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Storia contemporanea

Definizione Marc Bloch: la storia stabilisce un legame, studioso e storico francese → con una situazione passata, la ricerca storica è animata dal nostalgico desiderio di vedere vecchie cose morte risorgere in uno splendore di calda vita, per stabilire un legame con il passato e per conoscere il passato riuscendo a ricostruire qualcosa che non è mai stato visto in prima persona.

Fonti della storia

  • Archivistiche: archivio di Stato, archivi comunali, archivi di partiti, archivi personali.
  • A stampa: giornali, cataloghi; diari e memorie.
  • Visive: monumenti, cartoline, manifesti elettorali, fotografie, vignette, quadri.
  • Audiovisive: trasmissioni radiofoniche, cinegiornali.
  • Orali: interviste.

Le opere

  • La «monumentomania» dell’Italia liberale: Monumento a Giordano Bruno (1889), Monumento di Garibaldi al Gianicolo (1895).
  • Cartolina di propaganda inglese (1914).
  • Manifesto d'epoca (1948).
  • Cartolina di propaganda.

Che cos'è la storia contemporanea?

Storico inglese Eric Hobsbawm: il termine indica un passato che ha dei riflessi sul presente; uno Housbourg la descritta come il secolo breve, iniziato nel 1914 con la Prima guerra mondiale, finito nel 1989 con la caduta del muro di Berlino, a differenza dell'Ottocento che risulta essere un secolo lungo, iniziato nel 1789 e finito con la Prima guerra mondiale. Due particolari eventi di portata epocale hanno dato il via all'età contemporanea mettendo in atto un cambiamento sempre più rapido.

Le due rivoluzioni che hanno portato all'età contemporanea

  • Rivoluzione industriale: processo storico che ha investito l'Inghilterra nella fine del '700 e si è conclusa nel 1830. a) sostituzione di una fonte di energia inorganica (carbone) a quelle organiche (legna, muscoli) – l’800 è il secolo del carbone (e del vapore), così come il 900 sarà il secolo dell’elettricità e del petrolio: potenziamento energetico, forte crescita demografica; b) sostituzione del lavoro dell’uomo con quello delle macchine (è il secolo delle fabbriche: macchine alimentate con energia meccanica che non conoscono la fatica. c) Divisione e standardizzazione del lavoro. Nascono nuovi soggetti sociali: i moderni imprenditori, il proletariato di fabbrica. Crescita senza precedenti della ricchezza materiale. La modernità e il progresso. Simbolo del nuovo secolo: ferrovie. (modernità significa mobilità, progresso significa scambio). Il mondo diventa più piccolo, la rivoluzione dei mezzi di trasporto accorcia le distanze. (→ Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni (1873); Claude Monet, La Gare Saint-Lazare (1877) Musée d'Orsay, Parigi / Fogg Art Museum Cambridge →).
  • Rivoluzione francese: inizia nel 1789 c’è una centralità della dimensione dei diritti, con un grandissimo slancio verso il futuro. Ottimismo. I rivoluzionari francesi - in particolar modo i giacobini - portano avanti l'idea con la pretesa di dare vita ad un nuovo mondo. Migliore di quello del passato. si concluse nel 1799 con l'esperienza napoleonica e l'atto di restaurazione (Congresso di Vienna).

La Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese combinati insieme danno vita a quella che viene chiamata storia contemporanea. (Prima della rivoluzione non esisteva uguaglianza).

La Rivoluzione francese

Il 26 agosto 1789, a Parigi, si apre l’età dei diritti. [1789, 1948, 2000]:

  • Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789) 1. Gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti. 2. Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell'uomo. Questi sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
  • Dichiarazione universale dei diritti umani (ONU, 1948) Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
  • Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Nizza, 2000) L’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, libertà, uguaglianza, solidarietà, principi di democrazia e stato di diritto.

Il tutto comincia con una monarchia assoluta dove il re è detentore di tutti i poteri, in quanto Francia assolutistica il re Luigi XVI nel maggio del 1789 decide di convocare il Parlamento che non ha alcun potere se non consultivo (consigliare il sovrano); è un Parlamento che vota per ceti/stati: Primo stato nobiltà; Secondo stato clero; Terzo stato cittadini (borghesia).

