Sociologia - Mongardini
Società e sociologia
1.1 Concetto di società
Oggetto della sociologia= società (sintesi di esperienze e sensazioni di esperienze
varie e complesse; comportamenti ed aspettative di comportamenti).
Indeterminato= parte dell’individuo che non è sociale; determina, però, la vita sociale.
! Nello studio sociologico, oltre la società, deve anche essere compresa la realtà,
altrimenti lo studio sarebbe superficiale e generico.
1.2 Oggetto della sociologia
Sociologia= filosofia sociale.
Relatività= pluralità di teorie sociologiche.
La sociologia ha più definizioni, in quanto in ogni definizione cambia l’oggetto.
Sociologia= studio empirico sperimentale dei modelli del comportamento sociale
dell’individuo, della vita comune degli uomini, dei rapporti sociali.
Oggetto di studio: rapporti sociali, ordinamenti, strutture sociali, il mutamento storico
delle relazioni, gli atteggiamenti dominanti e i loro mutamenti, le ideologie.
1.3 Osservazione
L’osservatore spesso ha un vincolo conoscitivo (vive nella società che osserva;
posizione conoscitiva ottimale).
Libertà= conoscenza (condizionamento critico).
1.4 Metodi ed indirizzi
Uomo= essere sociale.
Società= base di ogni movimento storico.
La sociologia può essere:
- micro (micro-sociale, spazio limitato; rapporti immediati di interazione; piccoli
gruppi);
- macro (grandi configurazioni sociali o unità sociali).
Metodo della macro-sociologia: metodo storico-comparativo (studio di avvenimenti
storici simili per creare un tipo ideale di fenomeno, da utilizzare come strumento di
riferimento e di misurazione degli avvenimenti).
Le correnti sociologiche contemporanee possono essere:
- analitico-positiviste (studio del sociale senza influenza storica o di valore);
- fenomenologiche (studio dell’essenza della vita associata);
- filosofico-critiche (analisi empirica e critica delle società storiche);
- realista-umaniste (sistema di teorie da usare per la descrizione dei fenomeni).
Indirizzi della macro-sociologia:
- funzionalista (società come sistema sociale o equilibrio sociale; vengono
studiate le funzioni sociali, i ruoli e le istituzioni; la devianza è patologica, il
conflitto e il mutamento sono marginali);
- conflittualista o marxista (ineguale distribuzione dei mezzi di produzione e
diseguaglianza delle classi; lotta e stratificazione sociale);
- conflittualista liberale (conflitto fisiologico tra gruppi; creazione di élites).
1.5 Storia della conoscenza sociologica
Il sapere sociologico muta continuamente con la storia (relatività delle problematiche;
non ha leggi eterne).
La sociologia nasce con la comunità (osservazione dei caratteri tipici).
Inizi XVIII secolo, Francia e Inghilterra: società industriale e borghesia (creazione di
nuove scienze: economia, statistica, sociologia e politica).
! Per il marxismo la sociologia era scienza borghese.
Fu Auguste Comte a coniare il termine “Sociologia”.
1.6 Sociologia ed altre scienze
Oggetto economia= azioni attraverso le quali gli uomini soddisfano i propri bisogni
materiali.
Oggetto politica= fenomeno del potere.
Oggetto sociologia= vita comunitaria degli individui.
Oggetto statistica= addizioni di fenomeni.
! La storia è il campo legittimo della sociologia.
! Gli assiomi della sociologia sono la filosofia e l’antropologia.
Le scienze sociali sono più indeterminate e approssimate rispetto alle scienze naturali.
Teoria= possibile interpretazione del reale per cogliere un particolare aspetto del
fenomeno considerato.
1.7 Concettualizzazione
Uomo razionale= essere che fabbrica e utilizza le teorie nella vita quotidiana.
Costruzione delle teorie= tradurre gli oggetti tramite processi logici di astrazione in
concetti determinati.
Codificazione= sistemazione ordinata e compatta dell’esperienza scientifica; la vita
sociale viene ridotta a schemi tipici (tipi ideali che non corrispondono ai fenomeni
reali, ma che vengono utilizzati come strumenti di riferimento e di misurazione).
! Per comprendere la realtà i comportamenti diventano astratti (schematizzazioni).
