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L’Italia fascista e la Germania nazista (A. J. De Grand, Bologna, Il Mulino, 2006)

Introduzione

De Grand visitò l’Italia per la prima volta nel 1960, dopo la caduta del governo Tambroni, primo esperimento di partecipazione®dei neofascisti alla maggioranza parlamentare.

Muri dove c’era scritto “No al fascismo”, a Genova contestazioni in piazza e a Roma, dove si dovevano ospitare le Olimpiadi, simboli fascisti sugli edifici sportivi.

In Germania e in Italia pressione a favore della “normalizzazione” degli anni della dittatura quali parte delle rispettive storie nazionali: ormai i ricordi della Resistenza sono appannati e le persone che avevano partecipato sono quasi tutte scomparse.

Renzo De Felice si chiese se il problema non fosse ora l’antifascismo e se l’Italia non avesse spinto troppo avanti il processo®d’indebolimento del potere esecutivo.

Oggi assistiamo allo smantellamento delle barriere morali e politiche contro il fascismo, causa, a fine degli anni ’70 e inizio ’80, sgretolamento egemonia marxista. Negli ultimi anni pressioni a favore di una rilettura in chiave positiva dell’esperienza del ventennio fascista.

Regime fascista e nazista accorpati sotto la voce “totalitarismo” e confrontati con l’esperienza sovietica. I regimi sono il prodotto di uno sviluppo nazionale dalle caratteristiche uniche per ognuno.

Totalitarismo: diritto dello stato di mobilitare tutte le risorse della società verso la realizzazione dei fini stabiliti dal regime. Per Meir®Michaelis, storico israeliano, usato questo termine per la prima volta dagli oppositori del fascismo italiano, ma Mussolini usato per dare una visione unitaria del fascismo, fusione di pubblico e privato senza opposizione.

Entrambi i regimi sostennero di aver creato un nuovo ordine rivoluzionario. I nazisti, per esempio, sostennero di creare un nuovo tipo di umanità per il “Reich millenario”.

Diversamente dai bolscevichi, fascisti e nazisti dovevano fare i conti col fatto che furono in larga misura legati allo status quo sociale ed economico.

Anche se tra i due regimi ci furono differenze, il loro modo di affrontare la crisi dell’EU fra le due guerre fu spesso molto simile e queste similarità suggeriscono l’esistenza di una “forma fascista di governo”.

Questo volume si limita a comparare i due regimi dal 1919 allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Due piani importanti

  • Nell’origine e nello sviluppo iniziale dei momenti e nella loro ascesa al potere.
  • Nel loro approccio all’organizzazione dello stato dopo la presa del potere.

Un duplice problema

I due regimi si trovano di fronte ad un duplice problema:

  • La loro società borghese o piccolo-borghese rese difficile una potenziale rottura con la società esistente.
  • Costretti al patteggiamento per la condivisione del potere, ma causarono tensioni tra le componenti della coalizione.

Per salire al governo costretti a liberarsi dei loro programmi radicali volti a promuovere una ristrutturazione fondamentale delle istituzioni economiche e sociali.

Il contesto storico

Il fascismo fu la risposta ad alcuni problemi inerenti alla struttura della politica liberale di fine ’800.

La Prima Guerra Mondiale accentuò i conflitti generazionali all’interno della classe media e la polarizzazione ideologica sulla questione bellica e sulla rivoluzione bolscevica, più in tutte le classi sociali aspirazioni rivoluzionarie o controrivoluzionarie.

I due regimi furono espressione dell’ascesa della borghesia col desiderio di una società organizzata secondo linee che favorissero questa continua promozione sociale.

Due fattori importanti per destabilizzare l’ordine politico-sociale dell’800:

  • 1. Sviluppo del movimento socialista più attività dei sindacati istituzionalizzati.
  • 2. Il primo punto comporta una crescente pressione a favore della redistribuzione del potere politico e dell’inclusione di nuovi gruppi nell’equilibrio sociale ed economico.

In Germania e Italia istituzioni giudicate inadeguate.