Gigantesco trasferimento di sovranità

Il terzo stato comincia a protestare e si chiude in una stanza chiamata sala della pallacorda e giura di non uscire più finché il re non avrebbe concesso una Costituzione → un patto tra popolo e sovrano con delle regole scritte che valgono per tutti compreso il re stesso, che non sarà più assoluto ma che dovrà svolgere i suoi compiti rispettando le regole; la costituzione si fonda sulla divisione dei poteri con il superamento dell'assolutismo. I rappresentanti del terzo stato dichiarano di essere la nazione, i detentori della sovranità popolare; è il terzo stato (il popolo) che governa; la sovranità appartiene al popolo, i cittadini sono liberi e uguali nei loro diritti, il popolo detta le regole tramite la costituzione e si dissolve l'idea di una popolazione divisa per ceti. La legittimità non va più dall’alto in basso (Dio → Re → Popolo) bensì dal basso verso l’alto. *** 1789 dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: la legge è l'espressione della volontà generale il diritto di voto è per tutti i cittadini → in realtà 80% della popolazione era esclusa dalla votazione.

Spodestamento del re

Il re sa che deve firmare la costituzione, ma con altri sovrani, di altre potenze europee cerca di tramare contro il suo stesso paese per ristabilire il suo ordine (Austria e Prussia) affinché attacchino la Francia rivoluzionaria; i rivoluzionari hanno però la prova che stia tramando contro il loro stesso paese, dunque, lo condannano a morte → il re Luigi XVI viene decapitato sulla ghigliottina (21 gennaio 1793).

La Francia repubblicana si apre un nuovo periodo che si basa su tre ideali principali:

  • Libertà.
  • Uguaglianza.
  • Fraternità.

Una nuova forma di legittimità: è legittimo perché è voluto da Dio; è legittimo perché è frutto delle tradizioni; è legittimo per chi è giusto (conforme con i principi astratti morali e politici: Liberté, Égalité e Fraternité.

I giacobini e la nuova era

La Francia rivoluzionaria è caratterizzata da quelli che vengono chiamati giacobini → rivoluzionari più radicali, con una forte spinta per la fondazione di un nuovo mondo; Sono loro che inventano un nuovo calendario, non più legato ai santi ma alla natura.

Comincia una nuova era, anche estetica (il nuovo sistema di valori si riflette in un nuovo modello estetico): l’altalena di Fragonard con Oriazi e Curiazi di David.

Robespierre il capo dei giacobini, con l'idea di un nuovo tipo di uomo, coraggioso, pronto a sacrificarsi per patria e libertà. (dedizione, purezza ideale, sacrificio del bene privato in nome del bene pubblico).

Citazioni: “ogni uomo in una repubblica è di proprietà pubblica. Il suo tempo e le sue capacità, tutta la sua vita appartiene al suo paese”; “nessuno è un vero repubblicano se non rinuncia alla propria voce individuale in favore di quella pubblica”.

Nascono i martiri della Rivoluzione

Le Serment des Horaces (1784/85) Jacques-Louis David. Tre giovani che giurano di salvare la loro patria a qualunque costo.

Santiago Rebull (1829-1902) La muerte de Marat (1875) Jacques-Louis David La Mort de Marat (1793).

Marat era un martire della rivoluzione, ucciso in onore degli ideali rivoluzionari: si coglie l'uomo nel suo ultimo respiro che fino alla fine si dedica alla rivoluzione e la scrittura del suo discorso; amico di Robespierre viene ucciso nel 1793 con una coltellata, da una ragazza di 25 anni, che credeva nei principi rivoluzionari appartenenti però agli avversari dei giacobini (Girondini) la ragazza ha ucciso Marat come segno di ribellione contro il regime liberticida.

“La vera lezione di Marat è che dobbiamo tutti essere preparati, ogni momento di ogni giorno, a dare tutto per la repubblica”.

Guerra interna ed esterna

La Francia diventa una Repubblica e le monarchie europee continuano ad attaccarla per paura di un contagio rivoluzionario, il governo si trova a dover contrastare l'offensiva da parte di monarchie europee che gli dichiarano guerra e a dover regolare contemporaneamente una guerra civile che scoppia da parte della Vandea in nome della restaurazione dell'ordine tradizionale e della monarchia assoluta.