I concetti della vita associata possono essere:
- creativi e innovativi (persona, gruppo, classe; azione dell’uomo);
- stabili (modelli di comportamento, ruoli, istituzioni; adattamento all’ambiente).
! I ruoli sono definiti per funzioni e norme di comportamento.
1.8 Ipotesi e leggi
Scopo sociologico= formulare leggi di tendenza (clausola ceteris paribus, a parità di
condizioni costanti).
Le leggi possono essere:
- di struttura (rapporti di struttura);
- di sviluppo (processi di mutamento delle forme sociali);
- statistiche (relazione probabilistica di invarianza tra due eventi).
1.9 Sociologia e valori
Giudizio di valore= giudizio espresso della relazione tra realtà e idealità.
Lo studioso è influenzato dalle proprie esperienze, dal contesto culturale e dalla
propria personalità (influenza di valori e pregiudizi).
Lo studioso deve cercare di limitare tale influenza e di relativizzare le conclusioni del
proprio studio.
1.10 Difficoltà della ricerca sociologica
L’uomo non si rende conto del meccanismo di cui fa parte (abitudine).
Soluzione: comprendere le variazioni sociali.
I fatti devono essere individuati, isolati, semplificati e comparati con fenomeni simili
(trasformazione da oggetto di esperienza ad oggetto di conoscenza).
Errore: ricercare un’unica causa generatrice del fenomeno (dietro ogni fenomeno ci
sono più fattori interdipendenti che lo generano).
1.11 Mutamento sociale
Il mutamento sociale (modificazione di valori e istituzioni) porta al mutamento degli
interessi conoscitivi (complessità della sociologia).
1.12 Sociologia ed azioni sociali
Comte credeva che la sociologia fosse capace di stabilire delle leggi universali di
comportamento sociale, come le scienze naturali, allo scopo di risolvere tutti i
problemi pratici. Ma l’azione sociale sfugge alla progettazione scientifica (contrasto
tra idealità e realtà).
1.13 Sociologia come partecipazione
Sociologia= strumento di trasformazione sociale (scelta tra valori).
Persona sociale e processo di socializzazione
2.1 Persona sociale
= modello astratto sul quale viene costruita la conoscenza sociologica.
La persona sociale si muove in base ai mutevoli bisogni (azione sociale).
2.2 Sistema di bisogni e azione sociale
I bisogni portano all’azione sociale; il punto di arrivo dell’azione sociale produce
nuovi bisogni.
I bisogni sono il confine tra sociologia e psicologia (esplorazione del mondo
interiore).
Nella maggior parte dei casi gli obiettivi dell’azione sociale vengono solo
parzialmente conseguiti dalla persona sociale (gioco tra reale e ideale).
A causa della limitatezza dei mezzi a disposizione, le persone sociali sono costrette a
fare delle scelte vincolate alla situazione (fattori prevedibili ed imprevedibili).
! La politica ha la funzione di definire il fine generale del gruppo.
Caratteristiche dei bisogni:
- sensazione di privazione e stimolo alla ricerca dei mezzi utili;
- possono essere ad azione continua o intermittente;
- la soddisfazione estrema o la privazione estrema possono avere risultati simili;
- creano fini e valori perseguiti dall’individuo.
La soddisfazione può essere:
- diretta o indiretta (es.: transfert, sublimazione o proiezione);
- periodica (bisogni che ritornano periodicamente);
- immediata o differita.
I bisogni possono essere secondo l’intensità con la quale vengono percepiti:
- primari;
- secondari.
2.3 Ambiente sociale
= dove l’individuo identifica i suoi bisogni e li soddisfa; è il prodotto dell’interazione
umana.
! Il comportamento e il pensiero degli individui di uno stesso ambiente sociale
possono essere simili, ma non uguali.
2.4 Rapporti di interazione
Realtà sociale= rete di interazioni (catena di azioni e reazioni; studio dei processi
sociali).
Interazione= contatto tra individui o gruppi; ogni contatto provoca un mutamento
(rapporto di scambio).
Socializzazione= riconoscimento dell’altro come partner (rapporti costituiti; strutture
sociali).
L’interazione può essere:
- verticale (tra persone o gruppi di uno stesso livello);
- scalare (tra persone o gruppi di livelli diversi);
- circolare (le reciproche reazioni vengono rafforzate continuamente).
