C
HE COS’È LA SOCIOLOGIA parte 1
Lo studio della società
:
Sociologia= studio scientifico del comportamentodegli esseri umani in società, che utilizza vari metodi di
ricerca empirica e approcci teorico-specifici al fine di sviluppare una conoscenza approfondita delle azioni,
delle strutture e dei processi sociali.
Dunque:
1. Non è un’opinione /soggettiva (“studio scientifico”).
2. Non studia la psiche /mente, ma qualcosa di visibile dall’esterno (“comportamento” di quando ci
troviamo in società).
3. Ricerca sul campo, nella realtà, nella concretezza (non in laboratorio) (“ricerca empirica”).
4. Quadri di interpretazione di ciò che accade, che ci aiutano a capire e a passare dal concreto
all’astratto (“approcci teorici”).
5. Scopo della sociologia: comprendere approfonditamente 3fenomeni sociali
:
a. Azioni: interazioni tra individui.
b. Strutture sociali: indica cose statiche della società, che non cambiano o cambiano molto
lentamente.
c. Processi sociali: indica movimento, cambiamento nel tempo della società.
L
a realtà sociale
:
Realtà sociale= tutti quei fenomeni che sono regolatisocialmente, che seguono delleregoleprecise, che
possono essere informali e formali:
- Formali: regole formalizzate, scritte.
- Informali: non scritte da nessuna parte, ma riconosciuteregole in quanto condivise da tutti in
maniera implicita, costituendo ilsenso comune
.
I
l comportamento sociale si basa sull’esercizio di ruoli, per cui crea in ciascuno di noi delle aspettative nei
confronti dell'altro e del suo ruolo (ma anche da sé stessi). Infatti, essendo il senso comune implicito, dato
per scontato, quando questo viene violato (es: comportarsi in maniera strana) causa nell’altro un senso di
imbarazzo, quindi si rompe l’ordine sociale che uno si aspetta.
i
n parte la realtà è costruita dalle normali interazioni quotidiane tra persone. La conoscenza, le
rappresentazioni mentali, le attese, i ruoli, contribuiscono a formare la realtà empirica. Tutti questi elementi
sono consuetudinari e vengono “dati per scontati” (sono ovvi, evidenti, non messi in discussione; ognuno
dà un contributo a creare la realtà sociale).
Ad esempio, le nostre preferenze personali sono, almeno in parte, influenzate dal contesto sociale e da
fattori a noi sconosciuti. Esempi:
- Moda: come ci vestiamo o ci pettiniamo dipende solo in minima parte dalla necessità umana di
coprirsi e ripararsi. Bensì è influenzato da processi imitativi e da esigenze di distinzione sociale.
- Scelta del nome dei propri figli: un nome ricorre con grande frequenza proprio nel periodo in cui
l’abbiamo selezionato tra tanti. Più spesso si scelgono nomi in base alla moda. Questo comporta
“ondate” di diffusione, per cui il fenomeno viene considerato statisticamente in forma aggregata.
L
o scienziato sociale ha il compito di mettere in discussione ciò che il senso comune generalmente dà per
scontato.
Sociologia come scienza sociale
:
La sociologia ha cercato di comprendere perché un certo fenomeno sociale sia così e non in altri modi. Per
cui, cerca di comprendere fenomeni complessi, rilevandone la ricorrenza nello spazio e nel tempo, e
identificandone le ragioni o le cause.
L’integrazione tra teoria e ricerca diventa quindi un aspetto fondamentale della sociologia, in quanto la
ricerca senza teoria è muta (i dati non parlano da soli), ma la teoria senza ricerca è astratta (non trovando
applicazioni e controllo nei dati). 1
I
l concetto di società
:
L’oggetto dello studio sociologico è la società.
Utilizzi errati del termine “società”:
- “Società sportiva”: più giusto usare il termine “
associazione
”(=individui che si uniscono
volontariamente per raggiungere finalità comuni specifiche).
