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L'eredità dell'illuminismo

L'architettura è sempre stata veicolo di significati che sono stati di volta in volta indotti dai progettisti, dalla committenza, da coloro cioè che l'hanno voluta e finanziata, e dagli utilizzatori, che ne hanno modificato e amplificato i contenuti. Lo spartiacque delle rivoluzioni occidentali - americana (1775-1783) e francese (1789) - trasforma il ruolo e soprattutto la quantità di persone che condividono gli usi e i significati degli edifici. La trasformazione avviene a partire dalla diffusione dei sistemi di pensiero alla base dei movimenti politici che si trasformano a loro volta in sistemi culturali. I principi dell'illuminismo elaborati da protagonisti quali Montesquieu, Voltaire, Rousseau, Locke, divengono categorie condivise: uguaglianza tra gli uomini, tolleranza religiosa, contratto sociale, rifiuto del dispotismo e delle visioni metafisiche.

Enciclopedismo e archeologia: la formazione dell'architetto moderno

La pubblicazione dell'Encyclopédie rappresenta la visione del mondo che andrà caratterizzando l'epoca contemporanea. L'architetto viene presentato come un uomo carico di responsabilità per le opere che deve compiere per il bene dei cittadini. Perciò il ruolo dell'architetto e tutta la sua competenza nel campo non è nulla se non ci fosse il cittadino e la comunità che lo sostiene. Nasce così in Francia l'Académie Royale d'Architecture con Luigi XIV, dove si studia soprattutto il mondo classico. I rampolli vengono mandati a studiare dapprima in accademia e poi vengono spediti nelle varie accademie presenti in Europa, tra cui anche qui nella capitale, per arricchire la loro formazione culturale.

Jacques-François Blondel fonda l'École Des Arts, dove fornisce tutti gli strumenti necessari per la formazione di futuri architetti. In questa accademia si sono formate figure di spicco come Julien David Le Roy, autore di "Le rovine dei più bei monumenti della Grecia". Questo trattato, oltre a parlare delle rovine dell'antica Grecia, parla anche di una giusta interpretazione degli edifici con l'occhio dell'architetto. In Le Roy si possono notare tutte le influenze dell'architettura classica e si lega a queste opere avendo un contatto diretto con l'edificio. Mentre tutti gli altri critici di quell'epoca sostenevano che il classico era superiore per armonia bellezza e proporzionalità, le Roy sostiene che la qualità formale sia legata alla qualità dello sviluppo della società nella quale viene elaborata.

Dal momento in cui le accademie diventano un luogo di formazione si possono individuare due rami di architetti, condizionati dai propri maestri e dalle committenze. Da una parte abbiamo una forte proliferazione di utilizzo di parti decorative greco romane per interni, arredi, tessuti, edifici, dall'altra la ricerca di indirizzi progettuali originali. Dall'altra la ricerca di indirizzi progettuali originali, ottenuti grazie all'elaborazione degli antichi esempi. Dagli anni che vanno dalla ripresa dell'accademia fino alla stesura del suo trattato, Étienne-Louis Boullée accentua gli aspetti dell'impostazione di Blondel, suo maestro, amplificando, con enfasi rivoluzionaria, la sua ammirazione per la repubblica greca e mettendo l'architettura al servizio di essa.

In Francia nascono sempre più scuole di formazione tra cui l’École Polytechnique gestito da Jean-Nicolas-Louis Durand, allievo di Boullée, e pian piano la formazione dell'architetto diventa sempre più definita e precisa. Per Durand l'unico obiettivo dell'architetto è l'utilità, le forme più importanti sono quelle che nascono dalla natura dei materiali e dalla funzione degli oggetti. Questa gerarchia porta alla nascita di un sistema progettuale meccanico, in cui la forma della pianta impostata su una griglia ortogonale genera prospetti e sezioni tramite semplici moduli cubici.

Molti ragazzi francesi venivano mandati a studiare a Roma dove, oltre ad entrare in contatto con le opere dell'antichità, potevano conoscere grandi maestri come Winckelmann o Piranesi, i quali attiravano attorno a loro molti giovani intellettuali ed artisti, manifestando le loro idee illuministe, ma le loro posizioni sono diverse: Winckelmann propugnatore della superiorità dell'arte greca come Le Roy, Piranesi sostenitore della superiorità romana. Quest'ultimo in un suo trattato contrappone la grandiosità dell'architettura romana alla graziosità di quella greca. Per superare questo dibattito tra greco e romano, l'Accademia della Pace (gruppo architettonico) discute di temi assegnati da loro stessi, fondendo il principio di utilità razionalista con l'aspirazione a individuare le radici.