I rapporti possono essere:
- primari (intimi, emozionali, diretti e personali; amore, amicizia, parentela e
ideologie; la persona prevale sul ruolo);
- secondari (il ruolo prevale sulla persona; interazioni codificate e finalizzate,
senza la personalità degli individui).
! Oggi sono molto diffusi i rapporti di interazione secondari.
2.5 Processo di socializzazione
= prodotto dell’interazione tra individuo ed ambiente sociale (cultura, norme sociali ed
aspettative di ruolo).
Apprendimento= acquisizione delle norme, dei comportamenti, delle informazioni,
delle conoscenze e dei valori del gruppo.
Interiorizzazione= adesione a norme, comportamenti, informazioni, conoscenze e
valori del gruppo.
Agenti di socializzazione= strumenti di pressione e controllo sui membri per
l’interiorizzazione (es.: famiglia, scuola, chiesa, partiti).
! Rimane impossibile avere un consenso totale e incondizionato, nonostante i sistemi
di gratificazione per i comportamenti conformi o di sanzione per i comportamenti
devianti.
Premesse del processo di socializzazione:
- apertura alla socialità;
- plasticità (capacità di adattamento e di apprendimento);
- capacità di raggiungere una posizione eccentrica (operare scelte consapevoli,
anche difformi alle norme).
Personalità sociale= compromesso tra istinto e cultura.
2.6 Interdipendenza nel processo di socializzazione
Socializzazione primaria= apprendimento infantile che ha conseguenze importanti
nella vita dell’individuo (riconoscimento di oggetti-stimolo). Termina verso il sesto o
settimo mese di età.
2.7 Teorie sul processo di socializzazione
Base di studio: come il bambino apprende i contenuti della socializzazione.
Le varie culture possono influenzare il modo di essere degli individui
(interiorizzazione dei valori e delle norme della società tramite un legame
emozionale).
Ciascuno cerca di ottenere dall’interazione una soddisfazione (azione sociale come lo
scambio economico).
Le esperienze della cultura e della società formano la personalità dell’individuo.
Personalità modale o di base= complesso essenziale comune a tutti, socialmente
condizionato e non razionale (stimolo alla personalità). Sono le istituzioni primarie,
sulle quali si creano le istituzioni secondarie (dicotomia tra comunità e società).
2.8 Dinamica del processo di socializzazione
Il processo di socializzazione si basa sull’interazione tra individuo e ambiente
socio-culturale (processo di adattamento).
Socializzazione= costante processo di adattamento degli impulsi dal mondo interno al
mondo esterno (rapporti primari che motivano le azioni e la ripetizione dei
comportamenti).
Oggettivamente, è la società ad influenzare il singolo (modelli di comportamento);
soggettivamente, è il singolo ad adattarsi alla società.
2.9 Quadro sociale di riferimento
La cultura viene interiorizzata dall’individuo tramite le esperienze (equilibrio tra
azione esterna e reazione interna).
Quadro sociale di riferimento= esperienze individuali accumulate (aspettativa di
comportamento).
L’esperienza è comune a tutti, unica, irripetibile e specifica per cultura e società.
2.10 Socializzazione e consenso
Consenso= grado in cui gli individui si fondano sulle medesime convinzioni relative
ai ruoli o alle situazioni (sentimento di unità).
Oggetto del giudizio consensuale: persone rappresentative.
Funzione del consenso: mantenere l’ordine pubblico (cooperazione).
! Il consenso viene trasmesso soprattutto tramite la tradizione.
Così come non si può avere una società di assoluto conflitto, non si può avere una
società di assoluto consenso.
2.11 Personalità e socialità
Per nessun individuo il comportamento sociale può essere pienamente prevedibile
(ciascuno di noi ha una personalità distinta).
! L’individuo è persona sociale fin dalla nascita, è in continuo sviluppo tramite il
processo di socializzazione.
Stratificazione sociale e struttura politica
3.1 Differenziazione sociale
= come individui e gruppi sono distribuiti nello spazio sociale.
Stratificazione sociale= insieme di processi che distribuiscono elementi del
riconoscimento sociale secondo dei ruoli (sistema di disuguaglianze).