- “Società aristocratica”: più corretto usare il termine “
classe sociale
”.
Associazioni e classi sociali sono categorie elaborate dalla sociologia per capire e classificare i vari aspetti
di cui è composta la società, ma non ci dicono che cosa sia la società nella sua interezza.
L
a sociologia ha per molto tempo considerato la “società” come un’entità collettiva, compresa entro i confini
di uno stato nazionale (es: società italiana). Questa impostazione risale all’1800, che identificava la società
con un organismo vivente. La società infatti appariva come una “totalità” indipendente dalla volontà degli
individui che ne fanno parte.
tuttavia, la coincidenza tra società e stato nazionale è messa in discussione, man mano che si afferma la
globalizzazione. Bisogna avere presente che in un’unica realtà statuale possono coesistere società
differenti.
L
’utilità per la sociologia di considerare la società come l’esito dell’interdipendenza tra individui e relazioni
sociali, in cui ognuno dei due termini influenza l’altro.
L
a società oggetto della sociologia è un insieme organizzato di individui e gruppi, uniti da relazioni di tipo
morale, giuridico e culturale, che presenta vari gradi di complessità e dimensioni più o meno ampie, non
necessariamente coincidente con i confini statuali, è durevole nel tempo, ma sottoposta a cambiamenti
anche radicali.
L
a società moderna e la nascita della sociologia
:
Le origini della conoscenza sociologica
:
la sociologia è l’ultima nata tra le scienze sociali, ed è quella che è stata più di tutte segnata dall’influenza
di 2 rivoluzioni, la Rivoluzione francese e la Rivoluzione industriale.
1
. Rivoluzione francese (1789-1799):
-Sconvolge alle radici il vecchio ordine politico, rivoluzionando la struttura di classe su cui si fondava: fine
dell’Ancien Régime, dei privilegi feudali, e arriva la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789).
-Dichiarazione comporta: cittadini con uguali diritti fondamentali; si ribaltano anche i valori tradizionali su cui
si basava la coesione della società.
-Sociologia nasce dall’esigenza di spiegare le trasformazioni radicali di un ordine politico e sociale, e come
cambiano di conseguenza i rapporti tra uomini e gruppi sociali.
2
. Rivoluzione industriale (fine 18º sec - metà 19º sec):
-Periodo di grandi innovazioni tecnologiche legate ai successi della ricerca scientifica; aggiunte alla
razionalizzazione della produzione agricola e allo sviluppo della fabbrica meccanizzata.
-Nuovi meccanismi di mercato capitalistico. La transizione al sistema di fabbrica riguarda anche i modi di
produzione. Questa, dettagliatamente descritta da Marx, implica la formazione di 2 classi opposte: padroni
proprietari del capitale necessario per investire nelle macchine; operai vedono la propria forza lavoro sul
mercato.
-Induce una trasformazione sociale, culturale e istituzionale. Infatti, la concentrazione dell’attività produttiva
nelle città provoca un processo diinurbamento(percui la gente si sposta verso le campagne), causando il
cambiamento del rapporto tra città e campagna (con conseguenti problemi sociali che l’ammassarsi nelle
periferie urbane comporta: crescita di popolazione; aumento promiscuità; delinquenza; alcolismo). 2
-
Le pesanti condizioni a cui sono sottoposti i lavoratori nelle fabbriche danno vita a movimenti di protesta,
scioperi, leghe di lavoratori (poi saranno sindacati e partiti socialisti). Conflitto sociale assume quindi forme
consapevoli e organizzate.
L
e prime inchieste sociali
:
Gli effetti dello sviluppo industriale danno vita aproblemi sociali
, ovvero problemi che vanno oltreil
controllo dell’individuo singolo e che riguardano questioni demografiche, organizzative, relazionali, morali,
di convivenza civile.