Si formò spaccatura tra i partiti politici borghesi e i numerosi gruppi sociali ed economici che continuavano a moltiplicarsi.

Crisi Italia quando la crisi economica 1907-1908 ridusse lo spazio di manovra per la strategia riformista orchestrata dal leader®liberale Giovanni Giolitti, più venne aggravata dalla guerra in Libia 1911-1913, più introduzione suffragio universale maschile 1913, più Prima Guerra Mondiale, più finì col clima politico radicalizzato del dopoguerra.

Crisi Germania elezioni 1912, in cui il Partito Socialdemocratico rimase isolato come maggior partito politico: iniziò così la crisi che®continuò anche durante la Prima Guerra Mondiale e si consumò nella repubblica di Weimar.

Giovanni Giolitti (1901-1914), tentativo di allargare la base dello stato liberale italiano.®

1901: politica tollerante nei confronti delle organizzazioni operarie.

Italia crescita economica dal 1890-1900 al 1907-1908, depressione, governo aveva approfittato dei tassi d’interesse per rifinanziare®debito pubblico.

Scioperi agrari 1901-1902: concessioni salariali favorevoli alle leghe contadine.®

Dal 1903 governo e grandi proprietari terrieri scelsero una linea dura.®

Dal 1908 crescita della tensione sociale.®

Giolitti 1911 tornò al potere portando il suffragio universale maschile.

1 Elezioni 1913 decretarono il declino dell’egemonia liberale in Italia.

In Germania elezioni 1912 partito socialdemocratico ottenne oltre 4 milioni di voti, 110 seggi su 390, ma privo di alleati politici.®

Partiti moderati davanti ad un dilemma.

Le élite economiche tedesche godevano di una solida organizzazione: Zentralverband Deutscher Industrieller, per l’industria pesante, Bund Der Industriellen, per l’industria leggera e orientata all’esportazione, camere di commercio, ecc., Bund Der Landwirte, lega degli agricoltori.

Voto socialista rivelò la crescente insoddisfazione nei confronti del sistema esistente, ma non offrì soluzioni; anzi, provocò rafforzamento del potere esecutivo più modifica elezioni per avere elezioni imperiali.

In entrambi gli stati la Prima Guerra Mondiale processo di disgregazione dell’ordine politico delle classi medie.®

1914 in Italia al governo Antonio Salandra capo di un governo di concentrazione borghese.®

Agosto 1914: neutralità.

Maggio 1915: con Intesa contro la volontà di Giolitti.

Solo la vittoria e la piena realizzazione degli obiettivi bellici italiani potevano motivare le terribili perdite provocate dal conflitto.

3 avvenimenti 1917 segnarono la crisi della vita politica italiana:

  • 1. In estate ondata di scioperi, specialmente a Torino, rivelarono lo scontento operaio per il rincaro dei prezzi e scarsità di viveri.
  • 2. Notizie rivoluzione bolscevica in ottobre spinsero partiti socialisti ancora più a sinistra.
  • 3. A fine ottobre sconfitta Caporetto rialzò la posta in gioco per la classe di governo.

Problemi emersero in tutta la loro evidenza dal novembre 1918 all’ottobre 1922.

Nessuna cooperazione interclassista.

1919 in parlamento: 156 deputati socialisti, indebolirono istituzione parlamentare, convinti della possibilità di una rivoluzione di stampo bolscevico; vogliono bloccare qualsiasi soluzione riformista alla crisi.

I due governi di Francesco Nitti e Giolitti giugno 1919-luglio 19121 rivelarono l’incapacità di trovare un punto d’intesa tra®capitale industriale e proprietà terriera da un lato e sindacati e leghe contadine dall’altro.

1920 economia di pace più resistenze alle richieste lavoratori.

La sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale distrusse vecchio sistema politico, messi in discussione i rapporti tra®industria, burocrazia e potere esecutivo.

1914 inizio guerra, ma per la Germania inizio crisi economica che continuò anche nel periodo fra le due guerre.®

La guerra aggravò crisi generazionale che covava dal 1914.

