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La nascita della sociologia

La sociologia è lo studio scientifico del comportamento degli esseri umani in società. Siamo immersi quotidianamente nella realtà sociale, cioè in tutti quei fenomeni che sono regolati e le cui regole sono conosciute e condivise da tutti e costituiscono quello che i sociologi chiamano senso comune: la loro violazione ha un forte valore simbolico di rottura dell'ordine sociale. La realtà è una costruzione sociale poiché le regole e le istituzioni sociali sono incorporate negli individui e considerate ovvie, non messe in discussione e non sottoposte a riflessione (ex. costruzione sociale è quello dell’infanzia, la quale non è uno stato naturale definito dalla biologia poiché prima del 1700 i bambini erano considerati ‘adulti in miniatura’ e non costituivano un gruppo differente con uno specifico status e bisogni da tutelare, questo cambiamento sociale è avvenuto con l’espansione della scolarizzazione e il declino della mortalità infantile).

Inoltre, le persone si formano una conoscenza implicita di senso comune anche di fenomeni più lontani e indiretti usando schemi mentali e stereotipi (ex. guerra) e a volte si pensa di compiere scelte personali quando invece si tratta di fenomeni collettivi poiché non dipendono solo dalle proprie preferenze ma sono influenzate dal contesto sociale (ex. moda). Non esiste una teoria generale in grado di unificare le scienze sociali (economia, antropologia, psicologia sociale, scienza politica e sociologia) ma hanno il carattere scientifico comune, cioè sono tutte basate su un tentativo di conoscenza della realtà sociale, infatti, lo scienziato sociale ha un atteggiamento di messa in discussione di ciò che il senso comune dà per scontato: i sociologi sviluppano concetti, metodi di indagine e analisi dei dati che consentono di osservare in maniera neutra i fenomeni sociali in modo da renderli comprensibili definendo le loro cause e motivazioni, attraverso l'indagine empirica.

Origini della sociologia

La sociologia nasce in età moderna, il cui inizio coincide con la scoperta dell’America nel 1492 che è considerato uno spartiacque nella storia europea tra una fase in cui il mondo era considerato statico (periodo di immobilità della vita, nascere e morire allo stesso modo) e un’altra fase in cui all’improvviso il mondo appare illimitato e si aprono orizzonti mai immaginati: inizia un’era di commercio, sviluppo economico e scoperte scientifiche; ci sono stati molti cambiamenti enormi per portata e velocità, infatti, le condizioni di vita si sono modificate negli ultimi 200 anni più di quanto non fosse avvenuto nei due precedenti millenni.

È proprio il mutamento a dare il via al desiderio di studiare le forme della vita sociale, infatti, si comincia a studiare la società quando questa non può più essere data per scontata perché ha cominciato a mutare in un modo così rapido e apparentemente inarrestabile, a porre problemi nuovi che richiedevano di comprendere le ragioni e le direzioni del mutamento per controllarlo, per criticarlo o almeno per non farsene travolgere.

Lo sviluppo del concetto di scienza

Inoltre, c’è un altro elemento fondamentale per comprendere l’epoca moderna, cioè lo sviluppo del concetto di scienza: la scienza è un insieme di strategie conoscitive che, attraverso il metodo sperimentale, l’osservazione della natura e l’applicazione di procedimenti logici di tipo razionale, ha lo scopo di scoprire regolarità universali che riguardano i fenomeni studiati. La scienza inizia a cambiare quando si supera l’idea premoderna che il sapere vero, assoluto ed eterno è posseduto solo da Dio e poteva derivare solo dalla riflessione filosofica o religiosa e non dall’osservazione del mondo; in seguito, tra il XVI e il XVII secolo, Galilei ha proposto una visione della scienza come un sapere basato sull’esperienza: si esprimeva ancora in termini religiosi affermando che non è in dubbio che il sapere vero e certo è di Dio, tuttavia, dato che la natura è il libro di Dio, attraverso la natura gli uomini possono accedere al sapere e anche se non raggiungeranno mai l’ampiezza infinita del sapere divino, ciò che impareranno dall’esperienza e formuleranno in termini matematici sarà della stessa qualità (conoscenza tramite l’osservazione dei fenomeni naturali).

