e poi proibiva l’importazione di cotone stampato indiano, così da incentivare la produzione nazionale e l’importazione dalle colonie nel nuovo mondo — infatti l’industria tessile inglese sarà quella leader dell’industrializzazione inglese.
Dal punto di vista giuridico ciò che aiutò lo sviluppo industriale e dei privati in generale nella Gran Bretagna preindustriale fu sicuramente la Common Law (diversa dal Civil law del resto d’Europa, derivato dal diritto romano e basato più sulle leggi) che garantiva un grande adattamento ai cambiamenti sociali grazie all’utilizzo dei cosidd
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