1932 ¼ dei disoccupati età compresa tra i 14 e i 25 anni.®

SPD indebolito: era il maggiore partito politico.

Partito socialista italiano caotico e disorganizzato. Dominato dall’ala rivoluzionaria con un rifiuto per la partecipazione di®governi borghesi.

Partito socialdemocratico tedesco ricco e disciplinatissimo. Controllato dall’ala riformista, subiva pressione di una crescente®sinistra comunista al governo 1918-1920, 1928-1930.

Sono molto diversi ma ebbero un destino molto simile.

Entrambi mai integrati completamente nel sistema politico parlamentare.

Con la depressione i socialisti tedeschi messi di fronte al fatto che gli obiettivi della maggior parte degli industriali e politici conservatori differivano radicalmente da quelli dei lavoratori.

1928 voti SPD vennero meno e borghesi dovevano governare da soli.

Cancelliere Heinrich Brüning indì nuove elezioni 1930: situazione politica impossibile. Voleva punire SPD e ridurre la loro influenza, ma ciò permise ai nazisti di aumentare i loro seggi da 12 ad oltre 100.

Il consenso e la conquista del potere

L’ascesa

1919 fascismo e nazismo movimenti che coagulavano gruppi diversi di dissidenti politici e culturali senza imporre un alto grado di®disciplina di partito o requisiti di affiliazione esclusive.

In una seconda fase, 1921 per il PF, Partito Fascista, e 1925 per il PNTL, Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, partiti veri®e propri, convinti che si potesse giungere a conclusioni diverse da quei democratici progressisti e dei socialisti senza rifiutare completamente la società industriale. Caratteri dell’antimperialismo della ricerca di nuovi valori spirituali, opposizione al socialismo, riconoscimento delle forze irrazionali della società moderna, esaltazione dell’istinto e violenza nella vita politica.

Mussolini e molti suoi compagni vedevano la guerra vs la Germania come una sorta di crociata culturale.

Fascismo italiano fusione tra le tradizioni reazionarie e quelle di sinistra. Stava evolvendo verso destra, ma fondato da ex socialisti®e sindacalisti, convertiti al nazionalismo con la campagna per l’intervento italiano nella Prima Guerra Mondiale. Componenti di misticismo e antisemitismo.

1° Fascio di combattimento di Mussolini Milano 23 marzo 1919: fu un grosso fallimento.®

1° agosto 1918 Mussolini cambiò testa del suo giornale, Il Popolo d’Italia, in “Quotidiano dei combattenti e dei produttori”. Mussolini appoggiava il produttivismo dottrina di estrema destra dello scrittore Enrico Corradini. La spaccatura era ormai fra le forze®produttive sui campi di battaglia e nelle fabbriche e gli sfruttatori improduttivi. Il produttivismo di M univa il padrone della Fiat agli operai e il maresciallo Armando Diaz ai soldati comuni.

Attratti dal nazionalismo e attivismo, i veterani e gli studenti aderenti al fascio di combattimento e al movimento nazista 1919-1920.

I fascisti non diedero mai la priorità alle trasformazioni sistematiche della struttura economica e sociale italiana: il loro obiettivo era la classe politica si doveva premiare la competenza.®

PNTL 3 periodi:

2

  • 1. Dalla fondazione del partito 1919 al Putsch della birreria dell’8-9 novembre 1923.
  • 2. Dal 1925 alla grande vittoria elettorale del settembre 1930.
  • 3. Dal tardo 1930 alla nomina di Hitler a cancelliere 30 gennaio 1933.

Nei primi due periodi fino al 1928 seguono a grandi linee lo sviluppo del movimento fascista dal 1919 al 1921. Entrambi®abbandonarono parti del loro antico programma, diventarono un movimento che concentrava la sua azione sul mondo contadino e sulle varie componenti dell’elettorato borghese.