Elementi che modificano o rafforzano la differenziazione sociale:
- elementi naturali (es.: età, capacità);
- elementi sociali (es.: divisione del lavoro, ruoli, status);
- elementi politici (es.: ricompense, sanzioni);
- elementi ideologici (es.: pregiudizi, valutazioni).
3.2 Spazio sociale
= campo specifico dove si muove l'azione degli individui. L'azione è mossa dalla
sensazione di privazione (bisogni; agente dal basso) e dai valori (consenso; agente
dall'alto).
! Per interpretare i rapporti tra individui o gruppi, bisogna individuare la distanza
sociale che c'è tra le loro posizioni nella società (la funzione del loro status).
1925: scala di Bogardus (tecnica per misurare la distanza di un individui da un
gruppo).
! La situazione ideale non corrisponde mai a quella reale.
3.3 Forma della stratificazione sociale
Pareto, studiando la distribuzione del reddito, capì che la forma della curva era un
invariante, così è la stratificazione sociale.
3.4 Conseguenza della stratificazione sociale
Secondo la sociologia, la conoscenza fa parte di una situazione sociale (analisi della
costruzione sociale della realtà; posizione della stratificazione sociale).
! Partendo dai vertici, scendendo nella piramide sociale, la conoscenza sarà sempre
più generale e semplice (realtà vs ideale).
3.5 Posizione sociale e status
Status/Posizione sociale= rango in cui un individuo è inserito dagli altri membri della
società secondo valutazioni e giudizi. E' un concetto parallelo a quello di ruolo.
! Lo status non è suscettibile ai mutamenti di breve periodo, ma tende a modificarsi
nel lungo periodo.
Gli status possono essere:
- attribuiti (imputati all'individuo in base a dei valori; es.: età, sesso);
- acquisiti (imputati all'individuo in base alle sue azioni sociali; es.: laureato).
3.6 Fattori dello status
Lo status viene riconosciuto dalla società (significato simbolico), così come i suoi
fattori (rimangono esterni all'individuo; valori sociali).
I fattori sono:
- la nascita (appartenenza ad un'etnia; posizione di classe della famiglia);
- la ricchezza;
- l'utilità funzionale (capacità di rendimento; importanza per le istituzioni);
- grado e tipo di istruzione;
- la religione (valori sociali);
- caratteri biologici (sesso, età).
3.7 Persona, status e prestigio
Lo status produce effetti soggettivi (mentalità, comportamenti e ideologie; rango
sociale secondo il prestigio).
! Gli arrampicatori sociali ricercano più riconoscimento dalla società (mobilità
sociale).
Il prestigio è una conseguenza dello status.
3.8 Tipi di status
Classificazione sociale= rapporto di una posizione sociale con le altre.
Tipi di status:
- status socio-economico (rapporti di reddito, prestigio, professione, indici
misuratori);
- status delle istituzioni (status di gruppo; es.: famiglia, religione).
Tra tutte le posizioni che un individuo può occupare, c'è lo status chiave o principale,
determinato secondo valori sociali. Lo status chiave si congiunge con il ruolo chiave.
! Lo status è ciò che la gente stima che un individuo sia, il ruolo è il comportamento
atteso dalla società (entrambi si basano su valori sociali).
Status sociale generale= posizione sociale totale (misurazione ideale del prestigio
sociale).
Elementi posizione sociale totale:
- è fortemente influenzata dallo status chiave;
- è la somma delle singole valutazioni semplici (divergenze minime).
! Non è possibile identificare un individuo in una posizione sociale totale se le
divergenze tra i singoli fattori sono ampie.
3.9 Teorie sulla stratificazione sociale
Strato= insieme di individui con posizione simile.
! Per alcuni sociologi la classe è un concetto economico, per altri psicologico.
! Il ceto, rispetto allo strato, è determinato più fortemente da tradizioni e valori sociali.
Ceto sociale= insieme di persone che fanno parte di uno stesso strato di status sociale,
delimitati da legge e consuetudini.
Lo strato è una categoria descrittiva (persone che occupano una stessa posizione;
modo continuo, società in un determinato momento); la classe è una categoria
analitica (teoria delle classi; raggruppamenti di interessi; modo discontinuo,
mutamento sociale).
La stratificazione sociale diventa più visibile quando:
- le disuguaglianze sociali sono ampie e generiche;
- c'è un forte grado di coesione all'interno delle classi;
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