Il riflesso delle rivoluzioni: architettura civile e disegno urbano

Una forte ripresa del classicismo in Francia è rappresentata da Jacques-Germain Soufflot che progetta un pantheon parigino, la chiesa di Sainte Geneviève, con un'idea di chiesa a croce greca. Soufflot, influenzato da un viaggio in Italia alla scoperta dell'architettura romana e di quella della Magna Grecia, gli permette di realizzare la fusione di due stili molto messi a discussione dai critici dell'epoca. L'unione di colonne libere che sostengono architravi e coperture voltate o cupole dà come risultato un senso di leggerezza. Questa fusione, Soufflot, la mette in atto realizzando una cupola posta sul transetto della croce Latina, un innalzamento che però insieme alle serie di colonne ipostile presenta una serie di problemi di carattere tecnico. Dato che non sono presenti archi rampanti che rendono solida la struttura è necessario l'utilizzo di catene e barre metalliche nella struttura in pietra e infatti vengono utilizzate macchine per la prova della resistenza della pietra.

Un simile processo viene messo in atto da Claude-Nicolas Ledoux, nelle montagne della Giura francese, il quale deve affrontare la progettazione delle Saline Reali di Chaux, un sito produttivo e residenziale per la raffinazione del sale, pensato come una sorta di città ideale. La corretta organizzazione del lavoro, alla qualità di vita degli addetti si sposa alla scelta di una pianta a semicerchio, simbolo monarchico del sole. Anche qui vi è una forte influenza del classico: pronai, colonne, architravi, che mediano con elementi didascalici. Le case sono molto semplici, con la presenza di forni o camini. Col tempo questo progetto aumenta di valore perché rappresenta il progetto di una cittadina con un'attività di sviluppo della società, a tal punto che iniziano i primi progetti di riforma urbana, come ad esempio la Rue de Rivoli a Parigi, la Place e Rue de la Pyramide fa parte di un complesso di opere volte ad un nuovo assetto urbanistico di Parigi voluto da Napoleone ed affidato a Percier e Fountaine. Molte di queste opere vengono interrotte quando si capisce che è necessario fornire Parigi prima di opere primarie come fogne, mattatoi, acquedotti.

Lo scopo non solo a Parigi ma in tutte le città europee è quello di rimodernare e rendere funzionali tutti i quartieri degradati. Ad esempio, questo compito in Inghilterra viene affidato a John Nash, il quale prevede la nascita di diversi edifici in vari quartieri londinesi dove vi è una forte influenza del linguaggio classico. In questo modo si sarebbe configurata una porzione di città autonoma e dotata di servizi e abitazioni per tutte le classi sociali, in cui l'elemento unificante sono le facciate in stucco composte secondo cadenze regolari. In tutti questi esempi di nuove città, la spinta della produzione e della classe media dei funzionari addetti alla gestione e al controllo delle fasi produttive risulta fondamentale per le scelte progettuali e realizzative mirate al risparmio economico, alla rapidità di esecuzione e all'efficienza. In Italia questo esempio è rappresentato da una città come Torino. Il terreno a ridosso del fiume viene acquisito da un gruppo di investitori al fine di costruire opere destinate ad attività commerciali e a case. Questo progetto viene affidato a Giuseppe Frizzi che realizza una grande piazza che si affaccia sul Po e che riesce a mascherare il notevole dislivello del sito in discesa verso il fiume.

Nuovi servizi per lo Stato e per la città

Il punto di incontro tra architettura classica greco-romana e le esigenze della società lo si ha con la realizzazione di opere pubbliche: biblioteche, musei, scuole. A Roma, ad esempio, sorge nel Vaticano il primo museo moderno, chiamato Museo Pio Clementino e poi diventerà Musei Vaticani. Costituito da una serie di sale a piante greca, latina, ottagonale e con coperture interrotte da oculi, lucernari e finestre termali dove il pubblico deve circolare e ammirare la maestosità delle opere che vi sono all'interno. All'esterno è molto semplice, costituito da masse murarie, mentre all'interno vi è forte richiamo del vocabolario classico. Il tema del museo romano viene ripreso nei decenni successivi da molti altri architetti francesi.