Terrore giacobino e accentramento dei poteri

Il governo rivoluzionario francese reagisce con terrore giacobino: 12 uomini che rappresentano il Comitato di salute pubblica e viene varata la legge dei sospetti per cui basta un solo sospetto di attività contro la rivoluzione per accusare una persona e condurla a morte; Psicosi del complotto → sindrome di accerchiamento, si vedono nemici ovunque, la ghigliottina funziona giorno dopo giorno facendo moltissime vittime. Viene realizzato un programma terroristico che toglieva ai nemici l'idea di poter tramare contro la Repubblica; secondo i Giacobini il terrore e la violenza erano giustificabili se finalizzate ad instaurare il Regno della virtù.

“Se la violenza è necessaria per affermare i valori con la quale si arriverà ad un nuovo mondo allora sarà giustificata”.

M. Robespierre, 18 piovoso anno II (5 febbraio 1794). Noi vogliamo sostituire [...] la morale all’egoismo, l’onestà all’onore, i principi alle usanze, i doveri alle convenienze, il dominio della ragione alla tirannia della moda, il disprezzo per il vizio al disprezzo per la sfortuna, la fierezza all’insolenza, la grandezza d’animo alla vanità, l’amore della gloria all’amore del denaro, le persone buone alle buone compagnie, il merito all’intrigo, l’ingegno al bel esprit, la verità all’esteriorità, il fascino della felicità al tedio del piacere voluttuoso, la grandezza dell’uomo alla piccolezza dei «grandi»; ed un popolo magnanimo, potente, felice ad un popolo «amabile», frivolo e miserabile; cioè tutte le virtù e tutti i miracoli della Repubblica a tutti i vizi.

Ninety-Three, Victor Hugo 1874. Un romanzo che descrive quali siano le declinazioni dello spirito rivoluzionario sottolineando la drammaticità; la vicenda si svolge nei mesi dell'insurrezione della Vandea, il governo manda un uomo a reprimere l'insurrezione, un ragazzo con una forte fede rivoluzionaria ma con un senso dell'umanità troppo alto, è troppo buono nei confronti dei suoi nemici, il governo francese viene a saperlo e manda un altro uomo, un ex prete che era il precettore del ragazzo e che amava come un figlio, il prete ammazza il ragazzo in quanto traditore e di conseguenza si uccide per il dolore di aver dovuto uccidere il ragazzo.

Edmond Burke e il pensiero controrivoluzionario

Edmond Burke (1729-1797), Reflections on Revolution in France (1790). Il manifesto di pensiero contro rivoluzionario e conservatore rappresenta un rifiuto all'idea che la politica possa imporre alla realtà di andare in un'unica direzione. Burke pensava che non si potessero fissare dei diritti da un giorno all'altro pretendendo di creare un nuovo mondo, secondo lui l'unico ordine legittimo è un ordine che si evolve con il tempo e con la tradizione attraverso una naturale evoluzione della società; Burke contesta i rivoluzionari francesi l'idea che il mondo si possa reinventare sulla base di un set di principi astratti, gli inglesi affermano che il mondo è così com'è e che non si può rifare la realtà solo per trasformarla sulla base dei principi di alcuni rivoluzionari.

Le famiglie politiche antagoniste

Le famiglie politiche antagoniste abitano l’800 dopo la Rivoluzione francese:

  • Liberali → il voto non è un diritto naturale, bisogna dimostrare di saperlo esercitare correttamente avendo dei requisiti specifici; voto = funzione pubblica. (Prevale la funzione pubblica).
  • Democratici → la sovranità popolare deve essere tale tramite il suffragio universale essendo nati uomini si hanno dei diritti tra cui la libertà di esprimere la propria volontà votando; voto = diritto.