  • Nazisti non ebbero bisogno di sfidare un’opposizione socialista nel settore agrario. La rabbia per la depressione agricola del 1927 e il PNTL sfruttò il risentimento dei contadini e artigiani verso i “sensali”, ebrei.
  • In Italia settore commerciale su vasta scala meno sviluppato e gli ebrei non avevano un ruolo di rilievo nell’economia rurale. Per i fascisti il nemico era la “sinistra”, in termini politici piuttosto che razziali.

Partito Tedesco dei Lavoratori fondato il 9 gennaio 1919 da Anton Drexler, operaio ferrovie bavaresi, somiglianze con il®primo fascio di Mussolini: in ogni punto inserirono del nazionalismo. Un seguace di Anton fu Adolf Hitler: unirono l’antisemitismo agli attacchi populisti verso il “capitale finanziario” e alla rivendicazione del diritto di condividere gli utili; questo programma attirò artigiani e lavoratori autonomi.

1920 il movimento trovò il suo baricentro sociale. Nuovo programma si rivolgeva direttamente alla piccola borghesia®coniugando antisemitismo, ostilità alle grandi catene commerciali, attacchi alle cooperative e chiusura immigrazione.

Rielaborazione motivi tradizionali del pensiero populista e nazionalista con venature di pessimismo culturale, con violenta ideologia razzista.

Nucleo = generazione bellica dell’ultimo decennio dell’800 e per i nazisti, dalla generazione priva di illusione che raggiunse la maggiore età negli anni ’20.

La marcia verso il potere

La marcia fascista su Roma risultato della convergenza di 2 movimenti paralleli:

  • 1921-1922 violenza, campagna sistematica di azione diretta, più ampio seguito.
  • Divisione all’interno dell’élite politica e volontà di importanti interessi economici e sociali di uscire dalla lunga crisi, idem per i nazisti.

Crisi che portò alla nomina di Mussolini e Hitler due aspetti:

  • 1. Risultò dalla ferma determinazione dei conservatori di eliminare la sinistra che aveva controllato una larga parte del parlamento e aveva istituzionalizzato il proprio potere attraverso il riconoscimento dei poteri contrattuali dei sindacati e altre concessioni guadagnate negli anni subito dopo il dopoguerra.
  • Autunno 1920 grandi proprietari terrieri del Nord e centro Italia fermamente decisi a spezzare il potere delle leghe contadine, cooperative e controllo socialista sulle giunte locali.
  • Germania di Weimar 1932: il partito comunista guadagnava velocemente terreno come il partito nazista.
  • 2. Crisi classe politica.

Anche se i fascisti 35 posti, la loro presenza assicurava la possibilità di portare ordine nell’intero paese.

Prima di prendere il potere i fascisti non avevano un apparato ideologico chiaro.

1921 movimento fascista cambiò marcia programma economico e sociale con il congresso del PF nel novembre 1921.®

Cosa fare dopo il 29 ottobre 1922? Improvvisare.

Ossatura del movimento fascista 1921-1922 si formò a livello provinciale dove le camicie nere azione di smantellamento sistematico del potere socialista e sindacale: spedizioni punitive. Movimento precisa base sociale. Colpite soprattutto le province del nord e centro.

1921 maggioranza, media e piccola borghesia. Eterogenea cauzione medioborghese unita dal comune nazionalismo, determinazione di schiacciare i socialisti e ambizione di soppiantare l’esistente classe politica a livello locale e nazionale.

Fratellanza violenta e indisciplinata fu la forza fascista e nazista nella loro ascesa al potere, ma problema una volta®conquistato il potere.

Partecipazione nazista al disastroso Putsch 8-9 novembre 1923: segnò la liquidazione del movimento originale, dal 1925 divenne un autentico partito nazionale.

Mancata risposta operaia 1926-1928 attribuita in parte ad Hitler: non volle creare un movimento sindacale ufficiale nazista. Mentre®Mussolini da ex socialista non volle sbarrare del tutto la strada a parte del movimento sindacale socialista riformista, consentì la formazione di leghe contadine fasciste su base provinciale.

Tra i nazisti fu Strasser a

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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