Boullée, ad esempio, progetta "Il Museo", mai realizzato, un edificio a pianta centrale, con quattro ingressi in corrispondenza dei punti cardinali, segnati da colonne traiane, circondato il tutto da colonne libere di forma semicircolare sormontate da una gigantesca cupola semisferica. A spingere il progettista a realizzare questi progetti è l'effetto della celebrazione, del sacro della chiesa, del genio di Newton nel cenotafio. Celebrazione ottenuta mediante spazi immensi, ottenuti in maniera semplice che permettono però di giocare con l'illuminazione. Un caso specifico è rappresentato dalla reggia del Louvre, in cui un primo intervento viene realizzato nel 1796 da Percier e Fountaine, che attuano una serie di grandi sale la cui copertura viene fornita da lucernari, in modo da ottenere luce, suddivisa da colonne per ottenere meglio la distribuzione. Quindi vi è un forte richiamo al museo romano.

Nella capitale prussiana, invece, si vuole aprire un museo (Altes Museum) per le collezioni reali e il progetto viene affidato a Karl Friedrich Schinkel, il quale rappresenta una sintesi tra funzionalità, magnificenza e linguaggio classico. L'edificio si presenta come un porticato (stoa) ellenistico di 18 colonne ioniche alte 12m. Quest'ultimo è destinato ad essere da cerniera con il parco circostante. Il visitatore accede dal porticato, circondato da colonne corinzie, coperto da cupola semisferica a lacunari e popolato su due livelli di statue antiche. La cupola è occultata all'esterno da un attico in modo da non interrompere la continuità del volume.

Le sperimentazioni rimaste sulla carta per i cinturini mutamenti storici possono essere finalmente messe in atto. Una dimostrazione intrinseca lo rappresenta la Bank of England a Londra. Il progetto di John Soane viene spesso ostacolato da nuove committente che riceve, richieste segnate dal comune obiettivo di economicità e rapidità di esecuzione, che porteranno Soane ad introdurre nel cantiere materiali e tecnologie solo impiegati nell’edilizia per l’industria: argilla cava, pietra artificiale, lucernari metallici, sistemi di riscaldamento. Si rivolge sempre a un vocabolario classico dato che visitò Roma e ne rimase molto affascinato. Le mura esterne conservano la combinazione colonna-parete. Non si tratta di un edificio pubblico, ma comunque l’architetto cerca di trasmettere un’immagine che rappresenta un grande polo pubblico di interesse.

Gli edifici di servizi sanitari per malati vengono rimodernati, dato che si cerca un connubio tra architettura ed esigenze sanitarie. Questi edifici vengono realizzati con piange organizzate dove le corsie convergono in un unico spazio centrale; un esempio è l’Hotel Dieu, realizzato da Antoine Petit, il quale propone una pianta organizzata radialmente dove le lunghe maniche delle corsie convergono su uno spazio centrale, un cortile/chiesa. La moltiplicazione delle sale da ricovero è dovuta alle maggiori conoscenze in campo medico che dividono i malati a seconda dei loro problemi. Perciò dopo la fase napoleonica molte città europee e statunitensi si dotano di questo tipo di edifici, che però rispettano sempre uno stile classico con uso di lesene, murature in archi.

I luoghi di spettacolo come teatri vengono rimodernati e si abbandona la concezione del teatro barocco come ad esempio il teatro di Besançon. Contemporaneamente vengono fatti studi sulla rifrazione della luce e sulla diffusione del suono servono a definire assi di curvatura del volume, scelta dei materiali di rivestimento e uso dell’illuminazione. Queste tendenze si incontrano ad esempio con il Foro Bonaparte di Milano progettato da Giovanni Antonio Antolini. Il registro più alto dell’uso degli ordini viene riservato solamente ad edifici celebrativi, dedicati al sacro o alla fama.

Un esempio è il Walhalla commissionato a Leo Von Klenze dal principe Ludwig di Baviera, che dopo aver sconfitto Napoleone a Lipsia vuole celebrare l’Unità pangermanica. Questo edificio si realizza tra il 1830-1842 ed è posizionato su in altura rinforzata da spalti in pietra percorsi da scalinate e riprende molto l’idea del Partenone di Atene. La cella, interamente rivestita da marmi è caratterizzata da una policromia ed è popolata da busti militari, musicisti, filosofi, poeti.