Patria e nazione

Patria e nazione: gli attributi di una patria erano tanti; una lingua comune, un passato comune, una comunità di destino; non esiste una patria se non c'è libertà. (Nel ‘900 il concetto di patria si sgancerà da quello di libertà) Nasce l'idea della moderna democrazia rappresentata dai simboli nazionali per eccellenza la bandiera:

  • Francese → prima della Rivoluzione era della famiglia reale (Borboni); la Francia non era una patria faceva solo parte del patrimonio personale del sovrano; comincia ad appartenere ai francesi che lo abitano diventando patria quando i sudditi diventano cittadini, la bandiera diventa tricolore, nasce il concetto di patria legato a quello di libertà e di diritti.
  • Italiana → nasce negli anni ‘90 del ‘700 quando le armate francesi guidate da Napoleone arrivano in Italia rovesciando le monarchie instaurando delle repubbliche; nasce l'idea di patria e l'idea di nazione che divengono una vera e propria religione.

Cultura liberale in Europa

Cultura liberale in Europa. La fine della Rivoluzione francese e la nascita del liberalismo: nell'estate del ‘94 i nemici dei Giacobini si organizzano e rovesciano il potere conducendo sulla ghigliottina Robespierre, così si chiude il periodo del terrore giacobino e si dà il via alla fase del Direttorio → una fase in cui si tenta una ricostituzione del potere dopo gli eccessi del giacobinismo e la stabilizzazione del sistema politico; si conclude con un colpo di Stato da parte di Napoleone Bonaparte.

Il sistema napoleonico

Nonostante il potere fosse in mano ad un'unica persona, Napoleone, vigevano un insieme di diritti che appartenevano a tutti i cittadini (eguaglianza); nella società Napoleonica non esisteva più la sovranità popolare ma ne rimaneva una traccia, il Plebiscito → un appello al popolo; quando Napoleone stava di fronte a una scelta importante si è sempre rivolto al popolo francese ma in realtà questo era un finto appello perché delineava semplicemente qualcosa che era già stato fatto. Anche se la società Napoleonica non è assoluta è comunque una monarchia che non si basa sui diritti del cittadino e dove il potere è di nuovo in mano di un singolo.

La cultura politica liberale

Nasce quando una serie di intellettuali si interrogano sulle cause del fallimento della rivoluzione francese; i Liberali affermano che l'errore è stato quello di interessarsi troppo in quali mani fosse riposto il potere ma di non essersi occupati dei limiti del potere stesso; i liberali ritengono che il potere è assoluto, ed è male sia se si trovi nelle mani del sovrano, sia se si trovi nelle mani del popolo; secondo i liberali la garanzia che preserva la libertà è quella di frammentare il potere, di limitarlo e di conoscere i diritti delle minoranze.

Benjamin Constant: “Le rivoluzioni mi sono odiose perché la libertà mi è cara”: l’idea rivoluzionaria di “tutto il potere appartiene al popolo”, se realizzata in forma assoluta, mette in pericolo la libertà: il problema è l’assolutismo del potere, al di là di chi lo detiene.

“La libertà degli antichi e quella dei moderni” (1819): la libertà degli antichi consisteva nella libertà di partecipare alla gestione pubblica e di votare; la libertà dei moderni consiste nella scissione dell'interferenza dello Stato.

L’individuo, con la sua sfera intangibile di libertà e diritti, è l’elemento centrale degli ordinamenti liberali. È il potere in sé, a essere il male. I poteri vanno divisi, lo Stato va limitato al minimo. (Liberalismo) Stato minimo, che significa:

  • Libertà dalla censura → ogni individuo può pensare di dire e scrivere ogni cosa liberamente, l’unico diritto che lo Stato ha è quello di proteggersi.
  • Liberismo economico → lo stato non si deve occupare dell'economia, deve essere lasciata libera di realizzarsi secondo le sue stesse logiche dinamiche senza nessuna forma di interferenza.

*** Dazi doganali: forma tipica dell'interferenza dello Stato sull'economia, cioè delle tasse imposte alle frontiere tra uno stato ed un'altro per favorire l'economia interna, lo stato liberale vuole abolirli.

Modello di società commerciale di Adam Smith, La ricchezza delle nazioni: la mano dell'economia deve essere lasciata libera di agire la legge del mercato e della concorrenza funziona solo se si prevede il libero scambio senza intervenire; il mercato deve autoregolarsi.

La dottrina del liberalismo economico durò per circa vent'anni, poi ricominciarono ad essere reintrodotte delle forme di protezionismo doganale. Il dazio sull'importazione del ferro, perch

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaP1903 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Papadia Elena.
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