N
el 19º secolo nascono poi le primeinchieste socialifinanziate dagli stati (non sono più visti come
problemi del singolo, bens’ vengono riconosciuti dagli stati come problemi sociali).
Si hanno ad esempio le preoccupazioni umanitarie verso gli strati sociali più svantaggiati, che vivono
spesso in condizioni di assoluta miseria.
Ci furono moltiattori(sia individuali che collettivi)coinvolti nelle preoccupazioni umanitarie, ed erano
animati dalla fede positivista nel valore della misurazione e da intenti di riforma sociale.
N
ascono anche gliistitutiper la raccolta delle informazioni,che si organizzano per la rilevazione e
pubblicazione periodica di dati su vari aspetti della vita sociale. Si costituiscono per esempio lesocietà
nazionali di statistica
.
Tutte queste rilevazioni e inchieste mostrano la crescente preoccupazione, da parte degli studiosi e delle
classi dirigenti, di conoscere a fondo gli sconvolgimenti prodotti nel tessuto sociale dalla rivoluzione
industriale, con lo scopo di emanare leggi di protezione sociale con un esplicito intento riformatore.
P
recursori
:
Grandiprecursorihanno aperto la strada alla sociologiascientifica.
In particolare i precursori sono:
1. Scuola positivistica.
2. Pensiero Marxista.
3. Alexis de Tocqueville.
1
.Positivismo
:
Trattano problemi psicologici attraverso ricerche empiriche e analisi dei fenomeni sulla base di osservazioni
accurate.
È animato dalla fiducia nel progresso del sapere e nell’evoluzione del genere umano.
Maggiori esponenti:
- Auguste Comte: sostiene che si possa arrivare ad una riorganizzazione della società su basi
scientifiche, il che presuppone una scienza della società. Fu infatti Comte a chiamare per primo
questa nuova scienza “sociologia”, alla quale attribuì il compito di spiegare le leggi del mondo
sociale. Questa concezione della sociologia così elevata ha origini dallalegge dei tre stadi
,
secondo la quale il sapere passa attraverso 3 differenti fasi:
a. Stadio teologico
: contraddistingue l’epoca medievale,in cui il pensiero è guidato dalle idee
religiose. Cause della natura vengono cercate in entità soprannaturali; fenomeni sociali sono
intensi come espressione della volontà di Dio.
b. Stadio metafisico
: dal Rinascimento all’illuminismo,in cui la spiegazione della natura e
della società si trova in principi astratti, di tipo razionale.
c. Stadio positivo
: iniziato con la Rivoluzione industriale.Comprende e completa i primi 2
stadi.
La sociologia segue l’affermarsi della fisica, della chimica e della biologia, risultando così il prodotto
dello sviluppo scientifico. La sociologia occupa quindi la posizione superiore della gerarchia del
sapere umano. 3
-
H
erbert Spencer: pensa che la società sia un organismo formato da parti interdipendenti tendenti
all’equilibrio, il quale è dinamico e si sviluppa secondo uno schema evolutivo (da semplice a
complesso). Egli fu fortemente influenzato dalla teoria evoluzionista di Charles Darwin, basata sulla
selezione naturale e sulla sopravvivenza del più adatto. Però Spencer estese l’idea dell’evoluzione
anche alle società umane, le quali evolvono sotto la spinta della competizione (che seleziona gli
organismi con maggiore capacità di adattamento all’ambiente e alle sue trasformazioni). In risposta
alla competizione, gli organismi sociali si adattano, differenziando le loro funzioni. (
Evoluzionismo
sociale
)
La società industriale viene intesa da Spencer come uno stadio più elevato dell’evoluzione, che
viene successivamente alla società tradizionale, in quanto dominata da un potere centralizzato e
autoritario.
2
.Pensiero Marxista
:
Intende elaborare una scienza della società.
Sviluppa un approccio decisamente critico della società borghese-capitalistica e dei suoi sviluppi.
Parla di contraddizioni e di conflitto (≠ con positivismo, nel quale si parlava di progresso e di evoluzione).