In questo periodo sono presenti statistiche morali e inchieste sociali, cioè istituti che si occupano di illustrare e classificare fenomeni sociali (ex. povertà, devianza) e questo mostra una crescente preoccupazione di conoscere i problemi della realtà sociale e intervenire concretamente con leggi (intento riformatore). Dunque, la sociologia si afferma alla fine dell’800, quando assume un ruolo autonomo dalla filosofia, è stata fortemente influenzata dalla Rivoluzione francese e dalla Rivoluzione industriale:

  • La Rivoluzione industriale (1760) consiste nell’avvio del processo di industrializzazione che inizia in Inghilterra e si diffonde rapidamente nel resto del mondo (processo graduale): i presupposti sono la disponibilità di materie prime a buon prezzo, il controllo delle vie commerciali e dei mercati coloniali, la disponibilità per il lavoro in fabbrica di masse di lavoratori espulsi dalle campagne e la disponibilità di nuove tecnologie (ex. lampadina, treno, macchina a vapore); questo nuovo modo di produrre permette alle società non solo di produrre i propri prodotti ma anche di accrescere i prodotti, cioè di svilupparsi economicamente (idea di progresso, il mondo attuale sarà diverso da quello futuro). Smith spiega attraverso la metafora della mano invisibile il funzionamento dei nuovi meccanismi del mercato capitalistico e pone le basi per un approccio sociologico.
  • La Rivoluzione francese (1789/1799) è una rivoluzione politica e istituzionale che ha un forte impatto su tutta l'Europa: ha favorito il diffondersi del pensiero secondo cui è possibile modificare la realtà e ha determinato la delegittimazione del potere feudale fondato sui privilegi dell’aristocrazia favorendo un nuovo tipo di legittimità del potere fondato sul consenso della società civile a leggi stabilite e sull’obbedienza a governanti liberamente eletti (dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino 1789). Si forma la nuova classe sociale della borghesia (élite delle professioni tecniche) che mira a rimuovere il potere dell’aristocrazia e a sostituirlo con il proprio, la borghesia aveva sviluppato l’idea che tendeva a presentare le proprie aspirazioni come le aspirazioni di tutta la società; a differenza dell’aristocrazia che poteva permettersi di non lavorare e non essere coinvolto in processi produttivi per potersi dedicare ai piaceri, la borghesia vuole agire e lavorare ma con il potere di intervenire per poter cambiare le cose. La visione politica che ne derivò è alla base del mondo occidentale, cioè l’idea che tutti gli uomini godono degli stessi diritti e hanno il diritto di partecipare al governo attraverso l’elezione dei propri rappresentanti, in quanto cittadini di uno Stato: l’idea che tutti gli uomini sono uguali dal punto di vista del diritto è un’idea moderna opposta al mondo feudale perché nel mondo feudale i diritti del signore e quelli del servo erano incomparabili e determinati dalla nascita, invece, l’età moderna segna la possibilità di cambiamento rispetto alla propria nascita, la possibilità di modificare il proprio destino e l’assenza di status definiti alla nascita (sogno americano); inoltre, la mobilità avviene anche nei cambiamenti politici, infatti, le leggi come le azioni umane sono perfettibili perché stabilite dagli uomini e quindi non sono immutabili.

La società moderna emerge distruggendo l’ordine precedente e creandone uno nuovo che ha come carattere fondamentale il mutamento perpetuo: ragionare sulla società consiste nel tentare di padroneggiare il mutamento; il mondo non è più vincolato e garantito dalla tradizione e non può più essere considerato ovvio. Sul piano culturale le origini della sociologia si riferiscono all’illuminismo francese e all’empirismo inglese/scozzese che caratterizzano il XVIII secolo:

