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Parte II, Capitolo XI: Giudaismo

Introduzione

Nella sua accezione più ampia il giudaismo indica la storia complessiva del popolo ebraico, dai suoi inizi nell'epoca biblica fino al presente. Il termine può essere usato sia per indicare l’appartenenza al popolo sia l’appartenenza alla comunità religiosa ebraica. In italiano sono prevalsi i sostantivi ebreo ed ebraismo per indicare tutta la storia ebraica. In senso stretto il termine giudaismo indica solo il periodo del Secondo Tempio e quello successivo alla distruzione del Secondo Tempio; tuttavia, è meglio usare il termine nella sua accezione più ampia.

Le epoche della storia ebraica sono:

  • Il primo periodo dell’età biblica, iniziato nel II millennio a.C. e terminato con la caduta degli Stati indipendenti di Giudea e Israele e con la distruzione del Primo tempio ad opera dei Babilonesi (587).
  • Dopo il ritorno di una parte degli esuli da Babilonia ha inizio l’età del Secondo Tempio. È un’età di Restaurazione, che vede il susseguirsi delle dominazioni persiana, ellenistica e romana, l’inizio di una diaspora ebraica, la nascita della sinagoga e, dopo la distruzione del Secondo Tempio (70) lo sviluppo del giudaismo rabbinico.
  • Dopo la conquista arabo-islamica del VII secolo, il centro di gravità della storia ebraica si sposta in Spagna, importante è la presenza degli Ebrei in Europa centro-orientale.
  • Con l’illuminismo l’identità del giudaismo viene messa in discussione, dando luogo a una pluralità di risposte che caratterizzano il giudaismo contemporaneo.

Definire il giudaismo non è facile, dato che si tratta di una serie di norme di origine divina che regolano la condotta del credente. Nel giudaismo religione e popolo costituiscono un connubio indissolubile, sono diversi ma inseparabili. Il popolo ebraico è costituito dai discendenti della tribù di Giuda che sono sopravvissuti per 25 secoli, come gruppo separato nella diaspora. Il giudaismo è stato l’elemento vitale che ha permesso al popolo ebraico di rinnovarsi e conservarsi continuamente. Pur essendo la terra d’Israele, secondo la tradizione, quella promessa agli ebrei, quando sul Sinai fu stipulato il patto tra Dio e Mosè, il giudaismo si è sviluppato prima nel Vicino Oriente, poi in Africa e infine in Europa. L’insegnamento fondamentale del giudaismo è il suo monoteismo etico: Dio è concepito come onnipotente, creatore dell’universo, in grado di intervenire tanto nella natura quanto nella storia. La sua azione nel mondo è infine finalizzata a un disegno salvifico, il popolo ebreo è quello eletto e deve fungere da esempio.

Fonti

Bibbia: il termine viene dal greco e ha come etimo il termine che indica il papiro, materiale usato nell’antichità per la scrittura. Per estensione il termine passò poi a designare lo scritto nel suo insieme, cioè il libro. Sia nel giudaismo che nel cristianesimo il termine ha assunto un significato tecnico. Nel Nuovo Testamento il termine per indicare i libri canonici dell’Antico è graphai (scritture), solo dal IV secolo è attestato il termine greco ta biblia (i libri) per indicare i libri canonici. Il termine, usato poi in latino, venne considerato femminile e usato fino ai giorni d'oggi.

La Bibbia ebraica è una collezione di 39 libri ed è divisa in 3 parti:

  • La Legge (in ebraico Torah, insegnamento) che comprende il Pentateuco, l’insieme di cinque libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio.
  • I Profeti, divisi in anteriori e posteriori.
  • Gli Scritti, che sono diversi per contenuto, stile e genere letterario.

Il canone della bibbia ebraica, cioè il catalogo ufficiale degli scritti biblici che il giudaismo considera normativo sul piano dottrinale ed etico, è diverso da quello della Bibbia cattolica. Dal canone ebraico rimangono escluse delle opere redatte in greco, la cosiddetta Settanta che invece è presente nel canone delle Bibbie cattoliche.

Talmud: significa studio della legge ed è una vastissima raccolta di materiale giuridico e rituale relativo a ogni aspetto della vita ebraica. È costituito da due parti:

  • La Mishnah (ripetizione) che comprende quella legislazione che era stata trasmessa per via orale ed è a sua volta divisa in sei ordini che trattano vari temi (preghiere, sabato e feste, leggi matrimoniali, diritto civile e penale, culto e sacrifici del tempio, norme su purità e impurità su cose e persone).
  • La Ghemara (completamento) che contiene le aggiunte alla prima parte del Talmud elaborate in aramaico dai maestri delle accademie in Palestina e Babilonia.

Codici: nel Medioevo la vastissima legislazione confluita nel Talmud fu ordinata e compendiata in manuali di più facile consultazione, cioè i codici, dai quali furono escluse le norme che caddero in disuso e furono invece incluse sono quelle nuove, adottate dopo la diaspora. Il codice più noto è lo Shulam aruk (tavola apparecchiata) ed è composto da 4 parti.

Profilo storico

I regni d’Israele e di Giuda (X-VI secolo a.C.): la Bibbia costituisce la fonte principale per ricostruire la storia e le strutture dell’Israele antico. La storia esce dal mito solo nel X secolo a.C. quando si forma la monarchia davidica. Le tribù di aramei nomadi si riuniscono in un unico regno con capitale Gerusalemme. Prima erano guidate da Davide, poi da Salomone. Il primo conquistò la città, il secondo vi eresse un tempio, simbolo della religione degli israeliti. Alla morte di Salomone si formarono due regni: uno al nord, il regno di Israele e uno al sud, il regno di Giuda. Il primo conservò l’autonomia fino al 721 a.C., quando fu poi conquistato con gli Assiri, il secondo invece fino al 587 a.C., quando Gerusalemme fu conquistata dalla Babilonia e la classe dirigente fu deportata in Babilonia. L’esilio babilonese costituì una forte cesura nella storia ebraica. Con questo evento finì il regno di Davide e iniziò quel fenomeno noto come diaspora.

Il giudaismo del secondo Tempio (538 o 515 a.C.- 70 d.C.): dopo l’editto di Ciro, re di Persia, parte degli ebrei decisero di tornare in Giudea per ricostruirvi un tempio, il quale fu inaugurato nel 515. Centrale divenne l’attività culturale e sacrificale. Quando Alessandro Magno conquistò il Vicino Oriente, la Giudea finì prima nelle mani dei Tolomei e poi in quelle dei Seleucidi di Siria. L’incontro con la civiltà ellenica influenzò molto la classe dirigente ebraica. Il processo di ellenizzazione culminò con l’ingresso forzato del culto ellenistico nel Tempio di Gerusalemme. In questo periodo turbolento si assiste all’emergere di un giudaismo diversificato all’interno, si formano infatti due gruppi: i Sadducei e i Farisei. I sadducei costituivano un partito sacerdotale aristocratico e conservatore mentre i farisei erano uomini di dottrina laici (gli scribi) che promuovevano la Torah. Un altro importante gruppo era quello degli Esseni che si tenevano separati dagli altri ebrei e non andavano a pregare nel tempio perché lo ritenevano contaminato. Nel 70 d.C. i Romani invasero Gerusalemme distruggendo il tempio e ponendo fine al potere sacerdotale. Poi trasformarono la Giudea in Palestina, radendo al suolo Gerusalemme e ai Giudei non fu più permesso di metterci piede.

Il giudaismo rabbinico:

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/06 Storia delle religioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asia.spera145 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle religioni nel mondo contemporaneo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Rotondo Arianna.
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