Karl Marx era interessato al movimento operaio europeo e alle idee socialiste. La sua teoria si focalizza
soprattutto su 2 aspetti:
- Analisi capitalista
: inteso come modo di produzionediverso da quelli precedenti. È basato sulla
presenza di 2 classi contrapposte:
a. Capitalisti
: classe borghese, proprietari dei mezzidi produzione.
b. Proletariato
: classe operaia industriale, non possiedenull’altro che il lavoro. Venduta alla
borghesia in cambio del salario necessario per sostentarsi.
(continua)
R
apporto tra queste due classi:reciproca interdipendenzaAsimmetrica(poiché fondato sullo
sfruttamento. Infatti gli operai non controllano néil prodotto né le condizioni del proprio lavoro;
mentre capitalisti ricavano un profitto, appropriandosi della parte che supera il salario necessario
alla sopravvivenza degli operai.
Conseguenza di questo sfruttamento: interessi delle due classi generano inevitabilmente ilconflitto
di classe
.
- Teoria del mutamento sociale
: (o “concezione materialisticadella storia”) causato dai fattori
economici e dal conflitto di classe. Si creano delle contraddizioni traforze produttive(lavoro,
tecnologia) erapporti di produzione(rapporti trauomini associati nella produzione di beni materiali.
Quando le forze produttive si espandono (con la crescita economica) entrano in contraddizione con
i rapporti di produzione (che invece hanno la tendenza a cristallizzarsi). Questa contraddizione è
risolvibile solo con una rivoluzione che cambi qualitativamente il regime dei rapporti di produzione
(come è successo con la rivoluzione francese).
Marx prevede che i borghesi saranno a loro volta declassati dalla classe operaia che darà vita alla
società senza classi, ovvero la “società comunista” (visione utopistica).
3
.Alexis de Tocqueville
:
Egli analizza la genesi della Rivoluzione francese, ed incentra l’analisi sulla società americana per studiare
il sistema penitenziario.
Egli sostiene l’
inesorabilità dell’avanzata dellademocrazia
, ovvero dell’eguaglianza delle condizioniin
tutte le società moderne, al quale segna il passaggio alla modernità). Grazie all’eguaglianza delle
condizioni, ciascuno può coltivare ambizioni e progetti di ascesa sociale.
I
due grandi paradigmi della sociologia classica
:
Thomas Kuhn (storico della scienza) fornisce una definizione diparadigma= insieme di teorie e metodi
che caratterizzano una tradizione di ricerca (riconosciuta dalla comunità scientifica). Quindiparadigma 4
s
ociologico= insieme di teorie e metodi di analisi del sociale, che è argomentato, riconosciuto e
ufficializzato in centri di ricerca.
Secondo Kuhn, la scienza procede secondo fasi discontinue:
- Fase discienza normale
: domina un paradigma accettatoda tutti.
- Fase successiva: emergono anomalie non spiegabili all’interno del paradigma. Questo genera una
crisi che mette in dubbio metodi e credenze consolidati e consente ad un nuovo paradigma di
emergere.
Tuttavia, in sociologia troviamo più paradigmi contemporaneamente.
N
asce l’istituzionalizzazione della sociologia, la quale viene quindi riconosciuta e ufficializzata come
disciplina.
Nel periodo classico (che fonda la sociologia) si considerano2 paradigmiantagonisti e alternativi:
1. Oggettivismo sociologico.
2. Soggettivismo sociologico.
1
.Oggettivismo sociologico - Émile Durkheim
:
Durkheim è considerato uno dei padri fondatori della sociologia, fondando il paradigma oggettivista del
metodo e dell’oggetto della sociologia.
Per questo paradigma, i fenomeni sociali hanno un’esistenza propria, indipendente da come gli individui li
vivono e dal senso che attribuiscono loro.
Durkheim ha un’immagine della scienza più “r
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