  • Secondo la filosofia dell’illuminismo, nulla è legittimo se non ciò che è motivato razionalmente e il progresso coincide con il procedere del rischiarimento che la ragione porta sulle vicende umane. Ha svolto una critica del sistema feudale: il governo non è cosa propria del sovrano o dei nobili ma è una cosa pubblica e ciascuno ha il diritto di portare critiche e proporre idee (opinione borghese), cioè la ragione è il principio di un dialogo e di una critica. In questa dimensione nasce la comunicazione tramite la stampa in cui avviene scambio di idee e opinioni.
  • La filosofia dell’empirismo inglese/scozzese condivide con l’illuminismo l’obiettivo di applicare lo stesso metodo conoscitivo dell’osservazione dei fenomeni naturali ai fenomeni sociali, però, non ha la stessa fede nella capacità della ragione di spiegare tutta la realtà. L’empirismo è alla base della teoria economica classica perché i primi economisti iniziano a ragionare sul fatto che in quel periodo l’economia è diversa poiché esiste un interscambio tra ciò che si produce e ciò che producono gli altri: la regolamentazione e l’integrazione degli scambi è dovuta al mercato, cioè l’istituzione sociale che regola tutto attraverso i meccanismi della domanda e dell’offerta e la conseguente definizione dei prezzi di ciascun bene (idea del liberismo economico in cui non esiste lo Stato, ma è il mercato a regolare i prodotti, poi negli anni si è compreso che è necessario l’intervento dello Stato ex. welfare state).

La sociologia del XIX secolo: positivismo e marxismo

La sociologia propriamente detta ha inizio intorno alla metà del XIX secolo. I precursori della sociologia si dividono in due scuole di pensiero molto diverse ma che hanno in comune l'idea che una scienza della società sia necessaria non solo per conoscere ma anche per agire sull'organizzazione stessa della società, modificandola: il positivismo e il marxismo.

Il positivismo è la corrente filosofica dominante nell’800, basata su un atteggiamento scientista, laico e orientato al progresso: il positivismo ha un’ottimistica fiducia nel progresso ed esalta la scienza, infatti, la scienza è considerata l’unica forma valida ed efficace del sapere e ne consegue il rifiuto della metafisica e di ogni altra presunta forma di conoscenza: la fiducia nel progresso deriva dalla crescita della scienza e della tecnologia e nella convinzione che il metodo scientifico è applicabile ad ogni campo ed è necessario per risolvere tutti i problemi dell’umanità. Il positivismo riprende dall’illuminismo la fiducia nella ragione e l’esaltazione della scienza, ma è differente poiché ha una minore carica polemica, si dà per scontata la validità del sapere scientifico e la scienza è concepita come sapere assoluto. Tra i maggiori esponenti del positivismo ci sono Comte e Spencer.

Auguste Comte

Auguste Comte (1798/1857) è considerato il padre della sociologia, sostiene che la società può essere riorganizzata su basi scientifiche, tale riorganizzazione presuppone una scienza della società che lui definisce sociologia (fisica sociale). La conoscenza umana, cioè il sapere evolve attraverso 3 stadi necessari:

  • Stadio teologico (fittizio): presente nell’epoca medievale, i fenomeni naturali e sociali sono espressione della volontà di Dio e si spiegano mediante agenti soprannaturali (ex. monoteismo, politeismo - la facoltà è l’immaginazione);
  • Stadio metafisico (astratto): presente nell’età moderna fino alla Rivoluzione francese, i fenomeni naturali e sociali si spiegano mediante forze astratte (ex. idee, essenze - la facoltà è la ragione);
  • Stadio positivo (scientifico): presente nel periodo della Rivoluzione industriale e caratterizzato dall’applicazione del metodo scientifico anche al mondo sociale, i fenomeni si spiegano mediante leggi invariabili che permette di prevederli e modificarli (‘scienza donde previsione, previsione donde azione’ - la facoltà è la ragione scientifica); è lo stadio della scienza considerata gerarchicamente superiore e basata sull’osservazione;

L’Europa è divisa tra due diversi tipi di società: quella teologico militare (in declino) e quella scientifico-industriale (in ascesa) che sono due modi opposti di organizzare la società, tuttavia, la vittoria sarà della società scientifica poiché la scienza, applicata al mondo della produzione, creerà una società che renderà inutili le guerre: il progresso umano è inarrestabile (si sviluppa secondo la legge dei tre stadi). La sociologia è al vertice delle scienze, ma non ha ancora raggiunto lo stadio positivo e si articola come la fisica:

  • Statica sociale: studia le condizioni dell’ordine, cioè dell’esistenza della società che sono comuni a tutti i tempi (ex. socievolezza, famiglia, divisione del lavoro). La legge fondamentale è la connessione tra i diversi aspetti della vita sociale che si influenzano a vicenda.
  • Dinamica sociale: studia le leggi del progresso, cioè dello sviluppo della società. La legge fondamentale è quella dei tre stadi; sul piano sociale allo stadio teologico corrisponde la supremazia del potere teocratico-militare, a quello metafisico la rivoluzione e a quello positivo la società industriale.