Gli storicismi nel XIX secolo: nuove funzioni e nuovi luoghi

Nei secoli XVI e XVII, fino all'avvio dell'epoca contemporanea, a fronte di una generale condanna dei momenti bui, un Medioevo di durata mutevole ed elastica, si manifestano dichiarazioni di interesse nei confronti dell'arte e dell'architettura che non derivano dalla cultura classica. Il dibattito «alto» sull'architettura, che attraversa la seconda metà del XVIII e tutto il XIX secolo, esce dall'alveo delle accademie e si confronta con un'accelerazione del settore scientifico e tecnologico. All'insegna del progresso il mondo occidentale diventa veloce, nei trasporti, nella circolazione delle informazioni, nei tempi di produzione e consumo. La mobilità sociale è ancora ridotta, ma a tutti è concesso avvicinarsi, almeno fisicamente, al nuovo, straordinario feticcio del secolo: le merci.

La storia come strumento per nuovi linguaggi

L'interesse per i periodi non classici e di provenienza non europea diventa realtà con il nuovo approccio razional-illuminista. Nascono vere e proprie mode, come il fascino per il medio oriente, che avviano operazioni di collezionismo affiancando quello incentrato sulle testimonianze del mondo antico. Seroux D'Agincourt (storico francese) suddivide in tre sezioni pittura, scultura e architettura; nei suoi testi afferma che il medioevo è un periodo di decadenza, che viene usato per completare una sequenza temporale interrogata da pregiudizi estetici e culturali. La Historie, sua opera, viene l'opera di consultazione dell'arte medievale a livello europeo e grazie a questo testo molte opere vengono pubblicate con un carattere più specifico, attento alle varie fasi medievali.

A differenza dei francesi, gli inglesi, intellettuali ed eruditi e spesso architetti dilettanti, piuttosto che prendere spunto dal medioevo si accingono a prendere spunti da modelli provenienti da paesi lontani. Horace Walpole, ad esempio, per la sua abitazione a Strawberry Hill, fonde la cultura cinese con il gotico e il gusto del rococò. Perciò un gusto dell'arte medievale è ancora presente in suolo inglese, ad esempio nella biblioteca, le librerie sono ispirate ai portali laterali della cancellata dell'antica cattedrale di St. Paul. Perciò in Gran Bretagna si diramano due strade negli scritti di architettura: da una parte una miriade di antiquari che si dedicano al racconto del patrimonio inglese, mentre dall'altro lato si configurano opere ambiziose belle quali si associano le fasi della storia inglese con importanti manufatti architettonici. L'Inghilterra rimane comunque il primo paese ad essere influenzato a livello architettonico da altri stili a loro lontano (colonizzazione).

Owen Jones, nella Grammar of Ornament, parla del complesso delle descrizioni architettoniche, in una sequenza consolidata che va dall'epoca preclassica alla contemporaneità. Il suo tentativo è quello di mettere ordine ai reperti e oggetti raccolti nei secoli precedenti e mettere a punto un sistema razionalista che leghi questi diversi stili. La sequenza storica è utile per Jones ad individuare il modello comune a tutte le fasi storiche e a tutte le aree geografiche di provenienza: natura. La domanda cruciale che rimane agli architetti del XVIII e XIX secolo è quale stile utilizzare? Per rispondere a questa domanda gli architetti faranno fiorire una svariata forma di storicismi architettonici e decorativi.

La moltiplicazione dei modelli

Questa fioritura degli storicismi porta di conseguenza ad abbandonare la cultura classica e allo stesso tempo si fanno sempre più evidenti le contraddizioni della società ormai pienamente industriale si vanno facendo sempre più evidenti. Northmore Pugin affronta il tema del rapporto tra religione e architettura e racconta di essere divenuto cattolico grazie all'architettura gotica e che rimane affascinato da tutte le cattedrali medievali. Nel suo libro affianca opere di stile classico realizzato da britannici (Nash, Dance, Soane) a edifici simili ma di fondazione medievale. Con questa opera di stampo satirico, Pugin afferma che il classicismo (paganesimo) non era stata la madre di tutte le arti al contrario del medioevo (cristianesimo) che promuove un'arte di facile comprensione. Perciò ritiene che l'architettura medievale sia più adatta.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandralanzilotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell’architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Romano Antonella.
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