Herbert Spencer

Herbert Spencer (1820/1903) è un evoluzionista, considera la società come un organismo vivente formato da parti interdipendenti (ex. piante, animali) che tende all’equilibrio e lo ristabilisce in maniera spontanea ogni volta che subisce una perturbazione (in modo autonomo, così come fanno gli organismi).

  • Sia le società sia gli organismi iniziano come piccoli aggregati che aumentano nella massa;
  • Iniziano con una struttura semplice che aumenta di continuo e diventa più complessa;
  • Le parti all'inizio sottosviluppate crescono gradualmente diventando talmente interdipendenti che la vita di ogni parte finisce per dipendere dalla vita delle altre parti;
  • La vita della società è indipendente dalla vita di ognuna delle sue singole componenti ed è anche duratura (il tutto fa funzionare l’organismo nel tempo);

Alla base c’è l'idea che la società è soggetta a una legge universale che deve essere studiata con il metodo scientifico: questa legge universale è la legge dell'evoluzione secondo cui tutto l'universo è governato da un principio evolutivo. L'evoluzione è il passaggio di un organismo dal semplice al complesso, cioè attraverso successive differenziazioni avviene il passaggio dall’indifferenziato al differenziato, dall'uniforme al multiforme, dall’omogeneo all’eterogeneo (evoluzione e differenziazione sono due concetti inscindibili).

Inoltre, Spencer utilizza anche il concetto di sopravvivenza del più adatto che riprende dalla selezione naturale di Darwin: sopravvive chi è adatto in un determinato ambiente, cioè chi ha gli strumenti idonei in un determinato contesto, mentre i più deboli soccombono, quindi, nella società chi non è adatto e debole (ex. disabili o poveri) deve essere abbandonato a sé stesso e se la famiglia è moralmente corrotta anche i figli lo saranno (Spencer contrasta le poor law); è contrario al socialismo poiché vorrebbe alterare la legge di natura dell’evoluzione ed è contrario all’intervento dello Stato nell’economia perché altera il processo di selezione naturale.

  • Struttura: indica il modo in cui le parti di un sistema sono disposte tra loro, cioè non è l’insieme delle parti di un sistema, bensì il modo in cui si combinano e si posizionano.
  • Funzione: indica che ogni elemento del sistema svolge una funzione, cioè il contributo che una componente apporta all’organizzazione o all’insieme a cui appartiene; implica il concetto di bisogno, domandarsi quale funzione svolge ciascun elemento significa domandarsi a quale bisogno corrisponde (alcuni elementi della società non svolgono funzioni o funzioni positive ex. guerra).

Storicismo vs Positivismo

Le scienze naturali hanno un paradigma unico, mentre le scienze sociali sono multi-paradigmatiche. Il termine paradigma, coniato da Kuhn, consiste nella visione generale sul mondo che guida il lavoro dei ricercatori e lo riconduce a unità: si distingue tra periodi di scienza normale e periodi rivoluzionari in cui nei primi domina un paradigma unico e accettato da tutti, mentre i secondi si verificano quando si afferma un nuovo paradigma di fronte a problemi non spiegabili tramite il paradigma precedente (ex. idea della terra al centro del mondo, seguita dalla rivoluzione scientifica in cui avviene il cambiamento del paradigma, cioè un nuovo modo di vedere le cose che permette di spiegare i fenomeni: la terra non è al centro dell’universo). Invece, nella sociologia i paradigmi coesistono.

  • Positivismo: questo movimento culturale evidenzia la storicità della realtà, che la studia empiricamente come frutto diacronico dell’agire umano e considera irripetibili gli eventi e le cose (possono accadere una volta sola).
  • Storicismo: i principali esponenti sono Dilthey che fa una distinzione tra Scienze della natura e Scienze dello spirito in cui gli oggetti studiati sono ontologicamente differenti e Windelband che fa una distinzione tra Scienze nomotetiche e Scienze ideografiche in cui è diversa la finalità poiché le prime mirano alla...
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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